PROGRAMMA DEL BIENNIO
D.M. 9 marzo 1994.- Sostituzione degli
orari e dei programmi di insegnamento vigenti nel biennio degli istituti
tecnici industriali e nei successivi trienni ad indirizzo per l'elettronica
industriale, per l'elettrotecnica, per le telecomunicazioni, per le industrie
metalmeccaniche, per la meccanica e per la meccanica di precisione di cui al D.P.R. 30 settembre 1961, n. 1222.
Premessa
Premessa
IL MINISTRO DELLA PUBBLICA ISTRUZIONE
DI CONCERTO CON
IL MINISTRO DEL TESORO
Veduta la legge 15
giugno 1931, n. 889;
Veduto il D.P.R. 30
settembre 1961, n. 1222;
Veduta la legge 12 gennaio 1991, n. 13;
Veduto il testo coordinato di cui al D.M. 3 settembre 1982 e successive modificazioni
ed integrazioni relativo alle nuove classi di concorso a cattedre, a posti di
insegnante tecnico-pratico, a posti di insegnante di arte applicata;
Considerata l'esigenza di ammodernare gli orari
ed i programmi degli istituti tecnici industriali degli indirizzi per
l'elettronica industriale, per l'elettrotecnica, per le telecomunicazioni e per
la meccanica in relazione all'evoluzione tecnologica ed ai mutamenti
intervenuti nei processi produttivi;
Sentito il Consiglio nazionale della pubblica
istruzione che, nell'adunanza del 23 aprile 1992, ha espresso parere favorevole
alla istituzionalizzazione dei nuovi orari e programmi di insegnamento previsti
dai citati progetti sperimentali, in sostituzione di quelli previsti dal D.P.R. n. 1222/1961, soprarichiamato;
Decreta:
Articolo unico
A partire dall'anno scolastico 1994/95 gli orari
ed i programmi di insegnamento vigenti nel biennio degli istituti tecnici
industriali e nei successivi trienni ad indirizzi per l'elettronica
industriale, per l'elettrotecnica, per le telecomunicazioni e per la meccanica
di cui al D.P.R. 30 settembre 1961, n. 1222
sono sostituiti con quelli contenuti negli allegati al presente decreto che
sarà pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana.
Allegati
ORARI E PROGRAMMI DI INSEGNAMENTO
(e costituzione delle cattedre)
ALLEGATO A
BIENNIO PER GLI ISTITUTI TECNICI
INDUSTRIALI
PREMESSA
La formulazione di nuovi programmi per il biennio
degli istituti tecnici industriali risponde alla necessità di proseguire nella
linea di innovazione avviata per alcuni trienni, mediante un processo di
continuo cambiamento al quale sono state chiamate a partecipare le forze vive
della scuola.
Con la modifica dei piani di studio e dei
programmi di tutte le discipline si è attuata la revisione complessiva del
quinquennio. In tale ambito si è accolto completamente il principio
dell'allargamento della base culturale all'intero ciclo di studi e si è
assicurata agli insegnamenti scientifici e tecnologici una collocazione il più
possibile adeguata allo sviluppo e alle effettive potenzialità delle diverse
classi di età degli allievi.
La ristrutturazione dei piani di studio del
biennio è stata effettuata accogliendo l'ipotesi "Brocca", con la
separazione degli insegnamenti di Fisica e Chimica.
Tale modifica si è resa necessaria per assicurare
una adeguata base propedeutica per i successivi trienni ed attraverso
l'adozione dei nuovi programmi, più consoni alla fascia di età degli studenti,
si è realizzato un più efficace piano di formazione.
L'introduzione dell'area di progetto, accogliendo
il principio della unitarietà del sapere e del processo di educazione
culturale, può condurre al coinvolgimento delle varie discipline e ad una
concreta collaborazione tra alcune o tutte le materie.



AREA DI PROGETTO
Il principio della unitarietà del sapere e del
processo di educazione e formazione culturale deve trovare una sua esplicita e
specifica affermazione anche nell'attuazione di un'area di progetto che conduca
al coinvolgimento ed alla concreta collaborazione fra docenti di alcune o di
tutte le discipline.
A questo fine, al di là di iniziative più
limitate, realizzate autonomamente da gruppi di docenti, occorre che nel corso
del biennio siano attuati progetti di ricerca multidisciplinare, di ampiezza e
durata variabile.
L'area di progetto è dunque un modello di
articolazione culturale ricavato dal monte ore annuo delle lezioni, che non
altera né il quadro orario né la composizione delle cattedre e delle classi.
All'area di progetto sarà dedicato un numero di
ore non superiore al 10% del monte ore annuo delle discipline coinvolte in
quest'attività. Da questo 10% sono escluse le ore indicate come attività
extrascolastica (visite guidate, stages, campi scuola ecc. _).
L'area di progetto si propone di:
- favorire l'apprendimento di strategie cognitive
e mirate a comprendere come si formano ed evolvono le conoscenze;
- far cogliere all'alunno le relazioni esistenti
tra l'"astratto" e il "concreto";
- sollecitare l'alunno ad affrontare nuovi
problemi con spirito di autonomia e creatività;
- promuovere nell'alunno atteggiamenti che
favoriscano la socializzazione, il confronto delle idee, la tolleranza verso la
critica esterna e l'insuccesso, la revisione critica del proprio giudizio e la
modifica della propria condotta di fronte a prove ed argomenti convincenti;
- favorire il confronto tra la realtà scolastica
e la realtà di lavoro, con particolare riferimento a quelle presenti nel
territorio.
I problemi dell'area di progetto dovranno tener
conto di diversi aspetti: conoscitivo, applicativo, tecnologico, informatico,
economico, organizzativo e di documentazione. Tali problemi devono basarsi su
un consistente nucleo di attività operative e realizzative.
L'area di progetto deve essere realizzata durante
l'intero corso di studio. L'attività inizierà, nell'ambito della programmazione
didattica, con una riunione del Consiglio di classe dedicata alla definizione
preliminare di progetti sulla base delle proposte espresse dai vari docenti e
degli interessi manifestati dagli allievi.
Ogni progetto deve essere sottoposto ad analisi
di fattibilità per mettere in luce la natura e l'ampiezza delle competenze e
delle risorse materiali necessarie alla sua realizzazione. E' importante che
questa fase si sviluppi con molto anticipo rispetto all'attuazione del
progetto, in modo da garantire per tempo il reperimento delle risorse.
Nello studio di fattibilità dovranno essere
definite:
- le competenze necessarie per affrontare i
molteplici aspetti dei progetti;
- i compiti da affidare agli insegnanti ed
eventualmente ad esperti esterni;
- le modalità ed i tempi di attuazione;
- le modalità di verifica e di comunicazione dei
risultati.
La realizzazione dell'area di progetto si
sviluppa normalmente attraverso alcune fasi che si possono così distinguere:
- l'analisi della situazione o del problema che
il progetto intende affrontare;
- la formulazione dell'ipotesi di lavoro;
- l'attuazione del progetto;
- la verifica e la documentazione dei risultati.
Si possono ipotizzare progetti ai quali lavorano
intere classi, eventualmente con divisione in sottoprogetti, oppure si possono
dividere le classi in più gruppi ciascuno con un proprio progetto. Non si
esclude che un progetto possa avere durata pluriennale né che le classi di
scuole diverse collaborino alla realizzazione di uno stesso progetto.
In particolare, per ogni progetto, saranno
definiti il periodo di svolgimento, le ore ad esso destinate, la loro
distribuzione settimanale e la loro ripartizione fra le varie discipline.
Il Preside, su designazione del Consiglio o dei
Consigli di classe, nomina, di volta in volta, un coordinatore di area di
progetto.
La valutazione degli studenti relativamente
all'attività dell'area di progetto contribuisce alla formulazione dei giudizi
periodici e finali di ciascuna disciplina e complessivi, secondo modalità
decise dai Consigli di classe. Di tali giudizi si dovrà tener conto in sede di
scrutini finali.
PROGRAMMI
EDUCAZIONE FISICA
Finalità
L'insegnamento di Educazione Fisica si propone le
seguenti finalità:
1. l'armonico sviluppo corporeo e motorio
dell'adolescente, attraverso il miglioramento delle qualità fisiche e
neuromuscolari;
2. la maturazione della coscienza relativa alla
propria corporeità, sia come disponibilità e padronanza motoria sia come
capacità relazionale, per superare le difficoltà e le contraddizioni tipiche
dell'età adolescienziale;
3. l'acquisizione di una cultura delle attività
di moto e sportive che tenda a promuovere la pratica motoria come costume di
vita e la coerente coscienza e conoscenza dei diversi significati che lo sport
assume nell'attuale società;
4. la scoperta e l'orientamento delle abitudini
personali nei confronti di attività sportive specifiche e di attività motorie
che possano tradursi in capacità trasferibili al campo lavorativo e del tempo
libero;
5. l'evoluzione e il consolidamento di una
equilibrata coscienza sociale, basata sulla consapevolezza di sé e sulla
capacità di integrarsi e differenziarsi nel e dal gruppo, tramite l'esperienza
concreta di contatti socio-relazionali soddisfacenti.
Riferimenti generali
L'educazione mediante il movimento contribuisce
allo sviluppo integrale della personalità e si avvale sia dell'educazione del
corpo intesa come sviluppo e conservazione ottimale del medesimo sia
dell'educazione al corpo intesa come atteggiamento positivo verso il corpo
stesso.
L'insegnamento dell'Educazione Fisica nei primi
due anni della secondaria superiore, cioè nel periodo iniziale dell'adolescenza,
deve tener conto dei rapidi ed intensi cambiamenti psicofisici che avvengono in
questa età, della grande disomogeneità di situazioni personali, delle
significative differenze esistenti fra i due sessi e della variabilità del
processo evolutivo individuale.
E' comunque essenziale che ogni studente sia
guidato ad ottenere un significativo miglioramento delle conoscenze, delle
capacità e delle competenze motorie rispetto alla propria situazione iniziale.
Obiettivi di apprendimento
Lo studente al termine del biennio deve
dimostrare:
a) un significativo miglioramento della sua
capacità di:
1. tollerare un carico di lavori o submassimale
per un tempo prolungato;
2. vincere resistenze rappresentata dal carico
naturale e/o da un carico addizionale di entità adeguata;
3. compiere azioni semplici e/o complesse nel più
breve tempo possibile;
4. eseguire movimenti con l'escursione più ampia
possibile nell'ambito del normale raggio di movimento articolare;
5. avere disponibilità e controllo segmentario;
6. realizzare movimenti complessi adeguati alle
diverse situazioni spazio temporali;
7. attuare movimenti complessi in forma economica
in situazioni variabili;
8. svolgere compiti motori in situazioni inusuali
tali che richiedono la conquista, il mantenimento ed il recupero
dell'equilibrio;
b) di essere in grado di:
9. conoscere e praticare, nei vari ruoli, almeno
due discipline individuali e due sport di squadra;
10. esprimersi con il corpo ed il movimento in
funzione di una comunicazione interpersonale;
11. trasferire capacità e competenze motorie in
realtà ambientali diversificate, là dove è possibile;
12. conoscere le norme elementari di
comportamento ai fini della prevenzione degli infortuni ed in caso di
incidenti;
13. organizzare le conoscenze acquisite per
realizzare progetti motori autonomi e finalizzati.
Gli obiettivi da 1 a 4, si riferiscono all'ambito
delle qualità fisiche, da 5 a 8, alla funzionalità neuromuscolare, da 9 a 11
alle capacità operative e sportive. Gli obiettivi 12 e 13 riguardano l'aspetto
teorico-pratico.
Contenuti
1. Attività ed esercizi a carico naturale.
2. Attività ed esercizi di opposizione e
resistenza.
3. Attività ed esercizi con piccoli attrezzi e ai
grandi attrezzi codificati e non codificati.
4. Attività ed esercizi di rilassamento, per il
controllo segmentario ed inter segmentario, per il controllo della
respirazione.
5. Attività ed esercizi eseguiti in varietà di
ampiezza, di ritmo, in situazioni spazio-temporali variate.
6. Attività ed esercizi di equilibrio in
situazioni dinamiche complesse ed in volo.
7. Attività sportive individuali. Due specialità
da scegliere fra atletica leggera, ginnastica artistica, ginnastica ritmica,
pattinaggio, nuoto, sci, ecc.;
8. Attività sportive di squadra. Due specialità
da scegliere fra pallacanestro, pallavolo, calcio, pallamano ecc.
9. Organizzazione di attività di arbitraggio
degli sport individuali e di squadra.
10. Attività tipiche di ambiente naturale (ove è
possibile); sport di orientamento, escursioni, campeggio, vela, ecc.
11. Attività espressive codificate e non
codificate.
12. Ideazione, progettazione e realizzazione di
attività motorie finalizzate derivanti dall'attività svolta.
13. Informazioni sulla teoria del movimento e
sulle metodologie dell'allenamento relative alle attività.
14. Esercitazioni di assistenza diretta e
indiretta relative alle attività svolte.
15. Conoscenze essenziali sulle norme di
comportamento per la prevenzione degli infortuni e in caso d'incidente.
Note
1. La lista non prevede una distinzione in
attività fondamentali e complementari in quanto la scelta di una attività può
essere condizionata dalla situazione ambientale e dai mezzi disponibili.
2. Le attività elencate devono essere realizzate
tenendo conto che ciascuna di esse, a seconda della metodologia adottata, può
essere utile al conseguimento di obiettivi diversi.
INDICAZIONI DIDATTICHE
Nell'insegnamento dell'Educazione Fisica vanno
tenute preliminarmente presenti due indicazioni generali ugualmente importanti:
da un lato la necessità di valutare la situazione iniziale degli studenti nei
confronti degli obiettivi che dovranno essere conseguiti e, dall'altro,
l'esigenza di individuare modalità diverse nell'applicazione del programma
unico in relazione alle differenze esistenti tra i due sessi.
Indicazioni più specifiche per i singoli gruppi
di obiettivi possono essere le seguenti.
Miglioramento delle qualità fisiche
Una scelta adeguata di attività motorie protratte
nel tempo in situazione prevalentemente aerobica secondo oculati carichi
crescenti e/o adeguatamente intervallati (metodo continuativo - alternato o
intervallato - Jogging - Cross-promenade - situazioni sportive, ecc.) promuove
il miglioramento della resistenza.
Per lo sviluppo della forza il docente deve porre
attenzione, in particolare, alla forza veloce e resistente, utilizzando
prevalentemente il carico naturale o bassi carichi addizionali (20/30% del peso
corporeo), in esecuzioni dinamiche, non escludendo nessun settore corporeo.
L'incremento della velocità si può ottenere
ricorrendo a prove ripetute su brevi distanze (25/30 m) e a tutta quella gamma
di esercizi interessanti i diversi distretti corporei che favoriscono il
miglioramento della rapidità di esecuzione. Sono altresì utili esercizi che,
esigendo dal soggetto una risposta immediata allo stimolo esterno (uditivo,
visivo e tattile), favoriscono il miglioramento della velocità di reazione.
La mobilità articolare, nel rispetto dell'età
auxologica, è favorita da movimenti ampi ed eseguiti con intervento attivo del
soggetto.
Affinamento delle funzioni neuromuscolari
La presa di coscienza e l'elaborazione di tutte
le informazioni spaziali, temporali e corporee e il conseguente controllo del
movimento, costituiscono un passaggio fondamentale per l'affinamento delle
funzioni neuromuscolari. E' pertanto opportuno scegliere fra i contenuti una
vasta gamma di attività individuali e di gruppo, con e senza attrezzi (piccoli
e grandi, codificati e non).
Tali attività, utilizzate in forme variate e
sempre più complesse e in situazioni diversificate, favoriscono un continuo
affinamento delle funzioni di equilibrio e di coordinazione per una sempre più
efficace rappresentazione mentale del proprio corpo in azione.
Acquisizione delle capacità operative e sportive
Per lo sviluppo delle capacità operative nei vari
ambiti delle attività motorie si devono privilegiare le situazioni-problema
implicanti l'autonoma ricerca di soluzioni e favorire il passaggio da un
approccio globale a una sempre maggiore precisione anche tecnica del movimento.
Un'adeguata utilizzazione delle diverse attività
permette di valorizzare la personalità dello studente, generando interessi e
motivazioni specifiche utili a scoprire e orientare le attitudini personali che
ciascuno deve sviluppare nell'ambito a lui più congeniale. A tal fine il
docente può anche cogliere e valorizzare stimoli culturali legati alla
tradizione e alle realtà locali.
La pratica degli sport individuali e di squadra,
anche quando assume carattere di competitività, deve realizzarsi in armonia con
l'istanza educativa, sempre prioritaria, in modo da promuovere in tutti gli
studenti, anche nei meno dotati, l'abitudine alla pratica motoria e sportiva.
Le molteplici opportunità offerte dallo sport favoriscono l'assunzione di ruoli
diversi e di responsabilità specifiche (di arbitraggio, organizzativi,
progettuali), promuovendo una maggiore capacità di decisione, giudizio e
autovalutazione. In particolari situazioni ambientali e strutturali possono
trovare spazio anche sport quali lo sci, il nuoto, il pattinaggio, la vela,
ecc.
L'attività motoria realizzata in ambiente
naturale e da questo caratterizzata tende alla unificazione di esperienze e
conoscenze derivanti da discipline diverse e costituisce occasione per il
recupero di un rapporto corretto dell'uomo con l'ambiente.
Per l'attività espressiva, il passaggio da
attività globale di tipo espressivo-comunicativo codificata e non codificata a
varie tecniche di comunicazione non verbale consente allo studente di leggere
criticamente i messaggi corporei propri, gli altrui e quelli utilizzati dai
mezzi di comunicazione di massa.
Aspetto teorico-pratico
E' importante che il docente, cogliendo gli
spunti emergenti nello svolgimento dell'attività didattica, non tralasci di
spiegare le norme elementari di comportamento ai fini della prevenzione degli
infortuni e della prestazione dei primi soccorsi avvalendosi, eventualmente,
della collaborazione di Enti e strutture che, nel territorio, abbiano specifica
competenza.
Per conquistare una consolidata cultura del
movimento e dello sport che si traduca in costume di vita, lo studente deve
interiorizzare principi e valori ad esso collegati. Ciò può essere conseguito
mediante informazioni sulla teoria del movimento e sulle metodologie
dell'allenamento costantemente correlate con l'attività pratica svolta.
Verifiche
Per quanto riguarda la verifica è opportuno tener
conto che, all'interno di ogni singolo obiettivo deve essere valutato il
significativo miglioramento conseguito da ogni studente. Al termine
"significativo" si attribuisce un duplice valore: una misura
quantitativa, se è possibile la definizione precisa del livello raggiungibile
all'interno di un obiettivo; un'indicazione soltanto qualitativa, se tale
definizione non è quantificabile. Va sottolineato, infatti, che la prestazione
motoria umana appartiene alla categoria delle produzioni complesse, categoria
per la quale è difficile definire costantemente criteri oggettivi.
Il docente può far ricorso oltre che alla pratica
delle attività sportive, individuali e di squadra, a prove di valutazione ormai
note, anche orali, e/o a prove multiple per la valutazione di qualità e
funzioni diverse.
ITALIANO
Le finalità, gli obiettivi e i contenuti vengono
presentati distinguendo i tre settori istituzionali delle abilità linguistiche,
della riflessione sulla lingua e dell'educazione letteraria. Tale partizione e
l'ordine che ne consegue non costituiscono indicazione di priorità intrinseca e
di conseguenza nella prassi didattica, la quale deve invece attuare una forte
circolarità e una chiara interconnessione fra le attività di ciascun settore.
FINALITA'
Finalità specifiche del biennio sono:
a) nel settore delle abilità linguistiche:
1) l'acquisizione della capacità di usare la
lingua nella ricezione e nella produzione, orali e scritte, in maniera
sufficientemente articolata, in relazione agli scopi e alle situazioni
comunicative, e secondo una dimensione propriamente "testuale";
2. l'acquisizione, in particolare, dell'abitudine
alla lettura, come mezzo insostituibile per accedere a più vasti campi del
sapere, per soddisfare nuove personali esigenze di cultura, per la maturazione
delle capacità di riflessione e per la maggiore partecipazione alla realtà
sociale;
b) nel settore della riflessione sulla lingua:
3. l'acquisizione di una conoscenza riflessa più
sicura e complessiva dei processi comunicativi e della natura e del
funzionamento del sistema della lingua, allo scopo sia di rendere più
consapevole il proprio uso linguistico sia di cogliere i rapporti tra la
lingua, il pensiero e il comportamento umano sia di riconoscere, nella lingua,
le testimonianze delle vicende storiche e culturali;
4. l'acquisizione di un metodo più rigoroso anche
nell'analisi della lingua, in analogia con le esperienze che si compiono in
altri campi disciplinari;
c) nel settore dell'educazione letteraria:
5. la maturazione, attraverso l'accostamento a
testi di vario genere e significato e l'esperienza di analisi dirette condotte
su di essi, di un interesse più specifico per le opere letterarie, che porti
alla "scoperta" della letteratura come rappresentazione di sentimenti
e situazioni universali in cui ciascuno possa riconoscersi e luogo in cui anche
i gruppi sociali inscrivano e riconoscano le loro esperienze, aspirazioni e
concezioni.
Riferimenti generali
L'insegnamento dell'italiano si colloca nel quadro più ampio
dell'educazione linguistica, la quale coinvolge tutti i linguaggi, verbali e
non verbali, e impegna tutte le discipline. La connessione fra i diversi linguaggi
e la varietà dei contenuti e delle situazioni di approfondimento, a cui la
pratica dei linguaggi va collegata, costituiscono punti di riferimento
obbligati in ogni fase del percorso formativo. In particolare la lingua
primaria, come strumento fondamentale per l'elaborazione e l'espressione del
pensiero e per l'ampliamento dell'intero patrimonio personale di esperienze e
di cultura, si offre come terreno di intervento diretto per tutti gli
insegnamenti. In tale contesto, l'insegnamento dell'Italiano assume come
oggetto specifico dell'azione educativa e come campo di acquisizioni culturali
i processi di produzione e comprensione in questa lingua, facendosi speciale
carico di farne emergere le varietà di caratteri e di funzioni. In tale azione
esso trova particolari attinenze con gli altri insegnamenti linguistici.
Si segnala in particolare che la civiltà
contemporanea ha accresciuto il suo interesse per il linguaggio, del quale
vengono messi sempre più in evidenza le connessioni con i processi di sviluppo
cognitivo e con il formarsi di una coscienza etnica e culturale e il nesso
indissolubile con i contenuti del sapere. Il linguaggio stesso, e in special
modo la lingua umana, diventano perciò oggetto centrale di osservazione
riflessa, anche in funzione propedeutica nei riguardi di altre direzioni di
studio, come quelle della logica e della matematica.
L'osservazione della lingua si riconosce oggi
percorso obbligatorio anche per l'approccio ai testi letterari, nei quali il
mezzo linguistico esprime al massimo le sue potenzialità.
OBIETTIVI DI APPRENDIMENTO
Gli obiettivi, indicati secondo i settori
istituzionali della disciplina, si riferiscono a capacità che lo studente deve
dimostrare di aver acquisito al termine del biennio.
Abilità linguistiche
Comunicazione orale
a) Ricezione (ascolto).
Lo studente, superato il livello della
comprensione globale e generica dei discorsi altrui, deve saper:
1. individuare nel discorso altrui i nuclei
collaterali e l'organizzazione testuale, specialmente nelle esposizioni
argomentate;
2. evincere con chiarezza il punto di vista e le
finalità dell'emittente;
b) Produzione (parlato)
Lo studente, superato il livello dell'esposizione
casualmente sequenziale e differenziata, deve saper:
3. pianificare e organizzare il proprio discorso,
tenendo conto delle caratteristiche del destinatario, delle diverse situazioni
comunicative, delle diverse finalità del messaggio e del tempo disponibile;
4. regolare con consapevolezza il registro
linguistico (usi formali e informali), i tratti prosodici (intonazione, volume
di voce, ritmo) e gli elementi che conferiscono efficacia al discorso.
Gli obiettivi indicati riguardano anche la
comunicazione a distanza attraverso mezzi fonici e fonico-visivi, nella quale
l'uso orale ha assunto aspetti particolari e svolge funzioni culturali e
sociali nuove.
Lettura
Nella pratica della lettura, tenuto conto delle
diverse modalità e funzioni che caratterizzano la lettura silenziosa e quella a
voce, si segnalano separatamente due ordini di obiettivi.
Nella lettura silenziosa lo studente deve saper:
5. compiere letture diversificate, nel metodo e
nei tempi, in rapporto a scopi diversi, quali la ricerca di dati e
informazioni, la sommaria esplorazione, la comprensione globale, la
comprensione approfondita, l'uso del testo per le attività di studio;
6. condurre l'analisi e l'interpretazione dei
testi, sapendo:
6.1. individuare le strutture e le convenzioni
proprie dei diversi tipi di testo;
6.2. usare le proprie conoscenze per compiere
inferenze;
6.3. integrare le informazioni del testo con
quelle fornite da altre fonti.
Nella lettura a voce lo studente deve saper:
7. rendere l'esecuzione funzionale alla
situazione, regolando gli aspetti fonici, prosodici e di direzione
comunicativa.
Scrittura
Nella pratica della scrittura lo studente deve
raggiungere:
8. una adeguata consapevolezza e capacità di
controllo delle differenze tra formulazione orale e formulazione scritta del
pensiero con particolare riferimento ai rapporti tra fatti prosodici e punteggiatura,
tra sintassi ellittica e sintassi esplicita, tra lessico comune e lessico
preciso o tecnico;
9. la capacità di realizzare forme di scrittura
diverse in rapporto all'uso, alle funzioni e alle situazioni comunicative,
distinguendo tra scritture più strumentali e di uso personale e scritture di
più ampia diffusione e di diversa funzione, che richiedono più attenta
pianificazione;
10. la consapevolezza della flessibilità del
progetto di scrittura e la conseguente capacità di modificarlo quando occorra;
11. la capacità di utilizzare intelligentemente e
correttamente informazioni, stimoli e modelli di scrittura, ricavati da altri
testi.
Riflessione sulla lingua
Gli obiettivi della riflessione sulla lingua si
rapportano a finalità sia applicative, sia cognitive. Lo studente deve saper:
12. analizzare con metodo di adeguato rigore
scientifico la lingua, sapendo collegare i fenomeni dei vari livelli del
sistema e istituendo confronti tra alcuni elementi fondamentali della lingua
italiana e quelli di altre lingue studiate o note, compresi i dialetti;
13. riconoscere la diversa utilizzazione che
hanno le stesse strutture linguistiche in diversi tipi di testo;
14. cogliere l'interrelazione tra i contenuti del
pensiero e le forme linguistiche;
15. istituire rapporti tra l'ambito delle lingue
verbali, i linguaggi formalizzati, quali quelli della matematica, della logica
e delle tecnologie dell'informazione, e le realizzazioni nei linguaggi visivi;
16. cogliere il rapporto tra le tradizioni
linguistiche, le tradizioni culturali e le vicende della società, rilevando gli
aspetti della storicità della lingua e della varietà linguistica nello spazio
geografico.
Educazione letteraria
Lo studente deve saper:
17. riconoscere gli aspetti formali del testo letterario
nelle sue varie realizzazioni, rilevando la funzione che in esso assumono
l'ordine interno di costruzione, le scelte linguistiche e, in particolare nella
poesia, i tratti ritmici e prosodici e la stessa configurazione grafica;
18. cogliere in termini essenziali, attraverso
elementi del linguaggio e riferimenti di contenuto, il rapporto tra l'opera
letteraria e il contesto culturale e storico generale in cui essa si situa;
19. fornire, sulla base degli elementi testuali e
contestuali rilevati, un'interpretazione complessiva e metodologicamente
fondata del testo;
20. formulare giudizi motivati che esplicitino il
rapporto tra il messaggio dell'opera e l'esperienza culturale e la sensibilità
estetica del lettore.
CONTENUTI
Abilità linguistiche
Lo sviluppo delle abilità linguistiche trova i
suoi contenuti nelle specifiche attività che lo studente deve svolgere sulla
base di motivazioni e spunti concreti.
Per la ricezione e la produzione orale tali
attività sono:
- la pratica dei diversi generi di scambio
comunicativo, quali la conservazione, la discussione, il dibattito,
l'intervista, l'esposizione libera o sulla base di appunti e scalette;
- rilevamenti e registrazioni della produzione,
di altri e degli studenti stessi in situazioni extrascolastiche, anche
attraverso i mezzi radiofonici e televisivi;
- l'utilizzazione consapevole delle
caratteristiche strutturali e testuali del parlato, che lo rendono funzionale
alla particolare modalità comunicativa e lo differenziano dall'uso scritto.
Per la lettura e i contenuti fanno riferimento
sia all'ulteriore necessario sviluppo dell'abilità specifica, sia al
soddisfacimento dei bisogni di cultura e di partecipazione alla vita sociale
presenti nello studente. Le attività di analisi e comprensione dei testi
devono:
- riguardare un'ampia varietà di testi,
riferibili a tipologie e tematiche diverse; da testi espositivi e informativi a
testi argomentativi, da testi scientifici a testi letterari;
- portare a individuare i caratteri specifici
della testualità e il loro vario manifestarsi nelle diverse forme di testo;
- realizzarsi anche in letture strumentali,
eseguite in situazioni di uso concreto (a fini di studio, per preparare
dibattiti, relazioni ecc.).
Per la scelta e le attività riguardanti i testi
propriamente letterari si rinvia a quanto è detto nel paragrafo sull'educazione
letteraria.
Per la scrittura le attività consistono nella
produzione di vari tipi di testo, allo scopo di accostarsi alle utilizzazioni e
alle finalità che la scrittura trova nella vita reale e che possono essere così
indicate:
- dare, registrare e chiedere informazioni, in
forme testuali quali appunti di lezioni e di conferenze verbali di discussione;
annunci e comunicazioni di carattere privato o pubblico ecc.;
- dare istruzioni per eseguire operazioni o
regolare attività;
- descrivere in termini oggettivi o soggettivi
luoghi, oggetti, persone, eventi;
- sviluppare argomentazioni su tema dato, secondo
istruzioni compositive indicate;
- trasferire contenuti di testi in altra forma,
mediante parafrasi, riscritture, riassunti di varia dimensione e secondo
prospettive diverse;
- interpretare e commentare testi, redigendo
recensioni di libri, film, spettacoli, note esplicative e osservazioni
valutative a margine di testi;
- rielaborare in modo creativo esperienze
personali, informazioni oggettive di elementi fantastici, in forma di diari,
dialoghi, racconti, sceneggiature ecc.
Sono altresì contenuto specifico della didattica
della scrittura, per ogni forma da praticare, tutti gli aspetti, le fasi e le
tecniche del processo di composizione, riguardanti l'ideazione, l'ordine di
costruzione e la graduale definizione formale del testo (articolazione,
correttezza e registro della lingua, ampiezza, impostazione grafica) in
rapporto alla sua funzione e destinazione nonché al tempo di elaborazione.
Le varie forme di produzione scritta vanno il più
possibile riferite alle attività scolastiche, affinché tale pratica non abbia
puro carattere di esercizio fine a se stesso.
Riflessione sulla lingua
I contenuti della riflessione sono dati dalla
materia relativa ai processi di comunicazione e al funzionamento del sistema
della lingua Tale quadro, parzialmente già noto allo studente, deve ora
acquistare decisiva chiarezza e completezza e perciò deve ricomprendere tutti i
principali nuclei tematici. Diventano argomenti di particolare o nuova
trattazione:
- le caratteristiche fondamentali di un testo
(unità, completezza, coerenza, coesione che ne realizzano l'informatività) e le
sue possibili articolazioni, sia nelle forme dell'oralità, sia in quelle della
scrittura;
- la varietà dei tipi di testo ("tipologia
dei testi"), che conduce ad esaminare il rapporto tra la forma del testo
ed il suo contenuto;
- gli aspetti retorici, legati particolarmente a
valori semantici, nei diversi usi della lingua;
- le implicazioni principali del rapporto tra
semantica e sintassi nella struttura della frase: legami tra i costituenti,
reggenze, concordanze modali, temporali e aspettuali dei verbi;
- punti fondamentali nella vicenda storica della
lingua italiana, dalle sue origini latine ad oggi, e dei suoi rapporti con i
dialetti e con altre lingue;
- le varietà sociali e funzionali della lingua
(standard scritto, uso medio, usi regionali, linguaggi settoriali) anche in
relazione alle esperienze presenti negli studenti.
Educazione letteraria
L'educazione letteraria trova i suoi contenuti
nella diretta lettura ed analisi dei testi letterari, affiancata da una
conoscenza essenziale delle istituzioni (modelli tematici e formali,
procedimenti retorici, circuiti sociali e culturali) che ne regolano la
produzione e da iniziali esperienze di contestualizzazione dei testi. L'analisi
dei testi permette di rilevare anche le inesauribili risorse della lingua e
offre occasione privilegiata per lo sviluppo di abilità linguistiche generali.
La scelta dei testi deve tener conto sia degli
interessi e delle motivazioni culturali degli studenti, sai di obiettivi più
ampi e organici dell'educazione letteraria, dei quali si fa interprete il
docente in base alla programmazione. Mediante tale scelta si deve proporre un
orizzonte abbastanza largo di cultura, senza pregiudiziali restrizioni di
tempo, di spazio e di genere, e quindi tenendo conto dei seguenti criteri:
- accanto ad opere di epoche relativamente
recenti e più affini con la cultura degli studenti, non devono mancare adeguati
contatti con testimonianze di altre epoche, anche antiche, per attingere a
motivi culturali profondi (memoria di miti e di figure, luoghi ed eventi emblematici);
- la prevedibile maggiore presenza di opere
letterarie italiane non deve ridurre eccessivamente la presenza di altre
culture europee ed extraeuropee. Per il panorama italiano non deve mancare
l'interesse per quanto è stato prodotto dalla nostra cultura anche in altre
lingue (latino, dialetti, altri idiomi) e a tal fine si possono utilizzare
buone traduzioni affiancate agli originali;
- occorre attingere alle varietà di forme e
generi della produzione letteraria, poiché questa si configura come un sistema
dotato di proprie istituzioni portatrici di significato; va dato il dovuto
spazio alla poesia, nella quale anche la funzione creativa della lingua trova
la sua massima espressione.
Una lettura varie e articolata di testi letterari
richiede anzitutto il ricorso ad adeguate scelte antologiche, come terreno di
esercitazione intensiva delle competenze letterarie ed occasione e stimolo alla
scoperta di opere intere. La scelta dei testi deve essere organizzata in modo
significativo mediante raggruppamenti e percorsi, al fine di far rilevare la
persistenza e l'evolversi di temi, motivi e forme nel tempo, nelle diverse
culture e nei vari tipi di rappresentazione.
La lettura di opere intere costituisce scopo
fondamentale dell'educazione letteraria. Quanto alla loro dimensione, la scelta
deve essere tale da consentire per ogni anno, d'obbligo, sia la lettura
collettiva e guidata di almeno un'opera narrativa intera, sia la lettura più
rapida e individuale di altre opere. Circa i loro requisiti di qualità, si deve
tenere responsabilmente conto dei seguenti criteri, che sono tra loro
interconnessi:
- la riconosciuta dignità letteraria delle opere;
- la significatività tematica, in rapporto agli
interessi presenti ed educabili negli studenti;
- le caratteristiche formali e gli aspetti
linguistico-espressivi, in relazione alle possibilità di accesso iniziale e a
quelle di crescita e di affinamento della comprensione.
Si pone altresì l'esigenza di accostare lo
studente anche alle espressioni letterarie di maggiore rilievo per valore
artistico e per il contributo dato al patrimonio di memorie e di figure
simboliche della collettività. In tale ambito, la lettura dei "Promessi
Sposi" è tradizionalmente presente in questa fascia scolastica per il
ruolo svolto dal romanzo nelle vicende della letteratura italiana moderna e per
ragioni di prima accessibilità della forma e di varietà e ricchezza di temi. La
lettura di questa, come di altre opere di particolare ampiezza e complessità,
non va condotta né in modo estensivo e globale (tanto meno per riassunti) per
giungere ad un generico inquadramento di contenuto, né perseguendo il disegno
di una piena contestualizzazione storico-culturale, obiettivo proprio di una
fase più matura: tale lettura deve seguire opportunamente itinerari selettivi
che mettano in evidenza aspetti significativi dell'opera e integrarsi nelle
altre esperienze di lettura e di educazione letteraria proprie del biennio.
INDICAZIONI DIDATTICHE
L'azione educativa da svolgere nel biennio, in
ciascuno dei tre settori in cui si articola la disciplina, costituisce una
coerente continuazione di quella svolta nei precedenti gradi scolastici: essa
ripropone in un nuovo ciclo gli stessi percorsi fondamentali della disciplina,
con lo scopo non solo di consolidare i risultati già conseguiti dagli studenti,
ma di far loro raggiungere livelli chiaramente più avanzati, in relazione alle
accresciute capacità e ai maggiori bisogni della loro età.
Per il raggiungimento degli obiettivi indicati si
richiede in ogni caso che preliminarmente si compia la verifica dei livelli di
partenza nei vari ambiti di attività, rilevando in particolare quali abitudini
linguistiche il singolo studente abbia derivato dal suo contesto
socio-culturale e quale grado di competenza abbia raggiunto nella comprensione
e nella produzione dei testi e nelle conoscenze metalinguistiche.
Considerata la collocazione dell'insegnamento
dell'italiano nel quadro più ampio dell'educazione linguistica e la
trasversalità che questa assume nell'intero processo formativo e di istruzione,
in sede di programmazione collegiale vanno stabiliti concreti collegamenti con
tutte le discipline, in termini di obiettivi comuni e di procedimenti
operativi, per lo sviluppo delle capacità e delle conoscenze relative al linguaggio.
Intese particolari vanno instaurate tra l'insegnamento dell'italiano e quello
delle altre discipline linguistiche per gli obiettivi di apprendimento, i
contenuti e i metodi che ne accomunano la didattica.
Per quanto riguarda la distribuzione della materia
nei due anni, si segnala che non sono stati proposti percorsi vincolanti:
spetta alla programmazione indicare quali strategie adottare e quali itinerari
seguire per garantire la gradualità, l'organicità e la produttività dell'azione
didattica. Spetta parimenti al docente stabilire accordi e connessioni tra
singole attività, per evitarne la rigida separazione e per non frammentare gli
apprendimenti.
Abilità linguistiche
Tutte le attività per lo sviluppo delle abilità
linguistiche, sia orali che scritte, vanno specificamente previste e
programmate. A tale scopo vanno pienamente utilizzate l'interazione
comunicativa in classe e le attività di studio, in quanto occasioni concrete
per un esercizio finalizzato delle abilità.
Riguardo alla comunicazione orale, è necessario
che il docente faccia emergere l'importanza che in questa hanno i vari fattori
situazionali, facendone oggetto di osservazione e guidando i comportamenti
degli studenti nelle diverse forme di scambio comunicativo. Tutti i componenti
della classe vanno coinvolti in tali scambi. E' particolarmente importante
utilizzare la cosiddetta "interrogazione" innanzi tutto come
occasione per l'esercizio dell'esposizione orale, distinguendo perciò tale
aspetto al fine della valutazione.
Si richiama l'attenzione sul fatto che, nell'uso
orale, il comportamento comunicativo e linguistico tenuto dai docenti nello
svolgimento delle attività didattiche costituisce la fonte e il modello più
diretto per gli studenti.
Nella pratica della lettura è essenziale attivare
le diverse strategie e modalità, alternandole e sottolineandone i diversi
caratteri, e accertarsi che lo studente acquisisca la capacità autonoma di
applicare tali modalità alle diverse tipologie dei testi e alle finalità della
lettura.
Si segnala che è particolarmente utile avviare
gli studenti a frequentare strutture e luoghi (biblioteche, librerie, archivi e
simili) che favoriscono la lettura come attività autonoma e permettono anche di
soddisfare interessi personali.
Per quanto riguarda la scrittura si sottolinea
che le tecniche di produzione sono oggetto di insegnamento esplicito e che
pertanto occorre mettere al centro dell'attenzione didattica il complesso di
fasi e di operazioni attraverso le quali il testo prende forma definitiva e
adeguata agli scopi comunicativi. Anche la correzione dei testi prodotti va
considerata come parte del processo di addestramento alla scrittura e a tal
fine lo studente deve essere educato altresì all'autocorrezione.
Ai fini della valutazione vanno considerati tutti
gli aspetti del processo di scrittura sopra indicati, e perciò negli elaborati
vanno verificate sia la presenza di informazioni, conoscenze ed elaborazioni
personali, sia la correttezza formale, sia la rispondenza alle istruzioni
compositive impartite.
Riflessione sulla lingua
La riflessione sulla lingua, nelle sue molteplici
direzioni, non va concepita a fini meramente normativi o sussidiari all'uso, ma
va invece rivalutata come fondamentale forma di indagine sul rapporto fra i
contenuti di pensiero e le forme linguistiche e sulla realtà della
comunicazione. Tale attività deve ora mettere a frutto le maggiori capacità di
astrazione e le potenzialità di pensiero ipotetico deduttivo dello studente,
perché l'analisi della lingua sia anche sede e occasione per accostarsi a
problemi riguardanti i processi di conoscenza e di simbolizzazione affrontati
in altri campi disciplinari.
Sotto il profilo del metodo è necessario porre come oggetto concreto di
osservazione il sistema linguistico, attraverso itinerari ordinati e
collegamenti con l'uso, evitando il prevalere di esposizioni di teorie e
l'assunzione rigida di un unico modello.
E' indispensabile altresì confrontare e
raccordare metodi e terminologie con quanto si apprende nella scuola media e
nell'insegnamento delle altre lingue.
Educazione letteraria
La lettura e l'interpretazione dei testi
letterari si fondano prioritariamente sull'analisi diretta delle forme del
testo. Bisogna pertanto educare lo studente a cogliere una parte essenziale del
significato del testo osservandone concretamente la lingua nei suoi diversi
livelli e gli altri aspetti formali. Nel condurre tale analisi sono da evitare
sia l'esposizione di teorie fine a se stessa, sia gli eccessi di tecnicismo che
la condurrebbero ad operazione meccanica.
E' altresì necessario collocare l'opera nel suo
contesto, ossia "storicizzarla", senza tuttavia ricorrere ad
inquadramenti storiografici ingombranti. Partendo dai segnali interni all'opera
stessa, vanno introdotti riferimenti alla personalità ed alle altre opere
dell'autore e sviluppati essenziali confronti con altre testimonianze coeve e
di altra epoca, nonché con la cultura e le esperienze proprie del lettore e del
suo tempo.
Per le opere in traduzione risulta molto utile
mettere a confronto diverse traduzioni di uno stesso originale, specialmente se
questo è in una lingua nota allo studente.
L'esperienza sui testi letterari si avvantaggia e
si arricchisce notevolmente tramite opportuni collegamenti e raffronti con
manifestazioni artistiche di altro tipo, quali quelle figurative, musicali e
filmiche; vengono così in evidenza le analogie e differenze e i reciproci
apporti di forme, temi e rappresentazioni simboliche.
LINGUA STRANIERA
FINALITA'
Le finalità dell'insegnamento di Lingua straniera
sono le seguenti:
1. l'acquisizione di una competenza comunicativa
che permetta di servirsi della lingua in modo adeguato al contesto;
2. la formazione umana, sociale e culturale
mediante il contatto con altre realtà, in una educazione interculturale che
porti a ridefinire i propri atteggiamenti nei confronti del diverso da sé;
3. l'educazione al cambiamento, derivante dal
fatto che ogni lingua recepisce e riflette le modificazioni culturali della
comunità che la usa;
4. il potenziamento della flessibilità delle
strutture cognitive, attraverso il confronto con i diversi modi di organizzare
la realtà che sono propri di altri sistemi linguistici;
5. l'ampliamento della riflessione sulla propria
lingua e sulla propria cultura, attraverso l'analisi comparativa con altre
lingue e culture;
6. lo sviluppo delle modalità generali del
pensiero, attraverso la riflessione sulla lingua.
OBIETTIVI DI APPRENDIMENTO
Al termine del biennio lo studente deve
dimostrare di essere in grado di:
1. comprendere una varietà di messaggi orali di
carattere generale finalizzati a scopi diversi e prodotti a velocità normale
cogliendo la situazione, l'argomento e gli elementi del discorso:
atteggiamenti, ruoli e intenzioni degli interlocutori, informazioni principali,
specifiche e di supporto;
2. individuare il senso globale di brevi messaggi
dei mass-media (radio, cinema, TV) su argomenti di interesse generale,
spettacoli, notiziari, ecc.;
3. esprimersi su argomenti di carattere generale
in modo efficace e appropriato, adeguato al contesto e alla situazione, pur se
non sempre corretto dal punto di vista formale;
4. comprendere il senso e lo scopo di testi
scritti per usi diversi;
5. inserire il significato di elementi non noti
di un testo sulla base delle informazioni ricavabili dalle caratteristiche
degli elementi stessi e dal contesto;
6. produrre semplici testi scritti di tipo
funzionale e di carattere personale e immaginativo, anche con errori e
interferenze dall'italiano, dal dialetto o da altre lingue, purché la comprensibilità
non ne venga compromessa;
7. identificare l'apporto dato alla comunicazione
dagli elementi paralinguistici (intonazione, ritmo, accento, ecc.) ed
extralinguistici (gestualità, mimica, postura, prossemica, ecc.);
8. individuare l'apporto culturale specifico
implicito nella lingua straniera e confrontarlo con quello della lingua
italiana o di altre lingue;
9. individuare e sistematizzare strutture e
meccanismi linguistici che operano ai diversi livelli: pragmatico, testuale,
semantico-lessicale, morfo-sintattico e fonologico.
CONTENUTI
Comprensione e produzione orale
I testi orali per lo sviluppo dell'ascolto -
monologhi e dialoghi presentati a viva voce o registrati devono:
- riguardare situazioni comunicative di vita
quotidiana: comunicazione personale (conversazioni, interviste ecc.) e
comunicazione di massa (notiziari radiofonici e televisivi, spot pubblicitari,
cronache sportive ecc.);
- essere espressi a velocità normale;
- presentare una varietà di pronunce.
La produzione orale deve:
- riguardare situazioni quotidiane;
- riferirsi alle esperienze e agli interessi
degli studenti;
- essere finalizzata inizialmente alla
comunicazione di informazioni e successivamente all'espressione,
all'argomentazione e alla giustificazione delle opinioni;
- tenere conto delle regole dell'interazione,
anche in presenza di più interlocutori.
Comprensione e produzione scritta
I testi per la lettura sono prevalentemente di
tipo funzionale (lettere, istruzioni, pubblicità, annunci, facili articoli
ecc.) e devono rappresentare via via una gamma sempre più ampia fino ad
includere testi di tipo immaginativo (brevi racconti, semplici poesie, canzoni
ecc.).
I testi scritti devono:
- riguardare argomenti di attualità relativi ai
vari aspetti della vita e della cultura dei paesi stranieri;
- offrire occasioni di confronto con la realtà
italiana;
- essere possibilmente rappresentati da materiali
autentici.
I testi prodotti dagli studenti devono:
- essere orientati alla comunicazione (lettere di
vario tipo, resoconti ecc.) e all'espressione (diari, brevi composizioni ecc.):
- rispettare le conversazioni determinate dal
contesto comunicativo: tipo di destinatario, scopo della comunicazione ecc.
- riguardare argomenti precedentemente trattati
in classe.
Riflessione sulla lingua
Nell'arco del biennio la riflessione sulla lingua
deve essere condotta in un'ottica interculturale e interlinguistica e
riguardare:
- apporti dei linguaggi non verbali alla
comunicazione;
- variabilità della lingua: registro formale/informale,
varietà geografiche e sociali, ecc.
- caratteristiche della lingua in relazione ai
diversi mezzi: parlato, scritto, forme multimediali;
- diversità di realizzazione linguistica di uno
stesso atto comunicativo o di una stessa nozione;
- coesione e coerenza del testo e struttura dei
diversi tipi testuali;
- lessico: formazione delle parole, significato
degli affissi, rapporto tra elementi lessicali appartenenti alla stessa area
semantica ecc.;
- strutture morfosintattiche (caratteristiche fondamentali
della frase e dei suoi costituenti, costruzione del periodo, aspetti della
morfologia delle diverse categorie di parole);
- sistema fonologico.
Note
1. Gli obiettivi elencati riguardano in generale
la competenza comunicativo-relazionale; l'obiettivo 9 si riferisce alla
riflessione sulla lingua.
2. Base dell'insegnamento linguistico è il testo
nelle sue varietà. E' importante che le tematiche presentate siano
significative sotto il profilo culturale, motivanti per gli studenti ed
espresse in modo da presentare un livello di difficoltà linguistica adeguata
alla loro competenza. Una puntuale articolazione dei contenuti, individuati in
funzioni, nozioni e forme linguistiche e riconducibili nelle grandi linee alle
proposte del Consiglio d'Europa, spetta al docente in sede di programmazione.
INDICAZIONI DIDATTICHE
Gli obiettivi prefissati possono essere meglio
raggiunti facendo ricorso ad attività di carattere comunicativo condotte
abitualmente in lingua straniera e in cui le abilità linguistiche di base siano
usate in una varietà di situazioni adeguate alla realtà dello studente. La
lingua può essere acquisita in modo operativo mediante lo svolgimento di
attività su compiti specifici perché in tal modo viene percepita come strumento
e non come fine immediato di apprendimento.
Per sviluppare nello studente una competenza
comunicativa che lo porti a formulare messaggi chiari occorre considerare il
testo come minima unità significativa. Il docente può facilitare l'acquisizione
della lingua a livello non consapevole strutturando situazioni motivanti e, in
seguito, può guidare lo studente nel processo di formalizzazione in modo da
farlo giungere a gestire sempre più autonomamente il proprio apprendimento.
Nelle attività di ascolto è importante accertare se
e in quale misura il testo viene compreso. Da qui discende la necessità di
un'attenta selezione del materiale da proporre. Le difficoltà di comprensione,
infatti, non si limitano ad aspetti di ordine lessicale e sintattico, ma
includono la distanza del testo dalla realtà (sia linguistica che culturale)
dello studente e la sua incapacità di mettere in atto strategie appropriate. E'
pertanto utile abituarlo a identificare il contesto sulla base di elementi
extralinguistici e ad attivare strategie di ascolto differenziate. Infatti lo
studente, a seconda del tipo di testo e dello scopo per cui lo ascolta, può
focalizzare l'attenzione su elementi diversi, quali la situazione, l'argomento,
l'atteggiamento dei parlanti, le informazioni principali e di quelle specifiche.
La produzione orale si favorisce dando allo
studente la più ampia opportunità di usare la lingua straniera in attività
comunicative in coppia o in gruppo: giochi linguistici, drammatizzazione,
simulazione, role-play ecc. Le attività comunicative richiedono che si
privilegi l'efficacia della comunicazione e che si tollerino errori di
carattere formale. Sarebbe infatti controproducente interrompere l'esposizione
dello studente per correggere errori di questo tipo. Si può intervenire in un
secondo tempo, coinvolgendo nella correzione lo studente con il suo sottogruppo
o l'intero gruppo classe. Se è stata fatta una registrazione, si può utilizzare
il riascolto.
Nel contesto comunicativo assume particolare
rilevanza il consolidamento di un sistema fonologico corretto e funzionale. E'
importante che lo studente si renda conto che una pronuncia scorretta del
fonema può interferire nel processo di comunicazione, che un'intonazione non
appropriata può stravolgere il significato di un enunciato e che il contorno
intonativo, diverso da lingua a lingua, trasmette anche le dimensioni effettive
del discorso.
Nelle attività di lettura, analogamente a quanto
si è detto per le attività di ascolto, le conoscenze extralinguistiche
influenzano notevolmente la comprensione del testo. Tuttavia il testo scritto
ha caratteristiche di permanenza che consentono l'attivazione di particolari
strategie per favorire la comprensione, basate sulla verifica delle ipotesi
formulare prima nella lettura e durante la stessa. E' pertanto utile
sollecitare aspettative ed ipotesi sul testo ed utilizzare varie tecniche di
lettura a seconda dei diversi scopi ai quali è finalizzata e che possono
essere:
- la lettura globale, per la comprensione
dell'argomento generale del testo;
- la lettura esplorativa, per la ricerca di
informazioni specifiche;
- la lettura analitica, per la comprensione più
dettagliata del testo.
Per far cogliere il significato del testo può
essere utile ricorre ad una lettura silenziosa, accompagnata da attività individuali
o di gruppo.
Nella produzione scritta il legame tra abilità
ricettive e produttive è molto stretto: partendo dalla lettura e riflettendo
sulle caratteristiche del testo, lo studente ha la possibilità di individuare
la specificità del codice scritto, di analizzare le peculiarità delle diverse
tipologie testuali e di identificare le regolarità nella loro organizzazione.
Un approccio efficace allo scritto può essere garantito da questo lavoro
propedeutico.
Esistono varie attività che aiutano a sviluppare
l'abilità della scrittura: quelle di carattere manipolativo permettono
l'acquisizione di automatismi linguistici e sono propedeutiche ad attività di
carattere funzionale che abituano lo studente a tenere conto delle
caratteristiche dei vari tipi di testo e che richiedono maggiore autonomia.
Possono servire allo scopo la scrittura di paragrafi su modelli dati, le
composizioni guidate, le riformulazioni di testi con modifica di alcune
variabili della situazione, il completamento di racconti, le composizioni
libere ecc.
Le attività che consentono l'integrazione di più
abilità avvicinano ulteriormente lo studente ad un uso reale della lingua. Sono
utili per questo scopo esercizi di tipo cloze, dettati e completamento di
minisituazioni. Ma vi sono anche altre attività che posseggono un carattere più
comunicativo. Per esempio:
- prendere appunti da un testo orale;
- prendere appunti da un testo scritto;
- ricostruire un testo da appunti presi;
- riferire oralmente o per iscritto il contenuto
di un dialogo;
- riassumere testi orali e scritti;
- effettuare interviste sulla base di questionari
predisposti.
Il riassunto ha particolare rilevanza formativa
perché mette in gioco diverse competenze, tra le quali l'individuazione degli
elementi essenziali del testo e l'uso di strutture sintattiche complesse per la
produzione di un testo di arrivo sintetico e coerente.
Quanto al dettato, che coinvolge le abilità di
comprensione e di produzione, è importante che si basi su lessico noto, sia
letto a velocità normale e sia scandito per segmenti significativi.
Il consolidamento della competenza comunicativa
richiede, nel biennio, una maggior consapevolezza delle regole del sistema
rispetto a quanto appreso alla scuola media e implica un'analisi più articolata
delle differenze tra codice scritto e codice orale, delle funzioni della lingua
e della sua variabilità.
La riflessione sulla lingua -realizzata di norma
su base comparativa con l'italiano ed effettuata sulla base dei testi- non
costituisce un processo isolato rispetto alle attività che promuovono lo
sviluppo delle abilità linguistiche né si limita solo alla presentazione di
meccanismi formali, ma è volta a far scoprire l'organizzazione dei concetti che
sottendono i meccanismi stessi.
La consapevolezza della specificità della cultura
straniera, in un confronto sistematico con quella italiana, può essere
raggiunta tramite la riflessione linguistica e tramite l'analisi dei testi.
Nel primo caso si opera a livello morfosintattico
(es.: sistema dei pronomi personali, modalità del verbo ecc.) e
lessico-semantico (es. diversi modi di classificare e definire fenomeni reali e
regole sociali). Nel secondo caso l'analisi dei testi concerne le informazioni
implicite ed esplicite relative a vari aspetti e problemi della realtà
straniera.
Integrando ove possibile la grammatica formale
con la grammatica nozionale, centrata sul significato, si riesce a spiegare
tutta una serie di fenomeni linguistici che difficilmente potrebbero essere
chiariti in altro modo. Allo scopo di evitare disorientamento nello studente è
auspicabile una stretta collaborazione, soprattutto a livello metodologico e
terminologico, fra docenti di Lingua straniera e docenti di Italiano.
Il dizionario, soprattutto monolingue, è un utile
strumento di lavoro per l'arricchimento lessicale e per il controllo della
correttezza ortografica, morfologica e della pronuncia, purché lo studente
abbia acquisito le tecniche indispensabili per una efficace consultazione.
La tecnologia mette a disposizione validi
strumenti per l'apprendimento delle lingue straniere: audioregistratore,
videoregistratore, laboratorio linguistico, elaboratore, TV, ecc. Il
laboratorio linguistico è utile per lo sviluppo delle abilità di comprensione
nonché per un corretto apprendimento della struttura fonologica della lingua e
per la acquisizione di automatismi.
L'elaboratore è un validissimo supporto per
l'apprendimento della correttezza ortografica, per lo sviluppo delle abilità di
lettura e di scrittura, per il consolidamento della competenza linguistica, per
gli interventi di recupero e per la verifica. Software flessibile, software
didattico valido e sistemi autore offrono possibilità diverse d'intervento.
La verifica può avvalersi sia di procedure
sistematiche e continue (griglie di osservazione ecc.) sia di momenti più
formalizzati con prove di tipo oggettivo e soggettivo.
Le prove oggettive, utili per la verifica delle
abilità ricettive, non sono invece funzionali alla verifica degli aspetti
produttivi della competenza comunicativa, per la quale è consigliabile
avvalersi di prove soggettive. Le variabili da controllare in queste prove sono
numerose ed è pertanto opportuno partire da una griglia contenente una serie di
parametri che riducano l'inevitabile soggettività della loro lettura.
Prove di tipo discreto o fattoriale -necessarie
soprattutto nei primi tempi per la verifica dei singoli elementi della
competenza linguistica- sono utili solo se vengono integrate da altre di
carattere globale, volte a verificare la competenza comunicativa dello studente
in riferimento sia ad abilità isolate (comprensione dell'orale o dello scritto,
produzione orale o scritta) sia ad abilità integrate (conversazione, risposta a
lettere, appunti ecc.).
L'analisi dell'errore è parte essenziale della
verifica e rappresenta uno strumento diagnostico fondamentale per impostare le
attività di recupero; a questo proposito è importante distinguere tra semplice
sbaglio (deviazione non sistematica dalla norma ai vari livelli sul piano
dell'esecuzione) ed errore (vera e propria lacuna nella competenza linguistica
o comunicativa).
STORIA
FINALITA'
L'insegnamento di Storia è finalizzato a
promuovere e a sviluppare:
1. la capacità di recuperare la memoria del
passato in quanto tale;
2. la capacità di orientarsi nella complessità
del presente;
3. l'apertura verso le problematiche della
pacifica convivenza tra i popoli, della solidarietà e del rispetto reciproco;
4. l'ampliamento del proprio orizzonte culturale,
attraverso la conoscenza di culture diverse;
5. la capacità di riflettere, alla luce
dell'esperienza acquisita con lo studio di società del passato, sulla trama di
relazioni sociali, politiche ecc. nella quale si è inseriti;
6. la capacità di razionalizzare il senso del
tempo e dello spazio;
7. la consapevolezza della necessità di
selezionare e valutare criticamente le testimonianze.
OBIETTIVI DI APPRENDIMENTO
Alla fine del biennio lo studente deve dimostrare
di sapere:
1. esporre in forma chiara e coerente fatti e
problemi relativi agli eventi storici studiati;
2. usare con proprietà alcuni fondamentali
termini e concetti propri del linguaggio storiografico (ad esempio:
cambiamento, cesura, ciclo, congiuntura, continuità, decadenza, progresso,
restaurazione, rivoluzione, sottosviluppo, sviluppo);
3. distinguere i molteplici aspetti di un evento
e l'incidenza in esso dei diversi soggetti storici (individui, gruppi sociali
ecc.);
4. interpretare e valutare, in casi semplici, le
testimonianze utilizzate, distinguere in esse fatti, ragioni, opinione
pregiudizi, individuare inconsistenze e incoerenze, ecc.;
5. confrontare, in casi semplici, le differenti
interpretazioni che gli storici danno di un medesimo fatto o fenomeno, in
riferimento anche alle fonti usate;
6. ricostruire le connessioni sincroniche e gli
sviluppi diacronici riferiti ad un determinato problema storico studiato.
CONTENUTI
PRIMO ANNO
Storia antica e altomedievale
1. Cultura della preistoria e civiltà
protostoriche
a) Dal paleolitico all'uso dei metalli; forme
insediative e produttive; forme di culto.
b) Le grandi civiltà del vicino Oriente: il
delinearsi del fenomeno urbano e l'invenzione della scrittura.
2. Oriente e occidente: migrazioni indoeuropee e
contatti mediterranei
a) Migrazioni indoeuropee.
b) Le civiltà dell'Egeo. Frequentazioni
precoloniali e colonizzazioni nel Mediterraneo.
c) Popoli dell'Italia antica e loro culture.
3. Città e popoli della Grecia e dell'Italia
a) Legislazioni, tirannidi, la società delle "città stato"
(poleis), "popoli" (ethne) e "leghe" (koinà) nel mondo
greco.
b) Miti, culti, santuari nella vita greca.
c) Origini di Roma e periodo della monarchia.
Rapporti col mondo etrusco e con gli altri popoli d'Italia.
d) Colonie della Magna Grecia.
4. La Grecia classica: dall'affermazione alla
crisi della polis
a) Asia e impero persiano nel confronto col mondo
greco; le guerre persiane.
b) Guerra del Peloponneso.
c) Ricerche di equilibri e "paci
comuni".
d) Conquista macedone.
5. La "Res Publica" Romana dal VI al IV
secolo a.c.
a) Passaggio dalla monarchia alla repubblica.
Conflitto tra patrizi e plebei. Le XII Tavole.
b) Organizzazione sociale e politica di Roma
dall'età regia all'età repubblicana (ordinamento centuriato, magistrature,
ordini, ceti, clientele).
c) La religione romana arcaica.
6. Roma verso l'egemonia in Italia
a) Affermazione di Roma fra le diverse culture e
realtà politiche d'Italia. Evoluzione del concetto di Italia.
b) Progressiva conquista dell'egemonia nella
penisola fino al conflitto con Cartagine.
c) Dinamiche socio-politiche collegate.
7. Età ellenistica
a) Il "dopo Alessandro" dall'oriente
mediterraneo all'Asia centrale. I grandi stati ellenistici.
b) Cultura unificante e cosmopolitica
dell'ellenismo.
8. Espansionismo romano nel Mediterraneo
a) Roma e il mondo ellenistico. Espansione romana
in Occidente e in Oriente (differenze di intenti e di modi).
b) Il cammino verso l'unificazione politica
mediterranea sotto il dominio di Roma. Il problema dell'imperialismo romano.
c) Evoluzione del sistema produttivo.
9. Crisi della Repubblica Romana
a) Crisi dell'Italia e delle istituzioni
repubblicane (strutture militari, agrarie, sociali, istituzionali).
b) Età dei Gracchi, Mario e la riforma
dell'esercito.
c) La guerra sociale.
d) Lotte civili fra capi-parte.
e) Ottaviano Augusto e il passaggio dalla
repubblica al principato.
SECONDO ANNO
1. Organizzazione dell'Impero
a) Evoluzione istituzionale e amministrativa del
principato.
b) Nuovi ceti emergenti nell'impero mediterraneo.
c) Il diritto romano.
d) Organizzazione delle province. Processi di
integrazione e limiti della romanizzazione: le culture diversificate delle
grandi aree provinciali.
e) Ruolo della vita cittadina.
2. Religioni dell'impero
a) Religioni dell'impero e fattori di
trasformazione: religioni pagane della salvezza.
b) Il giudaismo. Il cristianesimo, la sua prima
diffusione, le persecuzioni.
3. Crisi del secolo III e culture dei popoli
esterni
a) Problemi militari, demografici, economici;
dinamiche sociali e colonato.
b) Culture dei popoli esterni nei loro rapporti
col mondo romano.
c) Contatti con le grandi civiltà dell'Estremo
Oriente (India, Cina degli Han) e con l'Africa non romanizzata.
4. Mondo tardoantico
a) Dal principato alla tetrarchia.
b) Svolta costantiniana e società tardoantica:
burocratizzazione, tendenze dirigistiche, forze centrifughe, nuovi gruppi
dominanti e nuovi centri di potere (capitali decentrate).
c) La Chiesa e l'impero universale cristiano;
emarginazione del paganesimo e del giudaismo. Resistenze e persistenze pagane.
Anacoresi e monachesimo.
5. Occidente e Oriente nei secoli V e VI
a) Regni romano germanici.
b) Giustiniano e la formazione della civiltà
bizantina.
c) Invasione longobarda in Italia. Ruralizzazione
dell'economia e della società.
d) Il papato e gli altri patriarcati; i
vescovadi; l'evangelizzazione delle campagne; monachesimi d'oriente e
d'occidente. Il latino della Chiesa. Culto dei santi.
6. Espansione dell'Islam e mondo latino germanico
a) Arabi e Maometto. I primi quattro califfi e le
divisioni dell'Islam. La grande espansione e la crisi del califfato. Civiltà
arabo musulmana.
b) Gli Slavi nei Balcani.
c) Longobardi, bizantini e papato.
d) I Franchi dai Merovingi ai Carolingi; sviluppo
delle clientele armate.
e) Egemonia culturale del clero; monachesimo
celtico e anglosassone: conversione dei Germani d'oltre Reno.
7. Europa carolingia
a) Carlo Magno: conquiste militari e
restaurazione dell'impero.
b) Rapporti vassallatico-beneficiali.
c) Riforma monetaria; rinascita degli studi
grammaticali; unificazione liturgica; riforma monastica.
d) Economia curtense e signoria fondiaria.
e) Regno carolingio d'Italia. L'Italia non
carolingia.
f) Dissoluzione dell'impero carolingio.
8. Particolarismo del secolo X
a) Nuove invasioni: Normanni, Ungari, Saraceni.
b) Crisi dell'ordinamento pubblico carolingio e
nascita di nuovi poteri locali: l'incastellamento.
c) Impero sassone e radicarsi dei rapporti
feudali.
d) Due nuovi stati cristiani: Polonia e Ungheria.
e) Spagna dei califfi Omayyadi e gli inizi della
riconquista.
f) Sintomi di ripresa demografica.
g) Crisi del papato e riforma cluniacense.
h) Leggenda dell'Anno Mille.
9. Rinascita della vita cittadina e riforma della
chiesa
a) Dalla signoria fondiaria alla signoria di
banno.
b) Vita cittadina in Italia e oltralpe.
c) Città marinare e incipiente egemonia di
Venezia.
d) Impero germanico e regni particolari.
e) I Normanni creatori di stati: regni
d'Inghilterra e di Sicilia, la Russia di Kiev.
f) Verso la riforma della Chiesa: spinte
riformatrici dall'alto e movimenti di religiosità popolare. Gregorio VII e i
"dictatus papae". Lotta per le investiture e sue conseguenze sulla
natura dell'impero e della Chiesa.
Note
1. Il programma di storia antica e altomedievale
del biennio costituisce la prima parte dell'intero programma della storia
universale (dalla preistoria ai nostri giorni) che si prosegue ad impartire,
completandolo, nel triennio.
2. Gli obiettivi di apprendimento sono stati
individuati e calibrati avendo presente l'esigenza di assicurare una prima ed
elementare, ma autosufficiente e completa, informazione circa la natura della
conoscenza storica, le difficoltà che presenta, il linguaggio attraverso cui si
esprime, l'utilità che riveste per l'uomo d'oggi. Una serie di obiettivi,
questa, al cui perseguimento lo studio della storia antica e altomedievale
risulta, alla prova dei fatti, perfettamente adeguato.
3. I contenuti sono ripartiti in punti numerati
progressivamente, nei quali sono indicati, in successione cronologica, i momenti
fondamentali dello sviluppo storico dalla preistoria fino alla conclusione
della lotta per le investiture. All'interno di ciascuno di questi punti sono
indicati con lettere dell'alfabeto alcuni dei possibili temi particolari in cui
è stata articolata la trattazione di essi.
4. La scelta del tema o dei temi più adatti a
caratterizzare la fisionomia di un determinato momento rispetto a quello che
precede e a quello che segue è affidata al docente. In una prima fase è
opportuno privilegiare gli sviluppi politico sociali e in seguito, sulla rete
della cronologia già tracciata, è possibile strutturare una trattazione per
temi sulle realtà storiche di più lenta trasformazione (per esempio, le
trasformazioni nell'economia, nella cultura, nella religione, nelle
istituzioni).
INDICAZIONI DIDATTICHE
La presentazione dei tratti salienti delle
culture e delle civiltà che nel tempo si sono susseguite o nel tempo sono
coesistite e coesistono, consente allo studente di arrivare a riconoscerne e ad
apprezzarne correttamente caratteri e valori, sapendo cogliere differenze e
analogie che intercorrono tra di esse. Lo studente può essere portato a
rendersi conto del fatto che lo studio della storia, non importa quanto remota,
ben lungi dal comportare il rischio di una fuga dal presente, offre sussidi
utili per una corretta lettura di esso, se non altro nel senso di predisporre
ad accettare il "diverso". E' anche opportuno fare capire che il
privilegio accordato alla civiltà classica nella storia del mondo antico e alla
civiltà europea nella storia contemporanea non hanno alcun sottinteso
etnocentrico, ma mirano a consentire il riconoscimento della cultura di
appartenenza come fatto prezioso di memoria collettiva, meglio evidenziato
proprio dal confronto con culture diverse nel tempo e nello spazio.
Il confronto fra miti, leggende, diari, memorie
ecc. da un lato e ricostruzioni storiche dall'altro, è importante per far
capire che il carattere specifico della conoscenza storica risiede nel fatto di
essere fondata sull'esame critico delle testimonianze. Bisogna distinguere il
"racconto storico" dalle altre forme di narrazione, la cui
attendibilità non è riscontrabile sulle fonti. E' altresì necessario
distinguere nella trattazione di un fatto storico ben circoscritto il momento
dell'accertamento dell'accaduto, il punto di vista dello storico narratore e le
argomentazioni di cui questo si vale per coonestare la propria ricostruzione.
Attraverso il confronto tra le diverse
ricostruzioni di uno stesso fatto si può condurre lo studente a comprendere che
tale diversità è riconducibile non solo ai differenti orientamenti metodologici
culturali e ideali o, più semplicemente, alle propensioni soggettive, spesso
storicamente datate, degli storici, ma che in più casi essa riflette anche un
ampliamento ed un approfondimento oggettivi delle conoscenze in materia. Perciò
la possibile compresenza di diverse e spesso anche contraddittorie
interpretazioni dello stesso fatto non è frutto di arbitrarietà, ma rispecchia
la difficoltà insita nell'esercizio del "mestiere di storico" e non
giustifica quindi l'insorgere di un atteggiamento di scetticismo nei confronti
della possibilità di conoscere il passato anche più lontano e meno documentato
e il passato anche più recente per il quale la documentazione diventa
disponibile solo col trascorrere degli anni. Allo studente vanno presentate le
ragioni che possono motivare la diversità delle opinioni fra gli storici. Esse
sono da cercare sia nella varietà degli orientamenti metodologici culturali e
ideali sia nel diverso peso che viene attribuito, a seconda dei casi, all'una o
all'altra categoria di testimonianze (ad esempio, alle testimonianze
archeologiche rispetto a quelle linguistiche, nella ricostruzione dei grandi
movimenti migratori dell'antichità o, per la storia contemporanea, ai documenti
riservati rispetto alla pubblicistica).
Nella presentazione degli snodi fondamentali
della storia (ad esempio, per quanto riguarda la storia antica e altomedievale,
l'espansione di Roma in Occidente e in Oriente, o l'espansione arabo-musulmana
nel bacino del Mediterraneo; per la storia contemporanea la formazione degli
imperi coloniali o l'avvento dell'era nucleare) è necessario distinguere i
diversi aspetti (politici, sociali, culturali, economici, religiosi, ambientali
ecc.) di un evento storico complesso e le relazioni che intercorrono fra essi.
Va messa in evidenza la diversa incidenza e l'interazione di distinti soggetti
storici (gruppi sociali, singoli individui, etnie, nazioni, stati) nello
svolgersi di avvenimenti di grande importanza, anche utilizzando risultati e
concetti derivati da altre scienze sociali, in particolare la geografia, il
diritto e l'economia.
Il linguaggio della storiografia attinge
largamente e più di altre discipline al linguaggio comune, ma alcuni termini
che esso usa (continuità, cesura, decadenza ecc.) hanno un significato tecnico
specifico. Di questo linguaggio, che comprende concetti, espressioni,
descrizioni di mutamenti storici attraverso modelli (ad esempio,
continuità/cesura, rivoluzione/restaurazione, decadenza/progresso,
ciclo/congiuntura) lo studente deve essere guidato a servirsi in modo corretto.
Può risultare utile a tale scopo valorizzare l'interrogazione, il dialogo, il
confronto e la discussione in gruppo.
Un punto importante dello studio della storia va
certamente individuato nel saper cogliere le relazioni che intercorrono fra i
diversi fenomeni storici e i tempi più o meno lunghi (lunga, media, breve
durata) in cui sono osservati. A questo proposito si può far notare che la
cronologia utilizzata per la storia politica non si adatta di per sé a tutti
gli altri aspetti della vicenda umana (ad esempio, per la storia antica, la
cronologia che scandisce le trasformazioni culturali avvenute in età
preistorica è a maglie molto più larghe di quella che registra la successione
delle varie civiltà protostoriche del vicino Oriente, e la cronologia di queste
ultime è molto più approssimativa di quella della guerra del Peloponneso) e che
queste differenze non dipendono solo dallo stato delle fonti, ma anche dalla
natura dei fatti studiati e dalla velocità maggiore o minore con cui avvengono
i cambiamenti nei differenti campi (ad esempio, per la storia contemporanea,
mentre la prima rivoluzione industriale si è estesa ai vari paesi europei in
tempi diversi, i moti del '48 hanno interessato vari paesi a distanza di giorni
o di settimane). Analogamente, un altro punto importante va individuato nel
saper cogliere le relazioni che intercorrono fra i diversi fenomeni storici e
gli spazi più o meno estesi (ambito locale, regionale, continentale) in cui
sono analizzati. Per rendere evidente questa connessione è vantaggioso servirsi
di sussidi cartografici, ricorrendo caso per caso a scale rappresentative
diverse.
DIRITTO ED ECONOMIA
FINALITA'
Il corso di Diritto ed Economia promuove e
sviluppa:
1. la comprensione della realtà sociale
attraverso la conoscenza dei principali aspetti giuridici ed economici dei
rapporti sociali e delle regole che li organizzano;
2. l'acquisizione di competenze nell'uso del
linguaggio giuridico e di quello economico, anche come parte della competenza
linguistica complessiva;
3. la consapevolezza della dimensione storica
della norma giuridica e delle teorie economiche per capire le costanti e gli
elementi di relatività e di dipendenza rispetto al contesto socioculturale in
cui si è inseriti;
4. l'educazione civile, civica e socio-politica
attraverso l'esperienza, fatta anche nella scuola, di "vivere in relazione
con gli altri" in una prospettiva di rispetto, di tolleranza, di
responsabilità e di solidarietà.
Riferimenti generali
L'introduzione dell'insegnamento di Diritto ed
Economia nei primi due anni risponde ad una esigenza di formazione del
cittadino in quanto tale e non ha funzione strettamente propedeutica al
successivo studio triennale di indirizzo.
L'insieme delle finalità elencate caratterizza il
corso non come giustapposizione di due discipline, ma come integrazione di esse
in una serie di tematiche che partono da realtà vicine agli studenti e si sviluppano
-senza contraddire la logica intrinseca di ciascuna disciplina- fino ad
arrivare a problematiche istituzionali.
OBIETTIVI DI APPRENDIMENTO
Alla fine del corso lo studente deve dimostrare
di essere in grado di:
1. riconoscere, spiegare e utilizzare il
linguaggio economico e il linguaggio giuridico necessari ad ogni cittadino;
2. individuare le essenziali categorie
concettuali del diritto e dell'economia;
3. interpretare il testo costituzionale
identificando:
3.1 le radici storiche, le matrici culturali ed i
valori ad esse sottesi, la strutturazione formale ed il funzionamento reale
della Costituzione;
3.2 le istituzioni in cui si articola
l'ordinamento giuridico dello Stato.
4. conoscere i settori di attività prevalenti sul
territorio e i fondamentali operatori del sistema economico;
5. descrivere il ruolo dello Stato nell'economia;
6. consultare in modo autonomo i testi e le fonti
giuridiche ed economiche;
7. confrontare soluzioni giuridiche e modelli
economici con situazioni reali;
8. distinguere tra il valore cogente della norma
positiva e la storicità delle soluzioni giuridiche, nonché tra le potenzialità
e i limiti degli schemi interpretativi dei sistemi economici.
CONTENUTI
Diritto
1. Origine e funzioni del diritto: istituzioni e
norma nell'evoluzione storica della società.
2. Giustizia e diritto.
3. Soggetti, oggetti e relazioni nell'esperienza
giuridica.
4. L'affermarsi dei diritti umani. Uguaglianza
formale, partecipazione e uguaglianza sostanziale. Qualità della vita e diritto
all'ambiente.
5. Dallo Stato di diritto allo Stato sociale.
Problemi e prospettive.
6. Caratteri e principi fondamentali della
Costituzione italiana.
7. La Costituzione della Repubblica: sviluppo
della persona tra libertà e solidarietà; diritti del cittadino nei rapporti
civili, etico-sociali, economici e politici. Approfondimento dei seguenti temi:
famiglia, scuola, lavoro, ambiente.
8. L'ordinamento dello Stato italiano: organi
costituzionali e loro principali funzioni. Le autonomie locali con riferimento
allo Statuto della Regione di appartenenza.
9. Stato italiano e Organizzazioni
internazionali.
Economia
1. Il problema economico. Rapporto tra società
umana, ambiente e risorse. Origine ed evoluzione dei sistemi economici moderni.
2. Descrizione del sistema economico.
2.1 Famiglie: reddito, consumo risparmio.
Imprese: produzione, scambio, investimenti.
Stato: servizi pubblici e tributi.
Resto del Mondo: importazioni ed esportazioni.
2.2 Flussi reali e flussi monetari.
3. Produzione e mercati. Strutture, processi
produttivi, tecnologie. Il ruolo dell'innovazione. I prezzi, coordinamento
dello scambio e ripartizione del reddito.
4. Il reddito nazionale: nozione e componenti;
indici quantitativi e qualità della vita.
5. Processi di crescita e squilibri dello
sviluppo. Occupazione e disoccupazione. Evoluzione storica dell'intervento
dello Stato nell'economia.
6. Integrazione economica europea.
7. Sviluppo e sotto sviluppo. Interdipendenze
internazionali. Ambiente e sviluppo sostenibile.
8. Economia e giustizia. L'indirizzo
costituzionale.
INDICAZIONI DIDATTICHE
Una corretta impostazione didattica di questo
insegnamento si configura come un percorso che:
- motiva allo studio delle due discipline
partendo dall'interesse dell'adolescente per i problemi del contemporaneo e
della vita associata;
- prende lo spunto da situazioni che rientrano
nell'esperienza individuale, familiare e sociale dello studente;
- passa, attraverso approssimazioni successive,
da una fase descrittiva del fenomeno a progressive concettualizzazioni e
generalizzazioni;
- risale, in seguito a sistemazioni,
individuazioni di categorie generali, formulazioni di principi, enunciazioni di
tendenze, inquadramenti storici complessivi;
- applica i principi ricavati a situazioni nuove
rispetto a quelle di partenza;
- utilizza al massimo documenti e testi
originali, da affiancare ai manuali (Costituzione, I conti degli Italiani);
- valorizza l'aspetto problematico ed il
dibattito socio-culturale e politico sempre in atto rispetto alle discipline
trattate.
Per la verifica degli apprendimenti è opportuno
servirsi, oltre che di forme orali, anche di esercitazioni scritte
opportunamente strutturate (test, questionari, prove oggettive) o libere
(saggi, relazioni, riassunti, schemi).
GEOGRAFIA
FINALITA'
L'insegnamento della Geografia concorre a
promuovere:
1. la comprensione della realtà contemporanea
attraverso le forme dell'organizzazione territoriale, intimamente connesse con
le strutture economiche, sociali e culturali;
2. la capacità di cogliere le dinamiche globali
delle società umane, la pluralità dei loro esiti possibili, le responsabilità
delle scelte necessarie;
3. la comprensione del ruolo delle società umane
nell'organizzazione dell'ambiente, la comprensione del significato
dell'ambiente naturale e la complessità di quello artificiale;
4. la responsabilità, la partecipazione, la
creatività, la consapevolezza e l'autonomia di giudizio di fronte ai grandi
temi della gestione dell'ecosistema, dei rapporti tra i popoli e le regioni,
dell'organizzazione del territorio;
5. l'accettazione delle varietà delle condizioni
locali (naturali, tecnologiche, culturali ed economiche) e la consapevolezza
della loro interdipendenza in sistemi planetari;
6. l'identità personale e collettiva, la
solidarietà con gli altri gruppi, la comunicazione interculturale con la
consapevolezza della particolarità della propria condizione ambientale;
7. la padronanza del linguaggio cartografico e
della geo-graficità come parte della competenza linguistica generale.
OBIETTIVI DI APPRENDIMENTO
Lo studente al termine del corso deve dimostrare di essere in grado di:
1. usare un linguaggio geografico appropriato;
2. leggere e interpretare criticamente carte
geografiche e tematiche a scala diversa;
3. leggere e interpretare criticamente grafici,
plastici e fotografie;
4. consultare atlanti e repertori;
5. ricercare, analizzare ed elaborare
informazioni di interesse territoriale e tradurle efficacemente dal linguaggio
verbale e numerico in quello grafico e cartografico;
6. rappresentare carte mentali di un territorio
che siano congruenti con gli schemi geografici progressivamente acquisiti;
7. analizzare a grandi linee un sistema
territoriale, individuandone i principali elementi costitutivi, fisici e
antropici, e le loro più evidenti interdipendenze;
8. individuare i fattori che influiscono sulla
localizzazione di attività economiche;
9. confrontare l'assetto territoriale di spazi
diversi;
10. applicare le abilità strumentali e
metodologiche acquisite all'analisi di un territorio ancora non conosciuto o di
semplici casi regionali nuovi;
11. leggere attraverso categorie geografiche gli
eventi storici e fatti e problemi del mondo contemporaneo.
CONTENUTI
1. Il sistema uomo-ambiente e le sue articolazioni
Nucleo tematico
Gli uomini, per soddisfare le proprie esigenze,
si organizzano in gruppi sociali ed elaborano sistemi di conoscenza con i quali
trasformano l'assetto originario degli ecosistemi. Alla varietà naturale si
aggiunge la varietà dell'opera umana nel tempo, da cui nasce l'articolazione
territoriale.
Temi significativi;
a) ecosistemi in rapporto a tipi di clima
b) coinvolgimento dell'uomo nei flussi di
energia, nel ciclo dell'acqua e in quello alimentare;
c) popolamento, dinamica demografica, densità di
popolazione;
d) relazioni tra culture, tecnologie e uso delle
risorse.
2. Gli spazi rurali nell'economia tradizionale
Nucleo tematico
Le comunità dotate di tecnologie semplici non
trasformano incisivamente gli ambienti, non posseggono insediamenti complessi,
vivono in piccoli gruppi e con gravi problemi di sopravvivenza. Deforestazione,
dissodamento, regolazione delle acque sono opere di trasformazione che
consentono la sedentarizzazione del gruppo, l'aumento della densità della popolazione
e della produzione, la possibilità di sopravvivenza.
Temi significativi
a) tipi di paesaggio rurale;
b) agricoltura di sussistenza;
c) il villaggio agricolo
d) il ruolo delle città tradizionali, luogo di
mercato e delle comunicazioni.
Situazioni per la scelta dei casi di studio:
latifondo e microfondo, agricoltura di zone umide e aride, paesaggi a campi
aperti e chiusi, economia tradizionale della montagna, le piantagioni, le
problematiche della fascia intertropicale, con riguardo alla povertà, alla
sottoalimentazione e alle malattie endemiche.
3. Gli spazi industriali
Nucleo tematico
La disponibilità di nuove fonti di energia,
tecniche di manifattura e trasporto, offerte dalla rivoluzione industriale,
accentuano le capacità di trasformare l'ambiente. La popolazione aumenta e si
concentra, si stabiliscono relazioni su scala mondiale, che producono nuove
specializzazioni regionali e trasformano la divisione internazionale del
lavoro.
Temi significativi:
a) la città industriale;
b) le zone minerarie;
c) le infrastrutture di comunicazione;
d) le fonti di energia.
Situazioni per la scelta dei casi di studio:
paesaggio dei bacini carboniferi, prime concentrazioni industriali, città
industriale e quartieri operai, nodi di traffico ferroviario e portuale; le
conseguenze della rivoluzione industriale nelle aree coloniali e nel Terzo
Mondo.
4. Città, aree metropolitane e reti urbane
Nucleo tematico
L'evoluzione tecnologica e della gestione
dell'informazione produce più intense relazioni tra i centri, l'espansione del
modo di vita urbano e la formazione di vaste aree metropolitane. In esse si
svolge gran parte delle attività di servizio e di gestione.
Temi significativi:
a) ruolo della città nella organizzazione
regionale;
b) urbanizzazione degli spazi regionali;
c) formazione delle aree metropolitane e delle
megalopoli;
d) la terziarizzazione e la specializzazione dei
centri all'interno delle reti urbane;
e) il paesaggio e la differenziazione interna
delle città;
f) le città del Terzo Mondo.
Situazioni per la scelta dei casi di studio:
quelle richiamate nei temi significativi, avendo riguardo alla qualità della
vita e alle condizioni sociali nelle diverse dimensioni urbane, e adottando il
metodo comparativo.
5. Gli spazi extraurbani
Nucleo tematico
Gli spazi interposti nelle maglie della rete di
città si organizzano con funzioni complementari a quelle urbane; l'evoluzione
dei modi di vita e la diffusione di tecnologie indotte dalla cultura urbana
modificano le forme tradizionali del territorio rurale.
Temi significativi:
a) l'agricoltura specializzata;
b) le aree per il tempo libero;
c) l'industrializzazione diffusa.
Situazioni per la scelta dei casi di studio: la
monocoltura, il grande allevamento e le loro connessioni con l'industria
agro-alimentare; le risorse e le aree turistiche; le riserve e i parchi
naturali; le aree della piccola impresa e dell'artigianato.
6. Gli squilibri territoriali
Nucleo tematico
L'intensità e la qualità dello sviluppo creano
disparità tra luoghi e si manifestano a scale diverse (interurbana, regionale,
nazionale e internazionale).
Temi significativi:
a) lo spopolamento delle campagne;
b) i ritardi nell'industrializzazione;
c) il problema demografico (denatalità, boom,
migrazioni);
d) l'esplosione urbana;
e) il sottosviluppo (Nord e Sud del mondo).
Situazioni per la scelta dei casi di studio:
quelle idonee a mostrare le diverse scale a cui si manifestano gli squilibri:
montagna interna, Mezzogiorno, aree deboli del Mediterraneo, casi di sottosviluppo,
indicando le loro connessioni con aree sviluppate.
7. Gli squilibri ambientali
Nucleo tematico
L'intensità delle trasformazioni imposte
all'ecosistema e la riduzione degli spazi di ulteriore espansione hanno
evidenziato i limiti del prevalente tipo di organizzazione del territorio.
L'umanità ha organizzato gli ambienti tendendo a migliorare le proprie
immediate possibilità di sopravvivenza, innescando inconsapevolmente anche
processi che hanno portato, e portano a lungo termine, degli effetti non desiderati.
Si pone perciò il problema di rendere le forme di organizzazione antropica
dell'ambiente compatibili con quelle naturali o comunque stabilizzate.
Temi significativi:
a) l'inquinamento;
b) lo smaltimento dei rifiuti;
c) la limitatezza delle risorse;
d) la desertificazione;
e) le grandi calamità indotte dal cattivo uso
dell'ecosistema;
f) il bilancio energetico.
Situazioni per la scelta dei casi di studio:
quelle di particolare rilievo locale, avendo riguardo a fatti che abbiano
suscitato l'interesse dell'opinione pubblica.
Note
1. I contenuti si articolano in una serie di
"nuclei tematici", enunciazioni sintetiche di una problematica da
sviluppare con la trattazione di alcuni (due o tre) "temi
significativi" scelti tra quelli indicati.
La trattazione dei temi significativi si
accompagna -tranne che per il primo nucleo tematico- all'esame di casi di
studio esemplari, da scegliere, con la guida delle indicate "Situazioni
per la scelta dei casi di studio", in base all'ambiente in cui opera la
scuola, all'attualità, alla sensibilità del docente.
2. Il nucleo tematico iniziale, grazie anche a
numerose prove di ingresso opportunamente scandite e finalizzate soprattutto
all'accertamento di prerequisiti, consente la ricapitolazione e la prima sistematizzazione
delle conoscenze e delle abilità acquisite dallo studente nella scuola media; i
risultati delle stesse prove vengono utilizzati inoltre per la progettazione di
calibrati interventi di recupero e di rinforzo. L'attuazione di tale nucleo ha
quindi importanza fondamentale per la strategia didattica e richiede temi
adeguati.
3. Per ogni nucleo tematico il numero dei casi di
studio va rapportato, da un lato, all'esigenza di giungere ad una ragionevole
generalizzazione e, dall'altro, alla necessità di consentire non un arido e
frammentario studio descrittivo, ma un concreto approfondimento del modo in cui
funziona un territorio, dei principali fattori in gioco e della complessità di
motivazioni che stanno alla base dei cambiamenti territoriali.
4. Nella scelta dei casi di studio è naturale
privilegiare tematiche riguardanti l'Italia, la Comunità Europea, il bacino del
Mediterraneo. Ciò tuttavia non deve far dimenticare l'apertura a questioni
attinenti aree extraeuropee, soprattutto se esse sono significative per mettere
in risalto la specificità dei fenomeni considerati e per sviluppare
comparazioni.
5. Nello svolgimento dell'intero programma va
posta attenzione anche alle implicazioni sociali ed alle tensioni ambientali
provocate dalle varie modalità di organizzazione del territorio.
6. In relazione alle diverse identità degli
indirizzi di studio il docente ha la possibilità di scegliere tra i temi
proposti quelli ritenuti più adatti e più motivanti per gli studenti ed
eventualmente può aggiungerne altri dello stesso tipo, tenendo conto di
possibili e utili collegamenti con le altre discipline del curricolo.
INDICAZIONI DIDATTICHE
La finalizzazione formativa della Geografia nel
biennio e la natura e articolazione delle unità tematiche indicate presuppongono
il superamento d'una modalità organizzativa dei contenuti di tipo piattamente
regionale o astrattamente generale e richiedono invece un approccio didattico
problematico, concettuale e paradigmatico.
E' importante valorizzare, sul piano apprenditivo,
il continuo e necessario riferimento alla collocazione spaziale e al valore dei
luoghi, così come alla spiegazione generale di fatti e oggetti d'interesse
geografico, che sono costanti acquisite nella moderna didattica della
disciplina e contribuiscono ad arricchire e ispessire la carta mentale dello
studente.
I singoli nuclei tematici vanno visti come
scansioni didattiche d'un percorso unitario, che si propone di far scoprire la
coesistenza e l'interconnessione spaziale di temi e problemi oltre che di
singoli elementi d'interesse geografico.
Va sottolineata l'utilità di concetti (densità di
popolazione, insediamenti, mobilità spaziale, reti urbane e di comunicazione,
regione, impatto ambientale ecc.), che, attraversando i nuclei tematici,
consentono collegamenti e confronti didatticamente fruttuosi per una
comprensione e interpretazione sintetica e critica della realtà territoriale
alle diverse scale.
Per ogni nucleo, l'esemplificazione e
l'utilizzazione di casi concreti, pur focalizzata sul vicino direttamente
osservabile e su singole realtà degli spazi italiano, comunitario e
mediterraneo, deve peraltro consentire anche l'esame di situazioni molto
diverse a scala mondiale.
L'itinerario didattico qui proposto si basa
-oltre che sui casi di studio- sull'analisi geografica dell'intero territorio
inteso come geosistema.
Si possono utilizzare tecniche didattiche del
seguente tipo:
- lettura e interpretazione di carte a varia
scala e di altre rappresentazioni sintetiche del territorio;
- elaborazione di dati statistici;
- costruzione di carte tematiche e di altre
rappresentazione geografiche;
- correlazioni grafiche, cartografiche e
statistiche;
- grafici, statistiche e altre semplici tecniche
quantitative;
- uso di simulazioni e giochi;
- lettura e interpretazione di diapositive, film,
videocassette, fotografie (terrestri e aree), rilevazioni da satellite capaci
di informare sulle strutture, gli usi e i significati delle varie forme
territoriali.
Fondamentale è la promozione dell'osservazione
diretta e l'indagine sul terreno, da condurre attraverso lezioni all'aperto ed
escursioni di studio secondo la metodologia geografica tradizionale.
Utile il ricorso a colloqui e interviste sulla
base di questionari elaborati in classe, anche al fine di un confronto tra
vicino e lontano e tra qualitativo e quantitativo.
Accanto ad atlanti e carte murali non va
trascurato l'uso del calcolatore per l'archiviazione e l'elaborazione, anche
cartografica, di dati e come strumento di esercitazioni interattive.
L'operatività dell'itinerario indicato consente
frequenti verifiche.
Ad integrazione delle tradizionali interrogazioni
orali vanno considerate soprattutto le prove oggettive (a risposta fissa, a
scelta multipla, corrispondenze, completamenti ecc.), ma anche la stesura di
brevi relazioni, commenti a fotografie, interpretazioni di grafici e carte,
discussioni generali e di gruppo.
Se gli obiettivi operativi risultano ben
definiti, graduati e concatenati, verifiche implicite derivano dalla stessa
continuità apprenditiva degli studenti. Verifiche numerose e diversificate
facilitano la valutazione di tale continuità, rendendo più oggettiva
l'attribuzione periodica e finale di un giudizio e consentendo l'accertamento
in itinere non solo della congruità e coerenza degli obiettivi definiti
nell'ambito della programmazione, ma dell'intero processo curricolare.
MATEMATICA
FINALITA'
L'insegnamento di Matematica (con Informatica)
promuove:
1. lo sviluppo di capacità intuitive e logiche;
2. la capacità di utilizzare procedimenti
euristici;
3. la maturazione dei processi di astrazione e di
formazione dei concetti;
4. la capacità di ragionare induttivamente e
deduttivamente;
5. lo sviluppo delle attitudini analitiche e
sintetiche;
6. l'abitudine alla precisione di linguaggio;
7. la capacità di ragionamento coerente ed
argomentato;
8. la consapevolezza degli aspetti culturali e
tecnologici emergenti dei nuovi mezzi informatici;
9. l'interesse per il rilievo storico di alcuni
importanti eventi nello sviluppo del pensiero matematico.
Riferimenti generali
La matematica, parte rilevante del pensiero umano
ed elemento motore dello stesso pensiero filosofico, ha in ogni tempo operato
su due fronti: da una parte si è rivolta a risolvere problemi ed a rispondere
ai grandi interrogativi che via via l'uomo si poneva sul significato della
realtà che lo circonda; dall'altra, sviluppandosi autonomamente, ha posto
affascinanti interrogativi sulla portata, il significato e la consistenza delle
sue stesse costruzioni culturali.
Oggi queste due attività si sono ancor più
accentuate e caratterizzate. La prima per la maggior capacità di
interpretazione e di previsione che la matematica ha acquisito nei riguardi dei
fenomeni non solo naturali, ma anche economici e della vita sociale in genere,
e che l'ha portata ad accogliere e a valorizzare, accanto ai tradizionali
processi deduttivi, anche i processi induttivi. La seconda per lo sviluppo del
processo di formalizzazione che ha trovato nella logica e nell'informatica un
riscontro significativo.
Sono due spinte divergenti, ma che determinano,
con il loro mutuo influenzarsi, il progresso del pensiero matematico.
Coerentemente con questo processo l'insegnamento
della matematica si è sempre orientato, e continua ad orientarsi, in due distinte
direzioni: da una parte "leggere il libro della natura" e
matematizzare la realtà esterna; dall'altra simboleggiare e formalizzare i
propri strumenti di lettura attraverso la costruzione di modelli
interpretativi. Queste due direzioni confluiscono, intrecciandosi ed
integrandosi con reciproco vantaggio, in un unico risultato: la formazione e la
crescita dell'intelligenza dei giovani.
Le finalità indicate sopra concorrono, in armonia
con l'insegnamento delle altre discipline, alla promozione culturale ed alla
formazione umana di tutti i giovani.
In un corso di studi ad indirizzo tecnico
l'insegnamento deve inoltre confermare l'orientamento dei giovani per questo
tipo di studi, potenziare e sviluppare le loro attitudini e dare le necessarie
conoscenze per seguire proficuamente e senza traumi gli studi scientifici e
tecnici a livello superiore.
OBIETTIVI DI APPRENDIMENTO
Alla fine del biennio lo studente deve dimostrare
di essere in grado di:
1. individuare proprietà invarianti per
trasformazioni elementari;
2. dimostrare proprietà di figure geometriche;
3. utilizzare consapevolmente le tecniche e le
procedure di calcolo studiate;
4. riconoscere e costruire relazioni e funzioni;
5. matematizzare semplici situazioni riferite
alla comune esperienza e a vari ambiti disciplinari;
6. comprendere e interpretare le strutture di
semplici formalismi matematici;
7. cogliere analogie strutturali e individuare
strutture fondamentali;
8. riconoscere concetti e regole della logica in
contesti argomentativi e dimostrativi;
9. adoperare i metodi, linguaggi e strumenti
informatici introdotti;
10. inquadrate storicamente qualche momento
significativo dell'evoluzione del pensiero matematico.
CONTENUTI
Tema 1 - Geometria del piano e dello spazio
1.1. Piano euclideo e sue trasformazioni
isometriche. Figure e loro proprietà. Poligoni equiscomponibili; teorema di
Pitagora.
1.2. Omotetie e similitudini del piano. Teorema
di Talete.
1.3. Piano cartesiano: retta, parabola, iperbole
equilatera.
1.4. Coseno e seno degli angoli convessi.
Relazione fra lati ed angoli nei triangoli rettangoli.
1.5. Esempi significativi di trasformazioni
geometriche nello spazio. Individuazione di simmetrie in particolari solidi
geometrici.
Tema 2 - Insiemi numerici e calcolo
2.1. Operazioni, ordinamento e loro proprietà
negli insiemi dei numeri naturali, interi, razionali.
2.2. Valori approssimati e loro uso nei calcoli
elementari, introduzione intuitiva dei numero reali. Radicali quadratici ed
operazioni elementari su di essi.
2.3. Il linguaggio dell'algebra e il calcolo
letterale: monomi, polinomi, frazioni algebriche.
2.4. Equazioni e sistemi di primo e di secondo
grado. Disequazioni di primo grado.
Tema 3 - Relazioni e funzioni
3.1. Insiemi ed operazioni su di essi. Prime
nozioni di calcolo combinatorio.
3.2. Leggi di composizione ed individuazione di
particolari strutture. Prodotto cartesiano. Relazioni binarie: relazione
d'ordine e di equivalenza. Applicazioni (funzioni).
3.3. Funzioni x ax + b, x ax2 + bx + c, x a/x e
loro grafici
Tema 4 - Elementi di probabilità e di statistica
4.1. Semplici spazi di probabilità: eventi
aleatori, eventi disgiunti e "regola della somma".
4.2. Probabilità condizionata, probabilità
composta. Eventi indipendenti e "regola del prodotto".
4.3. Elementi di statistica descrittiva:
rilevazione di dati, valori di sintesi, indici di variabilità.
Tema 5 - Elementi di logica e di informatica
5.1. Logica delle proposizioni: proposizioni
elementari e connettivi, valore di verità di una proposizione composta.
Inferenza logica, principali regole di deduzione.
5.2. Variabili, predicati, quantificatori.
5.3. Analisi, organizzazione e rappresentazione
di dati, costruzione strutturata di algoritmi e loro rappresentazione.
5.4. Automi finiti, alfabeti, parole e
grammatiche generative. Sintassi e semantica. Prima introduzione ai linguaggi
formali.
Laboratorio di informatica
Utilizzazione di un linguaggio di programmazione,
analisi di problemi e loro soluzione sia con linguaggi di programmazione sia
con l'utilizzazione di un opportuno "ambiente informatico".
COMMENTO AI SINGOLI TEMI
Tema I - Geometria del piano e dello spazio
Lo studio della geometria nel biennio ha la
finalità principale di condurre progressivamente lo studente alla intuizione e
scoperta di proprietà geometriche alla loro descrizione razionale rappresenta
come tale una guida privilegiata alla consapevolezza argomentativa. A ciò il
docente può pervenire adottando un metodo che, facendo leva sulle conoscenze
intuitive apprese dallo studente nella scuola media, proceda allo sviluppo
razionale di limitate catene di deduzioni; è tuttavia necessario che ogni
ipotesi o ammissione cui si fa ricorso sia chiaramente riconosciuta e formulata
in modo esplicito, quali che siano le ragioni che inducono ad assumerla tra i
punti di partenza del ragionamento.
Al docente compete poi l'impegno di avviare la fase euristica su processi
di assiomatizzazione partendo da semplici situazioni assunte nei vari campi.
Ciò nella prospettiva di familiarizzare gli studenti col metodo
ipotetico-deduttivo e pervenire negli eventuali studi successivi alla
costruzione di un sistema di assiomi per la geometria elementare. A tal fine è
bene programmare, in un quadro di riferimento organico, una scelta delle
proprietà (teoremi) delle figure piane da dimostrare, utilizzando la geometria
delle trasformazioni oppure seguendo un percorso più tradizionale.
Un traguardo importante dello studio della
geometria è il piano cartesiano, come modello del piano euclideo. Con la sua
introduzione sono disponibili, per la risoluzione dei problemi geometrici, sia
il metodo della geometria classica che quello della geometria analitica, e lo
studente va stimolato ad usare l'uno o l'altro in relazione alla naturalezza,
alla espressività e alla semplicità che essi offrono nel caso particolare in
esame. La rappresentazione della parabola e dell'iperbole equilatera va
effettuata rispetto a sistemi di riferimento scelti opportunamente.
Il coseno e il seno di un angolo sono introdotti,
limitatamente agli angoli convessi, in relazione allo studio delle proprietà
dei triangoli e per le necessità proprie delle altre scienze: lo studio delle
funzioni circolari è rinviato al periodo successivo.
Gli elementi di geometria dello spazio hanno lo
scopo di alimentare e sviluppare l'intuizione spaziale. E' in facoltà del
docente presentare prima la geometria piana e poi quella dello spazio, oppure
fondere, in relazione agli argomenti comuni, le due esposizioni.
Tema 2 - Insiemi numerici e calcolo
I numeri naturali, interi, razionali, già noti
agli studenti, sono ripresi in forma più sistematica; si può pervenire ai vari
adempimenti a partire da effettive necessità operative, mettendo in luce la
permanenza delle proprietà formali e della relazione d'ordine. L'esposizione
può anche essere arricchita con l'illustrazione dell'evoluzione storica dei
concetti di numerazione e di numero.
Il numero reale va introdotto in via intuitiva,
come processo costruttivo che può nascere sia da esigenze di calcolo numerico,
sia da un confronto fra grandezze omogenee. E' importante premettere esempi di
calcolo approssimato, in cui porre l'accento sulla significatività delle cifre,
anche al fine di far vedere come il risultato del calcolo possa essere
illusorio in assenza di una corretta valutazione dell'errore.
Il docente deve programmare lo sviluppo da dare
al calcolo letterale per abituare lo studente alla corretta manipolazione di
formule, sempre sostenuta dalla comprensione delle procedure da seguire. Si
sottolinea, a questo proposito, l'inopportunità del ricorso ad espressioni
inutilmente complesse, tenendo presente che la sicurezza nel calcolo si
acquisisce gradualmente nell'arco del biennio. E' invece opportuno fare
osservare che un'espressione algebrica è interpretabile in modo naturale come
uno schema di calcolo che può essere illustrato in un grafo; si può anche
collegare il calcolo letterale ai linguaggi formali introdotti negli elementi
di informatica.
Lo studio delle equazioni, delle disequazioni e
dei sistemi va connesso alla loro rappresentazione sul piano cartesiano, con
relative applicazioni a problemi di varia natura; nella risoluzione è
sufficiente considerare le soluzioni nell'insieme dei numeri reali.
Nel presentare argomenti tradizionali di algebra
è opportuno evitare di dare carattere di teoria ad argomenti che si riducono a
semplici artifizi e di fornire classificazioni e regole distinte in situazioni
in cui valgono gli stessi principi generali.
Tema 3 - Relazioni e funzioni
Il docente dopo aver riorganizzato le conoscenze
sugli insiemi che gli studenti hanno già acquisito nella scuola media, deve
aver cura di stabilire opportuni collegamenti tra le nozioni logiche e quelle
insiemistiche: connettivi logici ed operazioni tra insiemi, predicato con un
solo argomento e sottinsiemi dell'insieme universo, predicati binari e
relazioni ecc.
Lo studio del calcolo combinatorio si limita alle
disposizioni, permutazioni, combinazioni e loro proprietà principali: il
docente può approfittarne, tra l'altro, per abituare lo studente a
dimostrazioni di tipo algebrico.
Dall'esame delle relazioni d'ordine, delle
proprietà formali negli insiemi numerici, delle composizioni di isometrie e
dall'esame di altri esempi, il docente può arrivare, attraverso il riscontro di
analogie strutturali, ai concetti di gruppo, di anello, di campo e di strutture
d'ordine, senza tuttavia dare alla trattazione una sistemazione teorica, che
viene rinviata ai successivi studi.
Alla nozione di relazione d'equivalenza va
associata quella di insieme quoziente, con varie esemplificazioni (direzione di
rette, classi di resti, ecc.).
Il concetto di funzione, fondamentale per
stabilire relazioni di dipendenza, consente di visualizzare leggi e fenomeni di
connessione interdisciplinare con altri ambiti.
L'introduzione delle funzioni x ax + b, x ax2 +
bx = c, x a/x trova un naturale collegamento con la rappresentazione della
retta, della parabola e dell'iperbole equilatera nel piano cartesiano:
analogamente la nozione di zeri di tali funzioni trova collegamento con la
risoluzione delle corrispondenti equazioni.
La nozione di grafico di una funzione va
illustrata anche su esempi diversi, osservando che non è necessario attendere
il possesso degli strumenti di calcolo differenziale per avere un'idea
qualitativa dell'andamento di funzioni definite da semplici espressioni. In
questo contesto l'impiego del calcolatore può essere importante, purché lo
studente abbia consapevolezza del carattere approssimato delle rappresentazioni
ottenute.
Tema 4 - Elementi di probabilità e di statistica
Lo studio delle probabilità, da un lato, sviluppa
un corretto approccio all'analisi di situazioni in condizioni di incertezza,
dando strumenti per trattare razionalmente le proprie informazioni e assumere
decisioni coerenti e, dall'altro, fornisce nuovi ambiti in cui è possibile
svolgere interessanti esempi di matematizzazione.
Per il consolidamento di una mentalità
probabilistica che orienti lo studente anche nei giudizi della vita corrente,
sono essenziali un avvio ragionato alle varie definizioni di probabilità ed una
ricca esemplificazione tratta da situazioni reali.
Lo studio delle probabilità costituisce inoltre
un contesto in cui la formalizzazione e l'astrazione possono far pervenire ad
una strutturazione assiomatica della teoria. Nella soluzione dei problemi è
bene utilizzare una molteplicità di strumenti quali il calcolo combinatorio, i
diagrammi di Eulero-Venn e grafi di vario tipo.
I contenuti della parte di statistica
costituiscono l'occasione per una messa a punto più rigorosa e formalizzata di
concetti e di strumenti in parte già conosciuti, suggerendone una più
consolidata familiarizzazione attraverso applicazioni a problemi e contesti di
tipo interdisciplinare. Particolare importanza riveste l'analisi e
l'interpretazione dei dati presentati in varie forme, da quelle tabellari a
quelle grafiche o a quelle più sintetiche, per mettere lo studente in grado di
fruire correttamente e criticamente delle informazioni statistiche che a vario
tipo gli pervengono.
Tema 5 - Elementi di logica e di informatica
Gli elementi di logica non devono essere visti
come una premessa metodologia all'attività dimostrativa, ma come una
riflessione che si sviluppa man mano che matura l'esperienza matematica dello
studente. Fin dall'inizio bisogna abituare lo studente all'uso appropriato del
linguaggio e delle formalizzazioni, a esprimere correttamente le proposizioni
matematiche e a concatenarle in modo coerente per dimostrare teoremi, mentre
solo nella fase terminale del biennio si può pervenire allo studio esplicito
delle regole di deduzione. Così, ad esempio, si può osservare che la
risoluzione delle equazioni si basa sull'applicazione di principi logici che
consentono di ottenere equazioni equivalenti o equazioni che siano conseguenza
logica di altre.
Le riflessioni linguistiche e logiche acquistano
una caratteristica operativa nello sviluppo della parte di programma relativa
all'informatica e ai linguaggi di programmazione. Ciò consente, tra l'altro, di
cogliere le differenze tra il piano linguistico e il piano metalinguistico, tra
il livello sintattico e il livello semantico, particolarmente evidenziate dalla
pratica al calcolatore. Va dato opportuno risalto alle analogie e alle
differenze che intercorrono tra il linguaggio naturale e i linguaggi
artificiali, tra il ragionamento comune e il ragionamento formalizzato.
L'introduzione di elementi di informatica avvia
lo studente alla costruzione di modelli formali di classi di problemi che
conducono all'individuazione di una corretta ed efficiente strategia
risolutiva. Per questo è determinante abituare lo studente, partendo dal
concetto di informazione, a individuare dati e relazioni tra di essi e a
descrivere i processi di elaborazione che consentono di pervenire alla
soluzione con mezzi automatici.
Durante l'attività di programmazione lo studente
deve essere condotto a riconoscere ed utilizzare consapevolmente i tipi di dati
e le loro più elementari strutture, nonché le regole di costruzione degli
algoritmi (sequenza, selezione, iterazione). In tale attività si devono
evidenziare continuamente le analogie e le differenze tra i
"soggetti" matematici e le loro rappresentazioni informatiche.
La riflessione sulla formalizzazione di un
processo favorisce l'acquisizione dei concetti di automa e con ciò la
possibilità di riconoscere l'aspetto logico-funzionale di alcune realtà (i
linguaggi formali, l'elaboratore, altri sistemi automatici).
I contenuti proposti trovano il loro naturale
sviluppo nell'integrazione con l'attività di laboratorio.
Laboratorio di informatica
L'attività di laboratorio, distribuita lungo
tutto l'arco del biennio, integra gli elementi di contenuto dei vari temi e
costituisce essa stessa un momento di riflessione teorica. Essa consiste in:
a) analisi di problemi e loro soluzione
informatica attraverso sia la costruzione di un programma e il controllo della
sua esecuzione, sia l'utilizzazione di programmi già disponibili e di software
di utilità; in quest'ultimo caso l'utilizzazione di tali "ambienti"
abitua lo studente ad operare consapevolmente all'interno di sistemi dotati di
regole formali e con limiti operativi;
b) esplorazioni e verifiche di proprietà
matematiche, rappresentazioni grafiche e calcoli, come momenti che concorrono
al processo di apprendimento della matematica.
INDICAZIONI DIDATTICHE
Non ci si può illudere di poter partire dalla
disciplina già confezionata, cioè da teorie e da concetti già elaborati e
scritti, senza prendersi cura dei processi costruttivi che li riguardano. E'
invece importante partire da situazioni didattiche che favoriscano l'insorgere
di problemi matematizzabili, la pratica di procedimenti euristici per
risolverli, la genesi dei concetti e delle teorie, l'approccio a sistemi
assiomatici e formali. Le fonti naturali di queste situazioni sono il mondo
reale, la stessa matematica e tutte le altre scienze. Ciò lascia intravedere
possibili momenti di pratica interdisciplinare, prima nella scoperta e nella
caratterizzazione delle diverse discipline in base al loro oggetto e al loro
metodo, poi nel loro uso convergente nel momento conoscitivo.
Dei processi di matematizzazione esistono modelli
storici esemplari in grado di illustrarne anche le intrinseche difficoltà: si
pensi alla matematizzazione pre-euclidea in ambito geometrico e al suo
difficile rigoroso approdo euclideo-hilbertiano, al sistema formale
dell'aritmetica, delle teorie riguardanti i numeri reali, alla logica, alla
probabilità ecc. In tal senso proprio la riflessione sul ruolo dei modelli e
del linguaggio matematico in fisica e nei sistemi complessi della biologia e
della sociologia fa cogliere la portata di questo riferimento anche per la
didattica della matematica.
Il problema didattico centrale che si pone al
docente nell'attuazione dei programmi risiede nella scelta di situazioni particolarmente
idonee a far insorgere in modo naturale congetture, ipotesi, problemi. Per una
pratica didattica così finalizzata, offrono prioritaria ispirazione i risultati
delle ricerche in campo storico-epistemologico, in quello psico-pedagogico,
nonché in quello metodologico-didattico.
La scelta delle situazioni e dei problemi rientra
in un quadro più vasto di progettazione didattica che si realizza attraverso la
valutazione delle disponibilità psicologiche e dei livelli di partenza dei
singoli studenti, l'analisi e la determinazione degli obiettivi di
apprendimento, l'analisi e la selezione dei contenuti, l'individuazione di
metodologie e tecniche opportune, l'adozione di adeguate modalità di verifica.
Questa progettazione sostiene il lavoro didattico, favorisce la collocazione
dei contenuti nel quadro del sapere scientifico, permette di individuare con
più chiarezza la loro importanza e la difficoltà del loro apprendimento.
Il programma si articola in cinque temi. A questi
si aggiunge un laboratorio di informatica, con valore operativo trasversale
rispetto ai temi.
Non è prevista una scansione annuale dei
contenuti.
L'ordine in cui sono proposti i cinque temi non è
da interpretare come ordine di svolgimento. Si suggerisce che il docente li
sviluppi in modo integrato, partendo da situazioni o contesti che ne mettano in
luce le reciproche relazioni e connessioni, nel rispetto dell'identità
caratteristica degli argomenti. Ferma restando per tutti l'acquisizione dei
contenuti indicati, è necessario che il docente produca esemplificazioni,
situazioni e applicazioni tendenzialmente orientate verso le esigenze e gli
interessi preminenti dei vari indirizzi di studio.
I linguaggi di programmazione, gli algoritmi
risolutivi dei problemi e l'aspetto operativo offerto dai calcolatori si
possono utilizzare come occasioni per valorizzare nuovi accessi all'astrazione,
modalità più dirette e distinte di familiarizzazione con i linguaggi formali.
La verifica dell'apprendimento deve essere
strettamente correlata e coerente, nei contenuti e nei metodi, con il complesso
di tutte le attività svolte durante il processo di insegnamento-apprendimento.
Non può quindi ridursi ad un controllo formale sulla padronanza solo delle
abilità di calcolo o di particolari conoscenze mnemoniche, deve invece vertere
in modo equilibrato su tutte le tematiche e tenere conto di tutti gli obiettivi
evidenziati nel programma.
A tal fine il docente può servirsi di verifiche
scritte e orali.
Le verifiche scritte possono essere articolate
sia sotto forma di problemi ed esercizi di tipo tradizionale sia sotto forma di
test: possono anche consistere in brevi relazioni su argomenti specifici
proposti dal docente o nella stesura (individuale o a piccoli gruppi) di
semplici programmi costruiti nell'ambito del laboratorio di informatica.
Le interrogazioni orali sono utili soprattutto
per valutare le capacità di ragionamento e i progressi raggiunti nella
chiarezza e nella proprietà di espressione.
Nel corso delle verifiche scritte è giustificato
l'uso degli stessi sussidi didattici utilizzati nelle attività di
insegnamento-apprendimento (calcolatori tascabili, strumenti da disegno e, se
ritenuto opportuno, manuali e testi scolastici).
SCIENZE DELLA TERRA
L'insegnamento di scienze della Terra si propone di
far acquisire:
1. la consapevolezza dell'importanza che le
conoscenze di base delle scienze della Terra rivestono per la comprensione
della realtà che ci circonda, con particolare riguardo al rapporto tra
salvaguardia degli equilibri naturali e qualità della vita;
2. la comprensione degli ambiti di competenza e
dei processi di costruzione delle conoscenze specifici delle scienze della
Terra, anche nel contesto di problematiche pluridisciplinari;
3. la comprensione delle relazioni che
intercorrono tra le scienze della Terra e le altre discipline scientifiche,
anche in riferimento alle attività umane;
4. la consapevolezza del carattere sistemico
della realtà geologica ai diversi livelli di scala;
5. il consolidamento e lo sviluppo della capacità
di lettura del territorio nei suoi aspetti naturali ed antropici, attraverso
l'applicazione consapevole dei processi di indagine caratteristici delle
scienze della Terra;
6. la comprensione dell'importanza delle risorse
che l'uomo trae dalla Terra, anche in rapporto ai problemi conseguenti
all'utilizzazione di quelle esauribili e di quelle rinnovabili;
7. la consapevolezza della necessità di assumere
atteggiamenti razionali e lungimiranti per interventi di previsione,
prevenzione e difesa dai rischi geologici, nell'ambito della programmazione e
pianificazione del territorio;
8. un atteggiamento di riflessione critica
sull'attendibilità dell'informazione fissa dai mezzi di comunicazione di massa
nell'ambito delle scienze della Terra, con particolare discriminazione tra
fatti, ipotesi e teorie scientifiche consolidate.
OBIETTIVI DI APPRENDIMENTO
Al termine del corso lo studente deve dimostrare
di essere in grado di:
1. utilizzare in modo appropriato e significativo
un lessico geologico fondamentale, commisurato al livello di una divulgazione
scientifica generica;
2. utilizzare le conoscenze acquisite su
litosfera, atmosfera e idrosfera per impostare su basi razionali i termini dei
problemi ambientali;
3. raccogliere dati (sia tramite osservazioni e
misurazioni dirette, sia mediante consultazioni di manuali e di testi) e porli
in un contesto coerente di conoscenze e in un quadro plausibile di
interpretazione;
4. individuare in modo corretto, nell'esame di
fenomeni geologici complessi, le variabili essenziali, il relativo ruolo e le
reciproche relazioni;
5. comprendere sia la funzionalità esplicativa
sia i limiti dei modelli interpretativi di fenomeni geologici complessi;
6. individuare categorie per caratterizzare
oggetti geologici (rocce, minerali, fossili ecc.) sulla base di analogie e
differenze;
7. riconoscere nella realtà quanto raffigurato da
illustrazioni e carte e viceversa;
8. prospettare procedure di indagine per
acquisire conoscenze su fenomeni geologici semplici;
9. descrivere i possibili effetti dei fenomeni
sismici e vulcanici sul territorio e i comportamenti individuali più adeguati
per la protezione personale;
10. descrivere i principali problemi inerenti la
risorsa acqua e il suo uso su basi razionali;
11. raccogliere ed elaborare dati per caratterizzare
le condizioni climatiche della regione di residenza e individuare le relazioni
esistenti fra tali condizioni, l'idrografia, le forme del rilievo, lo sviluppo
di suoli e le coperture vegetali;
12. descrivere le più evidenti caratteristiche geomorfologiche
della regione di residenza, riferendole in modo appropriato agli agenti
responsabili del modellamento del paesaggio, e individuare le eventuali
modificazioni prodotte o indotte dall'intervento umano sull'ambiente;
13. distinguere, nell'ambito di semplici
situazioni geologiche che possono assumere carattere di rischio, quali eventi
siano prevedibili e quali imprevedibili, quali siano naturali e quali
determinati o indotti dalle attività umane;
14. inquadrare le attività sismiche, vulcaniche e
tettoniche in un contesto più ampio di dinamica terrestre;
15. distinguere tra risorse esauribili e risorse
rinnovabili e descrivere le possibili conseguenze sull'ambiente dello
sfruttamento delle risorse naturali ed energetiche.
Gli obiettivi da 1 a 8 sono trasversali a tutti i
contenuti; gli obiettivi da 9 a 15 sono riferiti a contenuti specifici.
CONTENUTI
1. Le scienze della Terra
a) I Rapporti Uomo-Terra.
b) Gli ambiti di studio: litosfera, idrosfera,
atmosfera.
c) Le conoscenze geologiche come supporto ai
processi di decisione.
d) I modi di produzione della conoscenza delle
scienze della Terra.
2. Manifestazioni della dinamica terrestre:
vulcani e terremoti
a) Vulcani: distribuzione e tipologia
dell'attività vulcanica
b) Attività vulcanica e uomo: risorse energetiche
e rischio vulcanico.
c) I prodotti del consolidamento dei fusi: dalle
rocce effusive al processo magmatico.
d) Attività sismica e uomo: rischio sismico.
3. Idrosfera e atmosfera
a) Acque marine e acque continentali; serbatoi e
flussi a diversi valori di scala.
b) L'acqua come risorsa: distribuzione, accumulo
e sfruttamento.
c) L'atmosfera come sistema dinamico.
d) L'acqua nell'aria.
e) Il ciclo dell'acqua.
f) Tempo meteorologico e clima.
g) Il motore della dinamica atmosferica e del
ciclo dell'acqua: posizioni reciproche Terra-sole e flusso energetico
Sole-Terra.
4. Il modellamento della superficie terrestre
a) L'effetto degli agenti atmosferici e
dell'acqua superficiale sui materiali rocciosi; degradazione, erosione,
trasporto, sedimentazione.
b) Dai sedimenti al processo sedimentario.
c) I processi morfogenetici e il paesaggio come
risultante sistemica.
d) Suolo e protezione del suolo.
e) L'attività antropica come fattore
predisponente e determinante di processi superficiali.
f) I rischi geomorfologici e idrogeologici.
5. Dai fenomeni ai modelli
a) La dinamica globale e la teoria della
tettonica a placche.
b) Processi tettonici ai diversi livelli di
scala.
c) La dinamica globale e il problema dell'interno
della Terra.
d) I dati sismici, gravimetrici e chimici per la
costruzione del modello della struttura interna della Terra.
6. Il passato della terra
a) Dal tempo storico al tempo geologico
b) Principi e criteri per la ricostruzione della
storia della Terra
c) L'evoluzione della terra e l'evoluzione dei
viventi.
7. Le risorse minerarie
a) Processi di concentrazione dei materiali
utili.
b) Problemi legati allo sfruttamento delle
risorse non rinnovabili.
c) Problemi ambientali legati allo sfruttamento
delle risorse minerarie;
INDICAZIONI DIDATTICHE
La scelta degli obiettivi ha privilegiato gli
aspetti metodologici e si è orientata non solo all'acquisizione di conoscenze,
ma anche alla riflessione sui modi di conseguirle. Dal punto di vista della
strategia, gli obiettivi tendono a suggerire una metodologia di insegnamento
motivante e coinvolgente.
I contenuti sono presentati secondo una sequenza
consigliabile, anche se non vincolante. Nell'affrontare i contenuti si ritiene
opportuno, in linea di massima, privilegiare i problemi connessi alla realtà
locale o nazionale. Alla scelta e alla strutturazione dei problemi è essenziale
dedicare la massima attenzione, perché da un lato sia garantita l'adeguatezza
sul piano cognitivo e, dall'altro, sia favorito il contributo della spinta
proveniente dagli interessi degli studenti, componente essenziale della
motivazione all'apprendimento.
E' importante che gli itinerari didattici
prendano avvio da una situazione problematica creata da:
presentazione di fatti e fenomeni dal vero o
tramite sussidi didattici;
curiosità dello studente;
suggerimenti del docente;
ricerche e documenti relativi al territorio.
E' necessario analizzare i problemi in modo
critico, distinguendo tra osservazioni, fatti, ipotesi e teorie. Agli studenti
bisogna chiarire, per i singoli argomenti, la motivazione della scelta e il
livello di scala a cui si colloca il fenomeno trattato. L'articolazione degli
argomenti richiede l'inquadramento in un contesto strutturale che faccia
emergere i capisaldi concettuali e le metodologie proprie delle scienze della
Terra (il carattere sistemico della realtà geologica ai diversi livelli di
scala, il tempo geologico, la ciclicità di molti fenomeni geologici, il
fondamento empirico della conoscenza, il principio dell'attualismo). Bisogna
inoltre tenere presente di trattare i vari fenomeni geologici in correlazione
con i fenomeni biologici, dando il giusto rilievo all'identificazione delle
loro reciproche connessioni.
In questo quadro va favorito il coinvolgimento
diretto degli studenti in attività svolte individualmente o a gruppi,
comprendenti la raccolta, il più possibile autonoma, di informazioni,
l'esecuzione di rilevazioni e misure, l'individuazione di criteri di
classificazione, l'ordinamento dei dati (tabulazione, costruzione di grafici,
semplici elaborazioni statistiche ecc.).
Il lavoro di campagna è un'attività di
particolare interesse metodologico; evidenzia come il primo grande laboratorio
sia il territorio. Per la costruzione delle conoscenze è fondamentale
l'osservazione dei fenomeni. Tuttavia, poiché la lunghezza dei tempi geologici
non consente all'osservazione la possibilità di percezione delle variazioni
verificatesi nel tempo, si rende opportuna l'integrazione con modelli teorici e
pratici. Questi ultimi richiedono una struttura logica e concettuale
adeguatamente predisposta.
Le attività pratiche offrono occasione per
esercitarsi nell'uso di alcuni procedimenti caratteristici dell'indagine
scientifica e costituiscono un valido mezzo di coinvolgimento degli studenti.
Non si può ovviamente ignorare l'opportunità di
ricorrere a mezzi audiovisivi per illustrare fenomeni difficilmente accessibili
all'osservazione diretta.
Per procedere alla verifica degli apprendimenti,
oltre alle interazioni verbali (interrogazioni, discussioni), sono
indispensabili esercizi scritti di relazione e descrizione sulle attività
pratiche; sono anche utili forme scritte di analisi e sintesi di brani di libri
di testo e di articoli di riviste e giornali. Tutto ciò serve a verificare la
capacità di esporre con linguaggio rigoroso e appropriato gli argomenti
studiati.
BIOLOGIA
FINALITA'
Finalità del corso di Biologia sono le seguenti:
1. La comprensione graduale, secondo il punto di
vista scientifico, dei problemi di fondo, metodologici e culturali, posti dalle
caratteristiche peculiari del fenomeno vita;
2. l'acquisizione di alcune conoscenze essenziali
e aggiornate in vari campi della biologia, che vanno dalla biochimica e dalla
genetica alla fisiologia, alla patologia e alla ecologia;
3. l'acquisizione di determinate conoscenze sulla
specie umana, in salute e in malattia;
4. la strutturazione, in un quadro di rigorosa
scientificità, delle informazioni di tipo biologico possedute dagli studenti;
5. l'introduzione all'uso delle espressioni
scientifiche proprie della biologia, chiarendo il significato dei singoli
termini e stimolando l'arricchimento linguistico.
Riferimenti generali
Dato costitutivo della struttura del corso è che
la biologia possiede, su basi metodologiche e storiche, una caratterizzazione
scientifica propria e distinta, che deve la sua ragione fondamentale alla
peculiarità del fenomeno vita.
In molti campi della biologia si è avuto
recentemente un grande sviluppo. Innovazioni biotecnologiche interessano la
medicina, l'agricoltura, l'alimentazione e la produzione industriale, con
effetti di profondo cambiamento sulla vita umana e sull'ambiente.
L'acquisizione di conoscenze biologiche aggiornate stimola la partecipazione a
tali processi di cambiamento e favorisce la formazione di coscienze vigili ed
attente agli equilibri biologici ed ambientali, in vista di un effettivo
miglioramento della qualità della vita.
Le conoscenze sulla specie umana favoriscono
altresì il processo di formazione della propria personalità e di un positivo
rapporto con gli altri e con l'ambiente.
Non può trascurarsi il fatto che molti risultati
della ricerca biologica vengono interiorizzati da parte dei giovani, spesso in
modo disordinato, attraverso i mezzi di comunicazione di massa e i discorsi
quotidiani; grandi sono quindi i rischi di superficialità e di manipolazioni
ascientifiche ed acritiche. La scuola ha il compito di intervenire per
assicurare un apprendimento della biologia che acquisisca e mantenga carattere
di rigorosa scientificità anche nell'espressione linguistica.
OBIETTIVI DI APPRENDIMENTO
Lo studente alla fine del corso deve dimostrare
di essere in grado di:
1. rilevare, descrivere, rappresentare, spiegare
le caratteristiche fondamentali degli esseri viventi, ai diversi livelli:
molecolare, cellulare, organismico, ecosistemico;
2. rilevare le caratteristiche qualitative di
strutture biologiche anche attraverso l'uso di semplici dispositivi di
osservazione;
3. rilevare ed elaborare le caratteristiche
quantitative di strutture e processi biologici attraverso l'uso di semplici
strumenti di misurazione e di elaborazione dati;
4. comunicare i risultati riguardanti le
caratteristiche studiate attraverso forme di espressione orale, scritta,
grafica;
5. spiegare ed usare autonomamente i termini
specifici della biologia;
6. descrivere il rapporto strutture e funzioni ai
diversi livelli di organizzazione
7. descrivere gli aspetti unitari fondamentali
dei processi biologici;
8. individuare le caratteristiche funzionali
fondamentali della cellula e riconoscerle negli organismi pluricellulari;
9. indicare per alcune funzioni fondamentali le
corrispondenze tra processi ai livelli cellulare ed organismico e processi al
livello molecolare;
10. descrivere e spiegare diversi criteri per la
classificazione biologica;
11. descrivere le specie come fondamentale
categoria tassonomica;
12. ricostruire il percorso filogenetico dei
vertebrati fino alla specie umana;
13. descrivere i caratteri distintivi della
specie umana;
14. individuare i più semplici meccanismi di
regolazione omeostatica e riconoscere la differenza fra salute e malattia;
15. descrivere le relazioni tra i cicli biologici
ed i grandi cicli della natura;
16. individuare le interazioni tra mondo vivente
e non vivente, anche con riferimento all'intervento umano;
17. valutare autonomamente l'impatto delle
innovazioni tecnologiche in ambito biologico ed ambientale.
CONTENUTI
1. Peculiarità della vita. Diversità degli
organismi viventi e loro divenire. Interazioni tra il mondo vivente e non
vivente. Adattamento. Le comunità biologiche.
2. Caratteristiche unitarie dei fenomeni
biologici. Teoria cellulare. Le cellule: strutture e funzioni. Cellule
procariotiche ed eucariotiche. Pluricellularità.
3. Materiali di costruzione delle cellule.
Biomolecole. Metabolismo cellulare. Il flusso dell'energia per la vita. Il
prodotto biologico e la sua codificazione.
4. Ciclo di divisione cellulare. Riproduzione e
differenziamento. Trasmissione dei caratteri ereditari. Cromosomi e geni.
Variabilità del patrimonio ereditario. Distribuzione dei geni nelle
popolazioni.
5. Evoluzione biologica. Criteri per la
classificazione biologica. La specie e le altre categorie tassonomiche.
Filogenesi dei vertebrati. La specie umana. Il ciclo biologico dell'uomo.
L'omeostasi, le sue alterazioni ed i concetti di salute e di malattia.
6. L'ambiente come sistema complesso. Ecosistemi:
strutture e funzioni. Le attività umane e l'ambiente. Tutela della vita umana e
dell'ambiente.
Note
I contenuti indicati per il corso sono suddivisi
in sei gruppi.
In sede di programmazione essi possono essere
sviluppati secondo gli itinerari didattici ritenuti più opportuni dal docente.
Una corretta impostazione metodologica è richiesta per garantire costantemente
la organicità e la coerenza nella trattazione di tali contenuti, che sono da
considerarsi fondamentali.
Le osservazioni che seguono riguardano,
nell'ordine e separatamente, i sei gruppi di contenuti.
1. La natura vivente viene trattata inizialmente
in modo globale, privilegiando il momento osservativo, al fine di far acquisire
allo studente un'adeguata immagine della realtà biologica nel suo complesso.
E' opportuno chiarire i rapporti di
interdipendenza tra gli organismi e i livelli trofici.
2. Prima di trattare delle caratteristiche
unitarie della vita, è opportuno introdurre alcuni principi generali di
metodologia scientifica applicata alla biologia, con qualche riferimento alla
storia della medesima.
3. Per la comprensione dei fenomeni biologici a
questo livello si devono fornire opportune informazioni e si deve ricorrere ad
appropriati modelli per superare i problemi legati all'eventuale mancanza di
adeguate conoscenze chimico-fisiche.
Trattando della trasmissione del progetto
codificato nella sequenza DNA-RNA proteine, si può eventualmente introdurre il
concetto di informazione biologica.
4. A questo livello, la trattazione del
differenziamento si limita a rendere evidente, attraverso esempi opportunamente
scelti, come le cellule si modifichino in rapporto a funzioni specializzate.
E' opportuno limitare la trattazione della
distribuzione dei geni nelle popolazioni al contenuto della legge di
Hardy-Weinberg e al suo significato in rapporto alle teorie evolutive.
5. Può essere interessante trattare, prima di
sviluppare i contenuti di questo gruppo, i problemi dell'origine della vita.
Presentando la specie umana, è significativo
sottolineare la continuità filogenetica con gli altri vertebrati e al tempo
stesso mettere in evidenza il peculiare adattamento umano e la cultura.
Trattando del ciclo biologico della specie umana,
si possono dare informazioni sulla sessualità e sulla procreazione e si possono
illustrare le modificazioni dell'organismo alle varie età.
Con riferimento alla regolazione omestatica si
possono trattare i sistemi di difesa naturale contro le malattie.
Si possono infine inserire indicazioni di igiene
personale sociale, con particolare riguardo alle tossicodipendenze.
La discussione di problemi ampi e delicati,
connessi alla trattazione di alcuni degli argomenti sopraindicati, quali la
sessualità e le tossicodipendenze dovrebbe, comunque rientrare in un progetto
educativo globale che preveda il coinvolgimento responsabile dell'intero
Consiglio di classe e delle famiglie, nel rispetto del grado di maturazione
psico-fisica dei singoli studenti.
6. E' possibile prospettare un quadro sistemico
ampio degli organismi viventi nell'ambiente, nel quale si inserisce la specie
umana con una peculiarità dovuta alla sua evoluzione culturale.
Va sottolineato il grande potenziale di
trasformazione dell'ambiente acquisito dall'uomo attraverso lo sviluppo
tecnologico, con cenni alle biotecnologie.
Non dovrebbe trascurarsi, a proposito delle
innovazioni tecnologiche, un richiamo alle prospettive ed ai problemi, anche
etici, posti dal loro sviluppo.
INDICAZIONI DIDATTICHE
L'apprendimento dei principali metodi e dei
risultati della ricerca biologica, anche se proporzionato evidentemente all'età
degli studenti e alle scelte di indirizzo, deve sempre essere condotto su basi
rigorosamente scientifiche. In particolare va messo in evidenza il procedimento
caratteristico delle scienze sperimentali, che prevede una continua interazione
tra elaborazione teorica e verifica empirica. Anche l'apprendimento va
raggiungo sia attraverso la trattazione teorica sia attraverso semplici
sperimentazioni. Un'attenzione alla visione storica dello sviluppo della
biologia può offrire l'opportunità di metterne meglio in evidenza i problemi di
fondo, metodologici e culturali.
La complessità dei fenomeni biologici richiede
adatte procedure di osservazione, di misurazione, di impianto delle
sperimentazioni e di analisi dei risultati, differenziate per i diversi livelli
di organizzazione degli esseri viventi. Da ciò deriva l'importanza di una
impostazione anche sperimentale dell'insegnamento, mediante l'uso diretto e
programmato del laboratorio da parte degli studenti. Alcuni semplici strumenti,
tra cui un microscopio e un elaboratore di dati, sono già sufficienti a
consentire l'esecuzione di esperienze su contenuti fondamentali del programma.
E' molto importante guidare gli studenti a
osservare fenomeni biologici direttamente sul territorio, evidenziando la
interdipendenza tra i fenomeni osservati e le componenti abiotiche del
territorio stesso. A tale scopo sono utili le visite guidate in parchi naturali
e in aree protette.
Gli studenti vanno sollecitati a intraprendere
attività di indagine e guidati nelle operazioni di raccolta, ordinamento,
rappresentazione, elaborazione e sistemazione dei dati di cui vengono in
possesso e nella interpretazione di essi in base a semplici modelli
esplicativi. La comunicazione dei risultati raggiunti può essere fatta
attraverso grafici, disegni e modelli materiali.
Il corso è suddiviso in sei gruppi di contenuti,
che possono essere percorsi con flessibilità, sempre perseguendo la organicità
e la coerenza nella strategia didattica utilizzata. Qualsiasi essa sia, si
ritiene necessario che il docente ne faccia partecipi gli studenti che, in tal
modo, possono riconoscersi nel processo.
Gli strumenti che possono essere usati per la
verifica del raggiungimento degli obiettivi si possono ricondurre ai seguenti.
Test per la verifica di obiettivi specifici
relativi a segmenti curricolari limitati: essi permettono di saggiare in tempi
brevi il livello di acquisizione di contenuti e il possesso di abilità semplici
e quindi di individuare le capacità non acquisite per le quali progettare
interventi di recupero.
Interrogazioni, intese come discussioni aperte
anche all'intera classe, relazioni scritte e orali, questionari, per la
verifica di obiettivi relativi a più ampi segmenti curricolari: essi permettono
di valutare l'acquisizione di contenuti più vasti e il grado di raggiungimento
di obiettivi più complessi; inoltre diventano occasione di confronto interno
sulla formazione culturale raggiunta attraverso gli argomenti trattati.
Schede e relazioni del lavoro compiuto, per la
verifica delle attività di tipo sperimentale condotte in laboratorio o nel
territorio: esse sono impostate includendo, in successione logica, la
descrizione del materiale di sperimentazione, la raccolta e l'elaborazione dei
dati sperimentali, l'interpretazione del fenomeno studiato, la progettazione di
ulteriori sperimentazioni.
FISICA E LABORATORIO
FINALITA'
L'insegnamento di Fisica e Laboratorio concorre,
attraverso l'acquisizione delle metodologie e delle conoscenze specifiche della
disciplina, alla formazione della personalità dell'allievo, favorendo lo
sviluppo di una cultura armonica e di una professionalità polivalente e
flessibile.
Tale insegnamento, in stretto raccordo con le
altre discipline scientifiche, si propone di favorire o sviluppare:
1. la comprensione dei procedimenti
caratteristici dell'indagine scientifica e la capacità di utilizzarli;
2. l'acquisizione di un corpo organico di
contenuti e metodi finalizzati ad un'adeguata interpretazione della natura;
3. la comprensione delle potenzialità e dei
limiti delle conoscenze scientifiche;
4. l'acquisizione di un linguaggio corretto e
sintetico;
5. la capacità di analizzare e schematizzare
situazioni reali e di affrontare problemi concreti anche al di fuori dello
stretto ambito disciplinare;
6. l'abitudine al rispetto dei fatti, al vaglio e
alla ricerca di un riscontro obiettivo delle proprie ipotesi interpretative;
7. l'acquisizione di atteggiamenti fondati sulla
collaborazione interpersonale e di gruppo;
8. la capacità di "leggere" la realtà
tecnologica;
9. la comprensione del rapporto esistente fra lo
sviluppo della fisica e quello delle idee, della tecnologia, del sociale.
Al termine del biennio, gli allievi dovranno
avere anche acquisito la consapevolezza del valore culturale della fisica,
essenziale non solo per la risoluzione di problemi scientifici e tecnologici,
ma soprattutto per il contributo alla formazione generale della loro
personalità.
OBIETTIVI DI APPRENDIMENTO
Lo studente alla fine del corso deve dimostrare
di essere in grado di:
1. analizzare un fenomeno o un problema riuscendo
ad individuare gli elementi significativi, le relazioni, i dati superflui,
quelli mancanti, e riuscendo a collegare premesse e conseguenze;
2. eseguire in modo corretto semplici misure con
chiara consapevolezza delle operazioni effettuate e degli strumenti utilizzati;
3. raccogliere, ordinare e rappresentare i dati
ricavati, valutando gli ordini di grandezza e le approssimazioni, mettendo in
evidenza l'incertezza associata alla misura;
4. esaminare dati e ricavare informazioni
significative da tabelle, grafici ed altra documentazione;
5. porsi problemi, prospettare soluzioni e
modelli;
6. inquadrare in un medesimo schema logico
situazioni diverse riconoscendo analogie o differenze, proprietà varianti ed
invarianti;
7. trarre semplici deduzioni teoriche e
confrontarle con i risultati sperimentali;
8. utilizzare o elaborare semplici programmi da
verificare con l'elaboratore, per la risoluzione di problemi o per la
simulazione di fenomeni.
CONTENUTI
I contenuti sono presentati secondo una suddivisione per temi:
l'equilibrio ed i processi stazionari,
il movimento,
la propagazione della luce,
l'energia: sue forme conservazione e
trasformazione
dettata dalla omogeneità dei concetti portanti,
pur se applicati ad argomenti riguardanti anche settori diversi della fisica.
Lo spazio dedicato a ciascun tema e l'ordine
proposto possono essere diversi a giudizio degli insegnanti nel contesto del
piano di lavoro programmato, essendo anche possibile ritornare sugli stessi
temi secondo un processo di approfondimento a spirale. La programmazione
annuale definirà il grado di approfondimento degli argomenti previsti dal
programma senza per altro trascurare alcuni dei quattro temi.
Durante lo svolgimento dei singoli temi deve
essere prevista la lettura di pagine a carattere storico per meglio evidenziare
come siano state modificate le teorie scientifiche con il progredire delle
conoscenze e con l'acquisizione di nuove metodologie.
Tema n. 1 - L'equilibrio ed i processi stazionari
Il tema è articolato in quattro parti per
permettere agli allievi un approccio più organico con concetti che di regola,
nelle trattazioni, trovano collocazione in momenti successivi: in meccanica, in
termologia e in elettricità.
1.1. Le forze e l'equilibrio in meccanica
Concetto di forza, sua rappresentazione
vettoriale e sua misura statica;
vari tipi di forza: peso, forza elastica, attrito
e resistenza in un fluido, forza gravitazionale fra due corpi, forza di
Coulomb, forza di Ampère;
statica del punto materiale (composizione di
forze);
statica del corpo rigido, corpi appoggiati e leve
(la bilancia);
energia potenziale per la forza peso, concetto di
lavoro;
statica dei gas, legge di Boyle;
statica dei liquidi, pressione idrostatica, legge
di Archimede;
pressione atmosferica.
1.2. L'equilibrio termico
Conduttori e isolanti termici (esperimenti sulla
propagazione del calore);
equilibrio termico e concetto di temperatura,
dilatazione, termometri e scale termometriche (costruzione di un termometro a
gas o a liquido);
quantità di calore e sua misura;
stati di aggregazione ed equilibrio fra diverse
fasi;
misure del calore di cambiamento di stato.
1.3. L'equilibrio elettrostatico
Fenomenologia elementare, potenziale
elettrostatico, condensatori.
1.4. Processi stazionari
Flusso stazionario di un fluido in un condotto,
velocità, portata, relazione fenomenologica tra differenze di pressione e
portata; viscosità;
corrente elettrica continua, conduttori lineari e
non lineari; circuiti logici;
magnetismo: fenomenologia elementare;
effetto magnetico di una corrente elettrica,
amperometro, voltmetro;
memorie magnetiche e semiconduttori.
Il tema si propone di offrire agli allievi
situazioni:
confrontabili concettualmente;
storicamente affrontate in modo parallelo;
trattate da capitoli della fisica che nella loro
sistemazione tradizionale appaiono molto distanti (esempio flusso di un fluido,
di calore, di elettricità).
La trattazione parallela di tali argomenti
permette al docente di evidenziare come spesso uno stesso schema logico possa
inquadrare situazioni profondamente diverse da un punto di vista puramente
fenomenologico ma descrivibili con formalismi uguali o analoghi.
Il docente dovrà quindi condurre gli allievi ad
evidenziare in questo contesto analogie e differenze, proprietà varianti ed invarianti.
Si sottolinea il fatto che una trattazione
parallela di fenomenologie diverse, ma concettualmente analoghe, permette un
notevole risparmio sia di tempo che concettuale, rispetto alla trattazione
classica delle stesse.
Il tema non richiede che gli allievi abbiano già
acquisito padronanza di concetti definibili attraverso funzioni variabili nel
tempo, è sufficiente perciò una limitata capacità di astrazione e l'impiego di
semplici conoscenze di geometria e di algebra.
Il concetto di lavoro è considerato strettamente
legato alla condizione di equilibrio quindi diatticamente introducibile
partendo dal concetto di energia potenziale del campo gravitazionale
(forza-peso). Procedendo per analogie si può introdurre operativamente il
potenziale gravitazionale e quello elettrico.
Tema n. 2 - Il movimento
Sistemi di riferimento;
legge oraria e sua rappresentazione grafica;
velocità, accelerazione (esempi di moti
significativi);
le leggi della dinamica ed applicazioni;
quantità di moto, energia meccanica e loro
conservazione;
urti elastici ed anelastici;
il moto dei pianeti.
Lo svolgimento di questo tema richiede
particolari capacità di astrazione per la necessità d'introdurre concetti come
la velocità e l'accelerazione istantanee. Si raccomanda pertanto un ampio
riferimento a diagrammi e rappresentazioni geometriche nelle discussioni
teoriche e l'uso di filmati per integrare gli esperimenti di laboratorio.
Il tema si presta particolarmente
all'utilizzazione del computer nello studio del moto dei corpi.
La trattazione degli urti elastici e anelastici
richiede esperienze di laboratorio che ne evidenzino la fenomenologia in due
dimensioni.
La conservazione della quantità di moto si presta
in modo particolare per mostrare agli allievi l'importanza e la necessità dei
principi di conservazione nell'indagine fisica.
Tema n. 3 - La propagazione della luce
Propagazione rettilinea della luce, riflessione,
rifrazione;
lenti sottili;
ipotesi corpuscolare ed interpretazione
corpuscolare delle leggi dell'ottica geometrica;
studio quantitativo e fenomenologico delle onde
sulla superficie di un liquido;
diffrazione ed interferenza della luce;
scomposizione della luce e misura della lunghezza
d'onda.
Si consiglia di giungere ad individuare le leggi
dell'ottica geometrica attraverso esperimenti sulla propagazione di pennelli di
luce e quindi di mostrare come le leggi di Cartesio siano interpretabili in
termini corpuscolari.
Prima di avviare lo studio delle onde, che a
questo livello è bene sia limitato all'aspetto fenomenologico anche se
qualitativo, si mostreranno all'allievo fenomeni ottici chiaramente non
interpretabili in termini corpuscolari (fenomeni di diffrazione e
interferenza). Si potranno mostrare agli allievi spettri sia continui che a
righe, ottenuti per dispersione o attraverso reticolo a trasmissione.
La misura della lunghezza d'onda potrà anche
limitarsi alla stima per mezzo dell'esperimento di Young dell'ordine di
grandezza della luce di vari colori.
Il tema si propone di far studiare agli allievi
una teoria organica (teoria corpuscolare della luce) e di far comprendere come
sia possibile costruire una successiva teoria in grado di "spiegare"
fenomeni già interpretati e altri non interpretabili con la prima teoria.
Tema n. 4 - L'energia: sue forme, conservazione e
trasformazione
Calore e lavoro come forme diverse per trasferire
energia;
lavoro elettrico; energia nel condensatore
carico; effetto Joule; energia raggiante;
fonti di energia.
Questo tema ha lo scopo d'introdurre gli allievi
al concetto di energia.
Si consiglia all'insegnante di condurre gli
allievi a riconoscere le varie forme di energia e di mostrare sperimentalmente
alcuni semplici esempi di processi di trasformazione visti come processi di
trasferimento di energia.
Nell'esame di tali esperienze è importante
mettere in luce la conservazione dell'energia come invariante comune a tutti i
fenomeni studiati.
INDICAZIONI DIDATTICHE
La fase iniziale del processo di
insegnamento-apprendimento della fisica ha una funzione di raccordo con le
conoscenze e le abilità già acquisite dagli allievi negli studi precedenti.
Dopo aver valutato il livello degli allievi per
quanto riguarda le conoscenze prerequisite, si cercherà di omogeneizzare il
gruppo classe facendo ricorso ad opportune strategie di recupero mediante
l'osservazione di fenomeni e l'esecuzione di misure e facili esperimenti che
richiedano premesse teoriche elementari e riguardino alcune proprietà dei
corpi. Si potranno effettuare, in relazione alle diverse esigenze, misure di:
- lunghezze, superfici, volumi;
- angoli;
- tempo;
- velocità media;
- massa e densità;
- peso e peso specifico.
L'analisi dei fenomeni approfondita con il
dibattito in classe ed effettuata sotto la guida dell'insegnante, dovrà
gradualmente e con continuità sviluppare negli allievi la capacità di
schematizzare fenomeni via via più complessi e di proporre modelli.
L'individuazione delle grandezze fisiche in gioco
e la valutazione degli ordini di grandezza saranno utili per creare un
ulteriore collegamento con le conoscenze già acquisite nella scuola secondaria
di primo grado.
Nel quadro del programma, la scansione concreta
degli argomenti secondo una sistemazione razionale della disciplina, il ricorso
al laboratorio e agli strumenti di calcolo o elaborazione dovranno essere
articolati secondo un preciso piano di lavoro programmato all'inizio dell'anno
scolastico. Inoltre la progettazione degli interventi didattici deve tener
conto delle esigenze di coordinamento con quelli delle altre discipline, in particolare
di matematica.
Per quanto riguarda la metodologia
dell'insegnamento appaiono fondamentali tre momenti interdipendenti, ma non
subordinati gerarchicamente o temporalmente:
l'elaborazione teorica che, a partire dalla
formulazione di ipotesi o principi deve gradualmente portare gli allievi a
comprendere come si possa interpretare e unificare un'ampia classe di fatti
empirici e avanzare possibili previsioni;
la realizzazione di esperimenti da parte del
docente e degli allievi singolarmente o in gruppo, secondo un'attività di
laboratorio variamente gestita (riprove, riscoperte, misure) e caratterizzata
da una continua ed intensa mutua fertilizzazione tra teoria e pratica, con
strumentazione semplice e talvolta raffinata e con gli allievi sempre attivamente
impegnati sia nel seguire le esperienze realizzate dall'insegnante, sia nel
realizzarle direttamente, sia nell'elaborare le relazioni sull'attività di
laboratorio;
l'applicazione dei contenuti acquisiti attraverso
esercizi e problemi che non devono essere intesi come un'automatica
applicazione di formule, ma come un'analisi critica del fenomeno studiato e
come uno strumento idoneo ad educare gli allievi a giustificare logicamente le
varie fasi del processo di risoluzione.
Per quanto riguarda l'attività di verifica e di
valutazione, i docenti dovranno prestare particolare attenzione alla
valutazione di tipo formativo. Gli errori commessi dagli allievi durante il
processo d'apprendimento potranno così fornire preziose informazioni per la
scelta di ulteriori e/o diverfisicati interventi didattici, finalizzati anche
all'attività di recupero.
Attività di laboratorio
L'attività di laboratorio deve essere vista
prevalentemente come attività diretta degli allievi e armonicamente inserita
nella trattazione dei temi affrontati di volta in volta. Allo stesso modo dovrà
essere prevista una corretta utilizzazione degli strumenti di calcolo e di
elaborazione e si dovranno individuare i momenti più opportuni e gli spazi
necessari per tale attività didattica.
A titolo indicativo si segnalano due possibili
utilizzazioni dell'elaboratore:
costruzione diretta da parte degli allievi di
programmi per la rielaborazione dei dati raccolti in laboratorio e per la
risoluzione di problemi;
utilizzazione di programmi di simulazione anche
precostituiti che valgono a visualizzare le leggi e i modelli interpretativi
dei vari fenomeni esaminati.
Il metodo sperimentale e la teoria della misura
devono rappresentare un riferimento costante durante tutto il corso e saranno
affrontati non separatamente dai problemi fisici concreti, ma come naturale
conseguenza dell'attività teorica e di laboratorio. Quest'ultima sarà condotta
normalmente da piccoli gruppi di studenti sotto la guida dell'insegnante
mediante l'esecuzione di semplici misure, esperimenti, ed attraverso la
rappresentazione e l'elaborazione dei dati sperimentali che, in particolare,
devono riguardare:
valore medio, precisione di una misura ed errori;
sistema di misura S.I.;
posizione dei corpi nello spazio, sistemi di coordinate;
vettori, loro uso e composizione;
rappresentazione grafica di relazioni che
caratterizzano alcuni semplici fenomeni.
Con l'attività di laboratorio gli allievi devono:
sviluppare la capacità di proporre semplici
esperimenti atti a fornire risposte a problemi di natura fisica;
imparare a descrivere, anche per mezzo di schemi,
le apparecchiature e le procedure utilizzate e aver sviluppato abilità
operative connesse con l'uso di strumenti;
acquisire flessibilità nell'affrontare situazioni
impreviste di natura scientifica e/o tecnica;
imparare ad osservare spontaneamente le più
comuni norme antinfortunische.
L'uso del materiale audiovisivo dovrà integrare,
ma non sostituire, l'attività di laboratorio che è da ritenersi fondamentale
per l'educazione al "saper operare".
CHIMICA E LABORATORIO
Le indicazioni programmatiche che seguono sono
state concepite per un corso biennale che preveda per ciascun anno un impegno
di circa 90 ore (3 ore settimanali), di cui una congrua parte dedicata ad
attività sperimentali degli allievi.
Le indicazioni programmatiche, strutturate su
quattro grandi blocchi tematici, prevedono preliminarmente la trattazione degli
aspetti più legati al percorso storico-logico della disciplina e sviluppano poi
gradualmente aspetti che coinvolgono modelli interpretativi di maggior
complessità concettuale, sempre adeguati comunque all'età degli allievi.
La scelta di privilegiare l'approccio
disciplinare secondo un percorso storico (trattazione della cosiddetta chimica
classica) vuole costituire anche motivo per stimolare approfondimenti di
carattere culturale che consentano di riflettere sull'evoluzione del pensiero
scientifico e delle sue connessioni con la realtà. Questo, insieme ai necessari
riferimenti a temi economici, tecnologici e sociali, deve contribuire alla
piena comprensione del valore culturale e del carattere pervasivo della chimica
nel mondo contemporaneo.
L'intendimento è quindi quello di proporre un
curriculo che sia sufficiente per chiusura di un ciclo scolare (la chimica per
il cittadino) e al contempo sia base per successivi approfondimenti di
tematiche che coinvolgono in misura maggiore o minore problemi chimici in
ambiti di specifico interesse settoriale e/o professionale.
L'ordine di proposizione delle tematiche non può
essere considerato opzionale in quanto sottende un logico sviluppo della
disciplina.
Lo schema proposto tiene conto dello svolgimento
dei programmi delle altre discipline scientifiche ma i raccordi specifici con
queste materie sono demandati all'autonoma, attenta programmazione dei Consigli
di classe.
FINALITA'
Il corso ha come finalità generale
l'inquadramento dei fenomeni chimici, partendo ove più possibile
dall'esperienza quotidiana degli studenti, per tendere ad un'opera di
razionalizzazione delle esperienze e delle conoscenze. Pertanto tende a
sviluppare:
- attitudine ad un lavoro di indagine sistematica
e di confronto fra idee;
- capacità di correlare i processi chimici
esaminati nelle diverse occasioni con altre situazioni reali nelle quali siano
in gioco le stesse variabili e gli stessi principi;
- capacità di formulare ipotesi di
interpretazione dei fenomeni relativi a processi di prevalente contenuto
chimico, traendone conseuenze ed individuando procedure di verifica;
- atteggiamenti razionalmente critici nei
confronti delle informazioni, opinioni e giudizi su fatti relativi alla
chimica, forniti dai mezzi di informazione.
OBIETTIVI DI APPRENDIMENTO
Lo studente alla fine del corso deve dimostrare
di essere in grado di:
1. riconoscere che un miscuglio è costituito da
componenti diversi, ciascuno dei quali risponde in modo specifico alle tecniche
di separazione;
2. effettuare, sulla base di tecniche conosciute,
la separazione dei componenti di un miscuglio fino ad ottenere sostanze pure,
riconoscendo che l'operazione ha termine quando si riscontra l'invarianza delle
proprietà dei componenti ottenuti;
3. classificare le sostanze pure sulla base dello
stato di aggregazione, prevedendone il comportamento al variare della
temperatura e, per i gas, anche della pressione e riconoscendo per questi
ultimi l'uniformità di comportamento;
4. riconoscere che una trasformazione chimica è
caratterizzata dalla comparsa e simultanea scomparsa di sostanze, avviene a
differenti velocità e scambia energia con l'ambiente;
5. enunciare i principi di conservazione che
regolano le reazioni chimiche e i criteri che consentono di definire elementi e
composti;
6. correlare la legge delle proporzioni multiple
all'ipotesi atomica;
7. riconoscere la differenza fra atomi e molecole
mediante il principio di Avogadro, partendo dalla costanza dei rapporti di
combinazione dei gas;
8. riconoscere che la combinazione degli atomi è
determinata da regole di valenza ed utilizzare il concetto di valenza per
rappresentare semplici processi chimici mediante formule e schemi di reazione;
9. utilizzare il comportamento chimico delle
sostanze per riconoscerle e per organizzarle in categoria, riferendosi, per
quanto è possibile, a quelle di uso comune;
10. utilizzare la nomenclatura chimica per
contraddistinguere le principali categorie di composti inorganici: ossidi,
idrossidi, acidi, sali;
11. utilizzare il concetto di mole per definire
la concentrazione delle soluzioni e per evidenziare le relazioni tra
trasformazioni chimiche ed equazioni che le rappresentano, risolvendo semplici
problemi stechiometrici;
12. descrivere la struttura degli atomi in
termini di protoni, neutroni ed elettroni, distinguendo queste particelle
subatomiche in base alla massa ed alla carica e collocandole opportunamente
all'interno dell'atomo;
13. utilizzare la sequenza delle energie di
ionizzazione per i primi 18 elementi per prevedere la distribuzione degli
elettroni sui diversi livelli energetici individuati con la notazione 1s, 2s,
2p, 3s, 3p;
14. interpretare la classificazione degli
elementi sulla base della periodicità delle proprietà fisiche e chimiche;
15. descrivere le interazioni fra atomi in
termini di legami forti (covalente, polare, ionico e metalli) e tra le molecole
in termini di legami deboli (legame idrogeno, forze di Van der Waals);
16. descrivere la geometria di semplici molecole
ricorrendo al modello VSEPR;
17. classificare i processi chimici in base agli
scambi energetici determinati sperimentalmente in casi semplici;
18. illustrare il ruolo dell'energia di
attivazione e dei fattori di disordine nelle reazioni correlando la velocità di
reazione con le variabili che la influenzano;
19. riconoscere da un punto di vista
fenomenologico le situazioni di equilibrio cui pervengono i sistemi chimici,
naturali e non, definendo in modo assiomatico Ke e utilizzandola in semplici
casi;
20. definire, utilizzando la teoria di
Bronsted-Lowry, acidi e basi, studiandone le interazioni in casi semplici e
definendo una scala di pH mediante l'uso di indicatori;
21. costruire sulla base delle interazioni
metallo/soluzioni acquose (acide e saline) una scala elettrochimica di
reattività, utilizzandola per prevedere l'andamento di semplici processi redox
(pile, elettrolisi);
22. correlare le caratteristiche dell'atomo di
carbonio con la varietà e il numero dei composti organici, definendo le
strutture e le principali isometrie di questi mediante il modello VSEPR;
23. riconoscere che i diversi comportamenti
chimici dei composti organici sono imputabili alla presenza di gruppi
funzionali caratteristici.
Obiettivo specifico dell'attività di laboratorio
è l'acquisizione della capacità di:
24. progettare semplici esperimenti, stendere il
relativo protocollo, individuare ed assemblare la strumentazione necessaria,
rilevare i dati e riportarli in forma di grafici e tabelle.
CONTENUTI
Tema n. 1 - Struttura e trasformazioni della
materia
1.1. Sistemi omogenei ed eterogenei: principali tecniche di separazione
(filtrazione, cristallizzazione, distillazione, cromatografia ecc.). Le
soluzioni. Caratterizzazione delle sostanze pure. Stati di aggregazione e
passaggi di stato. Leggi del gas.
1.2. Concetto di trasformazione chimica (in
particolare decomposizione e sintesi) e suo impiego per caratterizzare elementi
e composti. Conservazione della massa e dell'energia.
1.3. Leggi dei rapporti ponderali di combinazione
e teoria atomica daltoniana.
1.4. Legge dei rapporti volumetrici di
combinazione. Principio di Avogadro. Teoria molecolare.
1.5. Tipi di elementi più comuni e loro
caratteristiche essenziali: metalli, non-metalli, semimetalli. Concetto di
valenza.
1.6. Tipi di composti essenziali e loro
caratteristiche: ossidi, idrossidi, acidi, sali. La nomenclatura chimica.
1.7. Concetto di mole come unità di misura della
quantità di materia e del numero di particelle.
Una delle maggiori difficoltà dello studio della
chimica a questo livello scolare è costituita dalla impossibilità di giungere
alla conoscenza della struttura dei campi materiali attraverso lo studio degli
aspetti morfologici. Tale studio, pertanto, di solito non viene preso in
considerazione, mentre, specie se riferito a sostanze e a trasformazioni che
fanno parte della vita quotidiana, può costituire per gli allievi lo spunto per
porsi domande, affrontare problemi, cercare modelli interpretativi e in
definitiva per avvicinarsi alla metodologia di indagine propria della
disciplina.
L'indagine macroscopica, effettuata facendo
riferimento a semplici esperimenti di laboratorio, porta ad una sicura acquisizione
del concetto di sostanza pura, cui seguono i concetti di elemento e composto
raggiungibili attraverso opportuni esempi di reazioni chimiche. Queste,
inizialmente, vanno quindi considerate soprattutto come strumenti operativi e
solo in un secondo momento si procederà al loro studio sistematico. Quando gli
allievi, anche attraverso l'attività di laboratorio, saranno in grado di
riconoscere con sufficiente sicurezza analogie e differenze di proprietà e
comportamenti fra reagenti e prodotti, sarà possibile passare dall'indagine
sugli aspetti quantitativi che consentono di introdurre modelli e teorie
interpretative della struttura particellare della materia.
L'esame di un certo numero di elementi comuni
consente di evidenziare l'esistenza di due modalità essenziali di
comportamento, riconducibili rispettivamente al carattere metallico e a quello
non metallico. E' piuttosto agevole introdurre come conseguenza le classi dei
composti derivati da tali elementi, partendo dai composti binari (ossidi, alogenuri)
per giungere a composti più complessi.
A questo punto è naturale introdurre la
nomenclatura chimica, tenendo presente che accanto alla nomenclatura IUPAC di
immediata comprensione sarà bene fornire ancora anche indicazioni su quella di
uso comune.
Sotto il profilo teorico la reattività fra gas è
particolarmente importante dal punto di vista chimico (volumi di combinazione,
principio di Avogadro, ecc.). La difficoltà di affrontare questo tema a livello
sperimentale semplice può essere superata facendo ricorso a films o ad
opportuno software didattico. Il concetto di mole, proposto come riferimento ad
un certo numero di atomi e molecole, può essere consolidato attraverso lo
svolgimento di esercitazioni numeriche riferite a semplici calcoli stechiometrici.
Tema n. 2 - Atomi, molecole e loro interazioni
2.1. Le principali particelle subatomiche:
protone, neutrone, elettrone e le loro proprietà di massa e di carica. Aspetto
elementare del nucleo. Numero atomico, numero di massa. Concetto di isotopo.
2.2. Energia di ionizzazione e affinità
elettronica: definizione e significato. Distribuzione degli elettroni: livelli
energetici dedotti dalle energie di ionizzazione per i primi 18 elementi.
2.3. Caratteristiche periodiche delle proprietà
fisiche e chimiche degli elementi. Uso della tavola periodica moderna.
2.4. Elettronegatività. Legami fra atomi:
covalente, polare, ionico. Cenni sul legame metallico (modello del gas di
elettroni).
2.5. Le interazioni fra coppie di elettroni e i
modelli molecolari.
2.6. Interazioni fra molecole: legame ad idrogeno
e forze di Van der Waals.
Un primo collegamento fra atomi e cariche
elettriche può essere evidenziato sperimentalmente tramite esempi di
elettrolisi, mentre films e software didattici possono consentire di giungere
ad un modello semplice della reciproca disposizione delle particelle
subatomiche.
Va tenuto presente che a questo livello di
scolarità introdurre il modello atomico ad orbitali è non solo poco
ragionevole, ma anche superfluo didatticamente. E' invece necessario che gli
allievi, dopo aver affrontato il concetto di periodicità delle proprietà degli
elementi, si abituino ad usare la tavola periodica moderna, anche se la piena
comprensione della sua forma deve essere rimandata a corsi di chimica di livello
superiore.
Analogamente, pur se la conoscenza dei vari tipi
di legame chimico è indispensabile anche in un primo corso di chimica, non
sempre sono possibili giustificazioni adeguate: a questo livello è quindi
sufficiente considerare la diversa tipologia dei legami come la conseguenza
delle differenze di elettronegatività degli atomi che interagiscono o di
interazioni prevalentemente elettrostatiche.
Per la disposizione spaziale degli atomi nelle
molecole (geometria molecolare) il modello delle repulsioni fra coppie di
elettroni nello strato di valenza (VSEPR) rappresenta uno strumento
concettualmente semplice ed efficace.
Molto opportuno è infine cercare di far
comprendere, almeno a livello intuitivo, quali rapporti intercorrono fra
geometria molecolare, reattività e caratteristiche di alcune sostanze semplici
e comuni.
Tema n. 3 - Il governo delle trasformazioni
chimiche
3.1. Processi eso ed endometermici come modo di
cedere e immagazzinare energia chimica: calore di soluzione, di
neutralizzazione e di reazione in generale.
3.2. I parametri che determinano la velocità dei
processi chimici. La funzione dei catalizzatori.
3.3. L'equilibrio chimico come invarianza delle
macroscopiche osservabili. La costante di equilibrio (Kc): sua definizione e
significato. Uso delle Kc per prevedere l'effetto dei fattori esterni
sull'andamento dei processi chimici elementari.
3.4. Le reazioni acido-base (secondo
Bronsted-Lowry). Acidi e basi della vita quotidiana. La scala pH.
3.5. La reattività sulla base delle interazioni
metallo/ione. Scala dei potenziali (limitatamente ai metalli).
3.6. Concetto di ossido-riduzione in termini di
scambio di elettroni. Previsione dell'andamento di processi redox elementari.
Esempi di pile e di processi elettrolitici.
3.7. Semplici aspetti termodinamici delle
reazioni: concetti introduttivi e spontaneità delle reazioni.
All'inizio dello studio sistematico delle
reazioni chimiche particolare importanza riveste una puntualizzazione sugli
aspetti relativi agli scambi di energia con l'ambiente, anche al fine di
rendere consapevoli gli allievi dell'incidenza economica che tali scambi hanno
per l'uomo. Altrettanto utile è far acquisire la consapevolezza che la diversa
velocità con la quale decorrono differenti reazioni è fondamentale per i
diversi ambiti in cui tali reazioni avvengono (biologico, industriale, ecc.).
L'approccio all'equilibrio, a questo livello, può
avvenire solo attraverso l'osservazione degli aspetti macroscopici di una
reazione e la determinazione sperimentale dei valori di alcune grandezze. Molto
utile può rivelarsi il ricorso a films o a software didattici. Nella
trattazione dei fattori che influenzano l'equilibrio è bene porre in evidenza
l'importanza che essi rivestono per le reazioni che avvengono nei sistemi biologici
e in genere nei processi naturali. Per la trattazione degli equilibri
acido-base e redox dovranno essere continui i riferimenti a situazioni che
ricorrono comunemente nella vita quotidiana. Il concetto di pH a questo livello
non dovrebbe essere introdotto facendo ricorso ai logaritmi, ma basato
piuttosto su una scala costruita mediante l'uso di indicatori acido-base.
E' possibile pervenire ad una scala qualitativa
della tendenza relativa ad ossidarsi e a ridursi delle specie chimiche tramite
semplici esperimenti di laboratorio (es. Impiego di lamine metalliche immerse
in soluzioni di ioni di diverso tipo).
L'approccio termodinamico, finalizzato
all'acquisizione di un primo, elementare, livello di comprensione del concetto
di spontaneità di una reazione, non dovrebbe esser limitato a considerazioni
sul raggiungimento dello stato di minima energia.
E' necessario far presente, in termini molto
semplici, che tutti i sistemi materiali tendono a conseguire stati di maggior
disordine e che questa tendenza è connaturata nelle particelle materiali che, a
causa del numero elevatissimo e del moto di cui sono animate, tendono
spontaneamente a costituirsi in stati disordinati.
Tema n. 4 - Principi generali di chimica del
carbonio
4.1. Il carbonio nel sistema periodico.
4.2. I legami fra atomi di carbonio e la
geometria conseguente.
4.3. Le principali situazioni di isometria e il
modello Vsepr.
4.4. I gruppi funzionali come determinanti le
caratteristiche chimiche delle principali categorie di composti organici:
alogeno derivati, alcoli, fenoli, composti carbonilici, acidi, ammine, esteri e
ammidi.
4.5. Le principali categorie di macromolecole:
poliesteri e poliammidi.
E' opportuno far comprendere preliminarmente
l'evoluzione del significato dell'aggettivo "organico" per ribadire
che composti e reazioni organiche devono essere inquadrati alla luce dei
principi generali precedentemente studiati e che l'opportunità di una
trattazione sistematica separata non è condizionata da problematiche
concettuali, ma dal gran numero e varietà dei derivati del carbonio.
L'insegnante dovrà porre ogni cura nel far comprendere il nesso esistente fra
proprietà delle sostanze e caratteristiche strutturali e geometriche, limitando
all'essenziale gli aspetti descrittivi e soprattutto evitando una elencazione
esaustiva (e quindi di necessità, puramente formale) delle molteplici categorie
di composti organici.
Ove più possibile, riferimento alle funzioni
svolte da molti composti organici nei sistemi biologici, all'interesse e
all'importanza economica di altri sotto il profilo tecnologico e industriale
devono, viceversa, rappresentare un aspetto non marginale della trattazione.
INDICAZIONI DIDATTICHE
Lo studio della chimica nella scuola secondaria
superiore è rimasto per troppo tempo svincolato da qualsiasi riferimento alle
esperienze quotidiane degli alunni. E' necessario che i docenti utilizzino, in
tutte le occasioni che lo consentono, riferimenti a sostanze e processi facenti
parte dell'esperienza diretta degli alunni in modo da aumentare in loro
motivazioni ed interesse per la chimica che viene in questo modo colta nei suoi
aspetti di scienza che aiuta alla comprensione e modificazione della realtà.
L'impiego del laboratorio dovrà tener conto di
questo fondamentale aspetto e pertanto non si richiedono per l'attività
sperimentale apparecchiature sofisticate, ma, senza cadere nella banalità, sarà
opportuno ricorrere a strumentazione semplice, utilizzabile dagli alunni in
piena rispondenza ed osservanza delle norme di sicurezza.
A questo scopo il primo approccio al laboratorio
dovrà prevedere una accurata illustrazione delle principali norme di
prevenzione degli infortuni. Questa costituirà anche occasione per esaminare
aspetti del comportamento di alcune sostanze e di familiarizzare con il corredo
del laboratorio.
Si raccomanda, ogni volta che sia consentito,
l'impiego del mezzo informatico per la elaborazione e presentazione dei dati
sperimentali.
Per quanto riguarda la nomenclatura chimica si
suggerisce l'impiego sostanziale di quella IUPAC, senza dimenticare che per le
sostanze ternarie (acidi e sali) di più comune uso sono raccomandabili i nomi
tradizionali.
Gli obiettivi 2 e 4 prevedono che l'allievo sia
in grado di utilizzare le più semplici tecniche di separazione nel caso di miscugli
binari e che, una volta isolate le sostanze pure, le sappia caratterizzare
sulla base dello stato di aggregazione in s.t.p. (c.n.). L'obiettivo 11 prevede
che lo studente utilizzi la mole per risolvere problemi applicati a semplici
reazioni di sintesi e decomposizione con strumenti matematici elementari
(proporzioni, equazioni di I grado).
Nell'affrontare i temi della struttura della
materia si raccomanda di non superare i limiti imposti dal curricolo, evitando
ogni sconfinamento verso modelli complessi sia per gli aspetti matematici sia
per quelli concettuali. Di qui la preoccupazione di non superare i primi 18
elementi, sufficienti a dare un panorama adeguato della struttura atomica.
L'impiego della notazione s e p per contraddistinguere i livelli energetici
vuole avere lo scopo di introdurre notazioni che in seguito potrebbero essere
modificate: d'altronde la notazione non implica un necessario riferimento agli
orbitali.
Per quanto riguarda il legame chimico, l'esame
sarà limitato ai casi fondamentali, utili per una prima e significativa
comprensione della struttura della materia. In questa prospettiva la geometria
molecolare sarà affrontata esclusivamente attraverso il modello VSEPR.
Il tema "trasformazione chimica" sarà
centrato sugli aspetti di più semplice comprensione: il calore di reazione, gli
aspetti macroscopici dell'equilibrio e della cinetica, evitando qualsiasi
riferimento ad interpretazioni cinetico-corpuscolari.
La presentazione della chimica del carbonio non
va vista come argomento a sé stante, ma dovrà integrarsi con tutte le tematiche
previste nel curricolo. Questo significa che, ove possibile, si dovranno
utilizzare esempi di composti organici nel presentare argomenti di chimica
generale e viceversa valorizzare temi generali nella presentazione di composti
organici.
Per questi ultimi si raccomanda l'impiego di
modellini molecolari per facilitare l'apprendimento da parte degli allievi dei
temi della geometria e dell'isometria.
TECNOLOGIA E DISEGNO
FINALITA'
Le finalità dell'insegnamento di Tecnologia e
Disegno sono le seguenti:
1. l'avvio della comprensione delle strutture
concettuali e sintattiche del sapere tecnologico, con una adeguata
contestualizzazione storica, scientifica, culturale, sociale ed economica e con
riferimento alle specificità dell'indirizzo di studi seguito;
2. la capacità di formalizzare graficamente,
secondo convenzioni date, la rappresentazione del piano di "oggetti"
spaziali e viceversa, la capacità di figurarsi la visione spaziale degli
"oggetti" a partire dalle loro rappresentazioni simboliche piane;
3. la conoscenza dei materiali, delle principali
procedure di lavorazione e dei criteri organizzativi che sono propri degli
insiemi (edilizi, industriali, impiantistici, aziendali, territoriali ecc.) che
sono oggetto di studio;
4. la capacità di operare su e all'interno di
processi finalizzati e verificabili, anche attraverso l'acquisizione di
competenze operative di esecuzione e di controllo;
5. la capacità di utilizzare alcune procedure di
analisi tecnica: individuazione di forme, di elementi strutturali, di funzioni,
di interrelazioni, di scelta dei materiali in relazione all'impiego;
6. la capacità di utilizzare alcune procedure di
progettazione, utilizzando razionalmente le risorse culturali, strumentali e
materiali;
7. l'acquisizione di alcune procedure di
strutturazione di organizzazione delle conoscenze con strumenti informatici.
OBIETTIVI DI APPRENDIMENTO
Al termine del biennio lo studente deve
dimostrare di essere in grado di:
1. eseguire schizzi dal vero di oggetti, di
semplici strutture e di impianti;
2. utilizzare correttamente gli strumenti per il
disegno tecnico (a matita o ad inchiostro);
3. applicare i metodi di rappresentazione,
rispettando la normativa esistente;
4. risolvere graficamente i problemi geometrici
interessanti le varie applicazioni tecniche;
5. descrivere le principali proprietà dei
materiali;
6. ricostruire e rappresentare, anche per blocchi
funzionali, semplici aggregati e procedimenti di lavorazione, illustrandone in
generale l'uso delle parti e dei componenti fondamentali;
7. descrivere alcuni semplici procedimenti di
lavorazione e le caratteristiche operative delle macchine fondamentali;
8. applicare le nozioni tecniche acquisire in
alcune lavorazioni semplici;
9. utilizzare, a livello elementare, le tecniche
informatiche;
10. rispettare le norme antinfortunistiche e di
sicurezza.
CONTENUTI
1. Principi, metodi e tecniche di
rappresentazione grafica
1.1. L'organizzazione della percezione visiva.
1.2. Proiezione e rappresentazione.
1.3. La rappresentazione in scala.
1.4. Norme per la rappresentazione grafica.
1.5. Proiezioni centrali, assonometriche,
ortogonali.
1.6. Il disegno a mano libera.
1.7. Le ombre.
1.8. Strumenti e supporti per il disegno e loro
impiego.
2. Disegno geometrico
2.1. Risoluzione grafica di fondamentali problemi
geometrici:
2.1.1. Costruzione di perpendicolari, di
parallele, di poligoni.
2.1.2. Suddivisione di angoli e di circonferenze.
2.1.3. Costruzione di tangenti e di curve
policentriche.
2.2. Rappresentazione di solidi geometrici:
2.2.1. Sviluppo in piano delle superfici.
2.2.2. Sezioni piane.
2.2.3. Intersezioni.
3. Il disegno assistito dall'elaboratore
3.1. Uso di software grafico.
3.2. Tecniche di input e di output.
4. Riproduzione ed archiviazione dei disegni
4.1. Problemi e metodi.
5. Metrologia
5.1. Sistemi e strumenti di misura.
5.2. Grandezze fondamentali.
5.3. Applicazioni per la valutazione delle
caratteristiche dimensionali dei materiali osservati o lavorati
6. Attività tecnica progettuale
6.1. Rilievo quotato dal vero.
6.2. Restituzione grafica in scala.
6.3. Esecuzione di disegni tecnici
(tecnico-progettuali, schematici, a blocchi funzionali) di oggetti, di impianti
e di insiemi specifici relativi agli indirizzi presenti nell'istituto.
6.4. Individuazione e rappresentazione di
procedure progettuali.
6.5. Simbologia, norme e convenzioni grafiche.
7. Materiali e lavorazioni
7.1. Tipi e tecniche di lavorazione, con prove
dimostrative di tipo tecnologico e di qualità, sulle principali tipologie di
materiali.
7.2. Studio di semplici apparecchiature ed
esercitazioni di montaggio e smontaggio delle stesse.
7.3. Componenti e principi di funzionamento di
semplici impianti.
7.4. Elementi fondamentali dell'organizzazione
della produzione e processi di produzione e di lavorazione dei materiali d'uso
corrente, anche con esercitazioni dimostrative con macchine operatrici.
8. Principi e norme di antinfortunistica.
INDICAZIONI DIDATTICHE
In questo insegnamento due criteri generali
possono orientare l'azione didattica del docente.
1. L'insegnamento integrato di Tecnologia e
Disegno richiede anzitutto che si scelgano, a partire dai contenuti del
programma, itinerari didattici il più possibile comprensivi di tre momenti
essenziali: la progettazione, la realizzazione e la verifica. Ciascuno di
questi tre momenti è cronologicamente separato dagli altri e comporta
metodologie e competenze diverse, ma unico è, nella realtà, il processo nel
quale si inseriscono e comuni sono alcune caratteristiche operative e
procedurali (la chiarezza, la precisione, la coerenza, l'organizzazione, la
regolazione, la misura ecc.). Proprio tali caratteristiche sono didatticamente
importanti, perché gli stessi obiettivi di apprendimento le contengono.
2. Un insegnamento integrato comporta in secondo
luogo un'attenzione costante alla complementarietà delle due discipline. Ciò
può significare, ad esempio, che lo svolgimento di argomenti di Tecnologia, sia
nel momento teorico che in quello di laboratorio, si deve accompagnare
all'esecuzione e alla lettura di disegni tecnici e che lo studio del Disegno,
sia nel momento produttivo che in quello interpretativo, deve servire anche per
identificare meglio le condizioni di funzionamento dei meccanismi e le
relazioni di interdipendenza fra le esigenze di forma, di montaggio, di scelta
dei materiali e del tipo di lavorazione.
Per quanto riguarda in particolare il Disegno possono essere utili le
seguenti indicazioni:
- è opportuno assegnare di norma disegni da
elaborare o da completare personalmente e non semplicemente tavole da copiare;
- senza rinunciare ad una esecuzione ordinata e
ad un attento controllo dei risultati, va data maggiore importanza alla
correttezza piuttosto che al graficismo;
- le capacità di lettura interpretativa possono
essere sviluppate e verificate attraverso test basati sul riconoscimento di
errori;
- per agevolare l'apprendimento del concetto di
rappresentazione-proiezione può essere vantaggioso iniziare con il metodo della
prospettiva centrale -corrispondente nei principi alla visione monoculare- per
passare, spostando la posizione dell'osservatore all'infinito, alle proiezioni
assonometriche e a quelle ortogonali;
- un migliore raggiungimento degli obiettivi si
ottiene se le esercitazioni proposte mettono gli studenti nelle condizioni di
dover tenere conto di due operazioni mentali ed operative tra loro
complementari: tradurre la forma spaziale degli oggetti in rappresentazioni
grafiche sul piano secondo convenzioni date e figurarsi la visione spaziale
degli oggetti sulla base delle loro rappresentazioni simboliche piane;
- è necessario che gli studenti abbiano
l'opportunità di svolgere almeno alcune esercitazioni di elaborazione e di
realizzazione di disegni con tecniche computerizzate.
Per la Tecnologia e il Laboratorio tecnologico il
docente può utilizzare questi suggerimenti:
- l'approccio più adeguato all'età e agli
interessi degli studenti è di tipo descrittivo ed operativo; ciò non implica,
ovviamente, che si trascurino gli aspetti teorici ed esplicativi dei principi,
delle tecniche e dei processi descritti; questi aspetti costituiscono un punto
di arrivo essenziale degli apprendimenti, ma non possono essere il punto di
partenza;
- ogni argomento va trattato con lezioni
teoriche, con dimostrazioni pratiche e con esperienze operative intese come
mezzi per sviluppare un rapporto diretto ed immediato fra sapere e sapere fare;
- è necessario dare continuità ed organicità alle
singole lezioni ed esercitazioni, evitando che esse assumano carattere
frammentario ed appaiono slegate e sconnesse;
- per alcuni argomenti, il cui concreto riscontro
non può essere facilmente attuato, è utile ricorrere a filmati, documentari e
visite guidate in luoghi (officine, cantieri, aziende) dove si svolgono le
attività produttive che si vuole conoscere;
- l'uso ragionato di tabelle unificate, di
manuali e di cataloghi deve essere una condizione normale e non solo
occasionale del lavoro didattico;
- molta importanza ha il laboratorio di metrologia e di prove sui
materiali; lo studente deve essere direttamente impegnato nel verificate
praticamente quanto ha appreso nella parte teorica.