MINISTERO DELLA PUBBLICA ISTRUZIONE

 

DECRETO MINISTERIALE 9 marzo 1994 

          Sostituzione dei programmi di insegnamento vigenti

nel biennio degli istituti tecnici industriali e nei successivi trienni ad indirizzo per l’elettronica industriale, per l’elettrotecnica, per le telecomunicazioni per le industrie metalmeccaniche, per la meccanica e per la meccanica di precisione di cui al decreto del Presidente della Repubblica 30 settembre 1961, n. 1222.

 

 

 

INDIRIZZO PER L’ELETTRONICA E LE TELECOMUNICAZIONI

 

OBIETTIVI CURRICOLARI E PROFILO PROFESSIONALE DEL PERITO INDUSTRIALE PER L’ELETTRONICA E LE TELECOMUNICAZIONI

 

      Obiettivo del nuovo curricolo è quello di definire una figura professionale capace di inserirsi in realtà produttive molto differenziate e caratterizzate da rapida evoluzione, sia dal punto di vista tecnologico, sia da quello dell'organizzazione del lavoro.

     Le caratteristiche generali di tale figura sono le seguenti:

versatilità e propensione culturale al continuo aggiornamento;

ampio ventaglio di competenze, nonché capacità di orientamento di fronte a problemi nuovi e di

adattamento alla evoluzione della professione;

capacità di cogliere la dimensione economica dei problemi.

     Negli indirizzi del settore elettrico-elettronico, l'obiettivo si specifica nella formazione di una accentuata attitudine ad affrontare i problemi in termini sistemici, basata su essenziali e aggiornate conoscenze delle discipline elettriche ed elettroniche, integrate da organica preparazione scientifica nell’ambito tecnologico e da capacità valutative delle strutture economiche della società attuale, con particolare riferimento alle realtà aziendali.

     Per tali realtà il Perito Industriale per l’Elettronica e le Telecomunicazioni nell'ambito del proprio livello operativo, deve essere preparato a:

partecipare, con personale e responsabile contributo, al lavoro organizzato e di gruppo;

svolgere , organizzandosi autonomamente, mansioni indipendenti;

documentare e comunicare adeguatamente gli aspetti tecnici, organizzativi ed economici del proprio lavoro;

interpretare nella loro globalità le problematiche produttive, gestionali e commerciali dell’azienda in cui opera;

aggiornare le sue conoscenze, anche al fine della eventuale conversione di attività.

Il Perito Industriale per l’Elettronica e le Telecomunicazioni deve, pertanto essere in grado di:

analizzare e dimensionare reti elettriche lineari e non lineari,;

analizzare le caratteristiche funzionali dei sistemi, anche complessi, di generazione, elaborazione e trasmissione di suoni, immagini e dati;

partecipare al collaudo e alla gestione di sistemi di vario tipo (di controllo, di comunicazione, di elaborazione delle informazioni) anche complessi, sovrintendendo alla manutenzione degli stessi;

progettare, realizzare e collaudare sistemi semplici, ma completi, di automazione e di telecomunicazioni, valutando, anche sotto il profilo economico, la componentistica presente sul mercato;

descrivere il lavoro svolto, redigere documenti per la produzione dei sistemi progettati e scriverne il manuale d’uso;

comprendere manuali d’uso, documenti tecnici vari e redigere brevi relazioni in lingua straniera.

 

INNOVAZIONI CURRICOLARI

     

 Le più evidenti innovazioni del curricolo, il quale sostituisce i piani di studio previsti nel D. P. R. 30 settembre 1961, n. 1222, per gli indirizzi “Elettronica Industriale” e “Telecomunicazioni”, sono:

            L’introduzione della materia “Sistemi elettronici automatici”, cui vengono affidati i compiti sia di fornire o puntualizzare conoscenze di fisica applicata e d’informatica, sia di realizzare una sintesi tra le conoscenze acquisite durante l’intero corso di studi, anche mediante un continuo collegamento con le altre discipline;

            La trasformazione dell’area tecnologico-progettuale , superando aspetti prevalentemente esecutivi, con l’introduzione di una nuova materia, “Tecnologie Elettroniche Disegno e Progettazione” (T.D.P.), finalizzata a far acquisire capacità progettuali ed esecutive fortemente integrate, anche in una ottica di convenienze tecnico-economiche e commerciali, avvalendosi, ove possibile, del contributo della realtà produttiva locale;

            L’ampliamento degli spazi orari destinati a Matematica, Lingua straniera, Diritto ed Economia (presenti fino all’ultimo anno), ritenuto essenziale per l’espletamento della loro potenzialità di formazione globale, anche in relazione al livello di professionalità che si intende realizzare:

           l’introduzione dell’ <<Area di Progetto>> per l’attuazione nell’ambito della programmazione didattica di progetti multidisciplinari, con il coinvolgimento di alcune o di tutte le discipline utilizzando una parte del monte ore annuo delle lezioni, da definire insieme ai temi da sviluppare.

          I programmi di insegnamento sono formulati in termini sintetici, nel rispetto del margine di scelta indispensabile per la programmazione autonoma da parte delle singole scuole. Questa impostazione risponde, peraltro, all’esigenza di adeguare l’insegnamento al progresso scientifico e tecnologico, particolarmente rapido nel settore. Solo in alcuni casi, relativi a materie nuove o profondamente rinnovate, si è preferito elencare con maggior dettaglio i contenuti e fornire informazioni metodologiche piuttosto estese.

         E’ comunque indispensabile che tali insegnamenti si sviluppino attraverso un alternarsi coordinato di informazione ed applicazione, di ricerca sperimentale e sistematizzazione.

       Fondamentale si ritiene anche il coordinamento nell’accertamento delle conoscenze e delle capacità operative acquisite , per cui è necessario, oltre alle verifiche per singola materia, organizzare prove pluridisciplinari e interdisciplinari in tutto l’arco del triennio.

       E’ essenziale per ciascun insegnante l’attenta lettura di questa premessa e delle indicazioni relative ai programmi di tutte le discipline, non solo della propria

 

QUADRO ORARIO

INDIRIZZO ELETTRONICA E TELECOMUNICAZIONI

DISCIPLINE

DEL PIANO DI STUDI

CLASSI DI CONCORSO

ORE SETTIMANALI

PER ANNO DI CORSO

PROVE

D’ESAME

Lingua e lettere italiane

LXVI

3

3

3

S.O.

Storia

LXVI

2

2

2

O.

Lingua straniera

LXII

3

3

2

S.O. (b)

 

Economia Ind.le con elem. di diritto

XXV

-

2

2

O.

Matematica

LXIII

4

3

3

S.O.

Meccanica e macchine

LXXV

3

-

-

O.

Elettrotecnica

XLI – (XXVIII/C)

6 (3)

3

-

S.O. (c)

Elettronica

XL – (XXVIIC)

4 (2)

5 (3)

4  (2)

S.O.P.

Sistemi elettronici automatici

XL – (XXVIIC)

4 (2)

4 (2)

6  (3)

S.O.

Telecomunicazioni

XL – (XXVIIC)

-

3

6 (2)

S. O.

Tecnologie Elettroniche Disegno e Progettazione

XL – (XXVIIC)

4 (3)

5 (4)

5 (4)

G.O.P.

Educazione fisica

XXXV

2

2

2

P.O.

Religione/Attività alternative

-----

1

1

1

----

Area di progetto *

Totali ore settimanali

 

36(10)

36(9)

36(11)

 

 

 

 

  1. S.= scritta;             O.= orale;            G.= grafica;            P.= pratica.
  2. Nel quarto e quinto anno la prova è solo orale.
  3. Nel quarto anno la prova è solo orale.

 

* All’area di progetto, che rappresenta un indispensabile momento di sintesi da realizzarsi con una attività

progettuale interdisciplinare, deve essere destinato un numero di ore non superiore al 10% del monte ore

annuo delle discipline coinvolte in questa attività.

N.B. Tra parentesi sono indicate le ore di lezione da effettuarsi con il supporto del laboratorio.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

COSTITUZIONE CATTEDRE

INDIRIZZO ELETTRONICA E TELECOMUNICAZIONI

 

CLASSI

DI CONCORSO

DISCIPLINE

DEL PIANO DI STUDI

CLASSI

DI INSEGNAMENTO

ORE

LXVI/A

Lingua e lettere italiane – Storia

 

Nella III, IV e V classe di un corso

15

LXII/A

Lingua straniera

 

Nella III, IV e V classe di due corsi

16

XXV/A

Economia industriale ed Elementi

 di Diritto

Nelle  IV e V classe di quattro corsi

16

LXIII/A

Matematica

Nelle III, IV e V classe di un corso

in due classi di un altro corso

17 o 16

XLI/A

Elettrotecnica

Nella  IIII e IV classi di due corsi

18

XL/A

Elettronica - Telecomunicazioni

Nella  IV e V classe di un corso

18 (**)

XL/A

Sistemi elettronici automatici

 Elettronica

Nella III, IV e V classe di un corso

Nella III classe di un corso

18

XL/A

Tecnologie elettroniche Disegno e

Progettazione

Nella III, IV e V classe di un corso

14 (*)

LXXV/A

Meccanica e Macchine

Nella III classe di sei corsi

18

XXXV/A

Educazione fisica

Nelle classi III, IV e V di tre corsi

18

 

 

(*)   Il docente al quale è affidata la cattedra completerà l’orario in attività di organizzazione didattica nell’ambito dell’area di progetto.

 

(**)  In presenza di un numero pari di corsi si può adottare la seguente alternativa:

 

XL/A

Elettronica

Nella IV e V classe di due corsi

18

XL/A

Telecomunicazioni

Nella IV e V classe di due corsi

18

 

 

 

Ore disponibili per ogni corso

Ai fini della costituzione dei posti d’insegnamento tecnico pratico

 

 

XXVIII/C

Labor. Elettronica

Nella  classe III

3

 

XXVII/C

 

Labor. Elettronica

Labor. Sistemi elettronici automatici

Labor. Tecnologie elettroniche, Disegno

e Progettazione

Labor. telecomunicazioni

 

Nelle classi III, IV e V                              7

Nelle classi III, IV e V                              7

Nelle classi III, IV e V                             11

 

Nella classe V                                            2

27

 

 

 

 

 

 

 

 

AREA DI PROGETTO

 

       Il principio di unitarietà del sapere e del processo di educazione e formazione culturale deve trovare una sua esplicita e specifica affermazione anche nell’attuazione di un’area di progetto che conduca al coinvolgimento ed alla concreta collaborazione fra docenti di alcune o di tutte le discipline.

      A questo fine, al di là di iniziative più limitate, realizzate autonomamente da gruppi di docenti, occorre che nel corso del triennio siano attuati progetti di ricerca multidisciplinare di ampiezza e durata variabile.

      L’area di progetto è dunque modello di articolazione culturale ricavato dal monte ore annuo delle lezioni, che non altera né il quadro orario né la composizione delle cattedre e delle classi.

      All’area di progetto sarà dedicato un numero di ore non superiore al 10% del monte ore annuo delle discipline coinvolte in questa attività. Da questo 10% sono escluse le ore indicate come attività extrascolastica (visite guidate, stages, campi scuola ecc…).

      L’area di progetto si propone di :

                  favorire l’apprendimento di strategie cognitive mirate a comprendere come si formano ed evolvono  le conoscenze;

                  far cogliere all’alunno le relazioni esistenti tra l’<<astratto >> e il << concreto>>;

                  sollecitare l’alunno ad affrontare nuovi problemi con spirito di autonomia e creatività;

                  promuovere nell’alunno atteggiamenti che favoriscano la socializzazione, il confronto delle idee, la    tolleranza verso la critica esterna e l’insuccesso, la revisione critica del proprio giudizio e la modifica della propria condotta di fronte a prove ed argomenti convincenti;

                  favorire il confronto fra la realtà scolastica e la realtà di lavoro, con particolare riferimento a quelle presenti sul territorio.

      I problemi dell’area di progetto dovranno tener conto di diversi aspetti: conoscitivo, applicativo, tecnologico, informatico, economico, organizzativo e di documentazione. Tali problemi, significativi rispetto all’area d’indirizzo, devono basarsi su un consistente nucleo di attività operative e realizzative.

      L’area di progetto deve essere realizzata durante l’intero corso di studio. L’attività inizierà, nell’ambito della programmazione didattica, con una riunione del Consiglio di classe dedicata alla definizione preliminare di progetti sulla base delle proposte espresse dai vari docenti e degli interessi manifestati dagli allievi.

      Ogni progetto deve essere sottoposto ad analisi di fattibilità per mettere in luce la natura e l’ampiezza delle competenze delle risorse materiali necessarie alla sua realizzazione. E’ importante che questa fase si sviluppi con molto anticipo rispetto all’attuazione del progetto, in modo da garantire per tempo il reperimento delle risorse.

      Nello studio di fattibilità dovranno essere definite:

                    le competenze necessarie per affrontare i molteplici aspetti dei progetti;

                    i compiti da affidare agli insegnanti ed eventualmente ad esperti esterni;

                      le modalità ed i tempi di attuazione;

                      le modalità di verifica e di comunicazione dei risultati;

       La realizzazione dell’area di progetto si sviluppa normalmente attraverso alcune fasi che si possono così distinguere:

                      l’analisi della situazione o del problema che il progetto intende affrontare;

                      la formulazione dell’ipotesi di lavoro;

                      l’attuazione del progetto;

                      la verifica e la documentazione dei risultati.

       Si possono ipotizzare progetti ai quali partecipano intere classi, eventualmente con divisione in sottoprogetti, oppure si possono dividere le classi in più gruppi ciascuno con un proprio progetto.

       Non si esclude che un progetto possa avere durata pluriennale né che le classi di scuole diverse collaborino alla realizzazione di uno stesso progetto.

       In particolare, per ogni progetto, saranno definiti il periodo di svolgimento, le ore ad esso destinate, la loro distribuzione settimanale e la loro ripartizione fra le varie discipline.

       Il Preside, su designazione del Consiglio o dei Consigli di classe, nomina, di volta in volta, un coordinatore di area di progetto.

       La valutazione degli studenti relativamente all’attività dell’area di progetto contribuisce alla formulazione dei giudizi periodici e finali di ciascuna disciplina e complessivi, secondo modalità decise dai Consigli di classe. Di tali giudizi si dovrà tener conto in sede di esami di maturità.

       Nei curricoli che contengono discipline caratterizzate specificatamente da attività progettuali – come in quello dell’indirizzo per l’Elettronica e le Telecomunicazioni -, il già previsto coinvolgimento delle singole materie deve trovare una più incisiva collocazione sulla base delle finalità generali dell’area di progetto qui definita, con particolare riferimento alla programmazione del Consiglio di classe.

 

                  

 

 

 

PROGRAMMI

 

LINGUA E LETTERE ITALIANE

        Per l’insegnamento della lingua e della letteratura italiana nel triennio, il docente, nelle tre ore settimanali di lezione a sua disposizione,dovrà adottare quei percorsi programmatici e quelle metodologie che meglio giovino a rafforzare negli allievi la padronanza del mezzo linguistico e la conoscenza sufficientemente articolata del panorama storico-letterario, ricorrendo ad essenziali ed insostituibili letture di testi di grandi autori, tali da suscitare interesse ad ulteriori approfondimenti.

        Permane la necessità di proseguire anche in questa fascia scolastica, secondo precise linee programmatiche, obiettivi di consolidamento e avanzamento nel campo delle competenze e delle conoscenze linguistiche generali.

 

a)       FINALITÀ

Finalità della disciplina, che emergono specificamente nel triennio, sono:

I . la consapevolezza della specificità e complessità del fenomeno letterario, come espressione della civiltà e in connessione con le altre manifestazioni artistiche, come forma di conoscenza del reale anche attraverso le vie del simbolico e dell'immaginario;

2. la conoscenza diretta dei testi sicuramente rappresentativi del patrimonio letterario italiano, considerato nella sua articolata varietà interna, nel suo storico costituirsi e nelle sue relazioni con altre letterature, soprattutto europee;

3. la padronanza del mezzo linguistico nella ricezione e nella produzione orali e scritte commisurate alla necessità di dominarne anche gli usi complessi e formali che caratterizzano i livelli avanzati ,del sapere nei più diversi campi;

4. la consapevolezza dello spessore storico e culturale della lingua italiana;

 

OBIETTIVI DI APPRENDIMENTO

Gli obiettivi da perseguire nel triennio si pongono in linea di continuità con quelli raggiunti nel biennio rispetto ai quali si caratterizzano per i livelli di maggiore complessità e di più ampia articolazione riguardo sia allo sviluppo delle capacità sia all'acquisizione delle conoscenze.

Essi fanno riferimento a tre settori:

a)       analisi e contestualizzazione dei testi;

b)       riflessione sulla letteratura e sua prospettiva storica;

c)        competenze e conoscenze linguistiche.

        Tale suddivisione non costituisce ordine di priorità, né per 1'importanza né per propedeuticità, in quanto tutti gli obiettivi sono strettamente connessi tra loro e vanno tenuti contestualmente presenti nel corso dei tre anni.

        L'indicazione dei traguardi va riferita alla conclusione del percorso triennale. I1 loro raggiungimento sarà graduale, attraverso il variare dei contenuti trattati e delle attività didattiche proposte.

1.       Analisi e contestualizzazione dei testi.

Lo studente dovrà essere in grado di analizzare e interpretare i testi letterari, dimostrando di saper:

l. condurre una lettura diretta del testo, come prima forma di interpretazione del suo significato;

2. collocare il testo in un quadro di confronti e relazioni riguardanti: le. tradizioni dei codici formali e le "istituzioni letterarie"; altre opere dello stesso o di altri autori, coevi o di altre epoche; altre espressioni artistiche e culturali; il più generale contesto storico del .tempo;

3. mettere in rapporto il testo con le proprie esperienze e la propria sensibilità e formulare un proprio e motivato giudizio critico.

2.       Riflessione sulla letteratura e sua prospettiva storica.

Lo studente dovrà dimostrare di:

4. riconoscere, in una generale tipologia dei testi, i caratteri specifici del testo letterario e la sua fondamentale polisemia, che lo rende oggetto di molteplici ipotesi interpretative e di continue riproposte nel tempo;

5. riconoscere gli elementi che, nelle diverse realtà storiche, entrano in relazione a determinare il fenomeno letterario;

6. conoscere ed utilizzare i metodi e gli strumenti fondamentali per I' interpretazione delle opere letterarie

7. saper cogliere, attraverso la conoscenza degli autori e dei testi più rappresentativi, le linee fondamentali della prospettiva storica nelle tradizioni letterarie italiane.

3.       Competenze e conoscenze linguistiche.

Lo studente dovrà essere in grado di:

8. eseguire il discorso orale in forma grammaticalmente corretta, prosodicamente efficace. e priva di stereotipi;

9. affrontare, come lettore autonomo e consapevole, testi di vario genere, utilizzando le diverse tecniche di lettura (esplorativa, estensiva, di studio) in relazione ai diversi scopi per cui si legge;

10. produrre testi scritti di diverso tipo, rispondenti alle diverse funzioni, disponendo di adeguate tecniche compositive e sapendo padroneggiare anche il registro formale e i linguaggi specifici;

11. saper oggettivare e descrivere le strutture della lingua e i fenomeni linguistici, mettendoli in rapporto anche con i processi culturali e storici della realtà italiana, con le altre tradizioni linguistiche e culturali e con gli aspetti generali della civiltà odierna.

 

INDICAZIONI DIDATTICHE

        Per 1'attuazione dell'insegnamento della disciplina sono fortemente chiamate in causa la professionalità e la responsabilità del docente, il quale in sede di programmazione deve realizzare il proprio progetto di studio della materia.

        Sul versante letterario, in vista degli obiettivi stabiliti e dei vincoli posti sui contenuti, si rende necessario individuare e seguire dei "percorsi" di studio.

        Rispetto alla prassi, assai diffusa, di seguire 1'avanzare dell'intero fronte della produzione letteraria secondo una lenta e rigida cronologia discendente, per innestare via via su di essa la lettura dei testi, il criterio dei percorsi consente infatti di:

              giungere a un più immediato accostamento ai testi;

istituire più significativi e puntali collegamenti con altre letterature, straniere e con altri

ambiti disciplinari.

        Ogni percorso può porre al centro un momento particolarmente significativo di un determinato tema di studio e ricollegare momenti precedenti e successivi, mettendo in evidenza aspetti di continuità, fratture e riprese e spesso anticipando anche la conoscenza di epoche più vicine al lettore.

        La costruzione dei percorsi può essere guidata dal criterio di seguire sviluppi formali o tematici o storico-culturali. A titolo puramente indicativo se ne danno qui alcuni esempi.

        Un percorso di studio sulle forme potrà riguardare la tradizione della lirica, e potrà porre al centro Petrarca e collegare da una parte la lirica trobadorica e stilnovistica e dall'altra il petrarchismo cinquecentesco.

        Un percorso di tipo tematico può essere costruito sul topos del viaggio nell'oltretomba. In tal caso il percorso può investire in modo significativo, ma non esaustivo, la Divina Commedia e correlare ad essa altri testi delle culture classica, biblica, medievale, con aperture anche ad autori di epoche successive e con accostamenti alle espressioni iconografiche.

        Un percorso di tipo storico-culturale può riguardare la situazione della letteratura italiana nel secondo dopoguerra (anni'50 e'60). Saranno presi in considerazione testi letterari italiani e stranieri di prosa e di poesia e ad essi saranno affiancate testimonianze del mondo editoriale e delle comunicazioni di massa, documentazioni relative al cinema e alle arti figurative e più in generale alla situazione culturale e sociale del tempo.

        L'esigenza di più ampio movimento, oltre le scansioni annuali del programma, può essere soddisfatta da percorsi di studio di sviluppo biennale o anche triennale.

        L'organizzazione dello studio per percorsi deve in ogni caso consentire di:

far compiere un'esperienza concreta del fenomeno letterario, attraverso la conoscenza diretta di un’ampia varietà di opere significative, appartenenti a generi e ad epoche diversi, e un'adeguata riflessione sulle problematiche della letteratura;

far pervenire a una visione complessiva delle tradizioni letterarie italiane nel quadro dei processi storico-culturale della nostra società e, per sommi tratti, di quella europea.

        Si richiama 1'attenzione sulla centralità delle operazioni di lettura diretta dei testi. Per i testi su cui si compirà una lettura antologica, la scelta, all'interno dell'opera intera, dovrà investire unità testuali che consentano di cogliere aspetti significativi dell'opera e di correlarla al sistema letterario e al contesto culturale.

        Per il versante linguistico, si segnala che tutte le attività connesse con lo studio letterario e che da questo possono scaturire danno continue occasioni per esercitare le capacità linguistiche degli alunni e per ampliare le loro conoscenze sulla lingua, con osservazioni sia sull'uso sia sulla dimensione storica di essa. Ma tale esercizio e tale ampliamento di conoscenze richiedono di essere condotti e seguiti con istruzioni e interventi specifici di cui occorre tener conto nella programmazione.

        Le esperienze di lettura compiute nell'ambito di questa disciplina, per quanto debbano essere affiancate e integrate dalle letture compiute in altri ambiti disciplinari, costituiscono pur sempre il fondamento principale per la formazione di un lettore autonomo e consapevole, capace di riflettere sulla forma del testo.

        È altresì obiettivo fondamentale che nel corso del triennio l’alunno giunga a padroneggiare nei termini indicati nei paragrafi precedenti, la produzione scritta, la quale peraltro si lega strettamente, come è noto, alle atre forme di pratica della lingua.

        Si sottolinea che il tipico "tema", componimento di più ampio respiro, indicato nella lista delle forme di produzione scritta, richiede particolari istruzioni per la sua preparazione e realizzazione e deve essere comunque affiancato e integrato dalle altre forme di addestramento, più direttamente connesse alle utilizzazioni che la scrittura trova nelle attività di studio e di lavoro.

        Si richiama altresì I' attenzione sul fatto che lo sviluppo delle capacità di esposizione orale richiede uno specifico addestramento e che tale pratica non va quindi confusa con quella dell' "interrogazione" orale come forma di verifica e occasione di valutazione dell'alunno.

        Per quanto riguarda più precise indicazioni didattiche, la consapevolezza del progetto da parte dello studente consente di integrare la parte propositiva ed espositiva del docente (lezione frontale) con interventi più precisi, quali:

I' addestramento a un corretto lavoro di analisi e interpretazione;

la discussione collettiva con domande che sollecitino il confronto delle interpretazioni;

il laboratorio di analisi attraverso schede guida.

        Gli strumenti didattici tradizionali (libri in adozione o consigliati) vanno integrati con 1'adeguata utilizzazione del patrimonio librario e di altro genere (audiovisivi, software didattico) a disposizione della scuola e, all'occorrenza, con riproduzione di documenti originali relativi a specifici momenti dell'attività di studio.

Si faciliterà inoltre la frequentazione di biblioteche, archivi, musei e altri luoghi di ricerca.

Si segnala 1'alto valore educativo dell'apprendimento a memoria dei testi poetici, allo scopo di dare risalto ai valori fonici e ritmici del testo e per favorire 1'approfondimento interiore del loro significato.

La verifica e la valutazione

Le verifiche dell'apprendimento avvengono fondamentalmente attraverso forme di produzione orale e scritta. Sono forme di verifica orale:

il commento orale a un testo dato, secondo istruzioni sul tempo da impiegare e sul linguaggio appropriato;

1'esposizione argomentata, con caratteri di coerenza e consistenza, su argomenti del programma svolto;

il colloquio per accertare la padronanza complessiva della materia e la capacità di orientarsi in essa;

1'interrogazione per ottenere risposte puntuali su dati di conoscenza.

Sono forme di verifica scritta:

il riassunto secondo parametri di spazi e di tempo;

test di comprensione e conoscenza con risposte aperte e chiuse;

il commento a un testo dato, secondo istruzioni sullo spazio da occupare e sul linguaggio appropriato;

il componimento che sviluppi argomentazioni con coerenza e completezza. La valutazione deve tener conto dei seguenti elementi:

la conoscenza dei dati;

la comprensione del testo;

la capacità di argomentazione e rielaborazione personale;

la capacità di orientarsi nella discussione sulle problematiche trattate;

la capacità di cogliere elementi essenziali di una lettura compiuta o di una esposizione;

la capacità di controllo della forma linguistica della propria produzione orale e scritta.

 

S T O R I A

FINALITÀ

      L’insegnamento di storia si propone di:

l. Ricostruire la complessità del fatto storico attraverso 1'individuazione di interconnessioni, di rapporti tra particolare e generale, tra soggetti e contesti.

2. Acquisire la consapevolezza che le conoscenze storiche sono elaborate sulla base di fonti di natura diversa che lo storica vaglia, seleziona, ordina e interpreta secondo modelli e riferimenti ideologici.

3. Consolidare 1'attitudine a problematizzare, a formulare domande, a riferirsi a tempi e spazi diversi, a dilatare il campo delle prospettive, a inserire in scala diacronica le conoscenze acquisite in altre aree disciplinari.

4. Riconoscere e valutare gli usi sociali e politici della storia e della memoria collettiva.

5. Scoprire la dimensione storica del presente.

ó. Affinare la "sensibilità" alle differenze.

7. Acquisire consapevolezze che la fiducia di intervento nel presente è connessa alla capacità di problemizzare il passato.

Le finalità del triennio riprendono e sviluppano le finalità del biennio. Esse descrivono due campi di intervento.

      II primo riguarda la specificità del lavoro storico e lo statuto epistemologico della storia, e ad esso fanno riferimento le finalità 1 - 4 sulla complessità del fatto storico, sul laboratorio delle fonti e dei concetti, sull'uso della memoria storica.

      Il secondo riguarda i bisogni formativi degli studenti, che vengono individuati nella esigenza della realizzazione di sé e dell'apertura al mondo e agli altri: la storia aiuta ad apprezzare differenze, a orientarsi nel mondo. In ciò consiste la scoperta del presente come storia (finalità 5, 6 e 7).

      Le finalità nel loro insieme individuano, inoltre, uno specifico aspetto del triennio, che consiste nell'attitudine a porre domande, a costruire problemi, analizzarli, interpretarli e valutarli.

OBIETTIVI DI APPRENDIMENTO

      Lo studente alla fine del triennio dovrà dimostrare di essere in grado di:

I. utilizzare conoscenze e competenze acquisite nel corso degli studi per orientarsi nella molteplicità delle informazioni e per leggere gli interventi;

2. adoperare concetti e termini storici in rapporto agli specifici contesti storico-culturale;

3. padroneggiare gli strumenti concettuali, approntati dalla storiografia, per individuare e descrivere persistenze e mutamenti, ad esempio: continuità, cesure, rivoluzione, restaurazione, decadenza, progresso, struttura, congiuntura, ciclo, tendenza, evento, conflitto, trasformazioni, transizione, crisi;

4. usare modelli appropriati per inquadrare, comparare, periodizzare i diversi fenomeni storici locali, regionali, continentali, planetari;

5. ripercorrere, nello svolgersi di processi e fatti esemplari, le interazioni tra i soggetti singoli e collettivi, riconoscere gli interessi in campo, le determinazioni istituzionali, gli intrecci politici, sociali, culturali, religiosi, di genere e ambientali;

6. servirsi degli strumenti fondamentali del lavoro storico: cronologie, tavole sinottiche, atlanti storici e geografici, manuali, raccolte e riproduzioni di documenti, bibliografie e opere storiografiche;

7. conoscere le problematiche essenziali che riguardano la produzione, la raccolta, la conservazione e la selezione, 1'interrogazione, 1'interpretazione e la valutazione delle fonti;

8. possedere gli elementi fondamentali che danno conto della complessità dell’epoca studiata, saperli interpretare criticamente e collegare con le opportune determinazioni fattuali.

      Gli obiettivi del triennio perseguono due scopi. Da una parte proseguono e rinforzano il lavoro avviato nel biennio; dall'altra marcano il salto qualitativo che deve caratterizzare lo studio della storia nel triennio.

      Gli obiettivi descrivono campi operativi ristretti, che non esauriscono 1'orizzonte individuate dalle finalità. In particolare al primo gruppo di finalità (I - 4) sulla complessità del fatto storico e sul laboratorio, corrispondono gli obiettivi 2, 3, 4, 6 e 7.

      A1 secondo gruppo di finalità (5, 6 e 7), sui bisogni formativi degli allievi corrispondono gli obiettivi 1, 2, 3, 4, 5. L’obiettivo 8 descrive il livello di conoscenze che 1'allievo deve dimostrare di possedere.

      Questi obiettivi non sono proposti in ordine progressivo di difficoltà, ma vanno perseguiti in modo differenziato, a seconda degli argomenti di studio.

      Ad esempio: gli obiettivi di laboratorio costituiscono lo scopo principale di un eventuale lavoro sulle fonti; un itinerario prevalentemente basato su materiale manualistico si potrà prestare al raggiungimento di obiettivi legati all'uso di concetti e modelli; nell'analisi di dati di attualità si potrà perseguire il raggiungimento di diversi obiettivi.

INDICAZIONI DIDATTICHE

1. II pensiero storico, in quanto metodo e forma di spiegazione euristica della realtà umana e sociale, è parte costitutiva e integrante del sapere e della cultura occidentale. La nostra cultura è intimamente storica. In questo senso la storia può essere riconosciuta come una espressione culturale diffusa e come un peculiare modello di investigazione della realtà. La pervasività stessa del pensiero storico consente la sua trasformazione in senso comune storico, su cui possono innestarsi usi sociali, politici ed ideologici, talvolta impropri, rispetto ai quali la scuola ha compiti di chiarificazione e di critica.

2. La storia è la disciplina che studia e indaga le differenze e il mutamento, le strutture, le permanenze e le continuità; rapporta 1'evento al contesto generale specifico; inserisce il caso particolare in una trama di relazioni, retaggi, opportunità; considera in un'ottica di complessità soggetti, azioni, comportamenti e valori. La storia dunque si realizza come operazione di selezione, contestualizzazione, interpretazione e come disciplina fondata su un metodo rigoroso di indagine sui fatti, su una tecnica collaudata di ricerca delle relazioni, su una ermeneutica controllabile ed esplicita. Infine procede alla spiegazione di eventi, processi e permanenze mediante proprie tecniche di discorso.

3. Finalità essenziale dell'insegnamento storico è quella di educare gli studenti alla consapevolezza del metodo storico, per ciò che attiene all'accertamento dei fatti, all'investigazione, all’utilizzo, all'interpretazione delle fonti, all'esposizione delle argomentazioni. Ciò avviene non su procedure astratte, ma in stretta relazione e interdipendenza con i contenuti. L'interazione metodo/contenuti costituisce I' asse privilegiato della didattica storica. Nel pieno rispetto di tale interazione, 1'insegnante sceglie percorsi didattici, finalizzati all'acquisizione di obiettivi cognitivi e metodologici, programmaticamente individuati ed esplicitati, percorsi che utilizzano - a misura degli studenti - le procedure del metodo storico: formulazione delle domande, definizione del "nodo problematico", sviluppo delle dinamiche interne e delle interrelazioni contestuali, accertamento delle eredità.

4. La storiografia offre la possibilità di puntualizzare mezzi di indagine e modelli di interpretazione, e consente il vaglio critico del patrimonio delle conoscenze acquisite e il loro utilizzo, la possibilità di confronti e di comparazioni. Essa consente altresì di individuare i punti di vista, i riferimenti ideologici, la strumentazione teorica e concettuale.

5. La struttura dei contenuti proposti, composta da grandi contestualizzazioni e dalla loro articolazione, si incontra con le modalità di apprendimento proprie del giovane che ha bisogno di "viaggiare" tra le grandi generalizzazioni e 1'esattezza del concreto. Essa segnala un metro per risolvere la prescrittività dei programmi di storia, stretti tra la complessità e 1'ampiezza dei fatti da esaminare, la necessità della selezione e il rapporto non episodico con la riflessione storiografica.

6. I contenuti individuati riguardano in particolare I' uomo associato in collettività, teso a realizzare un'esistenza accettabile, a sfruttare al meglio il patrimonio delle conoscenze accumulate, inserito in un contesto dato di relazioni, di vincoli, di rappresentazioni e autorappresentazioni, di possibilità e rapporto tra uomo, natura e cultura e tra collettività e sfruttamento delle risorse ambientali; le forme di governo delle risorse, delle culture, delle società; 1'articolazione delle identità e delle soggettività.

7. Nello stesso modo in cui lo storico utilizza fonti documentarie che sono oggetto di indagine da parte di discipline non assimilabili alla storia (geografia, linguistica, filosofia, economia, psicologia, sociologia, etologia, ecc.) proponendo così una ricerca di tipo pluridisciplinare o interdisciplinare -, anche 1'insegnante di storia deve saper utilizzare una strumentazione ermeneutica pluridisciplinare. Ad essa lo predispone la stessa natura della storia che mutua, all'occasione, da altre discipline lessico e quadri di riferimento concettuali.

8. La didattica storica qui prospettata necessita di una strumentazione di supporto articolata e accessibile: carte geografiche, tabelle cronologiche e sinottiche, manuali di storia, testi storiografici, testi documentari, raccolta di fonti, riproduzioni di documenti, materiale computerizzato ecc.

Così configurata, questa didattica costituisce un vero e proprio laboratorio di storia (ove possibile da realizzare anche in una sede apposita), del quale fanno parte a pieno titolo visite ad archivi pubblici e privati e a musei.

Prove di verifica

      A seconda della tipologia dell'unità di studio, cambiano le prove di verifica. Ad esempio un lavoro di concettualizzazione spazio-temporale richiede che lo studente dimostri la padronanza di carte geografiche e cronologiche; un lavoro sulle fonti, che lo studente dimostri di saper formulare questionari di interrogazione di un documento, o di saper confrontare più documenti in modo corretto; un lavoro che implichi la lettura dei testi differenziati (manuali, saggi e articoli divulgativi) richiede che lo studente dimostri le proprie competenze d'uso di generi testuali diversi; se I' allievo deve riferire - oralmente o per iscritto - sul proprio lavoro, si richiede la capacità di pianificare una relazione, di argomentare con proprietà, di servirsi del lessico specifico, di operare rimandi alle fonti di informazione. Se 1'allievo deve dimostrare di possedere le conoscenze studiate, saranno utili prove strutturate quali domande vero falso e a risposta multipla, testi a completamento, ecc.

      È essenziale, infine, che I' insegnante accerti le competenze, le conoscenze e le abilità acquisite dagli allievi, mediante prove di ingresso, predisposte in funzione sia del raccordo col biennio, sia dell'unità di studio prescelta.

Note alla programmazione

      Il programma mette a disposizione del docente un materiale suddiviso e organizzabile in modo da progettare programmazioni che, oltre a garantire 1'acquisizione delle conoscenze essenziali, rispondano ai bisogni degli studenti, agli stili di insegnamento, alle disponibilità orarie. Tale flessibilità permette di caratterizzare 1'insegnamento rispetto agli indirizzi e di costruire occasioni interdisciplinari.

      La struttura dei contenuti proposti è composta da grandi. contestualizzazioni; corrispondenti alle titolazioni di ciascun contenuto (indicate con i numeri), ciascuna delle quali si articola in un itinerario possibile, (indicato dalla serie di lettere). Queste articolazioni vanno intese come piste di lettura utili per la esplicitazione delle contestualizzazioni.

      Sono prescrittivi, per ciascun anno, tutte le contestualizzazioni e non meno di tre itinerari.

      Le contestualizzazioni sono prescrittive perché nel loro insieme consentono di costruire una mappa cognitiva utile per comprendere il periodo storico previsto nell'anno. È prescrittivo lo studio di almeno tre itinerari, in modo da garantire una varietà sufficiente di approcci, e da abituare lo studente al lavoro di confronto tra fatti e contestualizzazioni.

      L'insegnante potrà costruire, inoltre, uno o più itinerari - sostitutivi di quelli proposti - combinando in modo coerente e storicamente significativo singoli punti, tratti dalle diverse articolazioni (contrassegnate dalle lettere), in modo da percorrere trasversalmente i contenuti proposti. Ciascun contenuto è suscettibile ancora di approfondimenti culturali di ricerca anche nella dimensione storica locale.

      Dal monte ore a disposizione, un terzo potrà essere dedicato allo studio delle contestualizzazioni; la restante parte - dedicata allo studio degli itinerari - potrà essere ripartita secondo le esigenze della programmazione.

      La metà del XVII e la fine del XIX separano lo studio nelle tre annualità. Tale periodizzazione non segnala una cesura netta. Infatti, il programma è costruito con percorsi tematici che possono sovrapporsi cronologicamente e svilupparsi secondo temporalità proprie.

      Il programma dell’ultimo anno è presentato in forma più analitica. Tale scelta nasce dall’esigenza di fornire, attraverso conoscenze più ampie e approfondimenti indispensabili, una piena comprensione del proprio tempo.

LINGUA STRANIERA

FINALITÀ

      Le finalità del triennio integrano e ampliano le finalità del biennio e mirano a potenziare i seguenti aspetti:

1. la competenza comunicativa per consentire un'adeguata interazione in contesti diversificati ed una scelta di conoscenze da un più ricco patrimonio linguistico;

2. la comprensione interculturale, non solo nelle sue manifestazioni quotidiane, ma estesa a espressioni più complesse della civiltà straniera e agli aspetti più significativi della sua cultura;

3. la consapevolezza della matrice comune che lingue e culture appartenenti allo stesso ceppo conservano attraverso il tempo pur nelle diversità della loro evoluzione;

4. 1'educazione linguistica che coinvolga la lingua italiana e, ove esistano, altre lingue straniere moderne o classiche, sia in un rapporto comparativo sistematico, sia nei processi di fondo che stanno alla base dell'uso e dello studio di ogni sistema linguistico;

5. la consapevolezza dei propri processi di apprendimento che permetta la progressiva acquisizione di autonomia nella scelta e nell'organizzazione delle proprie attività di studio.

OBIETTIVI DI APPRENDIMENTO

      Alla fine del triennio lo studente dovrà dimostrare di essere in grado di:

1. comprendere, in maniera globale o analitica, a seconda della situazione, testi orali relativi anche al settore specifico dell'indirizzo;

2. sostenere semplici conversazioni, su argomenti generali e specifici, adeguate al contesto e alla situazione di comunicazione;

3. produrre testi orali per descrivere processi o situazioni con chiarezza logica e precisione lessicale;

4. comprendere in maniera globale testi scritti di interesse generale e specifici del settore di specializzazione;

5. comprendere in modo analitico testi scritti specifici dell'indirizzo;

6. trasporre in lingua italiana testi scritti di argomento tecnologico;

7. individuare le strutture e i meccanismi linguistici che operano ai diversi livelli: pragmatico, testuale, semantico-lessicale e morfosintattico;

8. riconoscere i generi testuali e, al loro interno, le costanti che li caratterizzano;

9. attivare modalità di apprendimento autonomo sia nella scelta di materiali e di strumenti di studio, sia nell'individuazione di strategie idonee a raggiungere gli obiettivi prefissati.

INDICAZIONI DIDATTICHE

      Si confermano in quanto valide per tutto il corso, le indicazioni metodologiche proposte nei programmi del biennio.

      Le abilità di comprensione orale si sviluppano su testi di tipologia e argomento diversi, a forma dialogica o monologica (conversazioni, relazioni, trasmissioni radiofoniche o televisive di vario tipo ecc.). Su di essi gli studenti vengono abituati a compiere le seguenti operazioni:

anticipare i contenuti sulla base di alcuni dati e formulare ipotesi;

cogliere il significato globale;

individuare informazioni specifiche;

cogliere le strategie dei parlanti;

cogliere l’atteggiamento dei parlanti;

rivedere le ipotesi formulate inizialmente al termine dell’ascolto;

Valutare il contributo dei partecipanti a un dialogo o ad una discussione.

      Per meglio finalizzare l’ascolto, si possono proporre schede e griglie da completare , presa di appunti e attivitùà su compito definito.

      La produzione orale si favorisce con attività in coppia o in gruppo (simulazione, role-play ecc.), a partire da testi ascoltati o letti. Lo studente sarà condotto a mettere in atto diversi diverse strategie comunicative a seconda del contesto, delle caratteristiche degli interlocutori, degli scopi ecc.. Tali attività saranno precedute, o inframmezzate, da momenti di riflessione sulla comunicazione per permettere il successivo passaggio ad una produzione autonoma. Per giungere a questo tipo di competenza comunicativa, gli studenti dovranno acquisire la capacità di produrre, in particolare, forme espositive e argomentative.

      Tale competenza verrà agevolata da una vasta gamma di attività quali ad esempio:

          sviluppo del discorso su note precedentemente prese in fase di ascolto:

              presentazione di contenuti da diversi punti di vista;

                operazione di sintesi o di sviluppo dei contenuti;

                sviluppo di una tesi partendo da ipotesi date.

      La capacità di sostenere una conversazione telefonica assume particolare rilevanza in ambito aziendale. Tale capacità viene sviluppata mediante simulazioni a viva voce in classe che permettono di apprendere le modalità specifiche in uso in questo particolare tipo di interazione e, successivamente, nel laboratorio linguistico, si possono introdurre registrazioni di telefonate di diverso grado di complessità che presentino vari registri linguistici.

      Per quanto riguarda le attività di lettura, si proseguirà nell’utilizzo delle varie tecniche di lettura a seconda degli scopi (lettura globale, esplorativa, analitica) applicate a testi i cui contenuti verteranno dapprima su argomenti e problematiche legate all’attualità e, in seguito, su tematiche più specifiche dell’indirizzo.

      Al fine di mettere lo studente in grado di leggere in modo adeguato testi tratti da giornali, manuali e pubblicazioni specializzate, sarà utile attivare le seguenti competenze specifiche:

                individuare gli aspetti iconici e gli indizi discorsivi e tematici presenti nel testo attivando le conoscenze già possedute dagli allievi;

                porsi domande sul testo e formulare ipotesi avendo chiaro l’obiettivo della lettura;

                comprendere le principali informazioni esplicite;

                effettuare inferenze in base a informazioni già note o contenute nel testo;

                valutare l’unità delle informazioni contenute nei testi.

      La lettura di testi specialistici e di testi letterari può fornire spunti per attività di produzione orale che assumono la forma di resoconti, dibattiti e discussioni su problemi, che è opportuno affrontare, ove possibile, comparandoli con problemi analoghi nel nostro paese.

      Considerando la rilevanza formativa del riassunto, orale e scritto, è opportuno dedicare spazio a tale attività a diversi livelli, sia come riduzione del testo originale, sia come rielaborazione del testo d’origine con parole diverse, sia come trasposizione sintetica di testi letti o ascoltati in italiano. L’apprendimento delle capacità di sintesi può avere luogo con attività di gruppo in cui la risposta alla consegna sia, soprattutto nei primi tempi, il prodotto di una discussione tra i diversi componenti.

      Per rafforzare le abilità di produzione scritta si possono eseguire << esercizi di traduzione intralinguistica>> nell’ambito della stessa varietà linguistica; si può richiedere, ad esempio, la descrizione di una stessa situazione da punti di vista diversi; il passaggio dal discorso diretto al discorso indiretto e viceversa; il cambio di varietà linguistica col passaggio dal linguaggio informale a quello formale e viceversa; l’allargamento o il restringimento di un testo, trasformando, ad esempio, una circolare pubblicitaria in un cartellone stradale o viceversa. Si possono inoltre proporre esercizi di trascodificazione da forma grafica  (tabulati, diagrammi, istogrammi, ecc.) in forma linguistica.

      Pur non trascurando la scrittura manipolativa, che favorisce l’acquisizione di automatismi linguistici, è opportuno proporre attività sempre più autonome e impegnative per abituare lo studente ad un uso consapevole, personale e creativo della lingua straniera. Possono servire allo scopo la scrittura di paragrafi su modelli dati, composizioni su traccia, composizioni libere ecc..

      Nella quarta e nella quinta classe è necessario stabilire ogni raccordo possibile con le altre materie, in modo che i contenuti proposti nella lingua straniera, pur senza perdere la loro specificità, abbiano carattere trasversale nel curricolo. E’ necessario tener presente, comunque, che nessun argomento può essere presentato nella lingua straniera se non è stato prima concettualmente assimilato in altri ambiti disciplinari, in quanto ogni <<input>> linguistico deve trovare strutture cognitive in grado di recepirlo.

      Poiché nella futura attività di lavoro potrà essere richiesta la traduzione di testi di quarta e quinta classe, verranno avviati esercizi di traduzione. Tali attività che evitano la traduzione della frase isolata e prevedono invece una chiara contestualizzazione, sono efficaci per consolidare sia la competenza testuale, sia l’educazione linguistica . La traduzione non può essere letterale e deve salvaguardare la precisione dei termini tecnici e l’intenzione comunicativa del testo. In questo senso essa è da intendersi come aggiuntiva alle abilità di base e non come metodo per imparare la lingua. E’ opportuno che l’uso del dizionario bilingue, necessari o per questa attività, costituisca oggetto di esercitazioni specifiche.

      Poiché l’autonomia di apprendimento costituisce una finalità primaria nella formazione dello studente, è opportuno che l’insegnante colga qualsiasi occasione per favorirla, offrendogli sempre maggiori spazi di decisione e di scelta. A questo fine è utile disporre di un’ampia varietà di materiali linguistici (possibilmente corredati di strumenti di autoverifica), favorire l’accesso a media audiovisivi e tecnologici che rispondano ai diversi stili cognitivi e strutturare attività comunicative diversificate che coinvolgano lo studente e lo rendano protagonista del suo apprendimento. In tal modo il docente assume il ruolo di guida e facilitatore per lo studente, il quale, conscio dell’obiettivo da raggiungere, può individuare modalità, strumenti e percorsi personali che gli permettano di massimizzare le sue capacità di apprendere.

La verifica e la valutazione
Prove di comprensione orale e scritta

      La comprensione, globale o analitica, dei generi testuali proposti, potrà essere verificata, per l’orale e per lo scritto, mediante le prove seguenti:

                questionari a scelta multipla;

                questionari a risposta breve;

                compilazione di tabelle, griglie e moduli;

                ricodificazione di testi in forma grafica  (tabelle, diagrammi, diagrammi di flusso, istogrammi, ecc.).

Prove di produzione orale     

      La produzione orale, che si realizza nella classe per lo più con attività in coppia o in gruppo, con dibattiti e discussioni, potrà essere verificata avvalendosi di griglie di osservazione sistematica che permettono di valutare le prestazioni dei singoli riducendo al minimo gli elementi di impressionismo e di casualità..

Prove di produzione scritta

      La produzione scritta potrà essere verificata mediante:

                brevi descrizioni o narrazioni;

                brevi racconti e commenti a testi o ad attività;

                lettere formali o informali di carattere personale;

                ricodificazione da diagrammi o tabelle;

                brevi composizioni di carattere generale su traccia.

Prove di tipo integrato

      Le attività integrate potranno essere verificate con:

                trasposizione di conversazioni telefoniche in appunti e successivamente in messaggi articolati;

                compilazione di moduli;

                dettati;

                test di tipo <<cloze>>;

                riassunti a partire da testi orali e scritti, di carattere generale o specifico;

                trasformazione di testi (cambiando un elemento delle comunicazione: tempo, punto di vista, destinatario, intenzione comunicativa ecc.);

                riassunti di testi narrativi.

Prove di competenza linguistica

      Il possesso delle singole competenze linguistiche potrà essere verificato mediante:

completamento di frasi o testi sui vari aspetti linguistici (tempi verbali, connettori testuali, ecc.);

                trasformazione di frasi:

 

      La valutazione riguarda le varie abilità, singole o integrate, e la competenza linguistica. Pertanto sarà opportuno che ogni prova verifichi più di un’abilità e comprenda tipologie di attività diverse.

      La classificazione riguarderà per le classi terze sia l’orale sia lo scritto e nelle quarte e quinte solo l’orale; in entrambi i casi, si fonderà su almeno tre verifiche per quadrimestre o due per trimestre.

ECONOMIA INDUSTRIALE ED ELEMENTI DI DIRTTTO

FINALITÀ’

Le finalità dell'insegnamento consistono in:

      integrare ed arricchire le conoscenze giuridico-economiche già fornite nel biennio per guidare il giovane all'interpretazione del funzionamento del sistema economico industriale;

      affrontare le dinamiche che caratterizzano la gestione delle imprese sotto il profilo organizzativo ed economico.

OBIETTIVI DI APPRENDIMENTO

      A1 termine del corso 1'alunno dovrà essere in grado di:

l. cogliere la dimensione economica dei problemi;

2. comprendere le caratteristiche e le modalità di funzionamento del sistema bancario soprattutto per quanto concerne il funzionamento e i servizi alle imprese;

3. riconoscere i principali elementi che connotano il funzionamento dei mercati finanziari e degli scambi internazionali;

4. correlare gli aspetti giuridici od economici delle operazioni d'impresa specie riguardo all'assetto societario, ai più comuni contratti e ai rapporti di lavoro;

5. individuare le varie funzioni aziendali, il loro ruolo ~ la loro interdipendenza;

6. riconoscere i modelli di organizzazione aziendale descrivendone le caratteristiche e le problematiche;

7. identificare le correlazioni fra attività gestionale e ambiente in cui opera 1'impresa;8. identificare alcune fondamentali condizioni dell'equilibrio aziendale e le necessarie procedure di controllo;

9. risolvere problemi connessi con la determinazione e la ripartizione dei costi rispetto a differenti obiettivi;

10. documentare e comunicare efficacemente gli esiti del proprio lavoro;

11. comprendere la globalità delle problematiche produttive, gestionali e commerciali dell'impresa.

INDICAZIONI DIDATTICHE

      L'insegnamento di Economia Industriale e Elementi di Diritto può e deve concorrere a sviluppare le capacità di modellizzazione e rappresentare la realtà, di progettare e pianificare, di elaborare strategie per effettuare controlli e scelte.

      In specifico, si suggerisce di:

1. partire dall'osservazione diretta dei fenomeni (giuridici, economici, aziendali) per coglierne caratteristiche e processualità che costituiranno la base di successive generalizzazioni e sistematici inquadramenti;

2. ricorrere a casi tratti da realtà aziendali appartenenti al settore studiato nell'indirizzo;

3. sviluppare operatività facendo produrre documenti, svolgere procedure di calcolo, formulare piani;

4. evitare approcci prevalentemente basati su esposizioni teoriche e sulla ripetizione di concetti che verranno invece acquisiti attraverso 1'analisi di casi e la sollecitazione di processi induttivi;

5. contribuire alla realizzazione dell'area di progetto ricercando casi appropriati ed integrandosi con gli altri insegnamenti specie per quanto attiene metodi, strumenti e tempi.

Verifica e valutazione

      Sebbene questo insegnamento preveda solo la prova orale, si avrà cura di articolare le verifiche anche con il ricorso a testi strutturati o semistrutturati che, oltre ad essere abbastanza oggettivi, accrescono gli elementi di valutazione senza sottrarre molto tempo all'attività di apprendimento.

 

MATEMATICA

FINALITÀ

      Nel corso del triennio superiore 1'insegnamento della matematica prosegue ed amplia il processo di preparazione scientifica e culturale dei giovani già avviato nel biennio; concorre insieme alle altre discipline allo sviluppo dello spirito critico alla loro promozione umana e intellettuale.

      In questa fase della vita scolastica lo studio della matematica cura e sviluppa in particolare:

1. 1'acquisizione. Di conoscenze a livelli più elevati di astrazione e di formalizzazione;

2. la capacità di cogliere i caratteri distintivi dei vari linguaggi (storico-naturali, formali, artificiali);

3. la capacità di utilizzare metodi strumenti e modelli matematici in situazioni diverse;

4. 1'attitudine a riesaminare criticamente e a sistemare logicamente le conoscenze via via acquisite.

      L’insegnamento della matematica pur collegandosi con gli altri contesti disciplinari per assumere prospettive ed aspetti specifici conserva la propria autonomia epistemologica-metodologica e persegue quindi le stesse finalità.

OBIETTIVI DI APPRENDIMENTO

      Alla fine del triennio I' alunno dovrà possedere, sotto 1'aspetto concettuale, i contenuti prescrittivi previsti dal programma ed essere in grado di:

1.        Sviluppare dimostrazioni all’interno di sistemi assiomatici proposti o liberamente costruiti;

2.        operare con il simbolismo matematico riconoscendo le regole sintattiche di trasformazione di formule;

3.        utilizzare metodi e strumenti di natura probabilistica e inferenziale;

4.        affrontare situazioni problematiche di varia natura avvalendosi di modelli matematici atti alla loro rappresentazione;

5.        costruire procedure di risoluzione di un problema e, ove sia il caso, tradurle in programmi per il calcolatore;

6.        risolvere problemi geometrici nel piano per via sintetica o per via analitica;

7.        interpretare intuitivamente situazioni geometriche spaziali;

8.        applicare le regole della logica in campo matematico;

9.        riconoscere il contributo dato dalla matematica allo sviluppo delle scienze sperimentali;

10.     comprendere il rapporto tra scienza e tecnologia ed il valore delle più importanti applicazioni tecnologiche;

11.     inquadrare storicamente l’evoluzione delle idee matematiche fondamentali.

INDICAZIONI DIDATTICHE

      Nel ribadire le indicazioni didattiche suggerite nel programma per il biennio, si insiste sulla opportunità che 1'insegnamento sia condotto per problemi; dall'esame di una data situazione problematica 1'alunno sarà portato, prima a formulare una ipotesi di soluzione, poi a ricercare il procedimento risolutivo, mediante il ricorso alle conoscenze già acquisite, ed infine ad inserire il risultato ottenuto in un organico quadro teorico complessivo; un processo in cui 1'appello all'intuizione sarà via via ridotto per dare più spazio all'astrazione ed alla sistemazione razionale.

A conclusione degli studi secondari scaturirà così naturalmente nell’alunno l’esigenza della sistemazione assiomatica dei temi affrontati, della geometria come di altri contesti, sistemazione che lo porterà a recepire un procedimento che è diventato paradgmatico in qualsiasi ricerca ed in ogni ambito disciplinare.

       Si ricorda che il termine problema va inteso nella sua accezione più ampia, riferito cioè anche a questioni interne alla stessa matematica; in questa ipotesi potrà risultare didatticamente proficuo storicizzare la questione presentandola come una successione di tentativi portati a livelli di rigore e di attrazione sempre più spinti; sono stati a riguardo il processo che portò alle geometrie non euclidee e quello che sfociò nel campo integrale.

      In questo ordine di idee il docente, nel trattare i vari argomenti, sfrutterà anche ogni occasione per illustrare ed approfondire alcune questioni di epistemologia della matematica.

      L'insegnamento per problemi non esclude però che il docente faccia ricorso ad esercizi di tipo applicativo, sia per consolidare le nozione apprese dagli alunni, sia per fare acquisire loro una sicura padronanza del calcolo.

      È comunque opportuno che 1'uso dell'elaboratore elettronico sia via via potenziato utilizzando strumenti e metodi propri dell'informatica nei contesti matematici che vengono progressivamente sviluppati; mediante la visualizzazione di processi algoritmici non attuabile con elaborazione manuale, esso consente anche la verifica sperimentale di nozioni teoriche già apprese e rafforza a sua volta negli alunni 1'attitudine all'astrazione ed alla formalizzazione per altra via conseguita.

      Il docente terrà presenti le connessioni della matematica con le discipline tecniche dell'indirizzo e darà a ciascun argomento uno sviluppo adeguato alla sua importanza nel contesto di queste discipline.

      L'alunno sarà così dotato di rigorosi metodi di analisi, di capacità relative alla modellizzazione di situazioni anche complesse, di abilità connesse con il trattamento di dati, che lo metteranno in grado di effettuare in ogni occasione scelte consapevoli e razionali.

      Nel contesto di una ripartizione annuale i contenuti sono raggruppati per "temi": il docente avrà cura di predisporre il suo itinerario didattico in modo da mettere in luce analogie e connessioni tra argomenti appartenenti a temi diversi o i diversi aspetti di uno stesso argomento.

      Per la verifica si confermano i criteri generali suggeriti nel programma per il biennio: nelle verifiche scritte il docente porrà particolare attenzione agli aspetti progettuali.

 

MECCANICA E MACCHINE

FINALITÀ

      L’insegnamento di meccanica e macchine si propone di fornire agli allievi conoscenze fondamentali sulla dinamica dei sistemi meccanici, sui problemi termodinamici e sulle caratteristiche funzionali delle principali macchine a fluido, ponendoli in grado di valutare le problematiche relative.

      L’insegnamento di meccanica e macchine deve dunque promuovere negli allievi:

1.        la formazione di un’adeguata base tecnico-scientifica;

2.        l’acquisizione dei principi e dei concetti fondamentali della disciplina;

3.        le conoscenze indispensabili per poter affrontare, con la necessaria razionalità, lo studio delle materie tecnico-professionali specifiche dell’indirizzo.

OBIETTIVI DI APPRENDIMENTO

      Al termine del corso l’allievo dovrà dimostrare di:

1.        saper valutare i parametri di movimento di un corpo rigido prodotto da un sistema di forze agenti;

2.        conoscere la tipologia, le caratteristiche costrittive e funzionali dei sistemi di trasmissione del moto;

3.        possedere una buona conoscenza delle problematiche inerenti alle resistenze passive, alle sollecitazioni ed alla resistenza dei materiali;

4.        conoscere le problematiche connesse con la trasformazione e l’utilizzazione dell’energia;

5.        conoscere la costituzione schematica e comprendere la funzionalità di complessi meccanici  e degli elementi costituenti le macchine;

6.        possedere sufficienti capacità operative su potenze, rendimenti, bilanci energetici, consumi,

7.        essere in grado di adoperare i manuali tecnici e saper interpretare la documentazione tecnica del settore.

IINDICAZIONI DIDATTICHE

      I singoli argomenti saranno affrontati partendo da casi concreti, evidenziando progressivamente i contenuti concettuali e le analogie formali con fenomeni fisici di diversa natura e sottolineandone gli aspetti tecnici e applicativi.

      Per conseguire gli obiettivi che ci si propone, nell’ambito del tempo previsto,, si ritiene utile l’uso di audiovisivi e schermi grafici; si auspica anche l’uso del mezzo informatico utilizzando software didattico appropriato.

      Particolare cura sarà dedicata alla puntuale e corretta definizione delle unità di misura.

 

ELETTROTECNICA

FINALITÀ

      L’insegnamento di Elettrotecnica, formativo e propedeutico, deve fornire agli allievi essenziali strumenti di interpretazione e valutazione dei fenomeni elettrici, elettromagnetici ed elettromeccanici, e buona capacità di analisi di circuiti, apparecchi e macchine.

      A tal fine esso integra l’analisi funzionale nella rilevazione di laboratorio, riassumendo in un unico processo formativo l’elettrotecnica e le relative misure.

      Per l’indirizzo di Elettronica e Telecomunicazioni si evidenzia la necessità che gli allievi acquisiscano sicura cognizione degli ordini di grandezza e la capacità di identificare le caratteristiche funzionali delle principali macchine elettriche in relazione al loro impiego nelle applicazioni dell’indirizzo.

OBIETTIVI DI APPRENDIMENTO

      Al termine del corso l’allievo dovrà aver acquisito la capacità di:

1.        analizzare e dimensionare reti elettriche lineari e non lineari;

2.        conoscere i principi di funzionamento e le caratteristiche delle principali macchine elettriche in relazione al loro impiego;

3.        conoscere e saper utilizzare strumenti e metodi di misura delle grandezze elettriche;

4.        conoscere e saper applicare le norme di protezione e di prevenzione degli infortuni di natura elettrica;

5.        adoperare i manuali tecnici e interpretare la documentazione tecnica del settore.

INDICAZIONI DIDATTICHE

      Tutti gli argomenti previsti nel programma, la cui successione sarà determinata nel piano di lavoro dei docenti, devono essere proposti anche in termini operativi; appare quindi necessario che vengano acquisiti specifici strumenti conoscitivi sui metodi di misura e sulle tecniche di prova, con riferimento ai campi di applicazione.

      In occasione del rilievo di parametri o grandezze, saranno illustrate le tecniche di misura adottate e motivate le eventuali procedure normalizzate. Le intese fra i docenti dovranno individuare in quale disciplina sia più opportuno collocare lo studio specifico dei singoli strumenti.

      Particolare cura sarà dedicata alla puntuale e corretta definizione delle unità di misura.

      Si raccomanda di dare ampio spazio alla risoluzione di reti elettriche, anche di uso corrente nell’elettronica, facendo uso del metodo simbolico e dell’analisi grafica.

      Si ritiene utile il ricorso ad audiovisivi ed allo strumento informatico, utilizzando idoneo software didattico e applicativo.

ELETTRONICA

FINALITA’

      L’insegnamento di elettronica deve fornire una chiara panoramica delle funzioni di elaborazione dei segnali, digitali e analogici e della loro organizzazione in sistemi via via più complessi, oltre ad una capacità di realizzare tali funzioni con la componentistica più attuale realmente presente sul mercato. Il che include la capacità di seguire continuamente, con un’opera di ricerca autonoma, la varietà e l’evoluzione della realtà tecnologica, riconducendola nelle proprie abilità progettuali.

INDICAZIONI DIDATTICHE

      Il corso, anche se in parte propedeutico per altre discipline, ha però una sua completezza; E’ anche per questo che si consiglia di organizzare lo svolgimento, per quanto possibile, su di uno schema metodologico del tipo <<studio – progettazione – realizzazione – verifica – documentazione>> di piccoli progetti, finalizzati, però, non tanto all’acquisizione di abilità progettuali vere e proprie, quanto al corretto apprendimento della materia.

      A questo fine molta importanza va data all’attività di laboratorio con la quale, tra l’altro, l’allievo acquista gradatamente padronanza nell’uso della strumentazione, conoscenza dell’offerta del mercato della componentistica (in generale e nella realtà locale) e capacità di leggere ed utilizzare i dati tecnici associati ai componenti stessi.

      Per lo svolgimento del programma del terzo anno, dopo la fase introduttiva che consentirà di comprendere correttamente i principi fondamentali dell’elettronica integrata, si suggerisce di impiegare una metodologia non basata prevalentemente sull’analisi circuitale interna dei dispositivi integrati.

       Saranno tuttavia puntualizzati i problemi elettrici conseguenti ai collegamenti tra i componenti integrati, in modo da non conferire al corso un aspetto prevalentemente logico-matematico.

      Il programma del quarto anno, tipicamente rivolto all’elettronica lineare discreta ed integrata, di segnale e di potenza, ne estende lo studio anche al campo delle alte frequenze. Tenuto conto della notevole ampiezza del settore, sarà opportuno procedere individuando e puntualizzando, anche con esercizi ed esperimenti, esempi significativi, piuttosto che proponendo panoramiche omnicomprensive e non sufficientemente approfondite.

      Lo svolgimento del programma del quinto anno è orientato ai problemi di generazione e di conversione. Essi consentiranno, attraverso l’analisi dei componenti integrati, di sistematizzare le conoscenze circuitali e funzionali conseguite negli anni precedenti.

      Si faranno riflessioni sia nel dominio del tempo che nel dominio della frequenza e il dimensionamento sarà effettuato con dispositivi che realizzano funzioni limitate.

SISTEMI ELETTRONICI AUTOMATICI

FINALITA’

      Sistemi elettronici automatici è una disciplina tecnico scientifica principalmente mirata al conseguimento delle seguenti finalità:

1.        far acquisire un metodo di indagine ed un apparato concettuale, tipici della sistemistica, come un mezzo di interpretazione di diversi processi fisici e tecnologici;

2.        fornire agli studenti conoscenze e capacità specifiche tali da metterli in grado di intervenire nel settore degli automatismi.

OBIETTIVI DI APPRENDIMENTO

Al termine dell’anno scolastico l’allievo dovrà essere in grado di:

1.        analizzare processi prevalentemente di tipo fisico e dispositivi tecnici, impiegando concetti e strumenti di rappresentazione (grafi, schemi a blocchi, linguaggi) di tipo sistemistico;

2.        analizzare e progettare piccoli sistemi automatici o parte di essi, mediante l’uso delle tecnologie conosciute e caratteristiche dell’indirizzo;

3.        avere una visione sintetica della tipologia degli automatismi , sia dal punto di vista delle funzioni esercitate, sia dal punto di vista dei principi di funzionamento sui quali si basano.

INDICAZIONI DIDATTICHE

      La disciplina si affida ad un itinerario didattico che prevede simultaneamente ed in modo integrato:

                l’acquisizione di idee generali, teorie formali, metodi di analisi e di progetto derivati dalla teoria dei sistemi in generale e da quelli di controllo in particolare;

                l’acquisizione di conoscenze ed abilità di analisi, utilizzazione, progetto, relative a componenti ed apparati di controllo e misura di vario genere;

                l’applicazione, ma anche la rivisitazione ed il consolidamento, di leggi e modelli della scienza e specialmente della fisica.

       I tre aspetti no debbono essere oggetto di blocchi tematici separati, ma si deve tendere ad una integrazione reale  e costante. In particolare l’aspetto concettuale-sistemico e quello tecnologico debbono essere strettamente collegati evitando sia lunghe trattazioni teoriche e matematiche prive di riferimenti tecnologici, sia trattazioni di dettaglio degli aspetti tecnico-realizzativi senza riferimento al quadro concettuale sistemico.

      Il costante parallelismo fra questi due aspetti è messo in evidenza , nella stesura di questo programma, dalla collocazione su due colonne parallele.

La scelta degli esempi tecnologici

      Occorre precisare che la disciplina non può presentare un repertorio organico ed esaustivo di tecnologie ed applicazioni.

      E’ indispensabile scegliere e selezionare le tecniche, i componenti, gli apparati, i mezzi di lavoro specifici che si vogliono esplorare ed utilizzare. A questo proposito si tengano presenti le seguenti avvertenze.

      Ciò che è irrinunciabile è che tutti gli aspetti concettuali  vengano esplicitati e, anche se a posteriori rispetto alle attività degli studenti, ordinati e sistematizzati. Le tecniche  e gli oggetti specifici sono entro certi limiti da considerare solo esempi intercambiabili all’interno del quadro concettuale, per cui occorre privilegiare la scelta di quelli che presentano allo stato attuale dello sviluppo tecnologico un’importanza  particolare, avvertendo però esplicitamente gli studenti  che si tratta appunto di esempi, probabilmente destinati alla obsolescenza   e comunque rimpiazzabili con altri . Anche una semplice esplorazione di documenti tecnici  o di repertorrio di prodotti può bastare  per comprendere qual è l’importanza e la collocazione degli esempi scelti nel  panorama attuale.

      Nella maggioranza dei casi si debbono scegliere esempi di apparati non troppo complessi. Solo così, infatti, gli studenti possono intervenire direttamente mediante l’analisi ed il progetto. Occorre non dimenticare che lo scopo principale è l’acquisizione di concetti generali, elementi teorici e metodi di lavoro.

      Questo non toglie che attraverso la lettura di materiali di alta divulgazione e visite, non si possa anche acquisire un’idea corretta anche delle applicazioni più complesse.

     Sistemi automatici è una disciplina che postula una certa varietà delle discipline utilizzate. E’ naturale, però, che, quando si passa all’analisi ed al progetto, ricevano maggiore rilevanza le tecnologie caratteristiche dell’indirizzo.

      A questo proposito, anzi, occorre attingere largamente ad esempi forniti dalle altre discipline del corso. Si possono pensare forme di collaborazione fra insegnanti delle diverse discipline in modo, ad esempio, che già le impostazioni di misure su apparati  elettrici ed elettronici ed i risultati delle misure stesse costituiscano òla base per un ulteriore lavoro di analisi in Sistemi.

Il ruolo dell’informatica nel programma di sistemi

      L’informatica, per la disciplina Sistemi, è essenzialmente uno strumento di lavoro assai utile nel calcolo, nella simulazione e nella rappresentazione grafica. L’informatica è però anche una delle tecnologie di base dell’automazione e, quindi, come tale, oggetto di studio.

      In linea di principio gli aspetti informatici che devono essere studiati in Sistemi sono quelli più pertinenti ai problemi dell’automazione: sistemi operativi per la gestione di processi reali, interfaccia verso attuatori e trasduttori, programmazione a livello macchina, linguaggi e programmi speciali. Comunque un minimo di capacità di programmazione con linguaggi ad alto livello va raggiunta, se non già acquisita nel biennio.

      Tuttavia occorre fare largo uso di strumenti software di calcolo e simulazione, già pronti e di uso facilitato.

 La didattica

      L’integrazione tra i diversi aspetti di contenuto della disciplina si ottiene, in definitiva, mediante l’adozione di una didattica adeguata.

      Le lezioni frontali e le letture sono utili , sia per il trasferimento di alcune conoscenze preliminari indispensabili, sia per formalizzare e generalizzare quanto appreso nelle esperienze pratiche. Si deve, però, ricorrere ampiamente a metodi attivi di apprendimento. Lo studente deve essere messo di fronte a problemi non semplicemente applicativi di procedimenti già studiati, ma aperti, che implichino cioè un’attività  di chiarimento, analisi e scelta..

      Più specificatamente si proporranno, tra le altre, le seguenti attività:

                analisi di apparati e componenti reali, che comportino anche misure e raccolte di dati sperimentali, fino alla formulazione di modelli che ne spieghino il funzionamento e servano come base per la scelta ed il progetto.;

                studio delle proprietà dei modelli mediante la simulazione e gli strumenti di calcolo automatico;

                progettazione e realizzazione di semplici assetti sperimentali, mediante le tecnologie caratteristiche dell’indirizzo. Tali progettazioni, a differenza di quelle di T.D.P. si debbono limitare all’obiettivo di fare esplorare ed apprendere i concetti e le tecniche incontrate via via nello studio.

 

TELECOMUNICAZIONI

FINALITA’

      Lo studio di questa disciplina introduce gli studenti alle tecniche che stanno alla base dei moderni sistemi di telecomunicazione, caratterizzati da una notevole complessità. Occorre anche prestare attenzione ai riflessi profondi che la crescente diffusione di tali sistemi ha sulla cultura e l’organizzazione di tutta la società. L’insegnamento deve far emergere la tendenza di fondo del settore ad una integrazione, in grandi reti di telecomunicazione, di funzioni e servizi diversi (trasmissione di suoni, immagini, dati e teleinformatica).

      L’impiego di tecniche PCM e di protocolli standardizzati sta alla base di questa tendenza.

      La disciplina presenta due aspetti: uno relativo alle tecniche di trasmissione, con o senza modulazione, e l’altro relativo ai sistemi di telecomunicazione, con funzioni complesse che utilizzano le suddette tecniche. Questo secondo aspetto è quello più interessato alla interazione con << Sistemi elettronici automatici>> e con <<Tecnologie elettroniche Disegno e Progettazione>>.

OBIETTIVI

      Durante lo svolgimento del corso lo studente deve acquisire :

1.        conoscenze relative a specifiche tecniche di trasmissione con o senza modulazione;

2.        capacità di interpretare ed utilizzare norme relative a standards nazionali ed internazionali;

3.        conoscenze relative a singoli apparati;

4.        conoscenze relative a moderni sistemi complessi di telecomunicazione;

5.        padronanza nell’uso della strumentazione, nell’uso delle tecniche di misura adottate e nella motivazione delle eventuali procedure normalizzate.

INDICAZIONI DIDATTICHE

      Mentre le tecniche specifiche ed i singoli apparati possono essere analizzati e progettati con l’aiuto delle risorse interne alla scuola, per la conoscenza dei moderni sistemi complessi è auspicabile un costante rapporto con le società di produzione e di gestione e con i grandi utenti dei sistemi di telecomunicazione.

      Nel proporre le tecnologie e le soluzioni tecniche occorrerà fare riferimento alla normativa e ai problemi pratici relativi all’interpretazione e all’utilizzazione delle norme e degli standard nazionali ed internazionali.

      In occasione del rilievo e della misura di parametri o grandezze, dovranno essere appresi dagli allievi le tecniche adottate e motivate le eventuali procedure normalizzate.

      Le intese tra i docenti dovranno individuare in quale disciplina sia opportuno collocare lo studio dei singoli strumenti, dei quali si illustreranno criteri di scelta e principi di funzionamento.

      Tenuto conto dell’enorme sviluppo di questa disciplina, il programma del quinto anno è accompagnato da alcune raccomandazioni, utili sia per l’impostazione del corso che per una corretta gestione delle ore a disposizione.

 

TECNOLOGIE ELETTRONICHE DISEGNO E PROGETTAZIONE

FINALITA’

      Tecnologie elettroniche, Disegno e Progettazione (T.D.P.) è una disciplina di sintesi, principalmente mirata al conseguimento delle seguenti finalità:

1.        far acquisire, attraverso un’attività progettuale rivolta ad uno specifico ambito tecnologico, capacità generali di sintesi e di organizzazione;

2.        far acquisire, con un’impostazione didattica che procede per progetti, capacità di sistematizzazione delle conoscenze tecnologiche caratteristiche dell’indirizzo;

3.        fornire capacità specifiche di rivisitazione  e riorganizzazione di contenuti appresi in altre discipline, necessari per condurre in modo completo un progetto specifico.

 

OBIETTIVI DI APPRENDIMENTO

      Al termine del corso l’allievo, affrontando problemi di complessità crescente, dovrà acquisire conoscenze e  operatività specifiche connesse ai passi tipici della progettazione:

1.        posizione del problema e documentazione sull’oggetto del progetto;

2.        scelta di una possibile soluzione e individuazione delle componenti tecnologiche e degli strumenti operativi occorrenti;

3.        documentazione specifica su materiali e componenti ed organizzazione delle risorse disponibili e reperibili (con particolare riferimento agli aspetti tecnici ed economici);

4.        stesura di preventivi di massima;

5.        progetto esecutivo;

6.        realizzazione e collaudo;

7.        produzione di documentazione d’uso.

INDICAZIONI DIDATTICHE

Impostazione curricolare

      La disciplina si affida ad un itinerario didattico che prevede simultaneamente e in modo integrato:

                l’acquisizione di modi di procedere e di capacità organizzative generali, derivati dalle tecniche per la gestione progetti;

                l’acquisizione della capacità di apprendere e usare in modo integrato conoscenze relative ai diversi ambiti disciplinari, anche non tecnologici;

                l’acquisizione e il consolidamento di capacità di documentazione e di comunicazione del lavoro svolto.

      L’aspetto progettuale, l’acquisizione e l’uso di conoscenze pluridisciplinari e le fasi di documentazione e comunicazione non devono essere oggetto di blocchi tematici separati, ma si deve tendere ad una continua integrazione, evitando sia lunghe trattazioni autonome e astratte sulle metodologie di progettazione e sull’organizzazione delle attività, sia trattazioni di dettaglio relative a conoscenze particolari (linguistiche, economiche, scientifiche, tecnologiche) senza riferimento allo specifico contesto progettuale.

      La natura interdisciplinare di questo insegnamento richiede in particolare:

                specifico lavoro di coordinamento del consiglio di classe;

                attenta programmazione preventiva;

                continuo raccordo fra i docenti che conducono il progetto;

                ampia dotazione di documentazione tecnica, da utilizzare come fonte sia di conoscenza sia di valori e parametri di progetto;

                vigile attenzione del docente nel seguire e valutare la documentazione che gli allievi devono redigere per ogni progetto.

Ruolo del disegno e dell’informatica nell’insegnamento di T.D.P.

      Disegno e informatica, intesi come strumenti di lavoro, utili nel calcolo, nella simulazione e nella documentazione, trovano nel computer e nel software applicativo i supporti di impiego prevalente.

      Gli aspetti che devono essere proposti nel corso di T.D.P. riguardano soprattutto tutte le fasi di documentazione sia scritta che grafica; in tal senso saranno affrontati e usati in tutto l’arco del triennio e in ciascun progetto. Un discorso a parte vale invece per la programmazione a livello macchina e con linguaggi speciali (ad esempio per microprocessori o PLC) da intendere soprattutto come componente tecnologico <<immateriale>>, la cui conoscenza può essere fornita o ripuntualizzata quando un progetto ne richiede l'uso.

Didattica

      L’acquisizione di capacità organizzative e di documentazione e l’integrazione tra conoscenze pluridisciplinari richiedono una didattica adeguata.

      Possono essere utili le lezioni frontali e le letture, sia per il trasferimento di alcune conoscenze preliminari indispensabili, sia per formalizzare e generalizzare quanto appreso durante lo svolgimento del progetto. E’ bene però ricorrere ampiamente a metodi attivi di apprendimento; piuttosto che di fronte a problemi applicativi, bisogna che lo studenti sia messo di fronte a problemi aperti, in modo da stimolare la scelta e la puntualizzazione di obiettivi , di procedimenti o di mezzi.

      L’attività di progettazione si deve avvalere di numerosi supporti didattici:

·         il laboratorio, organizzato in modo flessibile, dovrà disporre di letteratura tecnica del settore, di manuali per la normativa vigente (in particolare CEI) che dovrà essere rigorosamente rispettata, di listini e di specifiche di prestazione dei componenti, di componenti, di strumenti adeguati alle diverse fasi della progettazione, dall’analisi del problema alla stesura della documentazione d’uso.

·         Brevi unità didattiche e schede di documentazione, non necessariamente organizzate o discusse nelle ore di T.D.P., consentiranno di introdurre, richiamare e puntualizzare le conoscenze pluridisciplinari necessarie per la conduzione del progetto.

·         Conferenze, visite ad aziende e letture di approfondimento consentiranno allo studente di completare la preparazione, inquadrando l’attività strettamente scolastica in una visione più sistematica dei problemi tecnologici e tecno-economici.

 

EDUCAZIONE FISICA

FINALITÀ

      L'insegnamento di educazione fisica si propone le seguenti finalità:

1. L'acquisizione del valore della corporeità, attraverso esperienze di attività motorie e sportive, di espressione e di relazione, in funzione della formazione di una personalità equilibrata e stabile.

2. Il consolidamento di una cultura motoria e sportiva quale costume di vita, intesa anche come capacità di realizzare attività finalizzate e di valutarne i risultati e di individuarne i nessi pluridisciplinari.

3. II raggiungimento del completo sviluppo corporeo e motorio della persona attraverso 1'affinamento della capacità di utilizzare le qualità fisiche e le funzioni neuro-muscolari.

4. L'approfondimento operativo e teorico di attività motorie e sportive che, dando spazio anche alle attitudini e propensioni personali, favorisca 1'acquisizione di capacità trasferibili all'esterno della scuola (lavoro, tempo libero, salute).

5. L'arricchimento della coscienza sociale attraverso la consapevolezza di sé e 1'acquisizione della capacità critica nei riguardi del linguaggio del corpo e dello sport.

      Il programma di Educazione Fisica del triennio della scuola secondaria di secondo grado è la prosecuzione e 1'evoluzione del programma del biennio precedente.

      Esso rappresenta la conclusione di un percorso che mira al completamento della strutturazione della persona e della definizione della personalità per un consapevole inserimento nella società.

      Le finalità indicate, coerenti con quelle generali della scuola, definiscono 1'ambito operativo specifico dell'Educazione Fisica.

      Il ruolo prioritario viene dato all'acquisizione del valore della corporeità che, punto nodale dell'intervento educativo, è fattore unificante della persona e quindi di aiuto al superamento dei disagi tipici dell'età giovanile che possono produrre comportamenti devianti.

      Solo in questo quadro sarà possibile comprendere in modo corretto la valenza delle altre finalità.

      Infatti esse, nell'ordine, mirano a rendere la persona capace in modo consapevole di affrontare, analizzare e controllare situazioni problematiche personali e sociali; di utilizzare pienamente le proprie qualità fisiche e neuromuscolari; di raggiungere una plasticità neuronale che consenta di trasferire in situazioni diverse le capacità acquisite, determinando le condizioni per una migliore qualità della vita.

       L'insegnamento dell'educazione fisica, inoltre, deve guidare lo studente a comprendere il ruolo dei corpo in ambito sociale, per riconoscerne la valenza sia a livello personale sia a livello comunicativo come avviene in campo sportivo e nel linguaggio del corpo.

OBIETTIVI DI APPRENDIMENTO

      Lo studente, al termine del triennio, deve dimostrare di:

l. essere consapevole del percorso effettuato per conseguire il miglioramento delle capacità di:

1.l compiere attività di resistenza, forza, velocità e articolarità,

1.2 coordinare azioni efficaci in situazioni complesse,

2. di essere in grado di:

2.1 utilizzare le qualità fisiche e neuro-muscolari in modo adeguato alle diverse esperienze e ai vari contenuti tecnici,

2.2 applicare operativamente le conoscenze delle metodiche inerenti al mantenimento della salute dinamica,

2.3 praticare almeno due degli sport programmati nei ruoli congeniali alle proprie attitudini e propensioni,

2.4 praticare attività simbolico-espressive e approfondirne gli aspetti culturali;

2.5 praticare in modo consapevole attività motorie tipiche dell'ambiente naturale secondo tecniche appropriate dove è possibile;

2.6 organizzare e realizzare progetti operativi finalizzati,

2.7 mettere in pratica le norme di comportamento ai fini della prevenzione degli infortuni,

3. conoscere:

3.1 le caratteristiche tecnico-tattiche e metodologiche degli sport praticati,

3.2 i comportamenti efficaci ed adeguati da adottare in caso di infortuni.

INDICAZIONI DIDATTICHE

      La fase conclusiva dell'adolescenza e 1'inizio della giovinezza sono caratterizzate da un graduale rallentamento processi evolutivi, fino alla loro stabilizzazione.

      Tale periodo di relativa tranquillità si accompagna normalmente ad un certo equilibrio psicofisico che favorisce nel giovane manifestazioni motorie più controllate ed armoniche e lo aiuta a procedere da modelli relazionali di adesione incondizionata al gruppo verso scelte autonome e più personali.

      Inoltre, essendo questo stadio dello sviluppo caratterizzato anche dal prevalere di diversità individuali e della differenziazione psicologica e morfo-funzionale tra i due sessi, dovrà porsi particolare attenzione in fase di , programmazione, all'adeguamento degli itinerari didattici alle caratterizzazioni individuali.

      Gli obiettivi. solo in quanto sostanziati dalla continua richiesta della consapevolezza e finalizzazione dei procedimenti didattici - aspetti che rappresentano 1'evoluzione qualitativa dell'insegnamento dell'educazione fisica per il triennio secondario superiore - consentono il raggiungimento delle finalità indicate. Essi devono essere considerati non come frammentazione delle attività e dei processi loro connessi, ma come traguardi da raggiungere attraverso attività motorie e sportive compiutamente realizzate e con iniziative di tipo interdisciplinare.

      Le caratteristiche, dunque, delle finalità e degli obiettivi richiedono una metodologia basata sull'organizzazione di attività in "situazione", sulla continua indagine e sull'individuazione e autonoma correzione dell’errore. Tale metodologia consentirà di creare i presupposti della plasticità neuronale e della trasferibilità delle abilità e competenze acquisite ad altre situazioni ed ambiti.

      Conseguentemente ciascuna attività, deve tener conto, nella sua organizzazione e realizzazione della necessità di dare spazio ad una serie di varianti operative e al contributo creativo e di elaborazione che ciascuno degli studenti può apportare.

      Al fine di far conseguire allo studente la capacità di organizzare progetti autonomi, utilizzabili anche dopo la conclusione degli studi secondari, sono opportune forme di coinvolgimento attivo dello stesso nelle varie fasi dell'organizzazione dell'attività dalla progettazione alla realizzazione dei percorsi operativi e metodologici da adottare.

      L'accertamento della situazione iniziale dello studente consente di programmare in modo efficace 1'azione educativa e didattica: Tale programmazione deve tener conto della necessità di riferirsi, per quanto è possibile, ad obiettivi tassonomizzati ed a contenuti da utilizzare in modo processuale, in vista di una corretta valutazione finale dell'intero iter educativo.

      La valutazione dello studente deve consentire di apprezzare sia la capacità esecutiva delle varie attività sia la conoscenza teorica e scientifica della disciplina e dei processi metodologici utilizzati, mediante verifiche costituite da prove pratiche, questionari scritti e prove orali.

FRANCESCO NIGRO, direttoree

FRANCESCO NOCITA, redattore

ALFONSO ANDRIANI, vice redattore


(7651391) Roma - Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato - S.