INDIRIZZO PER LA MECCANICA
OBIETTIVI CURRICOLARI E PROFILO PROFESSIONALE DEL PERITO INDUSTRIALE PER LA MECCANICA
Obiettivo
del nuovo curricolo è quello di definire una figura professionale capace di inserirsi in realtà produttive molto
differenziate e caratterizzate da
rapida evoluzione, sia dal punto di vista tecnologico, sia da quello
dell'organizzazione del lavoro.
Le
caratteristiche generali di tale figura sono le seguenti: versatilità e propensione culturale al
continuo aggiornamento, ampio ventaglio di competenze nonché capacità di orientamento
di fronte a problemi nuovi e di adattamento alla evoluzione della professione,
capacità di cogliere la dimensione economica dei problemi.
Nel settore meccanico, l'obiettivo si specifica nella
formazione di una accentuata attitudine ad affrontare i
problemi in termini sistematici, basata su
essenziali e aggiornate conoscenze delle discipline di indirizzo, integrate da organica preparazione scientifica nell'ambito tecnologico e
da capacità valutative delle strutture economiche della società attuale, con particolare riferimento alle
realtà aziendali.
Per tali realtà, il perito industriale per la meccanica, nell'ambito
del proprio livello operativo, deve:
a)
conoscere i principi fondamentali di tutte
le discipline necessarie per una formazione di base nel settore meccanico ed in
particolare:
delle caratteristiche di impiego, dei
processi di lavorazione e del controllo di qualità dei materiali;
delle caratteristiche funzionali e di
impiego delle macchine utensili;
della organizzazione e gestione della produzione industriale;
dei
principi di funzionamento delle macchine a fluido;
delle norme
antinfortunistiche e di sicurezza del lavoro:
b) avere acquisito sufficienti capacità per affrontare situazioni
problematiche in termini sistemici, scegliendo in modo flessibile le strategie
di soluzione, in particolare, deve avere capacità:
linguistico - espressive e logico - matematiche;
di lettura ed
interpretazione di schemi funzionali e disegni di impianti industriali;
di proporzionamento degli organi meccanici;
di scelta delle macchine, degli impianti e delle attrezzature;
di utilizzo degli strumenti informatici per la progettazione, la
lavorazione, la movimentazione,
di uso delle tecnologie informatiche per partecipare alla gestione ed al
controllo del processo industriale.
II perito industriale per la meccanica deve, pertanto, essere in grado
eli svolgere mansioni relative a:
fabbricazione e montaggio di componenti meccanici, con elaborazione di
cicli di lavorazione;
programmazione, avanzamento e controllo, della produzione nonché
all'analisi ed alla valutazione, dei costi;
dimensionamento, installazione e gestione di semplici impianti
industriali;
progetto di
elementi e semplici gruppi meccanici;
controllo e collaudo dei materiali, dei semilavorati e
dei prodotti finiti;
utilizzazione di impianti e sistemi automatizzati di
movimentazione e di produzione;
sistemi informatici per la progettazione e la produzione
meccanica;
sviluppo di programmi esecutivi per macchine utensili e
centri di lavorazione CNC;
controllo e messa a punto di impianti, macchinari nonché
dei relativi programmi e servizi di manutenzione;
sicurezza del
lavoro e tutela dell'ambiente.
INNOVAZIONI CURRICOLARI
Le più evidenti
innovazioni del curricolo, il quale sostituisce i piani
di studio previsti nel D.P.R. 30
settembre 1961, n°1222 per gli indirizzi
«Meccanica», «Industrie Metalmeccaniche» e «Meccanica di Precisione», sono:
·
l'introduzione della materia «Sistemi ed
automazione industriale», cui vengono affidati i compiti sia di fornire o
puntualizzare conoscenze di fisica applicata e di informatica, sia di
realizzare una sintesi tra le conoscenze
acquisite durante l'intero corso di studi, anche mediante una continuo
collegamento con altre discipline;
·
l'inserimento al 3°, 4° e 5° anno di Disegno,
Progettazione ed Organizzazione industriale, nuova disciplina nella quale gli
aspetti tecnici relativi alla fabbricazione, alla scelta delle macchine e delle
attrezzature occorrenti, ai cicli ecc., vengono integrati con quelli essenziali
dell'organizzazione e dell'economia della produzione industriale;
·
l'ampliamento degli spazi orari destinali a
Matematica, Lingua straniera ed Economia (presenti fino all’ultimo anno),
ritenuto essenziale per l'espletamento della loro potenzialità di formazione
globale, anche in relazione al livello, di professionalità che si intende realizzare;
·
l’inserimento delle esercitazioni grafiche
nell’ambito dell'insegnamento ;della Tecnologia meccanica in quanto il superamento delle tradizionali barriere tra
«sapere» e «saper fare», dovuto alle nuove tecnologie, che si fondano su
rigorosi principi scientifici, richiede una connessione sempre più stretta tra
insegnamento dei principi teorici compresi nel programma di Tecnologia
meccanica e conseguenti applicazioni pratiche previste dal programma di Reparti
di Lavorazioni meccaniche;
·
l’introduzione dell’«Area di progetto» per
l'attuazione nell'ambito della programmazione didattica di progetti
multidisciplinari, con il coinvolgimento di
alcune o di tutte le discipline, utilizzando una parte del monte ore
annuo delle lezioni, da definire insieme ai temi da sviluppare.
I programmi di insegnamento sono formulati in termini sintetici, nel rispetto del margine di scelta indispensabile
per la programmazione autonoma da parte delle singole scuole. Questa
impostazione risponde, peraltro,
all’esigenza di adeguare l'insegnamento al progresso scientifico e tecnologico, particolarmente rapido nel
settore. Solo in alcuni casi, relativi a materie nuove o
profondamente rinnovate, si è preferito elencare con maggiore dettaglio i
contenuti e fornire indicazioni metodologiche
piuttosto estese.
È comunque indispensabile che tali
insegnamenti si sviluppino attraverso
un alternarsi coordinato di informazione ed applicazione, di ricerca
sperimentale e sistematizzazione.
Fondamentale si ritiene anche il
coordinamento nell'accertamento delle conoscenze e
delle capacità operative acquisite, per cui è necessario, oltre alle verifiche
per singola materia, organizzare prove pluridisciplinari e
interdisciplinari, in tutto l'arco del
triennio.
È essenziale per ciascun insegnante l'attenta lettura di
questa premessa e delle indicazioni relative
ai programmi di tutte le discipline, non solo della propria.
|
DISCIPLINE DEL PIANO DI STUDI |
CLASSI DI CONCORSO |
ORE SETTIMANALI PER ANNO DI CORSO |
PROVE DÌ ESAME (a) |
||
|
3a |
4a |
5a |
|||
|
Lingua e Lettere italiane |
LXVI |
3 |
3 |
3 |
S.O. |
|
Storia |
LXVI |
2 |
2 |
2 |
O. |
|
Lingua straniera |
LXII |
3 |
3 |
2 |
S.O. (b) |
|
Economia industriale ed Elementi di Diritto |
XXV |
— |
2 |
2 |
O. |
|
Matematica |
LXIII – (XXXIV/C) |
4 (1) |
3 (1) |
3(1) |
S.O. |
|
Meccanica applicata e Macchine a fluido |
LXXV – (XXXIV/C) |
6 |
5 (4) |
5 |
S.O. (c) |
|
Tecnologia meccanica ed Esercitazioni |
CII – (XXXIV/C) |
5 (5) |
6 (6) |
6(6) |
O.P. |
|
Disegno, Progettazione ed Organizzazione industriale |
CII – (XXXIV/C) |
4 |
5 (3) |
6 |
S/G.O. (c) |
|
Sistemi ed Automazione industriale |
CII-LXXV - (XXXI V/C) |
6 (3) |
4 (3) |
4(3) |
O.P. |
|
Educazione fisica |
XXXV |
2 |
2 |
2 |
P.O. |
|
Religione/Attività alternative |
– |
1 |
1 |
1 |
— |
|
Arca di progetto * * * * * |
|||||
|
Totale ore settimanali |
|
36 (9) |
36 (10) (4) (3) |
36 (10) |
|
(a) S. = scritta: O. = orale;
S/G. = scritta/grafica;
P. = pratica.
(b)
Nel quarto e quinto anno la prova è solo orale.
(c) Le ore di comprenza con il docente tecnico pratico (indicate tra parentesi) saranno ripartite rispettivamente tra 3° e4° anno per «Meccanica applicata e Macchine a fluido» e tra il 4° e 5° anno per «Disegno, Progettazione ed Organizzazione industriate» nell'ambito della programmazione annuale, in base alle specifiche esigenze didattiche, con delibera del Consiglio di classe ratificata del Collegio dei docenti.
* All'area di progetto, che rappresenta un
indispensabile momento di sintesi da realizzarsi con una attività progettuale
interdisciplinare, deve essere destinato
un numero di ore non superiore al 10% del monte ore annuo delle discipline
coinvolte in questa attività.
|
CLASSI DI CONCORSO |
DISCIPLINE DEL. PIANO DI STUDI |
CLASSI DI INSEGNAMENTO |
ORE |
|
LXVI/A |
Lingua e Lettere italiane - Storia |
Nella III, IV e V classe di un corso |
15 |
|
LXII/A |
Lingua straniera |
Nella III, IV e V classe di due corsi |
16 |
|
XXV/A |
Economia industriale ed elementi di Diritto |
Nella IV e V classe di quattro corsi |
16 |
|
LXIII/A |
Matematica |
Nelle classi III, IV e V di un corso e in due classi di altro corso |
17 o 16 |
|
LXXV/A |
Meccanica applicata e Macchine a fluido |
Nella III, IV e V classe di un corso |
16 |
|
CII/A |
Tecnologia meccanica ed Esercitazioni |
Nella III, IV e V classe di un corso |
17 |
|
CII/A |
Disegno, Progettazione ed Organizzazione Industriale |
Nella III, IV e V classe di un corso |
15 (*) |
|
CII/A o LXXV/A |
Sistemi ed Automazione industriale |
Nella III, IV e V classe di un corso |
14 (*) |
|
XXXV/A |
Educazione fisica |
Nelle classi III, IV e V di tre corsi |
18 |
(*) II docente al quale è affidata la cattedra completerà l'orario in attività di organizzazione didattica nell'ambito dell'area di progetto.
Ore disponibili per ogni corso ai fini della costituzione dei posti di insegnamento tecnico pratico
|
XXXIV/C |
Labor. Matematica Labor. Meccanica applicata e Macchine a fluido Labor. Tecnologia meccanica "Labor. Disegno, Progettazione ed Organizzazione industriale Labor. Sistemi ed Automazione industriale |
Nelle classi III, IV e V 3 Nelle classi III, e IV 4 Nelle classi III, IV e V 17 Nelle classi IV e V 3 Nelle classi IV e V 9 |
36 |
AREA DI PROGETTO
Il
principio della unitarietà del sapere o del processo di educazione e formazione
culturale deve trovare una sua esplicita e specifica affermazione a volte nella
attuazione di un'area di progetto che conduca al coinvolgimento ed alla
concreta collaborazione fra docenti di tutte le discipline.
A
questo fine, al di là di iniziative più limitate, realizzate autonomamente da
gruppi di; docenti, occorre che nel corso del triennio siano attuati
progetti di ricerca multidisciplinare, di ampiezza e durata variabile.
L'area
di progetto è dunque un modello di articolazione - culturale ricavato dal monte
ore annuo delle lezioni che non altera
né il quadro orario né la composizione delle cattedre e delle classi.
All'area
di progetto sarà dedicato un numero di ore non superiore al 10% del monte ore
annuo delle discipline coinvolte in questa attività: Da questo 10% sono escluse
le ore indicate come attività extrascolastica (visite guidate, stages, campi
scuola, etc...).
L'area
di progetto si propone di:
favorire
l'apprendimento di strategie. cognitive mirate a comprendere come si formano ed
evolvono le conoscenze;
far
cogliere all'alunno le relazioni esistenti tra l'«astratto» e il «concreto»;
sollecitare
l'alunno ad affrontare nuovi problemi con spirito di autonomia e creatività;
promuovere nell'alunno atteggiamenti che favoriscano la socializzazione, il
.confronto delle idee, la tolleranza verso la critica esterna e l'insuccesso,
la revisione critica del proprio giudizio, la modifica della propria condotta
di fronte a prove ed argomenti convincenti;
favorire
il confronto tra la realtà scolastica e la realtà di lavoro, con particolare
riferimento a quelle presenti sul territorio.
I
problemi dell'area di progetto dovranno tener conto di diversi aspetti:
conoscitivo, applicativo, tecnologico, informatico, economico, organizzativo e
di documentazione. Tali problemi, significativi rispetto all'area di indirizzo,
devono basarsi su un consistente nucleo di attività operative e realizzative.
L'area
di progetto deve essere realizzata durante l'intero corso di studio. L'attività
inizierà, nell'ambito della programmazione didattica, con una riunione del
Consiglio di classe dedicata alla definizione preliminare di progetti sulla
base delle proposte espresse dai vari docenti e degli interessi manifestati
dagli allievi.
Ogni
progetto deve essere sottoposto ad analisi di fattibilità per mettere in luce
la natura e l'ampiezza delle competenze e delle risorse materiali necessarie
alla sua realizzazione. È importante che questa fase si sviluppi con molto
anticipo rispetto all'attuazione del progetto, in modo da garantire per tempo il reperimento delle risorse.
Nello
studio di fattibilità dovranno essere definite:
le
competenze necessarie per affrontare i molteplici
aspetti dei progetti;
i
compiti da affidare agli insegnanti ed eventualmente ad esperti esterni;
le
modalità ed i tempi di attuazione;
le
modalità di verifica e di comunicazione dei risultati.
La
realizzazione dell'area di progetto si sviluppa normalmente attraverso alcune
fasi che si possono cosi distinguere:
1'analisi
della situazione o del problema che il progetto intende affrontare;
la
formulazione dell'ipotesi di lavoro;
l'attuazione
del progetto;
la
verifica e la documentazione dei risultati.
Si
possono ipotizzare progetti ai quali lavorano intere classi, eventualmente con
divisione in sottoprogetti, oppure si possono dividere le classi in più gruppi
ciascuno con un proprio progetto.
Non
si esclude che un progetto possa avere durata pluriennale né che, le classi di
scuole diverse collaborino alla realizzazione di uno stesso progetto.
In
particolare, per ogni progetto, saranno definiti il periodo di svolgimento, le
ore ad esso destinate, la loro distribuzione settimanale e la loro ripartizione
fra le varie discipline.
Il
Preside, su designazione del Consiglio o dei Consigli di classe, nomina, di
volta in volta un coordinatore di area di progetto.
La
valutazione degli studenti relativamente all'attività dell'area di progetto
contribuisce alla formulazione dei giudizi periodici e finali di ciascuna
disciplina e complessivi, secondo modalità decise dai Consigli di classe. Di
tali giudizi si dovrà tener conto in sede di esami di maturità.
Nei
curricoli che comprendono discipline caratterizzate specificatamente da
attività progettuali - come in quello dell’indirizzo per la Meccanica - , il
già previsto coinvolgimento delle singole materie deve trovare una più incisiva
collocazione sulla base delle finalità generali dell'area di progetto qui definita, con particolare riferimento alla
programmazione del Consiglio di classe.
LINGUA E LETTERE ITALIANE
Per
l'insegnamento della lingua e della letteratura italiana nel triennio, il
docente, nelle tre ore settimanali di lezione a sua disposizione, dovrà
adottare quei percorsi programmatici e quelle metodologie che meglio giovino a
rafforzare negli allievi la padronanza del mezzo linguistico e la conoscenza
sufficientemente articolata del panorama storico - letterario, ricorrendo ad
essenziali ed insostituibili letture di testi di grandi autori, tali da
suscitare interesse ad ulteriori approfondimenti.
Permane
la necessità di proseguire anche in questa fascia scolastica, secondo precise
linee programmatiche, obiettivi di consolidamento e avanzamento nel campo delle
competenze e delle conoscenze linguistiche generali.
FINALITÀ
Finalità
della disciplina, che emergono specificamente nel triennio, sono:
1.
la consapevolezza della specificità e complessità del fenomeno letterario, come
espressione della civiltà e, in connessione con le altre manifestazioni
artistiche, come forma di conoscenza del reale, anche attraverso le vie del
simbolico e dell’immaginario;
2.
la conoscenza diretta dei testi sicuramente rappresentativi del patrimonio
letterario italiano, considerato nella sua articolata varietà interna, nel suo
storico costituirsi e nelle sue relazioni con altre letterature, soprattutto
europee;
3.
la padronanza del mezzo linguistico nella ricezione e nella produzione, orali e
scritte, commisurate alla necessità di dominarne anche gli usi complessi e
formali che caratterizzano i livelli avanzati del sapere nei più diversi campi;
4.
la consapevolezza dello spessore storico e culturale della lingua italiana.
OBIETTIVI DI
APPRENDIMENTO
Gli
obiettivi da perseguire nel triennio si pongono in linea di continuità con
quelli raggiunti nel biennio, rispetto ai quali si caratterizzano per i livelli
di maggiore complessità e di più ampia articolazione riguardo sia allo sviluppo
delle capacità sia all'acquisizione delle conoscenze.
Essi
fanno riferimento a tre settori;
a)
analisi e contestualizzazione dei testi;
b)
riflessione sulla letteratura e sua prospettiva storica;
c)
competenze e conoscenze linguistiche.
Tale
suddivisione non costituisce ordine di priorità, né per l'importanza né per
propedeuticità, in quanto tutti gli obiettivi sono strettamente connessi tra
loro e vanno tenuti contestualmente presenti nel corso dei tre anni.
L'indicazione
dei traguardi va riferita alla conclusione del percorso triennale. Il loro raggiungimento
sarà graduale, attraverso il variare dei contenuti trattati e delle attività
didattiche proposte.
a) Analisi e contestualizzazione dei
testi.
Lo
studente dovrà essere in grado di analizzare e interpretare i testi letterari,
dimostrando di saper;
1.
condurre una lettura diretta del testo, come prima forma di interpretazione del
suo significato;
2.
collocare il lesto in un quadro di confronti e relazioni riguardanti: le
tradizioni dei codici formali e le “istituzioni letterarie”; altre opere dello
stesso o di altri autori, coevi o di altre epoche; altre espressioni artistiche
e culturali; il più generale contesto storico del tempo;
3.
mettere in rapporto il testo con le proprie esperienze e la propria sensibilità
e formulare un proprio motivato giudizio critico.
b) Riflessione sulla letteratura e
sua prospettiva storica.
Lo
studente dovrà dimostrare di:
4.
riconoscere, in una generale tipologia dei testi, i caratteri specifici del
testo letterario e la sua fondamentale polisemia, che lo rende oggetto di
molteplici ipotesi interpretative e di continue riproposte nel tempo;
5.
riconoscere gli elementi che nelle diverse realtà storiche, entrano in
relazione a determinare il fenomeno letterario;
6.
conoscere ed utilizzare i metodi e gli strumenti fondamentali per
l'interpretazione delle opere letterarie;
7.
saper cogliere, attraverso la conoscenza degli autori e dei testi più
rappresentativi, le linee fondamentali della prospettiva storica nelle
tradizioni letterarie italiane.
c) Competenze e conoscenze
linguistiche. Lo studente dovrà essere in grado di:
8.
eseguire il discorso orale in forma grammaticalmente corretta, prosodicamente
efficace e priva di stereotipi;
9.
affrontare, come lettore autonomo e consapevole, testi di vario genere,
utilizzando le diverse tecniche di lettura (esplorativa, estensiva, di studio)
in relazione ai diversi scopi per cui si legge;
10.
produrre testi scritti di diverso tipo, rispondenti alle diverse funzioni,
disponendo di adeguate tecniche compositive e sapendo padroneggiare anche il
registro formale e i linguaggi specifici;
11.
saper oggettivare e descrivere le strutture della lingua e i fenomeni
linguistici, mettendoli in rapporto anche con i processi culturali e storici
della realtà italiana, con le altre tradizioni linguistiche e culturali e con
gli aspetti generali della civiltà odierna.
CONTENUTI
TERZO, QUANTO E
QUINTO ANNO
[3, 3 e 3 ore]
I
contenuti della disciplina sono individuati su due versanti letterario e linguistico distinti solo per
chiarezza espositiva. in quanto esiste tra essi, in molte fasi dell'operare
didattico, una stretta connessione.
A.
Versante letterario.
Oggetto
dello studio letterario è il patrimonio della letteratura italiana, nella
visione e cognizione che di esso ci offrono la ricerca scientifica e il
dibattito critico più aggiornati.
Sono
contenuti di apprendimento sia la conoscenza di autori e opere, sia più
generali conoscenze relative al fenomeno letterario nel suo storico costituirsi
e all'attività critica che lo affianca.
1. Autori e opere
La
vastità del patrimonio letterario italiano e la pluralità e l'ampiezza degli
obiettivi e di conoscenza connessi con lo studio di esso impongono che si dia
ordine e dimensione ai contenuti. Tra questi è indispensabile compiere delle
scelte, le quali devono in ogni caso rispondere a criteri di importanza e di
organicità e richiedono perciò la costruzione di percorsi di studio.
Tale
costruzione è affidata alla programmazione del docente, il quale trova spazi di
libertà nell'organizzare il disegno complessivo, nel dosare le preferenze per
temi e filoni della produzione letteraria e nell’individuare in dettaglio gli
autori e i testi sui quali si fonda il proprio progetto. In tale disegno devono
comunque trovare posto i testi fondamentali della nostra letteratura, i quali
costituiscono un patrimonio consolidato di cui va assicurata la conoscenza
nelle nuove generazioni. Accanto ad essi, altri testi, di autori italiani e
stranieri, dovranno essere presenti per dare consistenza e sviluppo agli
itinerari prescelti.
Per
le epoche fino all'inizio del Novecento i percorsi devono comprendere opere da
leggere per parti significative e dove possibile per intero di Dante, Petrarca,
Boccaccio, Machiavelli, Guicciardini, Ariosto, Tasso, Galilei, Goldoni,
Alfieri, Parini, Foscolo, Leopardi, Manzoni, Carducci, Pascoli, D'Annunzio,
Verga, Pirandello, Svevo.
Alla
Divina Commedia, per il suo valore
fondante nella tradizione letteraria italiana, e per la sua influenza
sull'intera cultura occidentale, va assicurata una presenza rilevante nel corso
di tutto il triennio. Nel primo anno deve compiersi lo studio di una congrua e
organica scelta di canti, tratti dall'intera opera e da leggersi integralmente.
La lettura del poema dovrà essere ripresa e arricchita negli anni successivi
all'interno dei percorsi programmati. Complessivamente dovranno essere letti non
meno di venti canti.
Per l'epoca
successiva all'inizio del Novecento, alla quale bisogna riservare pari attenzione,
non vengono specificali nomi e filoni della nostra letteratura, ma devono
essere prese in considerazione sempre mediante una conoscenza diretta dei
testi, le espressioni salienti ed altre che con esse meglio documentano le
profonde e varie tendenze innovative, in
particolare la ricerca di nuovi linguaggi poetici e di nuove tipologie
narrative e teatrali.
Nel complesso delle attività di studio si colloca anche la lettura individuale, da parte dello studente, di opere intere. A tal fine lo studente sceglierà per ciascun anno tre opere in una lista, predisposta dal docente, che comprenda testi di narrativa, poesia, teatro, saggistica, a preferenza di autori moderni, con significativa presenza di quelli stranieri.
2) Conoscenze generali e inquadramento
storico
Sono
contenuti della riflessione sulla letteratura le conoscenze relative:
ai
concetti di «testo», «tipologia dei testi» e «testo letterario»;
alle
«istituzioni letterarie»: procedimenti retorici, forme e; tradizioni metriche,
«generi» e codici formali;
alle
relazioni tra la produzione letteraria e la società; centri, di produzione e
diffusione, circuiti sociali, modalità di trasmissione e ricezione;
all'attività
critica che affianca la creazione letteraria e ne condiziona la fortuna:
poetiche e teoriche estetiche, saggistica critica e storiografia, (con i suoi
canoni, le sue periodizzazioni e le categorie operative quali i concetti di
«Umanesimo», «Rinascimento», «Età Barocca». «Illuminismo», «Romanticismo»,
«Verismo» etc,);
ai rapporti tra
la letteratura e le altre manifestazioni artistiche: arti figurative,
architettura, musica, spettacolo e in particolare per l'epoca più recente,
cinematografia e radiotelevisione.
Tali conoscenze
sono dirette implicate nelle operazioni di lettura dei testi o costituiscono
elementi essenziali per giungere alle necessarie ricomposizioni delle
esperienze di lettura in quadri storici complessivi.
Allo scopo di
orientare nell'ordinamento della materia e di assicurare un procedere sufficientemente
omogeneo dei corsi nell'ambito nazionale, si richiede che l'assetto generale
dell'insegnamento rifletta nell'insieme le seguenti scansioni temporali:
Terzo Anno:
dalle origini alla fine del
Cinquecento;
Quarto Anno;
dalla fine del Cinquecento all’unificazione nazionale;
Quinto Anno:
dall’unificazione nazionale ad oggi.
B. Versante linguistico.
Lo sviluppo
delle competenze e delle conoscenze linguistiche trova i suoi contenuti nelle
seguenti operazioni, che si connettono con le attività di studio e con l'intera
tematica proposta dalla disciplina;
la pratica
dell'esposizione orale in forme che raggiungano un buon livello di organicità,
di proprietà e di correttezza formale e abituino sia alla sinteticità, sia
all'analisi argomentata;
la pratica
estesa e organizzata della lettura, da esercitare nelle sue diverse forme sia e
ampiamente sui testi letterali e di commento ad essi, sia su testi di altra
natura che vengano implicati dal progetto dei percorsi di studio;
la pratica della
produzione scritta da esercitare in forme varia che abituino ad elaborare testi
di diversa funzione e su argomenti di diversa natura e che possono essere così
esemplificate:
schematizzazione
per punti e in forma concisa, che mettano in evidenza la struttura di ragionamenti, discorsi, tesi, desumibili
da testi scritti ed orali;
riassunti
entro spazi definiti, di singoli testi e sintesi di dati e concetti da più
testi, con corrette citazioni e riferimenti alle fonti;
commenti
a testi che comprendano note esplicative puntuali . (linguistiche, formali di
contenuto), linee interpretative e giudizi critici;
componimenti
che sviluppino argomentazioni su tema dato, secondo funzioni determinate
(informare, dimostrare, persuadere etc.) e secondo regole compositive indicate
o progettate in proprio;
elaborazioni
creative sulla base di esperienze personali e di cognizioni riferibili ai
modelli letterari studiati;
l'analisi
di strutture, soprattutto sintattiche e semantiche, della lingua italiana,
rilevate nei testi e nell’uso (comune e specialistico) e osservate anche
attraverso comparazioni con altre lingue, compresi i dialetti:
l'acquisizione
di dati essenziali sulle vicende linguistiche italiane messe in rapporto con i
fatti culturali e storici, con particolare attenzione per la «questione della
lingua», strettamente intrecciata nei secoli alla problematica letteraria, e
per la comunicazione nella società dell’Italia contemporanea.
indicazioni
didattiche.
Per
l'attuazione dell’insegnamento della disciplina sono fortemente chiamale in
causa la professionalità e la responsabilità del docente, il quale in sede di
programmazione deve realizzare il proprio progetto di studio della materia.
Sul versante letterario, in vista degli obiettivi stabiliti e dei vincoli posti sui contenuti, si rende necessario individuare e seguire dei «percorsi» di studio.
Rispetto
alla prassi, assai diffusa, di seguire l'avanzare dell'intero fronte della
produzione letteraria secondo una lenta e rigida cronologia discendente, per
innestare via via su di essa la lettura dei testi, il criterio dei percorsi
consente infatti di:
giungere
a un più immediato accostamento ai testi; istituire più significativi e
puntuali collegamenti con le letterature straniere e con altri ambiti
disciplinari.
Ogni
percorso può porre al centro un momento particolarmente significativo di un
determinato, tema di studio e ricollegare momenti precedenti e successivi,
mettendo in evidenza aspetti di continuità, fratture e riprese e spesso
anticipando anche la conoscenza di epoche più vicine al lettore.
La
costruzione dei percorsi può essere guidata dal criterio di seguire sviluppi
formali o tematici o storico culturali. A titolo puramente indicativo se ne
danno qui alcuni esempi.
Un
percorso di studio sulle forme potrà riguardare la tradizione della lirica e
potrà porre al centro Petrarca e collegare da una parte la lirica trobadorica e
stilnovistica e dall'altra il petrarchismo cinquecentesco.
Un
percorso di tipo tematico può essere costruito sul topos del viaggio
nell'oltretomba. In tal caso il percorso può investire in modo significativo,
ma non esaustivo, la Divina Commedia e correlare ad essa altri testi delle
culture classica, biblica, medievale, con aperture anche ad autori di epoche
successive e con accostamenti alle
espressioni iconografiche.
Un
percorso dì tipo storico culturale può riguardare la situazione della
letteratura italiana nel secondo dopoguerra (anni '50 e‘60).
Saranno
presi in considerazione testi letterari italiani e stranieri di prosa e di
poesia e ad essi saranno affiancate
testimonianze del mondo i editoriale e delle comunicazioni di massa,
documentazioni relative al cinema e alle arti figurative e più in generale alla
situazione culturale e sociale del tempo.
L'esigenza
di più ampio movimento, oltre le scansioni annuali del programma può essere
soddisfatta da percorsi di studio di sviluppo biennale o anche triennale.
L'organizzazione
dello studio, per percorsi deve in ogni caso consentire di
·
far compiere una esperienza concreta del fenomeno letterario
attraverso la conoscenza diretta di
un'ampia varietà di opere significative, appartenenti a generi e ad epoche
diversi e un'adeguata riflessione sulle problematiche della letteratura
·
far pervenire a una visione complessiva delle tradizioni
letterarie italiane nel quadro dei processi storico - culturali della nostra
società e, per sommi tratti, di quella europea.
Si
richiama l'attenzione sulla centralità delle operazioni di lettura diretta dei
testi. Per i testi su cui si compirà una lettura antologica, la scelta,
all’interno dell’opera intera dovrà investire unità testuali che consentano di
cogliere aspetti significativi dell’opera e correlarla al sistema letterario e
al contesto culturale.
Per
il versante linguistico, si segnala che tutte te attività connesse con lo
studio letterario e che da questo possono scaturire danno continue occasioni
per esercitare le capacità linguistiche degli alunni e per ampliare le loro
conoscenze sulla lingua, con osservazioni sia sull'uso sia sulla dimensione
storica di essa. Ma tale esercizio e tale ampliamento
di conoscenze
richiedono di essere condotti con istruzioni e interventi specifici di cui occorre
tener conto nella programmazione.
Le
esperienze di lettura compiute nell’ambito di questa disciplina, per quanto
debbano essere affiancate e integrate dalle letture compiute in altri ambiti
disciplinari, costituiscono pur sempre il fondamento principale per la
formazione di un lettore autonomo e consapevole, capace di riflettere sulla
forma del testo.
È
altresì obiettivo fondamentale che nel corso del triennio l'alunno giunga a
padroneggiare, nei termini indicali nei paragrafi precedenti, la produzione
scritta, la quale peraltro si lega strettamente, come è noto alle altre forme
di pratica della lingua.
Si
sottolinea che il tipico «tema», componimento di più ampio respiro, indicato
nella lista delle forme di produzione scritta, richiede particolari istruzioni
per la sua preparazione e realizzazione e deve essere comunque affiancato e
integrato dalle altre forme di addestramento, più direttamente connesse alle
utilizzazioni che la scrittura trova nelle attività di studio e di lavoro.
Si
richiama altresì l'attenzione sul fatto che lo sviluppo delle capacità di
esposizione orale richiede uno specifico addestramento e che tale pratica non
va quindi confusa con quella dell’interrogazione orale come forma di verifica e
occasione di valutazione dell'alunno.
Per
quanto riguarda più precise indicazioni didattiche, la consapevolezza del
progetto da parte dello studente consente di integrare la parte propositiva ed
espositiva del docente (lezione frontale) con interventi più precisi, quali:
·
l’addestramento a un corretto lavoro di analisi e interpretazione;
·
la discussione collettiva con domande che sollecitino il confronto
delle interpretazioni;
·
il laboratorio di analisi attraverso schede guida.
Gli
strumenti didattici tradizionali (libri in adozione o consigliati) vanno
integrati con l'adeguata utilizzazione del patrimonio librario e di altro
genere (audio – visivi software didattico) a disposizione della scuola e
all’occorrenza, con riproduzione di documenti, originali relativi a specifici
momenti dell'attività di studio.
Si
faciliterà inoltre la frequentazione di biblioteche, archivi, musei e altri
luoghi di ricerca.
Si
segnala l'alto valore educativo dell’apprendimento a memoria dei testi poetici,
allo scopo di dare risalto ai valori fonici e ritmici del testo e per favorire
l’approfondimento interiore del loro significato.
La verifica e la valutazione
Le
verifiche dell'apprendimento avvengano fondamentalmente attraverso forme di
produzione orale e scritta.
Sono
forme di verifica orale:
il
commento orale a un testo dato, secondo istruzioni sul tempo da impiegare e sul
linguaggio appropriato;
l'esposizione
argomentata, con caratteri di coerenza e consistenza, su argomenti del programma
svolto;
il
colloquio per accertare la padronanza complessiva della materia e la capacità
di orientarsi m essa;
l'interrogazione
per ottenere risposte puntuali su dati di conoscenza.
Sono
forme di verifica scritta:
il
riassunto secondo parametri di spazi e di tempo;
test
di comprensione e conoscenza con risposte aperte e chiuse;
il
commento a un testo dato, secondo istruzioni sullo spazio da occupare e sul
linguaggio appropriato;
il
componimento che sviluppi argomentazioni con coerenza e completezza.
La
valutazione deve tener conto dei seguenti elementi;
la
conoscenza dei dati;
la
comprensione del testo;
la
capacità di argomentazione e rielaborazione personale;
la
capacità di orientarsi nella discussione sulle problematiche trattate;
STORIA
L'insegnamento
di Storia si propone di:
1.
RICOSTRUIRE
la complessità del fatto storico attraverso l’individuazione di interconnessioni,
di rapporti tra particolare e generale, tra soggetti e contesti;
2.
acquisire la consapevolezza che le conoscenze storiche sono
elaborate, sulla base di fonti di natura diversa che lo storico, vaglia,
seleziona, ordina e interpreta secondo modelli e riferimenti ideologici;
3.
consolidare l’attitudine a problematizzare, a formulare domande, a
riferirsi a tempi e spazi diversi, a dilatare il campo delle prospettive, a
inserire in scala diacronica le conoscenze acquisite in altre aree
disciplinari;
4.
riconoscere e valutare gli usi sociali e politici della Storia i
della memoria collettiva;
5.
scoprire la dimensione storica del presente;
6.
affinare la «sensibilità» alle differenze;
7.
acquisire consapevolezze che la fiducia di intervento nel presente
è connessa alla capacità di problemizzare il passato.
Le
finalità del triennio riprendono e sviluppano le finalità del biennio. Esse
descrivono due campi di intervento.
Il
primo riguarda la specificità del lavoro storico e lo statuto epistemologico
della storia, e ad esso fanno riferimento le finalità' 1 - 4 sulla complessità
del fatto storico, sul laboratorio delle fonti e dei concetti, sull'uso della
memoria storica.
Il
secondo riguarda i bisogni formativi degli studenti, che vengono individuati
nella esigenza detta realizzazione di sé e dell'apertura al mondo e agli altri:
la storia aiuta ad apprezzare differenze, ad orientarsi nel mondo, in ciò
consiste la scoperta del presente come storia (finalità 5, 6 e 7)
Le
finalità nel loro insieme individuano, inoltre, uno specifico aspetto del
triennio, che consiste nell'attitudine a porre domande, a costruire problemi,
analizzarli, interpretarli e valutarli.
OBIETTIVI DI
APPRENDIMENTO
Lo
studente alla fine del triennio dovrà dimostrare di essere in grado di:
1.
utilizzare conoscenze e competenze acquisite nel corso degli studi
per orientarsi nella molteplicità delle informazioni e per leggere gli
interventi;
2.
adoperare concetti e termini storici in rapporto agli specifici
contesti storico – culturali;
3.
padroneggiare gli strumenti concettuali, approntati - dalla storiografia,
per individuare e descrivere persistenze e mutamenti, ad esempio: continuità,
cesure, rivoluzione, restaurazione, decadenza, progresso, struttura,
congiuntura, ciclo, tendenza, evento, conflitto, trasformazioni, transizione,
crisi;
4.
usare modelli appropriati per inquadrare,
comparare, periodizzare i diversi fenomeni storici locali, regionali,
continentali, planetari;
5.
ripercorrere, nello svolgersi di processi e fatti esemplari, le
interazioni tra soggetti singoli e collettivi, riconoscere gli interessi in
campo, le determinazioni istituzionali, gli intrecci politici, sociali,
culturali, religiosi, di genere e ambientali;
6.
servirsi degli
strumenti fondamentali del
lavoro storico:
cronologie, tavole sinottiche, atlanti storici e geografici, manuali, raccolte e
riproduzioni di documenti, bibliografie e opere storiografiche;
7.
conoscere le problematiche essenziali che riguardano la
produzione, la raccolta, la conservazione e la selezione, l'interrogazione,
l’interpretazione e la valutazione delle
fonti;
8.
possedere gli clementi fondamentali che danno conto della
complessità dell’epoca studiata, saperli interpretare criticamente e collegare
con le opportune determinazioni fattuali.
Gli obiettivi
del triennio perseguono due scopi. Da una parte proseguono e rinforzano il
lavoro avviato nel biennio: dall'altra marcano il salto qualitativo che deve
caratterizzare lo studio della storia nel triennio.
Gli
obiettivi descrivono campi operativi ristretti che non esauriscono l'orizzonte
individuato dalle finalità. In particolare al primo gruppo di finalità (1 - 4)
sulla complessità del fatto storico e sul laboratorio, corrispondono gli
obiettivi 2, 3, 4, 6 e 7.
Al
secondo gruppo di finalità (5, 6 e 7), sui bisogni formativi degli allievi
corrispondono gli obiettivi 1, 2, 3, 4, 5. L'obiettivo 8 descrive il livello di
conoscenze che l'allievo deve dimostrare di possedere.
Questi
obiettivi non sono proposti in ordine progressivo di difficoltà, ma vanno
perseguiti in modo differenziato a seconda degli argomenti di studio.
Ad
esempio: gli obiettivi di laboratorio costituiscono lo scopo principale di un
eventuale lavoro sulle fonti; un itinerario prevalentemente basato su
materiale manualistico si potrà prestare al raggiungimento di obiettivi legali
all'uso di concetti e modelli; nell'analisi di dati di attualità si potrà
perseguire il raggiungimento di diversi obiettivi.
CONTENUTI
Fino
alla metà del ‘600
1. l’Europa del
basso medioevo: poteri di diritto e poteri di fatto: il rapporto città campagna
e l’organizzazione del territorio.
1.1 Le istituzioni
che organizzano il territorio; impero, monarchie, città, feudalità.
1.2 La chiesa:
accentramento; teocrazia; potere temporale.
1.3 Le
trasformazioni dell'impero, dei regni, degli ambienti urbani. I conflitti; il
fallimento della teocrazia.
2. L'avanzamento e
l'arresto dette frontiere interne e esterne della Europa.
2.1. Le spinte
demografiche e produttive; la ricerca di nuove terre. Verso una nuova articolazione
della società: ambiente urbano e rurale.
2.2.
Contatti, guerre, scambi: mondo latino, mondo germanico, mondo
slavo; il Mediterraneo e l'Italia; Bisanzio; l'Islam; l'Asia mongolica.
2.3.
Crisi del XIV secolo: flessione demografica, mutamenti della
produzione e dei mercati, tensioni economiche e contrasti sociali.
3. Dall'unitarietà
del mondo medioevale alla molteplicità del mondo moderno.
3.1.
Il processo di differenziazione degli ambiti Ecclesiastico e
laico: il diritto canonico, il diritto romano, le consuetudini. Il ruolo del
laico nel mondo. Nuove forme di religiosità. Ordini mendicanti. Movimenti
ereticali.
3.2.
II processo di differenziazione culturale: la cultura cortese e
urbana; le università. La distinzione progressiva fra Dio, uomo, natura. Dalla
«rinascita» del XII secolo all'umanesimo, ai rinascimenti. Gli strumenti della
comunicazione culturale.
3.3.
La crisi dell'universalismo politico: nuove dottrine politiche e
concetto di impero; dall'impero «Universale» all'impero «dinastico». La crisi
del centralismo ecclesiastico: le
teorie conciliariste.
4.
La formazione dell'Europa degli stati.
4.1.
Stati nazionali e stati regionali. La centralizzazione e il
controllo del territorio; burocrazia, fisco, esercito e guerre.
4.2.
L'impero asburgico. L'Europa orientale, la vicenda di Bisanzio e
l'impero ottomano.
4.3.
Guerre di egemonia. Pace come aspirazione morale e paci come
strumenti di nuovi equilibri.
5.
Conquista di nuove terre, ridefinizione di identità, mutamento di
equilibri in Europa.
5.1.
Popolazione e risorse. Relazione uomo – natura - tecnica.
5.2.
Il controllo dell'oceano Indiano. L'Africa, le Indie, le Americhe:
Esploratori, conquistatori, missionari, mercanti, imperi coloniali.
5.3.
Differenze riconoscimento dell'altro.
5.4.
Nuove insorse e nuove gerarchie economiche e territoriali:
Atlantico, Mediterraneo e mare del Nord.
6.
Il tempo delle trasformazioni: religione, cultura, mentalità.
6.1.
Le riforme religiose: protagonisti, sviluppi, guerre, differenziazioni,
nuovi assetti.
6.2.
L'autonomia della politica. Stati e chiese. Gli strumenti del
controllo sociale.
6.3.
Individualismo e razionalismo; rivoluzione scientifica, nuove
culture. La civiltà barocca.
Dalla metà del ’600 alla fine del '800
1.
Governati e governanti fra partecipazione e concentrazione del
potere. Lotte politico-sociali, dottrine politiche, configurazioni istituzionali,
Quadro europeo e modelli regionali.
1.1.
Dai ceti di antico regime alle nuove classi emergenti: La doppia
rivoluzione inglese -il parlamentarismo. I sussulti di metà seicento.
Repubblica e autogoverno: il caso olandese. Poteri centralizzati e resistenze
civili: il «laboratorio» francese.
1.2.
Prodromi della teoria liberale: la rappresentanza politica e la
divisione dei poteri. Nascita dell'opinione pubblica. La riorganizzazione
amministrativa.
1.3.
Statualità emergenti, periferie dell'Europa e nuovo equilibrio
europeo.
2.
La trasformazione sociale. Popolazione, economia società e territorio fra «crisi generale» e
«nuove frontiere».
2.1.
Esplosione demografica, produzione agricola e nuovi rapporti
sociali nelle campagne.
2.2.
Dal lavoro agricolo all'organizzazione manifatturiera;
approvvigionamenti, tecniche d’uso, macchine. Avvio della rivoluzione
industriale.
2.3.
Energie, risorse, ambiente.
3.
Il problema detta rivoluzione come paradigma del cambiamento.
Dall'età barocca alla stagione delle riforme. Europa e America a confronto.
3.1.
Rivoluzione culturale: illuminismo, diffusione di nuovi modelli
comportamentali: Razionalismo, individualismo, utilitarismo, cosmopolitismo.
3.2.
Critica della tradizione e progettualità delle riforme. Dispotismo
illuminato, ; •
3.3.
La scelta rivoluzionaria: Stati Uniti d'America e Francia.
3.4.
La rivoluzione francese in Europa;
4.
Nazione e popolo. Prospettive sociopolitiche e culturali
nell'epoca del liberalismo classico. Borghesie alla prova.
4.1.
Cultura romantica, ideali socialisti ed umanitari, pensiero
liberale, cattolicesimo, liberalismo. Mete e conquiste costituzionali.
4.2.
Dalla rivoluzione Francese ai risorgimenti nazionali.
4.3.
II quarantotto.
5.
Processi di integrazione nazionale e costruzioni sovranazionali.
5.1.
Questioni politiche e istituzionali nella formazione dello Stato
unitario in Italia.
5.2.
II processo di unificazione tedesca: monarchia, esercito, classi
sociali e formazione del mercato nazionale.
5.3.
Espansione della «frontiera» e guerra civile americana.
5.4.
L'articolarsi del quadro europeo e gli imperi plurinazionali.
6.
L'economia mondiale e la rottura dell'equilibrio europeo
6.1.
La grande depressione: crisi agraria, migrazioni -emigrazioni.
6.2.
Protezionismo, militarismo e stato interventista. I caratteri
della seconda rivoluzione industriale.
6.3.
Internazionalismo socialista: la Comune.
6.4.
Imperialismo e colonialismi. Dall'egemonia bismarkiana alla crisi
dell’equilibrio europeo.
QUINTO ANNO
Il '900.
1.
Le forme della società di massa.
1.1.
L'andamento demografico.
1.2.
Mobilità, e questioni sociali: borghesie, classi operaie, gruppi
marginali. Il movimento operaio e lo sviluppo dei sindacati: II socialismo ed
il pensiero sociale cattolico. La questione femminile.
1.3. L'Organizzazione
dei sistemi politici: parlamenti, partiti e riforme elettorali. Comportamenti
collettivi, formazione del consenso: scuola, opinione pubblica, legislazione
sociale: i movimenti nazionalisti. La crisi di fine secolo in Italia e i
caratteri dell'età giolittiana.
1.4. La crisi del
positivismo e la ridefinizione dei paradigmi della scienza. Nuove tendenze
culturali.
2.
La dissoluzione dell'ordine europeo.
2.1.
I segni precursori dell'instabilità: competizioni interstatali e
imperialismi, conflitti regionali, ideologie nazionaliste.
2.2.
La prima guerra mondiale.
2.3.
Le due rivoluzioni russe e
il comunismo di guerra. I movimenti
di massa in Europa e il fallimento della rivoluzione in occidente. La crisi
dello Stato liberale in Italia.
2.4.
I trattati di pace e la nuova mappa geopolitica mondiale. I
movimenti di liberazione nel Terzo mondo e il nodo del Medio Oriente. Le
relazioni internazionali e la Società delle Nazioni.
2.5.
La fabbrica del consenso: la radio, il cinema e i nuovi modelli
della vita privata.
3.
Dalla guerra alla guerra. Strategie e tentativi di controllo della
crisi.
3.1.
Scenari e attori internazionali della crisi. La frammentazione del
mercato mondiale.
3.2.
L'emergenza totalitaria: lo stato fascista in Italia, l'ascesa del
nazismo in Germania, la diffusione dei regimi autoritari in Asia e in America
latina.
3.3.
La sfida dell'Unione Sovietica e il socialismo in un paese solo;
l'industrializzazione forzata e le basi sociali dello stalinismo; il
partito-Stato e il mosaico delle nazionalità.
3.4.
Crisi economica e risposte delle democrazie occidentali: gli Stati
Uniti e il New Deal; le politiche economiche keynesiane in Francia, Gran
Bretagna e nei paesi scandinavi.
3.5.
L'insicurezza collettiva e l'erosione della pace: i fronti popolari
e la guerra civile spagnola. L'espansionismo hitleriano, il riarmo e il
fallimento delle diplomazie.
3.6.
La seconda guerra mondiale come conflitto totale. le conseguenze
politiche ed economiche.
4.
Il mondo bipolare.
4.1.
L'ordine delle superpotenze: la conferenza di Yalta e 1a divisione
del pianeta in sfere d’influenza; gli accordi di Bretton Woods e il sistema
economico internazionale; la nascite dell'ONU. La fine delta «grande alleanza» e la guerra fredda. Il potere atomico e
l'equilibrio del terrore.
4.2.
I due blocchi tra competizione e distensione: gli USA e la «nuova
frontiera» kennedyana; il processo di unificazione europea; la
destalinizzazione in URSS; le democrazie popolari dell'est.
4.3.
L'Italia repubblicana: istituzioni, sviluppo economico, lotta
politica, squilibri sociali.
4.4.
L’esplosione della periferia: inflazione demografica e
decolonizzazione del Terzo Mondo; India e Cina, due rivoluzioni a confronto; la
crisi del sud-est asiatico; questione palestinese e conflitti arabo-israeliani;
l'emancipazione dell'Africa; dipendenza economica e dittature militari in
America Ialina.
4.5.
La Chiesa cattolica e la «svolta» del Concilio vaticano II.
4.6. II sessantotto.
5.
Verso il nuovo ordine mondiate.
5.1.
Le trasformazioni dell'economia e la società postindustriale. Lo
squilibrio Nord/Sud e i limiti dello sviluppo. Movimenti demografici e
migrazioni internazionali.
5.2.
Il
sociale ridefinito: soggettività emergenti, movimenti collettivi e istituzioni diffuse; il microsistema della famiglia. Le
patologie sociali. Il governo della società complessa.
5.3.
Rivoluzione informatica e tecnologica; la diffusione planetaria
dei mass media, il confronto tra culture. Scienza e nuovi problemi.
5.4.
La «rivoluzione» del 1989: crollo di sistemi, imperialismi e
localismi.
5.5.
La geopolitica ridefinita: spinte nazionalistiche e identità
nazionali. Comunità sovranazionali. Fondamentalismi, nuove emarginazioni. Uso
delle risorse e ridistribuzione della ricchezza.
INDICAZIONI
DIDATTICHE
1.
Il pensiero storico, in quanto metodo e forma di spiegazione
euristica della realtà umana e sociale, è parte costitutiva e integrante del
sapere e della cultura occidentale. La nostra cultura è intimamente storica. In
questo senso la storia può essere riconosciuta come una espressione culturale
diffusa, e come un peculiare modello di investigazione della realtà. La
pervasività stessa del pensiero storico consente la sua trasformazione in senso
comune storico, su cui possono innestarsi usi sociali, politici ed ideologici,
talvolta impropri, rispetto ai quali la scuola ha compiti di chiarificazione e
di critica.
2.
Storia
è la disciplina che studia e indaga le differenze e il mutamento, le strutture,
le permanenze e le continuità: rapporta l'evento al contesto generale
specifico; inserisce il caso particolare in una trama di relazioni. retaggi,
opportunità: considera in un'ottica di complessità soggetti, azioni,
comportamenti e valori. Essa dunque si realizza come operazione di selezione,
contestualizzazione, interpretazione e come disciplina fondata su un metodo
rigoroso di indagine sui fatti, su una tecnica collaudata di ricerca delle
relazioni, su una ermeneutica controllabile ed esplicita. Infine procede alla
spiegazione di eventi, processi e permanenze e mediante proprie tecniche di
discorso.
3.
Finalità essenziale dell’insegnamento storico è quella di educare
gli studenti alla consapevolezza del metodo storico, per ciò che attiene
all’accertamento dei fatti, all'investigazione, all'utilizzo,
all’interpretazione delle fonti, all’esposizione delle argomentazioni. Ciò
avviene non su procedure astratte, ma in stretta relazione e interdipendenza
con i contenuti. L’interazione metodo/contenuti costituisce l'asse privilegiato
della didattica storica. Nel pieno rispetto di tale interazione, l'insegnante
sceglie percorsi didattici, finalizzati all’acquisizione di obiettivi cognitivi
e metodologici, programmaticamente individuati ed esplicitati, percorsi che
utilizzano - a misura degli studenti - le procedure del metodo storico:
formulazione delle domande, definizione del «nodo problematico»; sviluppo delle
dinamiche interne e delle interrelazioni contestuali, accertamento delle
eredità.
4.
La storiografia offre la possibilità di puntualizzare mezzi di
indagine e modelli di interpretazione, e consente il vaglio critico del
patrimonio delle conoscenze acquisite e il loro utilizzo, la possibilità di
confronti e di comparazioni. Essa consente altresì- di individuare i punti di
vista, i riferimenti ideologici, la strumentazione teorica e concettuale.
5.
La struttura ilei contenuti proposti, composta da granuli
contestualizzazioni e dalla loro articolazione, si incontra con le modalità di
apprendimento proprie del giovane che ha bisogno di viaggiare tra le grandi
generalizzazioni e l’esattezza del concreto. Essa segnala un metro per risolvere la prescrittività dei
programmi di Storia, stretti tra la complessità e l'ampiezza dei fatti da
esaminare, la necessità della selezione e il rapporto non episodico con la
riflessione storiografica.
6.
I contenuti individuati riguardano in particolare l'uomo associato in collettività, teso a realizzare un'esistenza
accettabile, a sfruttare al meglio il patrimonio delle conoscenze accumulate,
inserito in un contesto, dato di
relazioni, di vincoli, di
rappresentazioni e autorappresentazioni, di possibilità e rapporto tra
uomo, natura e cultura e tra collettività e sfruttamento delle risorse
ambientali, le forme di governo delle risorse, delle culture, delle società:
l'articolazione delle identità e delle soggettività.
7.
Nello stesso modo in cui lo storico utilizza fonti documentarie,
che sono oggetto di indagine da parte di discipline non assimilabili alla
storia (geografia, linguistica, filosofia, economia, psicologia, sociologia,
etologia, ecc.) proponendo così una ricerca di tipo pluridisciplinare o
interdisciplinare, anche l'insegnante di storia deve saper utilizzare una
strumentazione ermeneutica pluridisciplinare. Ad essa lo predispone la stessa
natura della storia che mutua, all'occasione, da altre discipline lessico e
quadri di riferimento concettuali.
8. La didattica
storica qui prospettata necessita di una strumentazione di supporto articolala
e accessibile: carte geografiche. tabelle cronologiche e sinottiche, manuali di
storia, testi storiografici, testi documentari, raccolta di fonti, riproduzioni
di documenti, materiali computerizzato ecc.
Cosi configurata, questa didattica costituisce un vero e proprio laboratorio di storia (ove possibile da realizzare anche in una sede apposita, del quale fanno parte a pieno titolo visite ad archivi pubblici e privati e a musei.
Prove di verifica
A seconda della tipologia dell'unita di
studio, cambiano le prove di verifica. Ad esempio un lavoro di
concettualizzazione spazio - temporale richiede che lo studente dimostri la
padronanza di carte geografiche cronologiche; un lavoro sulle fonti, che lo
studente dimostri, di saper formulare questionari di interrogazione di un
documento, o di saper confrontare più documenti in modo corretto; un lavoro che
implichi la lettura dei testi differenziati (manuali, saggi e articoli
divulgativi) richiede che lo studente dimostri le proprie competenze d'uso di
generi testuali diversi; se l'allievo deve riferire oralmente o per iscritto
sul proprio lavoro, si richiede la capacità di pianificare una relazione, di
argomentare con proprietà, di servirsi del lessico specifico, di operare
rimandi alle fonti, di informazione. Se l'allievo deve dimostrare di possedere
le conoscenze studiate, saranno utili prove strutturate quali domande vero
falso e a risposta multipla, testi a completamento, ecc.
È essenziale, infine, che l'insegnante accerti le
competenze, le conoscenze e le abilità acquisite dagli allievi, mediante prove
di ingresso, predisposte in funzione sia del raccordo col biennio, sia
dell’unità di studio prescelta.
Note alla programmazione
II programma mette a disposizione del docente un
materiale suddiviso e organizzabile in modo da progettare programmazioni che,
oltre a garantire l'acquisizione delle conoscenze essenziali, rispondano ai
bisogni degli studenti; agli stili di insegnamento, alle disponibilità orarie:
Tale flessibilità permette di caratterizzare l’insegnamento rispetto
all'indirizzo e di costruire occasioni interdisciplinari.
La struttura dei contenuti proposti è data da grandi
contestualizzazioni indicate dal titolo onnicomprensivo di ciascuna di esse;
all'interno di ciascuna, una serie di sottotitoli per le diverse parti dei suoi
contenuti favorisce itinerari possibili quali piste di lettura utili per la
esplicitazione delle contestualizzazioni.
Sono prescrittivi, per ciascun anno, tutte le contestualizzazioni
e non meno di tre itinerari.
Le contestualizzazioni sono prescrittive perché nel loro
insieme consentono di costruire una mappa cognitiva utile per comprendere il
periodo storico previsto nell’anno. E’ prescrittivo lo studio di almeno tre
itinerari, in modo da garantire una varietà sufficiente di approcci e da abituare lo studente al lavoro di confronto
tra fatti e contestualizzazioni.
L'insegnante potrà costruire, inoltre, uno o più
itinerari - sostitutivi di quelli proposti - combinando in modo coerente e
storicamente significativo singoli punti, tratti dalle diverse articolazioni,
in modo da percorrere trasversalmente i contenuti proposti. Ciascun contenuto e
suscettibile ancora di approfondimenti culturali di ricerca anche nella
dimensione storica locale. Dal monte ore a disposizione, un terzo potrà essere
dedicato allo studio delle contestualizzazioni: la restante parte - dedicata
allo studio degli itinerari - potrà essere ripartita secondo le esigenze della
programmazione.
La metà del XVII secolo e la fine del XIX separano lo
studio nelle tre annualità. Tale periodizzazione non segnala una cesura netta.
Infatti, il programma e costruito con percorsi tematici che possono sovrapporsi
cronologicamente e svilupparsi secondo temporalità proprie.
II programma dell'ultimo anno è presentato in forma più analitica. Tale scelta nasce dall'esigenza di fornire, attraverso conoscenze più ampie e approfondimenti indispensabili, una piena comprensione del proprio tempo.
finalità
Le
finalità del triennio integrano e ampliano le finalità del biennio e mirano a
potenziare i seguenti aspetti:
la
competenza comunicativa per consentire un'adeguata interazione in contesti
diversificati ed una scelta di comportamenti espressivi sostenuta da un più ricco
patrimonio linguistico;
la
comprensione interculturale; non solo nelle sue manifestazioni quotidiane, ma
estesa a espressioni più complesse della civiltà straniera e agli aspetti più
significativi della sua cultura;
la
consapevolezza detta matrice comune che lingue e culture appartenenti allo
stesso ceppo conservano attraverso il tempo pur nelle diversità della loro
evoluzione;
l'educazione
linguistica che coinvolga la lingua italiana, sia in un rapporto comparativo sistematico,
sia nei processi di fondo che stanino alla base dell’uso e dello studio di ogni
sistema linguistico;
la
consapevolezza dei processi di apprendimento che permetta la progressiva
acquisizione di autonomia nella scelta e nell’organizzazione delle proprie
attività di studio
Alla
fine del triennio lo studente dovrà dimostrare di essere in grado di:
comprendere,
in maniera globale o analitica, a seconda della situazione, testi orali
relativi anche al settore specifico dell'indirizzo;
sostenere
semplici conversazioni, su argomenti generali e specifici, adeguate al contèsto
ed alla situazione di comunicazione;
produrre
testi orali per descrivere processi o situazioni con chiarezza logica e
precisione lessicale;
comprendere
in maniera globale lesti scritti di interesse generale e specifici del settore
di specializzazione;
comprendere
in modo analitico testi scritti specifici dell'indirizzo;
trasporre
in lingua italiana testi scritti di argomento tecnologico;
individuare
le strutture e i meccanismi linguistici che operano ai diversi livelli: pragmatico,
testuale, semantico - lessicale e morfosintattico;
riconoscere
i generi testuali e, al loro, interno, le costanti che li caratterizzano;
attivare
modalità di apprendimento autonomo sia nella scelta di materiali e di strumenti
di studio, sia nell'individuazione di strategie idonee a raggiungere gli
obiettivi prefissati.
N.B. Gli obiettivi e i contenuti sono
riferiti alle abilità considerate separatamente. Tuttavia, per sviluppare le
abilità, si prevedono anche attività di tipo integrato.
Per
favorire un apprendimento efficace della lingua straniera è indispensabile
predisporre l'orario in modo che le ore di lezione previste siano sempre
separate..
contenuti
TERZO
ANNO
II
terzo anno di scuola secondaria superiore è un anno di raccordo. Lo studio
della lingua straniera continua sulle linee direttive tracciate per il biennio,
tenendo conto della maggiore competenza degli studenti, dei loro interessi
culturali, del grado dì maturità raggiunto e dell'esigenza di preparazione
specifica.
Si
devono presentare testi sia orali (a viva voce, registrazioni telefoniche,
radiofoniche e televisive), sia scritti. Tali testi, proposti per consolidare e
ampliare la competenza linguistica e comunicativa, devono offrire un'ampia
varietà di linguaggi e di registri che recuperi la valenza culturale e gli
aspetti di civiltà sottesi ai linguaggi stessi. Si includeranno brevi testi
letterari rappresentativi dei vari generi mirati soprattutto a far cogliere la
distinzione tra prodotti di tipo immaginativo e prodotti di tipo funzionale e a
consentire una più completa formazione culturale dello studente.
Verso
la fine dell'anno si introdurranno anche testi di carattere divulgativo su
problematiche generali connesse con l'indirizzo specifico. I testi saranno
finalizzati alla, comprensione, alla discussione e alla riflessione sulla
lingua; ove possibile, si eseguirà anche un'analisi comparativa con le altre
culture e civiltà.
I
materiali su cui si basano le attività saranno graduati tenendo presente che la
loro difficoltà è costituita soprattutto dall'accumularsi dei seguenti fattori:
l'estraneità e la complessità dell' argomento, la densità dell'informazione e
la difficoltà linguistica.
Comprensione e produzione orale
I testi per lo sviluppo dell'ascolto
devono essere espressi a velocità normale, offrire una varietà di pronunce ed
essere rappresentativi di diverse, tipologie (narrativi, descrittivi, regolativi
ecc.) e dei seguenti generi testuali:
comunicazioni
telefoniche; interviste;
discorsi;
lezioni e relazioni;
tavole
rotonde e dibattiti;
notiziari
radiofonici e televisivi;
annunci
pubblicitari.
La produzione orale, mirante a descrivere,
narrare, dare istruzioni, esporre ed argomentare, riguarderà i seguenti generi:
brevi
monologhi (anche esposizioni su traccia scritta);
conversazioni:
a viva voce e telefoniche:
discussioni
e dibattiti;
interviste;
brevi
relazioni.
Comprensione e produzione scritta
I
testi per lo sviluppo della comprensione scritta
saranno rappresentativi dei seguenti generi testuali;
dépliant
e testi pubblicitari;
articoli
da giornali e riviste;
pagine
da testi stranieri, anche disciplinari:
brevi,
racconti, poesie, canzoni.
La produzione scritta consisterà in:
lettere
di carattere formale e informale;
depliant;
testi
personali, diari;
appunti,
scalette;
resoconti
e brevi relazioni;
commenti
a testi o a attività;
riassunti
e sintesi di testi letti o ascoltati e di filmati.
Per
la riflessione sulla lingua si
rimanda alla fine dei contenuti del quarto e quinto anno.
QUARTO
E QUINTO ANNO
I
contenuti proposti per il 3° anno verranno ripresi ad ampliati, ponendo
attenzione ai seguenti punti:
essi
devono costituire il punto di avvio per le attività di comprensione ovate e
scritta e di produzione orale;
devono
essere motivanti al fine di far emergere più facilmente sia le strategie di
comprensione, sia discussioni volte a consolidare la competenza comunicativa;
i
testi scritti saranno prevalenti, in quanto la lettura è l'attività linguistica
da privilegiare;
i
testi di interesse generale saranno legati all'attualità socioculturale;
gli
argomenti dei testi specialistici si raccorderanno a quelli, trattali nelle
materie tecniche e professionali, mediante collegamenti trasversali;
le
istruzioni per l’uso di hardware e software saranno oggetto di attenzione;
i
testi scelti saranno di complessità adeguata sia alle conoscenze tecniche già
possedute dagli studenti, sia alla competenza linguistica raggiunta;
i
testi specialistici dovranno favorire la precisione terminologica.
I
contenuti verteranno sui seguenti argomenti di carattere generale e tecnico:
avvenimenti
di interesse generale o particolare della classe:
tematiche
di carattere scientifico e tecnologico;
descrizione
di processi tecnologici.
La
produzione di testi scritti non costituirà un contenuto di apprendimento
specifico, ma- sarà funzionale allo sviluppo delle altre abilità e comprenderà
appunti, scalette, brevi resoconti:
Si
prevede la trasposizione in lingua
italiana di testi di argomento tecnologico con attenzione ai valori
comunicativi e alla precisione terminologica,
Riflessione sulla lingua e sulla
comunicazione (valida per lutto il triennio)
La
riflessione, che riguarda l'intero sistema della lingua e gli usi linguistici
nella comunicazione, riprenderà e approfondirà gli aspetti oggetto di studio
del triennio; e precisamente: integrazione di diversi codici nella
comunicazione: il rapporto tra linguaggi verbali, paraverbali (ritmo,
intonazione, ecc.) e non verbali (gesti, mimica ecc. per l'orale: numerici,
iconici ecc. per lo scritto) in testi e contesti via, via, più complessi;
caratteristiche
della lingua in relazione ai diversi mezzi: parlato, scritto, forme multimediali:
varietà della lingua in dimensione sociale (registro), geografica e cronologica
(dinamicità della lingua); aspetti pragmatici: ruoli sociali, scopi espliciti e
impliciti dei parlanti ed effetti del messaggio sui destinatari; strategie
comunicative; rapporto tra funzioni comunicative e forme linguistiche;
testualità:
coerenza e meccanismi di coesione, modalità eli organizzazione dei diversi tipi
e generi testuali;
lessico
e semantica: meccanismi di generazione delle parole, funzione degli affissi
ecc.: nozione di campo semantico; denotazione e connotazione; la semantica del
verbo (modalità, tempo, aspetto ecc.):
morfologia
e sintassi: sistemi morfologici (flessioni verbali, nominali ecc.) e strutture
sintattiche (costituenti della frase, ordine delle parole ecc.).
indicazioni didattiche:
Si
confermano, in quanto valide per lutto il corso di studi, le indicazioni
metodologiche proposte nei programmi del biennio.
Le
abilità di comprensione orale si sviluppano su testi di tipologia e argomento
diversi a forma dialogica o monologica (conversazioni, relazioni, trasmissioni
radiofoniche o televisive di vario tipo ecc.). Su di essi gli studenti vengono
abituati a compiere le seguenti operazioni:
anticipare
i contenuti sulla base di alcuni dati e formulare ipotesi;
cogliere
il significato globale;
individuare
informazioni specifiche; cogliere le strategie dei parlanti:
cogliere
l’atteggiamento dei parlanti;
rivedere
le ipotesi formulate inizialmente al termine dell'ascolto: valutare il
contributo dei partecipanti a un dialogo o ad una discussione.
Per
meglio finalizzare l'ascolto, si possono proporre schede e griglie da
completare, presa di appunti e attività su compito definito.
La
produzione orale si favorisce con attività in coppia o in gruppo (simulazione,
role-play ecc.), a partire da testi ascoltati o letti. Lo studente sarà
condotto a mettere in atto diverse strategie comunicative a seconda del
contesto, delle caratteristiche degli interlocutori, degli scopi ecc.. Tali
attività saranno precedute, o inframmezzate, da momenti di riflessione sulla
comunicazione per permettere il successivo passaggio a una produzione autonoma.
Per giungere a questo tipo di competenza comunicativa, gli studenti dovranno
acquisire la capacità di produrre, in particolare, forme espositive e
argomentative.
Tale
competenza verrà agevolata da una vasta gamma di attività quali ad esempio:
sviluppo del discorso su note precedentemente prese in fase di ascolto:
presentazione
di contenuti da diversi punti di vista:
operazione
di sintesi o di sviluppo dei contenuti:
sviluppo
di una tesi partendo da ipotesi date.
La
capacità di sostenere una conversazione telefonica assume particolare rilevanza
in ambito aziendale. Tale capacità viene sviluppata mediante simulazioni a viva
voce in classe che permettono di apprendere le modalità specifiche in uso in
questo particolare tipo di interazione e successivamente, nel laboratorio
linguistico, si possono introdurre registrazioni di telefonate di diverso grado
di complessità che presentino vari registri linguistici.
Per quanto
riguarda le attività di lettura, si proseguirà nell'utilizzo, delle varie
tecniche di lettura a seconda degli scopi (lettura globale, esplorativa,
analitica) applicate a testi i cui contenuti verteranno, dapprima su argomenti
e problematiche legate all’attualità e in seguito su tematiche più specifiche
dell'indirizzo.
Al
fine di mettere lo studente in grado di leggere in modo adeguato testi tratti
da giornali, manuali e pubblicazioni specializzate, sarà utile attivare le
seguenti competenze specifiche: individuare gli aspetti iconici e gli indizi
discorsivi e tematici presenti nel testo attivando le conoscenze già possedute
dagli allievi;
porsi
domande sul lesto e formulare ipotesi avendo chiaro l’obbiettivo della lettura;
comprenderne
le principati informazioni esplicite:
effettuare
inferenze in base a informazioni già note o contenute nel testo:
valutare
l'utilità delle informazioni contenute nei testi.
La
lettura di testi specialistici e di testi letterari può fornire spunti per
attività di produzione orale che assumano la forma di resoconti, dibattiti e
discussioni su problemi, che è opportuno affrontare, ove possibile,
confrontandoli con problemi analoghi nel nostro paese.
Considerando
la rilevanza formativa del riassunto, orale e scritto, è opportuno dedicare
spazio a tale attività a diversi livelli, sia come riduzione del lesto
originate, sia come rielaborazione del testo di origine con parole diverse, sia
come trasposizione sintètica di testi letti o ascoltati in italiano.
L’apprendimento delle capacità di sintesi può avere luogo con attività di
gruppo in cui la risposta alla consegna sia, soprattutto nei primi tempi, il
prodotto di una discussione tra i diversi componenti.
Per
rafforzare le abilità, di produzione scritta si possono eseguire esercizi di
traduzione intralinguistica nell’ambito della stessa varietà linguistica; si
può richiedere, ad esempio, la descrizione da punti dì vista diversi: il
passaggio dal discorso diretto al discorso indiretto e viceversa; il cambio di
varietà linguistica, con passaggio dal linguaggio informale, a quello formale è
viceversa; l'allargamento o il restringimento di un testo, trasformando, ad esempio,
una circolare pubblicitaria in un cartellone stradale e viceversa. Si possono
inoltre proporre esercizi di trascodificazione da forma grafica (tabulali,
diagrammi; istogrammi ecc.) in forma linguistica.
Pur
non trascurando la scrittura manipolativa; che sfavorisce l’acquisizione di
automatismi linguistici, è opportuno proporre attività sempre più autonome e
impegnative per abituare lo studente ad un uso consapevole, personale e
creativo della lingua straniera. Possono servire allo scopo la scrittura di
paragrafi su modelli dati, composizioni su traccia, composizioni libere ecc..
Nella
quarta e nella quinta classe è necessario stabilire ogni raccordo possibile con
le altre materie, in modo che i contenuti proposti nella lingua straniera, pur
senza perdere la loro specificità abbiano carattere trasversale nel curricolo.
E’ necessario tenere presente, comunque, che nessun argomento può essere
presentato nella lingua straniera se non è stato prima concettualmente
assimilato in altri ambiti disciplinari, in quanto ogni input linguistico deve
trovare strutture cognitive in grado di recepirlo.
Poiché
nella futura attività di lavoro potrà essere richiesta la traduzione di testi
di quarta e quinta classe, verranno avviati esercizi di traduzione. Tali
attività, che evitano la traduzione della frase isolata e prevedono invece una
chiara contestualizzazione, sono efficaci per consolidare sia la competenza
testuale, sia l'educazione linguistica. La traduzione non può essere letterale
e deve salvaguardare la precisione dei termini tecnici e l'intenzione comunicati
va del testo. In questo senso essa è da intendersi come aggiuntiva alle abilità
di base e non come metodo per imparare la lingua, È opportuno che l'uso del
dizionario bilingue, necessario per questa attività, costituisca oggetto di
esercitazioni specifiche.
Poiché
l’autonomia di apprendimento costituisce una finalità primaria nella formazione
dello studente, è opportuno che l’insegnante colga qualsiasi occasione per
favorirla, offrendogli sempre maggiori; spazi di decisione e di scelta. A
questo fine è utile disporre di un'ampia varietà di materiali linguistici
(possibilmente corredati da strumenti di autoverifica), favorire l'accesso a
media audiovisivi e tecnologici che rispondano ai diversi stili cognitivi e
strutturare attività comunicative diversificate che; coinvolgano lo studente e
lo rendano protagonista del suo apprendimento. In tal modo il docente assolve
il ruolo di guida e facilitatore per lo studente, il quale conscio dell’obiettivo
da raggiungere, può individuare modalità, strumenti e percorsi
personali che gli permettano di massimizzare le sue capacità di apprendere.
LA VERIFICA E
LA VALUTAZIONE
Prove di comprensione orale e scritta
La
comprensione, globale o analitica, dei generi testuali proposti, potrà essere
verificata, per l'orale e per lo scritto mediante le prove seguenti:
questionari
a scelta multipla;
questionari
a risposta breve;
compilazione
di tabelle, griglie e moduli;
ricodificazione
di testi in. forma grafica (tabelle, diagrammi, diagrammi di flusso, istogrammi,
ecc.);
Prove di produzione orale
La
produzione orale, che si realizza nella classe per lo più con attività in
coppia o in gruppo, con dibattiti e discussioni, potrà essere verificata
avvalendosi di griglie di osservazione
sistematica che permettono di valutare le prestazioni dei singoli
riducendo al minimo gli elementi di impressionismo e di casualità;
Prove di produzione scritta
La
produzione scritta potrà essere verificata mediante:
brevi
descrizioni o narrazioni:
brevi
resoconti e commenti a testi o ad attività; lettere formali o informali di
carattere personale;
ricodificazione
da diagrammi o tabelle;
brevi
composizioni di carattere generale su traccia.
Prove di tipo integrato
Le
attività integrate potranno essere verificate con:
trasposizione
di conversazioni telefoniche in appunti e successivamente in messaggi articolati;
ricostruzione
di un testo da appunti presi;
compilazione
di moduli;
dettati;
test
di tipo «cloze»;
riassunti
a partire da testi orali e scritti, di carattere generale o specifico;
trasformazione
di testi (cambiando un elemento della comunicazione: tempo, punto di vista,
destinatario, intenzione comunicativa, ecc.);
riassunti
di testi narrativi.
Prove di competenza linguistica:
II
possesso delle singole competenze linguistiche potrà essere verificato
mediante:
completamento
di frasi o testi sui vari aspetti linguistici (tempi verbali, connettori
testuali ecc.);
trasformazione
di frasi.
Frequenza delle prove:
La
valutazione riguarda le varie abilità, singole o integrate, e la competenza
linguistica. Pertanto sarà opportuno che ogni prova verifichi più di un'abilità
e comprenda tipologie di attività diverse.
La
classificazione riguarderà per le classi terze sia l'orale sia lo scritto e
nelle quarte e quinte solo l'orale; in entrambi i casi, si fonderà su almeno
tre verifiche per, quadrimestre o due per trimestre.
ECONOMIA INDUSTRIALE ED ELEMENTI DI
DIRITTO
FINALITÀ
Le
finalità dell'insegnamento consistono in:
integrare
ed arricchire le conoscenze giuridico - economiche già fornite nel biennio per
guidare il giovane all’interpretazione del funzionamento del sistema economico
industriale;
affrontare
le dinamiche che caratterizzano la gestione delle imprese sotto il profilo organizzativo
ed economico.
obicttivi di apprendimento
Al
termine del corso l'alunno dovrà essere in grado di:
1.
cogliere la dimensione economica dei problemi;
2.
comprendere le caratteristiche e le modalità di funzionamento del sistema
bancario soprattutto per quanto concerne il funzionamento e i servizi alle
imprese;
3.
riconoscere i principali clementi che connotino il funzionamento dei mercati
finanziari e degli scambi internazionali;
4.
correlare gli aspetti giuridici ed economici delle operazioni d'impresa specie
riguardo all'assetto societario, ai più comuni contratti e rapporti di lavoro;
5.
individuare le varie funzioni aziendali, il loro ruolo e la loro
interdipendenza;
6.
riconoscere i modelli di organizzazione aziendali descrivendone le
caratteristiche e le problematiche;
7.
identificare le correlazioni fra attività gestionale e ambiente in cui opera
l'impresa;
8.
identificare alcune fondamentali condizioni dell'equilibrio aziendale e le
necessarie procedure di controllo;
9.
risolvere problemi connessi con la determinazione
e la ripartizione dei costi rispetto
a differenti obiettivi;
10.
documentare e comunicare efficacemente gli esiti del proprio lavoro;
11.
comprendere la globalità delle problematiche produttive, gestionali e
commerciali dell'impresa.
contenuti
QUARTO
ANNO
1. Elementi di Economia politica
1.1
Credito e sistema bancario.
1.2
Borsa valori.
1.3
Commercio internazionale, e bilancia dei pagamenti.
1.4
Cambio.
2. Elementi di Diritto
2.1 Diritti reali e delle obbligazioni.
2.2
Contratto.
2.4
Contratto di lavoro.
2.5
Imprenditore e impresa.
2.6
Società di persone e di capitale.
2.7
Titoli di credito.
QUINTO
ANNO
3. L’azienda
3.1
Attività economica ed economia aziendale.
3.2
Sistema aziendale e suoi sottosistemi.
3.3
Struttura del patrimonio: fonti di finanziamento e forme di investimento.
3.4
Struttura del bilancio di esercizio e principali indici di gestione.
4. L'organizzazione
4.1 Modelli e strutture organizzative
4.2
Organizzazione del lavoro.
4.3
Regolamentazione delle operazioni aziendali.
4.4
Sistema informativo.
4.5
Coordinamento delle attività.
4.6
Comportamento e stile di direzione.
5. L'economicità della gestione
5.1
Concetto e tipologie di costo:
5.2
principio di economicità e calcoli di convenienza economica.
5.3
Combinazioni economiche e assetto tecnico delle aziende di produzione.
5.4
Controllo della gestione
5.4.1 finalità e caratteristiche
5.4.2 pianificazione.
5.4.3
determinazione del costo di attività, servizi, prodotti;
5.4.4
budget e analisi degli scostamenti.
commento ai singoli temi
II
percorso didattico è caratterizzato da cinque blocchi di contenuti funzionali
alle competenze che deve possedere il diplomato dei vari settori tecnologici,
oggi sempre più coinvolto nelle scelte di natura economica e nella soluzione di
problemi organizzativi.
Le
note che seguono si riferiscono ai diversi blocchi.
Lo
svolgimento di questo punto deve servire a trasmettere all'allievo le
conoscenze necessarie alla comprensione dei molteplici rapporti che collegato
le imprese con il sistema finanziario.
In
particolare la trattazione deve:
illustrare
l'articolazione delle istituzioni creditizie nazionali e le loro diverse
funzioni;
fornire
un quadro complessivo delle diverse operazioni bancarie e presentare le
principali operazioni di finanziamento e di servizio alle imprese;
presentare
il mercato finanziario ed il funzionamento della borsa valori vista quale
punto- di confluenza fra capitali in cerca di impiego e aziende in cerca di
liquidità:
far
cogliere le principali modalità di svolgimento degli scambi internazionali e
gli effetti da essi prodotti sulla bilancia commerciale di un paese;
presentare
il cambio come prezzo di una moneta espresso in un'altra moneta ed illustrare i
principali regimi della sua gestione, nonché, prendendo spunto dalle vicende
correnti, le relazioni fra eventi politico-economici e oscillazioni del cambio.
Attraverso
questo punto si devono fornire all’allievo conoscenze sugli elementi essenziali
dell’apparato normativo e civilistico in cui operano le imprese.
In
particolare la trattazione deve:
presentare,
limitandosi agli aspetti essenziali, natura e quadro dei diritti reali e
obbligazionari;
illustrare
i principali elementi dei contratti in generale e affrontare in modo più
dettagliato lo studio di un limitato numero di contratti scelti in base alla
loro diffusione ed importanza rispetto alle aziende del settore;
analizzare
le caratteristiche generali del contratto di lavoro e dedicare specifica attenzione a quelli delle aziende del settore;
mettere
in rilievo la differenza fra i concetti di azienda da un lato, di imprenditore
ed impresa dall'altro;
guidare
alla individuazione delle diverse forme societarie, delle caratteristiche che
le distinguono e dei motivi che ne suggeriscono l’adozione;
presentare
in modo essenziale la natura giuridica e le condizioni di utilizzo dei
principali titoli di credito.
Lo
svolgimento di questo punto è finalizzato ad inquadrare alcune tipiche
problematiche aziendali e far cogliere l'insieme delle dinamiche d'impresa.
In
particolare la tra trattazione deve:
presentare
1'azienda come sistema aperto, articolato in sottoinsiemi fra loro interagenti
e caratterizzati, oltre che da forte dinamismo, da un elevato numero di
variabili reciprocamente correlate;
orientare
l'analisi dei risultali strutturali e reddituali della gestione utilizzando i
bilanci di aziende del settore.
Questo
tema costituisce uno dei cardini dell'intero insegnamento in quanto deve
mettere l'allievo in condizione di comprendere come si struttura e si articola
qualunque unità produttiva modernamente organizzata.
In
particolare la trattazione deve;
fornire
un panorama relativo alla evoluzione delle varie teorie sull'organizzazione
anche alla luce della crescente incidenza che in questo settore hanno le
tecnologie informatiche e la cultura di rete;
presentare
le strutture organizzative come una realtà caratterizzata da dimensioni orizzontali
e verticali che vengono rappresentale mediante organigrammi e illustrate
mediante la descrizione dei compiti e delle responsabilità: evidenziare altresì
la dinamica del processo aziendale e le interdipendenze tra le diverse
funzioni;
far
comprendere che l'articolazione di un organismo in unità dotate di specifiche
competenze, comporta l'esigenza di formalizzare procedure per regolarne gli
interventi nei vari processi;
chiarire
il processo che conduce, attraverso l'elaborazione, dalla acquisizione dei dati
alla produzione ed alla comunicazione delle informazioni;
far
cogliere che le difficoltà presenti nella gestione dei processi aziendali non
sempre sono risolvibili con i soli strumenti normativi ma richiedono
l'attivazione di comitati o gruppi di lavoro in cui i soggetti provenienti
dalle varie unità hanno il compito di mediare diversificale esigenze ed
assumere decisioni;
integrare
la cultura organizzativa con la presentazione di una realtà in cui gli
strumenti si incrociano con i comportamenti per rendere compatibili le
aspettative dei dipendenti con gli obiettivi aziendali (incentivi e stili di
direzione).
Questo
punto completa la cultura d'impresa del diplomato mediante l’esame dì problemi
connessi all'economicità della gestione.
In
particolare la trattazione deve;
evidenziare
l'importanza delle rilevazioni e dei calcoli riguardanti l'analisi dei costi
quale strumento indispensabile per il dominio dei processi di trasformazione
sotto il profilo economico;
sviluppare
il concetto secondo cui il principio di economicità costituisce per ogni
azienda la fondamentale regola di funzionamento e si traduce nella continua
ricerca delle condizioni di equilibrio economico e finanziario necessarie per
garantire all'impresa autonomia e durabilità;
affrontare
l'analisi delle combinazioni economiche, anche molto semplici, che derivano dal
diverso comportarsi di processi e strutture al fine di definire un efficiente
assetto produttivo;
presentare
il controllo di gestione seguendo il normale iter aziendale che dalla pianificazione
giunge all'analisi dei risultati e delle varianti.
Si
ricorda che i centri di responsabilità e le commesse devono essere considerati
come strutture di riferimento per l'elaborazione dei budget e dei consuntivi
periodici, mentre bilanci e rendiconti devono essere visti come documenti di
sintesi dalla cui lettura è possibile trarre informazioni sull'andamento della
gestione.
indicazioni didattiche:
L'insegnamento
di Economia industriale e Elementi di Diritto può e deve concorrere a sviluppare
le capacità di modellizzazione e rappresentare la realtà, di progettare e
pianificare, di elaborare strategie per effettuare controlli e scelte.
In
specifico si suggerisce di:
partire
dall'osservazione diretta dei fenomeni (giuridici, economici, aziendali ) per
coglierne le caratteristiche e processualità che costituiranno la base di
successive generalizzazioni e sistematici inquadramenti:
ricorrere
a casi tratti da realtà aziendali appartenenti al settore studiato nell'indirizzo:
sviluppare
operatività facendo produrre documenti, svolgere procedure di calcolo, formulare
piani;
evitare
approcci prevalentemente basati su esposizioni teoriche e sulla ripetizione di
concetti che verranno invece acquisiti attraverso l’analisi di casi e la
sollecitazione di processi induttivi;
contribuire
alla realizzazione dell'area di progetto ricercando casi appropriati ed integrandosi
con gli altri insegnamenti specie per quanto attiene metodi, strumenti e tempi.
La verifica e la valutazione
Sebbene
questo insegnamento preveda solo la prova orale, si avrà cura di articolare le
verifiche anche con il ricorso a test strutturati o semistrutturati che, oltre
ad essere abbastanza oggettivi, accrescono gli elementi di valutazione senza
sottrarre molto tempo all'attività di insegnamento/apprendimento.
MATEMATICA
finalità
Nel
corso del triennio superiore l'insegnamento della matematica prosegue ed amplia
il processo di preparazione scientifica e culturale dei giovani già avviato nel
biennio; concorre, insieme alle altre discipline, allo sviluppo dello spirito
critico ed alla foro promozione umana e intellettuale.
In
questa fase della vita scolastica lo studio della matematica cura e sviluppa in
particolare:
l'acquisizione
di conoscenze a livelli più elevati di astrazione e di formalizzazione;
la
capacità di cogliere i caratteri distintivi dei vari linguaggi
(storico-naturali, formali, artificiali);
la
capacità di utilizzare metodi, strumenti e modelli matematici in situazioni diverse;
4.
l'attitudine a riesaminare criticamente e a sistemare logicamente le conoscenze
via via acquisite.
L'insegnamento
della matematica, pur collegandosi con gli altri contesti disciplinari per
assumere prospettive ed aspetti specifici, conserva la propria autonomia
epistemologica – metodologica e persegue quindi le stesse finalità.
OBBIETTIVI
DI APPRENDIMENTO
Alla
fine del triennio l'alunno dovrà possedere, sotto l'aspetto concettuale,
contenuti prescrittivi previsti dal programma ed essere in grado di:
sviluppare
dimostrazioni all'interno di
sistemi assiomatici proposti o
liberamente costruiti;
operare
con il simbolismo matematico riconoscendo le regole sintattiche di
trasformazione di formule;
utilizzare metodi
e strumenti di natura
probabilistica e inferenziale;
affrontare
situazioni problematiche di varia natura avvalendosi di modelli matematici
atti alla loro rappresentazione;
costruire
procedure di risoluzione di un problema e, ove sia il caso, tradurle in
programmi per il calcolatore;
risolvere
problemi geometrici nel piano per via sintetica o per via analitica;
interpretare
intuitivamente situazioni geometriche spaziali;
applicare
le regole della logica in campo matematico;
riconoscere
il contributo dato dalla matematica allo sviluppo delle scienze sperimentali;
comprendere
il rapporto tra scienza e tecnologia ed il
valore delle più importanti applicazioni tecnologiche;
inquadrare
storicamente l'evoluzione delle idee matematiche fondamentali.
CONTENUTI
TERZO
ANNO
La circonferenza, ellisse, parabola,
iperbole nel piano cartesiano. Cambiamento
del sistema di coordinate, lunghezza della circonferenza e misure angolari.
Teorema
del coseno e teorema dei seni. Risoluzione dei triangoli.
L'insieme
dei numeri reali e sua completezza. Potenze a base reale
positiva e ad esponente reale. Numeri complessi e loro rappresentazione in
forma algebrica, trigonometrica, esponenziale. Radici n-esime dell'unità.
Spazi
vettoriali: struttura, vettoriale in R2
e in R3 .Basi,
trasformazioni lineari. Risoluzione di sistemi lineari. Struttura algebrica
delle matrici di ordine 2.
Disequazioni
di II grado. Sistemi di disequazioni. Logaritmo e sue proprietà. Funzioni esponenziale
e logaritmica. Funzioni circolari e loro inverse. Formule di addizione e principali
conseguenze. Zeri di funzioni.
QUARTO
ANNO
Statistica
descrittiva multivariata: matrice dei dati, tabelle a doppia entrata,
distribuzioni statistiche (congiunte, condizionate, marginali). Regressione
e correlazione. Valutazioni e definizioni di probabilità in vari contesti.
Implementazione di algoritmi numerici diretti ed iterativi, controllo della
precisione. Principio d'induzione. Progressioni aritmetica e geometrica.
Successioni numeriche e limite di una successione. Limite, continuità, derivata
di una funzione in una variabile reale.
Teoremi
di Rolle, Caùchy, Lagrange, De L'Hopital. Formula di Taylor.
Studio
e rappresentazione grafica di una funzione.
Il
problema della misura: lunghezza, area, volume. Integrale definito. Funzione
primitiva ed integrale indefinito. Teorema fondamentale del calcolo integrale.
Integrazione per sostituzione e per parti.
QUINTO
ANNO
Incidenza,
parallelismo, ortogonalità nello spazio. Angoli di rette e piani, angoli diedri,
triedri. Poliedri regolari. Solidi notevoli.
Coordinate
cartesiane nello spazio. Equazioni del piano e della retta. Funzione di più variabili
reali. Serie numeriche.
Esempi
significativi ed elementari di equazioni differenziali. Risoluzione approssimata
di equazioni.
COMMENTO AI SINGOLI TEMI
Tema n. 1: geometria
Gli
argomenti di geometria per il triennio sono la stretta connessione con gli
argomenti suggeriti per il biennio che completano la formazione dell'alunno dandogli una visione, per quanto possibile,
completa della disciplina.
Proseguendo
nello studio del metodo cartesiano si definiranno le coniche come luoghi geometrici
e se ne scriveranno le equazioni che saranno ottenute con riferimento a sistemi
di assi coordinali opportunamente scelti.
il
cambiamento degli assi coordinati consentirà di ampliare lo studio delle curve
di secondo ordine.
Lo
studio della trigonometria, ridotto all'essenziale, canalizzato alla
risoluzione dei triangoli; esso risponde anche alle necessità proprie delle
altre scienze.
Le
dimostrazioni delle principali proprietà dello spazio euclideo tridimensionale
e dei solidi notevoli completano gli argomenti di geometria elementare nello
sviluppo dei vari argomenti l’intuizione avrà un ruolo determinante.
Lo
studio dei primi elementi di geometria analitica nello spazio non sarà fine a
se stesso, ma dovrà servire di supporto, sia allo studio degli elementi di
analisi che alle applicazioni in campo tecnologico.
Tema n. 2 Insiemi numerici e strutture
Per
definire i numeri reali si potrà fare ricorso alle sezioni di Dedekind o ad
altri metodi; in ogni caso la definizione sarà collegata con la proprietà di
completezza del loro insieme. L’introduzione allo studio dei numeri complessi
si avvarrà anche dell'uso delle coordinate
polari e sarà accompagnata da varie e numerose applicazioni; ad esempio,
le radici n-esime dell'unità potranno essere collegate con il problema di
inscrivere un poligono regolare di n lati in una circonferenza.
Al
concetto generate di spazio vettoriale e di trasformazione lineare si perverrà
attraverso l'analisi di casi concreti in vari contesti scientifici;
Lo
studio dei sistemi lineari, che riprende un argomento già iniziato nel biennio,
mira a privilegiare l'esame delle operazioni che trasformano un sistema lineare
in un altro ad esso equivalente, in tal modo si potrà giungere, ad esempio,
alla triangolazione della matrice dei coefficienti. Lo studio delle matrici
offre un esempio particolarmente semplice e significativo di anello non
commutativo;
Tema n. 3 Funzioni ed equazioni
Gli
esercizi di applicazione dei concetti, di esponenziale e logaritmo saranno
limitati ai casi più semplici; per il calcolo del logaritmo, di un numero o del
numero di dato logaritmo si farà ricorso a strumenti automatici di calcolo.
Lo
studio delle funzioni circolari è limitato al teorema della somma e sue
immediate conseguenze.
Anche
per la determinazione dei valori di tali funzioni ci si avvarrà di strumenti
automatici. Per quanto riguarda le funzioni di due variabili lo studio si limiterà ai casi più semplici, con il
ricorso, alla rappresentazione sul piano cartesiano mediante curve di livello.
Tema n. 4 Probabilità e statistica
Gli
elementi di calcolo delle probabilità e statistica rispondono all’esigenza di
fornire gli strumenti
metodologici per effettuare modellizzazioni e analisi di
dati nel particolare contesto educativo.
A
questo fine è preferibile che la statistica descrittiva preceda il calcolo
delle probabilità in quanto necessaria fin dall’inizio per la sintesi e
l'interpretazione di dati relativi a varie situazioni sperimentali.
Inoltre
può essere utile per fornire semplici modelli capaci di aprire la problematica
concettuale della probabilità.
Per
quanto riguarda l'allusione ai vari contesti in cui si determinano le
probabilità ci si può ricondurre ai diversi metodi di valutazione che non
saranno presentati come antitetici, potendosi usare di volta in volta quello
che appare più aderente al contesto di informazione in cui si sta operando.
Andrà particolarmente tenuta presente la valutazione come grado di fiducia
(valutazione soggettiva) in quanto applicabile a tutti i contesti.
Tema n. 5. Gli argomenti
di questo tema
non interessano l’indirizzo.
Tema n. 5 Informatica.
II
sottotema «Implementazione di algoritmi numerici diretti ed iterativi,
controllo della precisione», si articola sui seguenti argomenti: risoluzione,
di sistemi lineari (2 x 2) approssimazioni di soluzioni di equazioni
(bisezioni), costruzione dì successioni.
Per
questi argomenti si può usare in laboratorio, in modo più avanzato, lo stesso
ambiente di programmazione conosciuto al biennio.
Tema n.7 Analisi infinitesimale
Lo
studio delle progressioni è propedeutico a quello delle successioni, per le
quali riveste particolare importanza il problema della convergenza.
Questo
porta alla nozione di limite quindi al concetto pili generale di limite di una
funzione di una variabile reale. L'introduzione dì questo concetto e di quello
di derivabilità ed integrabilità sarà accompagnata da un ventaglio quanto più
ampio possibile di loro impieghi in ambiti matematici ed extramatematici ed
arricchita della presentazione ed illustrazione di opportuni contro esempi che
serviranno a chiarire i concetti stessi.
L'alunno
sarà abituato all'esame di grafici di funzioni algebriche e trascendenti ed
alla deduzione di informazioni dello studio di un andamento grafico; appare
anche importante fare acquisire una mobilità di passaggio dal grado dì una
funzione a quello della sua derivata e di una sua primitiva.
II
problema della misura sarà affrontato con un approccio molto generale, con
particolare riferimento al Calcolo della lunghezza della circonferenza e
dell'area del cerchio, e va inquadrata preferibilmente sotto il profilo
storico.
II
concetto di integrale scaturirà poi
in modo naturale dalla necessità di dare metodi generali per il Calcolo
di lunghezze, aree, volumi.
Nell'illustrare
i metodi di risoluzione delle equazioni differenziali il docente farà ricorso a
problemi non solo matematici, ma anche attinenti alla fisica, all'economia ed
alla realtà in genere.
Per
quanto riguarda la loro risoluzione si avvarrà, per le più semplici, quali
quelle a variabili separabili o a queste facilmente riconducibili, dei metodi
tradizionali, per le più complesse dei metodi propri del calcolo numerico;
Si
utilizzeranno i metodi del calcolo numerico nella determinazione del valore di
una funzione in un dato punto, nella risoluzione di equazioni e di sistemi e
nel calcolo integrale, quando l’impiego dei metodi tradizionali risulta di
difficile applicazione.
Gli
argomenti di analisi numerica riportati sono rappresentativi di problemi
risolvibili mediante metodi costruttivi che permettono, con una precisione
arbitraria ed in un numero finito di passi eseguibili da un calcolatore, la
determinazione delle loro soluzioni.
Poiché
i calcolatori operano nel discreto e necessario tenere conto, nell’analizzare i
diversi metodi proposti, del fenomeno della propagazione degli errori.
7
indicazioni didattiche
Nel
ribadire le indicazioni didattiche suggerite nel programma per il biennio, si
insiste sulla opportunità che l'insegnamento sia condotto per problemi;
dall'esame di una data situazione problematica l'alunno sarà portato, prima a
formulare una ipotesi di soluzione, poi a ricercare il procedimento risolutivo,
mediante il ricorso alle conoscenze già acquisite, ed infine ad inserire il
risultalo ottenuto in un organico quadro teorico complessivo; un processo in
cui l'appello all'intuizione sarà via via ridotto per dare più spazio all'astrazione
ed alla sistemazione razionale.
A
conclusione degli studi secondari scaturirà così naturalmente nell'alunno
l'esigenza della sistemazione assiomatica dei temi affrontati, della geometria
come di altri contesti, sistemazione che lo porterà a recepire Un procedimento
che è diventato paradigmatico in qualsiasi ricerca ed in ogni ambito
disciplinare.
Si
ricorda che il termine problema va inteso nella sua accezione più ampia,
riferito cioè anche a questioni interne alla stessa matematica; in questa
ipotesi potrà risultare didatticamente proficuo storicizzare la questione
presentandola come una successione di tentativi portati a livelli di rigore e
di astrazione sempre più spinti; sono stati a riguardo ricordati il processo
che portò alle geometrie non euclidee a quello che sfociò nel campo integrale.
In
questo ordine di idee, il docente, nel trattare i vari argomenti, sfrutterà
anche ogni occasione per illustrare ed approfondire alcune questioni dì
epistemologia della matematica.
L'insegnamento
per problemi non esclude però che il docente faccia ricorso ad esercizi di tipo
applicativo, sia per consolidare le nozioni apprese dagli alunni, sia per fare
acquisire loro una sicura padronanza del calcolo.
È
comunque opportuno che l'uso dell'elaboratore elettronico sia via via
potenziato utilizzando strumenti e metodi propri dell'informatica nei contesti
matematici che vengono progressivamente sviluppati? mediante là visualizzazione
di processi algoritmici. non attuabile con elaborazione manuale, esso consente
anche la verifica sperimentale di nozioni teoriche già apprese e rafforza a sua
volta negli alunni l'attitudine all'astrazione ed alla formalizzazione per .
altra via conseguita.
Il
docente terrà presenti le connessioni della matematica con le discipline tecniche
dell'indirizzo e darà a ciascun argomento uno sviluppo adeguato alla sua
importanza nel contesto di queste discipline.
L’alunno
sarà cosi dotalo di rigorosi metodi di analisi, di capacità relative alla
modellizzazione di situazioni anche complesse, di abilità connesse con il
trattamento di dati, che lo metteranno in grado di effettuare in ogni
.occasione scelte consapevoli e razionali.
Nel contesto
di una ripartizione annuale i contenuti
sono raggruppati per «temi», il docente avrà cura di predisporre il suo
itinerario didattico in modo da mettere in luce analogie e connessioni tra
argomenti appartenenti a temi diversi o i diversi aspetti di uno stesso
argomento.
Per
la verifica si confermano i criteri generali suggeriti nel programma per il
biennio: nelle verifiche scritte il docente porrà particolare attenzione agli
aspetti progettuali.
MECCANICA APPLICATA E MACCHINE A FLUIDO
finalità
La
Meccanica applicata assume fondamentale importanza nell'indirizzo per la
Meccanica, sia perché tutte le materie tecnico - professionali caratterizzanti
l'indirizzo si avvalgono dei suoi contributi, sia perché essa riveste un ruolo
formativo in virtù del rigore scientifico con cui deve essere impostato e
condotto il suo studio.
L'insegnamento
della Meccanica applicata deve dunque promuove negli allievi:
1.
la formazione di una consistente base tecnico - scientifica;
2.
l'acquisizione critica dei principi e dei concetti fondamentali costituenti il
supporto scientifico della disciplina;
le conoscenze indispensabili per poter affrontare, con la necessaria razionalità lo studio delle materie tecnico professionali specifiche dell'indirizzo;
4.
l'acquisizione di capacità progettuali di organi: di macchine e di semplici
meccanismi.
L'insegnamento
delle Macchine a fluido, di rilevante importanza nell'indirizzo per la Meccanica,
deve promuovere negli allievi:
5.
la formazione di una solida base imperniata soprattutto sugli argomenti di
carattere propedeutico quali i problemi dell'energia, i combustibili e la
combustione, la termodinamica applicata, gli elementi di fluidodinamica e di
trasmissione del calore;
6.
la conoscenza critica dei principi e degli aspetti applicativi essenziali della
disciplina.
OBIETTIVI DI APPRENDIMENTO
Al
termine del corso l'allievo dovrà dimostrare di:
1.
possedere una buona conoscenza delle problematiche inerenti all'equilibrio dei
corpi liberi e vincolati, alle leggi del moto, alla dinamica dei corpi, alle
resistenze passive, alla resistenza dei materiali, ai meccanismi per la
trasmissione del moto, alla regolazione delle macchine;
2.
possedere buone capacità di schematizzazione dei problemi e di impostazione dei
calcoli di dimensionamento e di verifica di semplici strutture, di organi di
macchine e di meccanismi;
3.
essere in grado di adoperare i manuali tecnici e saper interpretare la
documentazione tecnica del settore;
4.
possedere una buona conoscenza delle principali caratteristiche dei vari tipi
di impianti motori e di macchine a fluido, con particolare riguardo alle
applicazioni industriali, ai criteri di scelta, ai problemi di installazione e
di funzionamento;
6. possedere
sufficienti capacità operative di calcolo su potenze, rendimenti, bilanci energetici,
consumi, ecc.
CONTENUTI
A) Meccanica applicata
TERZO
ANNO
Statica
Forze,
sistemi di forze e relative operazioni.
Momenti
delle forze.
Poligono
funicolare.
Sistemi
di forze equivalenti e sistemi di forze equilibrati.
Vincoli
e reazioni vincolari. Equilibrio dei corpi vincolati.
Macchine
semplici.
Baricentri, momenti
statici e momenti
di inerzia di
figure geometriche.
Cinematica
Moto
rettilineo, moto angolare e molo circolare del punto materiale.
Composizione
dei moti. Moto armonico.
Moto
dei. corpi rigidi.
Moti
relativi.
Dinamica
Leggi
fondamentali. Massa e peso dei corpi.
Forze
di inerzia.
Momenti
di inerzia di massa.
Lavoro,
Energia. Potenza. Sistemi di unità di misura.
Teoremi
delle forze vive, della quantità di moto e del momento della quantità di moto.
fenomeno
dell'urto, Resistenze passive.
Resistenza
di attrito radente e resistenza di attrito volvente. Resistenza del mezzo.
Rendimento
meccanico. Forze di aderenza. > -
. •
QUARTO
ANNO
Resistenza dei materiali
Sollecitazioni,
tensioni interne e deformazioni nei corpi elastici. Legge di Hooke.
Criteri
di resistenza. Sollecitazioni semplici; sforzo normale, taglio, flessione,
torsione.
Sollecitazioni
composte: sforzo normale e flessione, carico di punta, flessione e torsione,
flessione e taglio.
Sollecitazioni
dinamiche.
Studio
delle travi inflesse vincolate isostaticamente.
Cenni
sulle travi inflesse vincolate iperstaticamente.
Meccanica applicata alle macchine
Coppie
cinematiche. Meccanismi. Curve polari. Linee primitive e profili coniugati.
Forze
agenti sulle macchine. Lavoro motore, lavoro resistente utile e passivo.
Bilancio energetico e rendimento.
Tribologia
e lubrificazione.
Meccanismi per la trasmissione della potenza: studio
delle caratteristiche costruttive e di funzionamento e dimensionamento, delle
trasmissioni mediante ruote di frizione, ruote dentale, cinghie, funi
metalliche e catene. Cenni sugli eccentrici.
QUINTO
ANNO
Meccanica applicata alle macchine
Meccanismo
di biella e manovella: studio cinematico e dinamico e caratteristiche costruttive.
Bilanciamento
delle forze di inerzia degli alberi a
gomito.
Regolazione delle macchine a regime periodico ed a regime assoluto: volani e regolatori.
Cenni
sui principali apparecchi di sollevamento e trasporto.
Dimensionamento
e verifica di organi di macchine e di semplici meccanismi (perni, alberi,
supporti, giunti, innesti, molle, manovellismi, paranchi, verricelli, ganci
ecc.).
B) Macchine a fluido
TERZO
Fonti
dì energia: tradizionali, alternative, integrative; cenni sui fabbisogni di
energia e sui criteri di risparmio energetico.
Classifica
e caratteristiche principali delle macchine a fluido e degli impianti motori.
Principi
di funzionamento delle macchine volumetriche e dinamiche.
Moto
dei fluidi a pelo libero ed in pressione, principi e leggi fondamentali.
Rendimento
delle macchine idrauliche operatrici e motrici.
Macchine
idrauliche operatrici: pompe volumetriche e dinamiche: principi di funzionamento,
problemi di installazione e di esercizio: pompaggio e cavitazione
Impianti motori
idraulici: turbine Pelton, Francis, Kaplan; impianti di accumulazione o di
pompaggio
Combustibili e
combustione
Dementi
di trasmissione del calore.
QUARTO E QUINTO ANNO
Termodinamica
applicata; sistemi chiusi ed aperti; primo principio, energia interna: gas
perfetti; proprietà e trasformazioni: secondo principio, entropia, degradazione
dell'energia, ciclo di Carnot.
Entalpia,
lavoro trasferito in un sistema aperto; sistemi a più fasi (vapori).
Princìpi
di fluidodinamica.
Rendimenti
delle macchine termiche motrici e degli impianti motori.
Generatori
di vapore.
Impianti
motori a vapore: cicli di Rankine e di Hirn: rigenerazione, condensatori.
Impianti
a vapore nucleari: caratteristiche generali e sicurezza.
Impianti
motori con turbine a gas: ciclo; particolari costruttivi, applicazioni.
Motori
alternativi a combustione interna: motori a 2 tempi e a 4 tempi, cicli di
riferimento e reale dei motori ad accensione
comandata e diesel; rendimenti,
potenza, bilancio termico, raffreddamento, sovralimentazione.
Impianti
combinati gas - vapore: Impianti di cogenerazione.
Compressori, ventilatori, soffianti: principi
di funzionamento, curve
caratteristiche; problemi di installazione e di esercizio.
Impianti
operatori a ciclo inverso (frigoriferi e pompe di calore).
Nell'ambito
dell’insegnamento è opportuno operare la seguente ripartizione oraria:
|
|
Meccanica
applicata |
Macchine
a fluido |
|
III
anno |
3 ore |
3 ore |
|
IV
anno |
2 ore |
3 ore |
|
V anno |
3 ore |
2 ore |
A) Meccanica applicata.
L’insegnamento
della Meccanica applicata inizia al terzo anno con la statica dei corpi rigidi,
cui fa seguito la cinematica, quindi la dinamica e le resistenze passive.
Questi argomenti, già trattati nel corso di Fisica de! biennio, andranno
studiati sottolineandone l'aspetto tecnico ed applicativo, dando cosi
particolare rilievo ai problemi dell'equilibrio statico dei corpi rigidi, alle
reazioni vincolari, allo studio dei moti rettilinei, angolari e circolari, uniformi
ed uniformemente vari, ai principi ed ai teoremi fondamentali della cinematica,
alle forze di inerzia, all'influenza delle resistenze passive nel moto dei
corpi e nei riguardi energetici. Particolare cura sarà poi anche dedicata alla
puntuale e corretta definizione delle unità di misura.
L'allievo,
al termine del terzo anno, dovrà aver acquisito un bagaglio culturale che lo ponga
in grado di affrontare, negli anni successivi, lo studio della meccanica
applicata alle costruzioni ed alle macchine, con sufficiente rigore e
razionalità.
Al
quarto anno la trattazione della materia prosegue con la resistenza dei
materiali: al riguardo saranno richiamali i principali teoremi della statica,
applicati ai corpi ritenuti non più rigidi, ma deformabili, in modo da
pervenire alla definizione dei principali tipi di sollecitazioni.
Lo
studio teorico potrà poi essere completato con verifiche sperimentali,
utilizzando eventualmente le specifiche attrezzature cui è normalmente dotato
il laboratorio di tecnologia meccanica. Successivamente si passera all'esame
dei meccanismi di trasmissione della potenza (senza o con trasformazione del
moto); di cui verranno analizzate le principali caratteristiche funzionali e
costruttive, con riferimento anche alle pratiche applicazioni. Al termine di
tale anno l'allievo dovrà quindi essere in grado di affrontare problemi di carattere
tecnico, impostandone la soluzione, anche ai fini del dimensionamento degli organi
di macchine.
Sia
al terzo che al quarto anno la trattazione teorica sarà integrata da numerosi
esercizi, che avranno il fine di graduare le difficoltà concettuali e di
educare l'allievo all'analisi e alla sintesi dei problemi.
Al
quinto anno verrà completato il programma con lo studio del meccanismo di
biella e manovella, del bilanciamento delle forze di inerzia, della regolazione
delle macchine, dei principali apparecchi di sollevamento e delle vibrazioni.
Nel contempo sarà inoltre dato conveniente spazio alle più significative
applicazioni numeriche, che dovranno essere caratterizzate da adeguati
contenuti concettuali ed essere prevalentemente finalizzate al dimensionamento
ed alla verifica della componentistica meccanica, in modo da favorire, negli
allievi, lo sviluppo di capacità di analisi e di risoluzione di semplici
progetti.
B) Macchine a fluido
Dopo
una premessa in forma semplificata dei problemi dell'energia ed una preliminare
e sommaria descrizione delle varie categorie di macchine a fluido e di impianti
motori, si è preferito anticipare lo studio delle macchine idrauliche
operatrici e motrici, rinunciando cosi ad un'impostazione forse più razionale
della materia (che prevede dapprima lo studio degli argomenti di carattere
generale e quindi gli sviluppi in maggiori dettagli delle macchine e degli
impianti), ma favorendo l'approccio alla disciplina da parte degli allievi, mediante
l'anticipazione dei più semplice ed intuitivo studio delle macchine idrauliche.
Il
programma del terzo anno viene completato con i combustibili, la combustione e
la trasmissione del calore. Con tale criterio, il più complesso studio della
termodinamica viene iniziato al quarto anno, precedendo così immediatamente la
trattazione delle varie categorie di macchine termiche ed impianti motori;
nella quale converrà dare adeguato sviluppo alle caratteristiche costruttive e
di funzionamento riducendo all'essenziale gli aspetti strettamente analitici.
Si
prosegue poi con l'analisi dei problemi dell'ottimizzazione dell'impiego di
fonti energetiche e degli impiumi combinati gas vapore, ad altissimo
rendimento, che rappresentano la più recente evoluzione delle grandi centrali
termoelettriche e della cogenerazione di energia elettrica e di calore.
Vengono
inoltre trattati i compressori e gli impianti operatori a ciclo inverso
(frigoriferi e pompe di calore).
Il
quinto anno di corso sarà destinato prevalentemente alla progettazione di parti
di macchine o di semplici impianti che utilizzano macchine a fluido di
particolare interesse per il tecnico del settore meccanico.
Particolarmente
significativa per la formazione del tecnico e poi l'attività di progetto che si
potrà sviluppare soprattutto al quinto anno, sia nell'ambito della disciplina
Meccanica Applicata e Macchine a Fluido, sia nell'attuazione, in collaborazione
con altre materie, dell’Area di Progetto nella quale potranno essere affrontate
le problematiche di maggiore attualità per il tecnico meccanico, anche con
riferimento alle esigenze della realtà locale.
TECNOLOGIA MECCANICA ED ESERCITAZIONI
finalità
L'insegnamento
di questa materia si propone lo scopo di fornire:
1.
le conoscenze dei materiali impiegati nell'industria meccanica, dei mezzi e dei
processi con i quali essi vengono trasformati per ottenere il prodotto;
2.
una base conoscitiva, nel terzo e quarto anno, necessaria ad affrontare le
tematiche delle tecnologie più avanzate;
3.
la conoscenza delle moderne tecniche di produzione, allo studio delle quali è
dedicala la parte conclusiva del quinto anno quando l'allievo ha già maturalo
una sufficiente conoscenza delle discipline che concorrono alla sua formazione;
4.
le ragioni logiche, sia di natura tecnica che economica, inerenti a ciascun
processo, per raggiungere la conoscenza della realizzazione pratica dello
stesso;
5.
la capacità di effettuare i controlli dei materiali ed il controllo del
processo produttivo;
6.
la conoscenza dei processi di corrosione e dei procedimenti per la prevenzione
e la protezione dei materiali metallici.
obbiettivi di apprendimento
Nel
corso di Tecnologia meccanica ed Esercitazioni l'allievo deve:
1.
acquisire le conoscenze necessarie dei processi industriali per la
fabbricazione dei semilavorati e del prodotto finito;
2.
acquisire il concetto di misura, di errore e di tolleranza dimensionate e dì
forma;
3.
razionalizzare l'impiego delle macchine utensili e degli utensili sotto
l'aspetto economico e della produzione;
4.
possedere capacità di scelta dei trattamenti termici dei vari materiali
metallici per ottenere dagli stessi le caratteristiche più idonee all'impiego;
5.
saper affrontare le problematiche delle macchine utensili CNC, la realizzazione
dei programmi per varie lavorazioni e l'interfacciamento ad un sistema CAD;
6.
saper affrontare i problemi derivanti dai processi di corrosione con idonee
scelte di materiali e mezzi per fa prevenzione e la protezione.
CONTENUTI
TERZO
ANNO
a)
Tecnologia
meccanica e Laboratorio
Unità
di misura; teoria degli errori.
Metrologia
di base: uso e controllo degli strumenti di misura di tipo meccanico ed ottico.
Proprietà fisiche, chimiche, meccaniche e tecnologiche
dei materiali; loro verifiche sperimentali.
Principali
processi produttivi dei materiali: leghe siderurgiche; leghe non ferrose,
materiali sinterizzati; materiali compositi; materie plastiche; gomme e resine;
conglomerati; isolanti.
Lavorazioni
per deformazione plastica: laminazione; trafilatura; estrusione; fucinatura;
stampaggio; fabbricazione dei tubi.
Lavorazione
delle lamiere: tranciatura; piegatura; imbutitura.
Nozioni
fondamentali di fonderia: esame dei principali processi fusori delle leghe
metalliche di più comune impiego.
Nozioni
di saldatura: esame dei vari processi di saldatura più in uso. Verifica delle saldature:
mezzi e metodi di controllo.
Macchine
utensili: Tornio e Trapano; descrizione del funzionamento e delle parti
costitutive; lavorazioni principali.
b)
Reparti di
lavorazione
Lavorazione
delle lamiere.
Prove
di saldatura.
Operazioni
elementari di tornitura e foratura finalizzate alla conoscenza delle tecniche
fondamentali di lavorazione e alla realizzazione di dimensioni e tolleranze
corrette.
QUARTO
ANNO
a)
Tecnologia meccanica e laboratorio
Elementi
di metallurgia: diagrammi di stato; leggi fondamentali; rilievo sperimentale
dei punti critici.
Diagramma
di equilibrio delle leghe ferro - carbonio e leghe non ferrose.
Trattamenti
termici delle leghe metalliche: scopi, metodi, attrezzature. Esecuzione di trattamenti
termici, verifica dei risultati ottenuti. Prova di temprabilità.
Analisi
metallografiche e metalloscopiche delle principali leghe.
Studio
delle caratteristiche di materiali metallici per impieghi speciali.
Lavorazioni
per asportazione di truciolo: individuazione dei parametri che influenzano il
taglio.
Gli
utensili da taglio: caratteristiche geometriche e funzionali. Controllo degli
elementi geometrici. Tipi di utensili. Materiali per utensili.
Truciolabilità
dei materiali; finitura delle superfici, rilievo sperimentale della rugosità.
Macchine
utensili a moto rotatorio e a moto rettilineo: descrizione del funzionamento
delle parti costitutive. Esame delle lavorazioni principali.
Macchine
semiautomatiche e per copiare.
Abrasivi
- Mole - Macchine rettificatrici e affilatrici.
Ricerca
delle condizioni di razionale utilizzazione delle macchine e degli utensili.
Verifica sperimentale dei parametri di taglio, misura della potenza assorbita e
degli sforzi di taglio.
b) Reparti di lavorazione.
Lavorazioni
alle macchine utensili tradizionali finalizzate all'ottimizzazione dei
parametri di taglio per l'utilizzazione economica della macchina.
QUINTO
ANNO
a) Tecnologia meccanica e Laboratorio
Lavorazioni
speciali con ultrasuoni, per elettroerosione, al laser.
Elementi
di corrosione e protezione dei metalli: corrosione in ambienti umidi (acqua, atmosfera,
terreno); corrosione in gas secchi (aria, fumi, vapori al alta temperatura);
cinetica
della corrosione elettrochimica; studio dei più importanti tipi di corrosione;
protezione catodica; proiezione contro la corrosione mediante rivestimento
superficiale; protezione contro la corrosione con la scelta del metallo e con
il progetto;
Collaudi
e controllo qualità: studio delle caratteristiche meccaniche e tecnologiche dei
materiali; prove distruttive e non distruttive per il collaudo dei materiali e
dei pezzi lavorati; metodi di controllo della qualità.
Macchine
utensili C.N.C.:
architettura
delle macchine a controllo numerico. Individuazione degli assi controllati e sistemi
di riferimento (Norme I.S.O.);
struttura
a blocchi funzionali di un C.N.C.: controllore, trasduttori, attuatori, canali
di comunicazione, periferiche, collegamento con PC;
linguaggio
di programmazione manuale: istruzione di base, blocchi di programmi ripetitivi,
salti, gestione magazzino utensili; programmazione manuale con video - grafica
interattiva; programmazione assistita del calcolatore: linguaggio APT e
derivati;
generazione
del part-program, del CL-file; post-processor per la generazione del programma macchina; collegamento a
sistemi, CAD.
b)
Reparti di lavorazione
Realizzazione
pratica di programmi per lavorazioni con macchine a C.N.C.
Esempi
di interfacciamento ad un sistema CAD.
indicazioni
La
prevista copresenza totale richiede che la metodologia da seguire sia quella
dell'aula - laboratorio; per tal motivo lo svolgimento del corso sarà attuato
attraverso un coordinato alternarsi di clementi di teoria, che verranno
immediatamente verificati in laboratorio, in modo tale da mantenere
strettamente connesse l'acquisizione teorica e la verifica sperimentale,
privilegiando, di volta in volta, a seconda dell'argomento trattato, il metodo
deduttivo od il metodo induttivo.
Le
attività pratiche dovranno trovare una loro collocazione nel contesto dello
sviluppo organico dell'apprendimento, ogni volta che sia necessario effettuare
delle applicazioni, dando ad esse il tempo necessario per un completo
svolgimento dell'esercitazione.
L'adozione
di una tale metodologia e mirata a realizzare la necessaria ed equilibrata
sintesi tra teoria e pratica professionale.
DISEGNO, FROGETTAZIONE, ORGANIZZAZIONE
INDUSTRIALE
finalità
L'insegnamento
della disciplina si prefigge di:
1.
sviluppare le conoscenze acquisite nel biennio ed orientarle verso le
applicazioni meccaniche;
2.
raggiungere e consolidare le capacità di interpretare, rappresentare e quindi
esprimersi attraverso il linguaggio grafico;
3.
acquisire conoscenze e capacità progettuali nell'ambito della meccanica tenendo
conto dei condizionamenti tecnico - economici;
4.
acquisire conoscenze ed abilità nell'ambito del disegno assistito dai
calcolatore;
5.
far acquisire conoscenze, capacità progettuali e di analisi critica dei
processi di fabbricazione e loro programmazione;
6.
favorire l'approccio con le tematiche connesse alle strutture ed al funzionamento
delle imprese industriali;
7.
sensibilizzare gli allievi sulle problematiche dei costi di produzione, della
gestione delle scorie e sui problemi di scelta che ne conseguono.
obiettivi di apprendimento
Al
termine del corso l'allievo dovrà:
1.
aver acquisito mentalità progettuale eseguendo il proporzionamento di
complessivi, il disegno esecutivo dei particolari nel rispetto della normativa
e con uso di manuali tecnici;
2. avere conoscenze specifiche dei sistemi
per il disegno assistito dal
computer (CAD) ed
eseguire disegni alla
stazione grafica
computerizzata;
3.
sviluppare cicli di lavorazione e/o montaggio eseguendo scelte di convenienza
economica nell'uso delle attrezzature, delle macchine e degli impianti;
4.
progettare le attrezzature speciali di lavorazione e/o montaggio previste nei
cicli tipici di fabbricazione;
5.
avere una conoscenza generale della struttura dell'impresa nelle sue principali
funzioni e negli schemi organizzativi
più ricorrenti, con particolare riferimento all'attività industriale;
6.
avere una conoscenza specifica dei principali aspetti della organizzazione e
della contabilità industriale, con particolare riguardo a programmazione,
avanzamento e controllo della produzione nonché all'analisi e valutazione dei
costi.
CONTENUTI
TERZO
ANNO
Disegno tecnico
Norme
unificate di disegno tecnico, con particolare riferimento alle applicazioni nel
settore meccanico.
Criteri
di rappresentazione. Esercitazioni grafiche e elementari.
Rilievo
di organi meccanici dal vero. Schizzi quotati.
Traduzione
di schizzi quotati nel disegno in scala.
Studio
e rappresentazione di particolari ricavati
da disegni d’insieme,
comprendenti collegamenti fissi e mobili.
Tolleranze
dimensiona1i.
II
disegno tecnico assistito dal computer. Periferiche d'ingresso e d'uscita. Uso
dì tavolette grafiche, plotter ecc. Semplici applicazioni guidate all'uso di un
pacchetto applicativo.
QUARTO
ANNO
Disegno di progettazione
Catene
di tolleranze dimensionali.
Tolleranze
di forma e di dimensioni.
Elementi
unificati e normalizzati.
Proporzionamento
di complessivi.
Disegno
esecutivo di particolari rilevati dal complessivo. Compilazione distinta.
Progettazione
assistita dal computer (CAD Compuler Aided Design).
Modellatori
grafici 2D, 2.5D, 3D. Modello wire frame. Modellatore superficiale. Modellatore
solido.
Campi
di applicazione del CAD: progettazione, disegno di schemi, collegamento con
data base.
Uso
dei comandi di un pacchetto software su personal computer. Disegno alla
stazione grafica computerizzata.
Tecniche di fabbricazione
Metodi
e tempi di lavorazione.
Scelta
degli utensili e dei parametri di taglio.
Scelta
delle macchine operatrici.
QUINTO
ANNO
Disegno di progettazione
Studio
delle attrezzature per lavorazione e/o montaggio. Posizionamento dei pezzi:
Organi di appoggio e di fissaggio. Elementi di riferimento tra utensile e
pezzo. Collegamenti delle attrezzature alle macchine utensili.
Progettazione
di semplici attrezzature con l’ausilio di manuali tecnici:
Disegno
esecutivo alla stazione grafica; computerizzata.
Programmazione della produzione.
Trasformazione del
disegno di progettazione in disegno di fabbricazione;
Criteri
di impostazione di un ciclo di lavorazione e/o montaggio.
Sviluppo
di cicli di lavorazione. Stesura del cartellino di lavorazione.
Analisi
critica dei cicli di lavorazione e/o montaggio.
Gestione della produzione industriale.
Classificazione
dei sistemi produttivi: Produzione artigianale, Produzione di massa, Produzione
snella;
Aspetti
caratterizzanti dei sistemi produttivi:
Aspetti
commerciali, Aspetti Tecnico - progettuali. Aspetti sociali. - Aspetti
economici. Aspetti qualitativi.
Differenze
tra produzione continua e produzione intermittente.
Differenza tra
produzione per magazzino e produzioni su commessa.
La
gestione della produzione. Gestione della logistica. Gestione delle risorse
umane. Gestione di clienti e forniture.
Layout
di impianto.
Programmazione
operativa, avanzamento e controllo (Gant, Pert).
Produzione
assistita dal calcolatore (CAM). Integrazione CAD-CAM. Uso di attrezzature.
Scelta del grado di automazione.
Gestione
dei materiali: distinta base ciclo di lavoro, procedura MRP.
Lotto
economico di produzione e di acquisto.
Total quality Management (Just in Time,
Total Industrial Engineering; Total Productive Maintenance, Statistical Process
Control, Quality function deployment).
Magazzini
e trasporti interni; codice dei materiali a magazzino. Gestione delle scorte.
(*)
Vedi la nota e del quadro orario.
indicazioni didattiche
Nel
corso del primo anno del triennio è necessario che il docente valuti con
attenzione il tipo ed il numero di esercitazioni effettivamente eseguibili nel
tempo destinato all'insegnamento e le programmi in modo da assicurare il
raggiungimento di tutti gli obiettivi assegnati e di tutte le abilità che
l'allievo deve acquisire.
In
particolare si sottolinea la necessità che:
pur
senza rinunciare ad una esecuzione ordinata e ad un attento controllo dei
risultati, si dia maggiore importanza alla correttezza del disegno piuttosto
che al graficismo; si esiga costantemente dallo studente l'uso ragionato di
tabelle unificale, di manuali e di cataloghi;
si
utilizzino, eventualmente, test di verifica basati sul riconoscimento di errori
e su scelte motivate fra soluzioni alternative.
Nel corso del
quarto anno il programma sarà articolato in modo da favorire negli allievi lo
sviluppo di una mentalità critica e la capacità di affrontare e risolvere
problematiche tecniche. L'attività progettuale potrà essere così articolala: analisi
accurata dei dati caratteristici del problema:
ricerca
tra io ipotesi possibili, della soluzione tecnico - economica più valida;
dimensionamento
e proporzionamento;
analisi
– critica dell’avamprogetto ed eventuali modifiche;
stesura
del progetto definitivo;
disegno
esecutivo dei particolari;
compilazione
distinta.
Per
quanto concerne la stesura dei cicli di lavorazione e/o montaggio, dovranno
essere dati agli allievi i criteri di scelta delle macchine, degli utensili,
dei parametri di taglio.
Le
applicazioni si completeranno con la progettazione delle attrezzature speciali,
previste nel ciclo di lavorazione, servendosi eli manuali e documentazione
tecnica.
Nella
stesura degli elaborati sarà dato adeguato spazio all'uso del computer.
Si
ritiene necessario che gli esercizi applicativi vengano formulali, studiali e
discussi con i docenti di Tecnologia meccanica ed Esercitazioni, Sistemi ed
Automazione industriale. Meccanica applicata e Macchine a fluido nonché di
Economia industriale ed organizzati in modo da ottenere un risultalo
soddisfacente sia sotto il profilo tecnico, sia sotto il profilo economico.
Per
quanto riguarda gli aspetti più propriamente economici ed organizzativi
dell'attività produttiva è fondamentale che si attui uno stretto collegamento
con il docente di Economia industriale e Elementi dì Diritto al fine di
realizzare iniziative coordinate. In particolare l'integrazione fra i due
insegnamenti verrà favorita attraverso la scelta di casi e progetti comuni
oltre che da una adeguata scansione temporale degli argomenti da svolgere.
SISTEMI
ED AUTOMAZIONE INDUSTRIALI:
finalità
Questa
disciplina presenta alcuni dei contenuti più innovativi della nuova specializzazione
meccanica.
Gli
argomenti specifici di base dell'elettrotecnica e dell'elettronica sono volti,
oltre che ad una comprensione dei principi specifici delle due discipline e
delle loro applicazioni in campo industriale, anche all'introduzione e allo
sviluppo delle tecniche dell'automazione per la formazione di una figura di
base più connaturata alla veloce evoluzione tecnologica.
Ci
si propone di fornire il giusto equilibrio tra competenze del settore elettrico
e competenze del settore meccanico, tale da permettere al futuro perito di
poter interagire più naturalmente in un ambiente industriale dinamico nel quale
diverse competenze specifiche non possono essere più ripartite tra diverse
figure professionali specialistiche.
In
particolare ci si propone di:
1.
fornire la capacità di cogliere le interazioni tra le tecnologie del settore elettrico
- elettronico e quelle più specifiche del settore meccanico;
2.
fare acquisire all'allievo una cultura informatica o il consolidamento e la
sistematizzazione delle conoscenze precedentemente acquisite;
3.
fornire la capacità ad operare con sistemi di produzione o di controllo di
processo automatizzati, dalla macchina singola ai gruppi di macchine a
tecnologia mista (pneumatica, oleodinamica, elettrico - elettronica);
4.
sviluppare una conoscenza di base sui concetti di CIM, FMS, integrazione robotica.
Obbiettivi di apprendimento
Al
termine del corso l'allievo dovrà dimostrare di:
1.
aver maturato la tendenza al progressivo arricchimento del bagaglio di
conoscenze acquisite;
2.
saper interpretare la documentazione tecnica del settore:
3.
essere in grado di scegliere le attrezzature e la componentistica in relazione
alle esigenze dell'area professionale;
4.
saper valutare le condizioni di impiego dei vari componenti sotto l'aspetto
della funzionalità e della sicurezza:
5.
saper utilizzare consapevolmente metodi di calcolo e strumenti informatici;
6.
aver acquisito conoscenze nei campi della oleodinamica e pneumatica soprattutto
in relazione all’impiego nel campo degli automatismi e dei servomeccanismi, dei
sistemi di controllo programmabili, dei sistemi misti;
7.
aver acquisito consapevolezza sulla razionalità di utilizzo di sistemi CIM,
FMS, e di automazione di produzione integrata in genere e della teoria dei
sistemi di controllo.
contenuti
TERZO
ANNO
Circuiti
elettrici e magnetici: grandezze elettriche, magnetiche e loro misura;
componenti; leggi fondamentali.
Analisi
sperimentale dei circuiti in c.c. al variare del carico.
Analisi
sperimentale dei circuiti in c.a. monofase e trifase al variare dei parametri
del carico; potenza attiva reattiva ed apparente.
Analisi
sperimentale dei circuiti al variare della frequenza, forme d'onda. filtri
passivi.
Strumentazione
analogica: cenni alle caratteristiche di funzionamento degli strumenti: criteri
di inserzione e di utilizzo.
Semiconduttori
e loro applicazioni. Circuiti raddrizzatori. Amplificatori operazionali e loro
specifico uso in automazione.
Sistemi
di numerazione: decimale, ottale, esadecimale e binario.
Principi
di algebra booleana: operatori logici e tabelle di verità. Teoremi
fondamentali.
Concetto
di Informazione: organizzazione e codifica. Sistemi di codifica: ASCII, BCD,
EBCD.
Circuiti
digitali: metodi di minimizzazione con la mappa di Karnaugh.
Circuiti
combinatori fondamentali: semisommatore, sommatore, decoder e multiplexer.
Sviluppo
di schemi logici combinatori elementari in laboratorio.
Circuiti
digitali sequenziali: memoria; flip-flop: SR, D,
T JK; registri di scorrimento e contatori.
L'hardware
del calcolatore: schema funzionale a blocchi. Periferiche, dispositivi di ingresso
e uscita.
Software
di base e sistemi operativi: funzione del sistema operativo e principali comandi del S.O. in uso
presso il laboratorio informatico.
Concetto
di algoritmo. Rappresentazione degli algoritmi in diagrammi di flusso. Pseudocodifica,
Algoritmi fondamentali.
Linguaggi
di programmazione: ad alto e a basso livello. Compilatori ed interpreti.
Programmazione
in linguaggio strutturato. Struttura dei dati: variabili semplici e strutturate,
tipi standard; tipi definiti dall'utente, tipi records, tipi puntatore, code,
liste ed alberi binari.
Istruzioni
di assegnazione. Istruzioni di ingresso e uscita dei dati. Istruzioni di
controllo: condizionali, di iterazione, scelte multiple. Trattamento dei
files: sequenziali e ad accesso casuale.
Cenni
all'uso di software applicativo: fogli elettronici, data bases, word
processors.
QUARTO
ANNO
Macchine
elettriche: principi generali di funzionamento: dati di targa, caratteristiche
o parametri di funzionamento, criteri di scelta.
Trattamento
dei segnali: amplificazione; applicazioni degli amplificatori operazionali negli
amplificatori e nei generatori di funzione: cenni a principio e funzione della
reazione.
Amplificazione
di potenza.
Alimentatori
in c.c. e c.a.; stabilizzazione:
Cenni
sui gruppi di stabilizzazione: di continuità; di conversione.
Dispositivi
logici: componentistica logica, esempi applicativi. Conversione AD,
DA: problematiche generali di interfacciamento.
Strumentazione
digitale: analisi delle caratteristiche di funzionamento e specifiche di utilizzo.
Principi
di teoria dei sistemi.
Introduzione
ai sistemi.
Processi.
Modelli:
analogie tra sistemi elettrici, meccanici e fluidici.
Cenni
alla teoria degli automi.
Oleodinamica
e pneumatica.
Simbologia
unificata UNI per impianti pneumatici e oleodinamici.
Produzione
e distribuzione dell'aria compressa.
Componentistica
circuitale e di utilizzo.
Logiche
di comando e componentistica logica.
Progettazione
e realizzazione di circuiti con logica pneumatica booleana in laboratorio.
Componentistica
elettropneumatica.
Progettazione
e realizzazione di semplici circuiti con logica elettropneumatica.
Pompe
e accumulatori oleodinamici.
Centraline
oleodinamiche.
Componentistica
oleodinamica.
Trasmissioni
oleodinamiche.
Lettura
e interprelazione di schemi oleopneumatici. Progettazione in laboratorio di
circuiti oleodinamici, pneumatici o elettropneumatici.
QUINTO
ANNO
Sistemi
di controllo e regolazione: generalità, componentistica: sensori, trasduttori e
attuatori in genere.
Automazione
di sistemi discreti mediante PLC: caratterizzazione dei PLC, schema funzionale
a blocchi. Campi di applicazione dei PLC.
Programmazione
dei PLC: booleano e ladder. Realizzazione di sistemi automatici mediante PLC e
a tecnologia mista (pneumatica etc.).
Automazione
dei processi continui e servosistemi: sistemi di comando, regolazione e controllo:
sistemi ad anello aperto, ad anello chiuso, criteri di stabilità; sistemi di
regolazione (P, PI, PID);
oleodinamica
proporzionale: componentistica e applicazioni; cenni all'utilizzo dei PLC nei
controlli analogici.
Robotica:
l'automazione di un processo produttivo: dall'acquisizione delle tecniche CAM
all'introduzione della robotizzazione; architettura funzionale di un robot;
classificazione dei robot; tipologie costruttive dei robot: parte meccanica: basamento, bracci, organi di presa, gradi
di libertà:
parte elettronica: hardware e interfacciamento;
organi di visione: elementi fondamentali di programmazione dei robot: basi matematiche: cenni alla teoria delle
matrici di trasformazioni omogenee; linguaggi e tipi di programmazione.
Automazione
integrata: l'automazione di fabbrica: il CIM e l'FMS; gli standard di scambio
informazioni: generalità su protocolli di scambio informazioni (es. MAP).
indicazioni didattiche
Per
raggiungere questi risultali l'insegnamento dovrà essere organizzato ed attuato
in modo che i vari argomenti vengano esplorati attraverso una sequenza idonea
di problematiche applicative e di analogie tra le diverse parti della
disciplina nell'intento di far acquisire una consolidata mentalità sistemica.
Nell'approccio
ai vari argomenti si preferirà in linea di massima limitare all'indispensabile
la parte più prettamente teorica ed analitica dell'elettrotecnica ed
elettronica di base, privilegiandone invece gli aspetti funzionali in rapporto
al contesto di utilizzo, con un efficace uso delle attività di laboratorio.
Per
la parte di automazione, invece, si dovranno costantemente tenere presenti sia
gli aspetti teorici che funzionali delle problematiche di base, soprattutto in
rapporto alla rapida ed incessante obsolescenza delle varie tecnologie.
Il
piano di lavoro annuale dovrà essere approntato, sulla base delle indicazioni
fornite e dei necessari collegamenti interdisciplinari insiti nel progetto,
tenendo conto anche, e soprattutto, delle tematiche emergenti nel tempo e delle
indicazioni del mondo dell'industria.
Gli
argomenti riportati nei contenuti sono quelli ritenuti più significativi per la
disciplina e sono stati raggruppati per tematiche.
Sarà
compito del docente nel piano di programmazione annuale, tratture gli argomenti
nella sequenza cronologica più idonea a realizzare l'obiettivo di sistematicità
della disciplina.
EDUCAZIONE FISICA
finalità
L’insegnamento
di Educazione fisica si propone le seguenti finalità:
1.
l'acquisizione del valore della corporeità, attraverso esperienze di attività
motorie e sportive, di espressione e di
relazione, in funzione della formazione di una personalità equilibrata e
stabile;
2. il consolidamento di una cultura motoria e
sportiva quale costume di vita, intesa anche come capacità di realizzare
attività finalizzate e di valutarne i risultati e di individuarne i nessi
pluridisciplinari;
3.
il raggiungimento del completo sviluppo corporeo e motorio della persona
attraverso l'affinamento della capacità di utilizzare le qualità fisiche e le
funzioni neuro-muscolari;
4.
l'approfondimento operativo e teorico di attività motorie e sportive che, dando
spazio anche alle attitudini e propensioni personali, favorisca l'acquisizione
di capacità trasferibili all'esterno della scuola (lavoro, tempo libero,
salute);
5.
l'arricchimento della coscienza sociale attraverso la consapevolezza di sé e
l'acquisizione della capacità critica nei riguardi del linguaggio del corpo e
dello sport.
Il
programma di Educazione fisica del triennio della scuola secondaria di secondo
grado è la prosecuzione e l'evoluzione del programma del biennio precedente.
Esso
rappresenta la conclusione di un percorso che mira al completamento della
strutturazione della persona e della definizione della personalità per un
consapevole inserimento nella società.
Le
finalità indicate, coerenti con quelle generali della scuola, definiscono
l'ambito operativo specifico dell'Educazione fisica.
Il
ruolo prioritario viene dato all'acquisizione del valore della corporeità che,
punto nodale dell'intervento educativo, è fattore unificante della persona e
quindi di aiuto al superamento dei disagi tipici dell'età giovanile che possono
produrre comportamenti devianti.
Solo
in questo quadro sarà possibile comprendere in modo corretto la valenza delle
altre finalità.
Infatti
esse, nell'ordine, mirano a rendere te persona: capace in modo consapevole di affrontare,
analizzare e controllare situazioni problematiche personali e sociali; di
utilizzane pienamente le proprie qualità fisiche e neuro-muscolari; di
raggiungere una plasticità neuronale che consenta di trasferire in situazioni
diverse le capacità acquisite, determinando le condizioni per una migliore
qualità della vita.
L'insegnamento
dell'Educazione fisica, inoltre, deve guidare lo studente a comprendere il
ruolo del corpo in ambito sociale, per riconoscerne la valenza sia a livello
personale sia a livello comunicativo come avviene in campi sportivo e nel linguaggio del corpo.
OBBIETTIVI Dl
APPRENDIMENTO
Lo
studente, al termine de! triennio, deve dimostrare di:
1.
essere consapevole del percorso effettuato per conseguire il miglioramento
delle capacità di:
1.1.
compiere attività di resistenza, forza, velocità e articolarità;
1.2.
coordinare azioni efficaci in situazioni complesse;
2. essere in grado di:
2.1.
utilizzare le qualità fisiche e neuro - muscolari in modo adeguato alle diverse
esperienze e ai vari contenuti tecnici,
2.2.
applicare operativamente le conoscenze delle melodiche inerenti al mantenimento
delta salute dinamica,
2.3.
praticare almeno due degli sport programmati nei ruoli congeniali alle proprie
attitudini e propensioni,
2.4.
praticare attività simbolico - espressive e approfondirne gli aspetti
culturali,
2.5.
praticare in modo consapevole attività motorie tipiche dell'ambiente naturale
secondo tecniche appropriate, là dove è possibile,
2.6.
organizzare e realizzare progetti operativi finalizzati,
2.7.
mettere in pratica le norme di comportamento ai fini della prevenzione degli
infortuni;
3.
conoscere:
3.1 le caratteristiche tecnico - tattiche e
metodologiche degli sport praticati,
3.2 i comportamenti
efficaci ed adeguati da adottare in caso di infortuni.
contenuti
TERZO,
QUARTO E QUINTO ANNO
1.
Attività in situazioni
significative in relazione all'età degli alunni, ai loro interessi, agli obiettivi tecnici e ai
mezzi disponibili:
1.1
a carico naturale e aggiuntivo;
1.2
di opposizione e resistenza;
1.3
con piccoli e ai grandi attrezzi, codificati e non codificati;
1.4
di controllo tonico e della respirazione;
1.5
con varietà di ampiezza e di ritmo, in condizioni spazio-temporali
diversificate;
1.6
di equilibrio, in condizioni dinamiche complesse e di volo.
2 Esercitazioni relative a:
2.1
attività sportive individuali e/o di squadra (almeno due);
2.2
organizzazione di attività e di arbitraggio degli sport individuati e di
squadra praticati;
2.3
attività tipiche dell'ambiente naturale (ove è possibile);
2.4
attività espressive;
2.5
ideazione, progettazione e realizzazione di attività finalizzate;
2.6 assistenza diretta e indiretta connessa alle attività.
3.
Informazione e conoscenze relative a:
3.1
la teoria del movimento e delle metodologie dell'allenamento: riferite alle
attività;
3.2
le norme di comportamento per la prevenzione degli infortuni e in caso d'incidente.
Note
Le
attività elencate devono essere organizzate e utilizzate in modo da soddisfare
le esigenze derivanti dalle particolari caratteristiche delle; finalità, ed
obiettivi del programma.
L'elenco
non prevede la distinzione in attività fondamentali e complementari in quanto
la loro scelta può essere condizionata dalla situazione ambientale e dai mezzi
disponibili.
indicazioni didattiche:
La
fase conclusiva dell'adolescenza e l'inizio della giovinezza sono
caratterizzate da un graduale rallentamento dei processi evolutivi, fino alla
loro stabilizzazione.
Tale
periodo di relativa tranquillità si accompagna normalmente ad un certo
equilibrio psicofisico che favorisce nel giovane manifestazioni, motorie più
controllate ed armoniche e lo aiuta a procedere da modelli; relazionali di
adesione incondizionata al gruppo verso scelte autonome e più personali.
Inoltre,
essendo questo stadio dello sviluppo caratterizzato anche dal prevalere di
diversità individuali e della differenziazione psicologica e morfo - funzionale
tra i due sessi, dovrà porsi particolare attenzione, in fase di programmazione,
all'adeguamento degli itinerari didattici alle caratterizzazioni individuati.
Gli
obiettivi, solo in quanto sostanziati dalla continua richiesta della
consapevolezza e finalizzazione dei procedimenti didattici - aspetti che
rappresentano l'evoluzione qualitativa dell'insegnamento dell'Educazione
fisica per il triennio secondario superiore - consentono il raggiungimento
delle finalità indicate. Essi devono essere considerali non come frammentazione
delle attività e dei processi loro connessi, ma come traguardi da raggiungere
attraverso attività motorie e sportive compiutamente realizzate e con
iniziative di tipo interdisciplinare.
Le
caratteristiche, dunque, delle finalità e degli obiettivi richiedono una
metodologia basata sull'organizzazione di attività «in situazione», sulla
continua indagine e sull'individuazione e autonoma correzione dell'errore. Tale
metodologia consentirà di create i presupposti della plasticità neuronale e
della trasferibilità delle abilità e competenze acquisite ad altre situazioni
ed ambiti.
Conseguentemente,
ciascuna attività deve tener conto, nella sua organizzazione e realizzazione,
della necessità di dare spazio ad una serie di varianti operative e al
contributo creativo e di elaborazione che ciascuno degli studenti può apportare.
Al
fine di far conseguire allo studente la capacità di organizzare progetti
autonomi, utilizzabili anche dopo la conclusione degli studi secondari, sono
opportune forme di coinvolgimento attivo dello stesso nelle varie fasi
dell'organizzazione dell'attività dalla progettazione alla realizzazione dei
percorsi operativi e metodologici da adottare.
L'accertamento
delta situazione iniziale dello studente consente di programmare in modo
efficace l'azione educativa e didattica. Tale programmazione deve tener conto
della necessità di riferirsi, per quanto e possibile, ad obiettivi
tassonomizzati ed a contenuti da utilizzare in modo processuale, in vista di
una corretta valutazione finale dell'intero iter educativo.
La
valutazione dello studente deve consentire di apprezzare sia la capacità esecutiva
delle varie attività sia la conoscenza teorica e scientifica della disciplina
e dei processi metodologici utilizzati, mediante verifiche costituite da prove
pratiche, questionari scritti e prove orali.